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CAMPOBASSO.
La ricostruzione pesante nei Comuni colpiti dal terremoto del 2002 è
di fatto bloccata. La Regione Molise non ha più fondi
disponibili per finanziare i progetti trasmessi in questi mesi, o
meglio, sarebbero ‘gli organi competenti dello Stato’ a ritardare
le procedure di erogazione fondi alla Struttura di Campobasso.
E’ quanto emerge dalla lettera che il commissario delegato alla
ricostruzione post-sisma, Michele Iorio, ha trasmesso a tutti i sindaci
del cratere e anche al Prefetto di Campobasso, Mario D’Ambrosi.
Una lettera che ieri pomeriggio è piombata come un fulmine a ciel
sereno sulle scrivanie dei municipi e destinata a sollevare un nuovo
polverone di polemiche sull’impervio percorso della ricostruzione
pesante.
A distanza di cinquanta mesi dal sisma, infatti, gli interventi
relativi all’edilizia privata non hanno ancora superato la fase di ‘rodaggio’.
Numerosi progetti esecutivi approvati in conferenza di servizi sono
stati trasmessi alla Struttura regionale in attesa della firma dei
decreti di concessione contributi da parte del commissario Iorio.
Progetti inviati fin dallo scorso autunno, e ‘monchi’ dell’ultimo
atto, quello che fa scattare il via libera ai cantieri. Tuttavia, la
lettera trasmessa ai primi cittadini del cratere non spegne le speranze
ma scarica gli slittamenti negli uffici ‘romani’, almeno così si
evince dal documento.
“In riferimento alle sollecitazioni ricevute inerenti i finanziamenti
dei progetti ricadenti nella classe ‘A’ della ricostruzione
post-sisma - scrive Iorio ai sindaci e al Prefetto - si fa presente che questa
struttura è a tutt’oggi impossibilitata ad erogare i fondi necessari
all’esecuzione dei progetti che hanno già ultimato l’iter
amministrativo, in quanto gli organi competenti dello Stato non hanno
ancora provveduto ad emanare i provvedimenti necessari all’attualizzazione
dei contributi spettanti”.
Il commissario Iorio fa inoltre presente che “questa Struttura già da
tempo ha messo in atto tutte le iniziative a disposizione per accelerare
l’erogazione dei finanziamenti e contemporaneamente ha più volte
interessato e sollecitato gli organi competenti alla trasmissione degli
atti necessari per l’utilizzo dei fondi in questione”.
Il governatore assicura, dunque ‘come sempre’, che “non appena
ricevuti provvedimenti attesi ad horas la piena disponibilità della
presente struttura a dare seguito alle richieste inoltrate”. Insomma,
la Regione ha chiesto i fondi allo Stato ma l’iter si sarebbe ‘inceppato’
e questo stato di cose non consentirebbe al commissario delegato di
firmare i numerosi decreti.
Per le amministrazioni comunali, e soprattutto per i cittadini
alloggiati nei villaggi di legno, in quelli prefabbricati, in autonoma
sistemazione o trasferitisi altrove, si erge un altro scoglio. Quando,
si chiedono i terremotati, la ricostruzione pesante diventerà una
prassi anziché un percorso a ostacoli?
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Il
sindaco di Santa Croce interviene sul documento che Iorio ha
trasmesso ai sindaci
Marino: ‘Vogliamo sapere la verità’
“Le popolazioni del cratere meritano
risposte certe sia sui fondi che sui tempi”
“Un anno e mezzo fa ricevemmo la lettera che assicurava
risorse a tutte le classi A” |
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Il
sindaco di Colletorto, Antonio Mucciaccio,
pronto a convocare una riunione
con tutti gli amministratori
Subito i fondi per la ricostruzione
I cittadini chiedono agli organi competenti
di erogare le risorse necessarie
Non
poteva essere diversamente. La lettera che il commissario delegato
alla ricostruzione post-sisma, Michele Iorio, ha trasmesso al Prefetto
di Campobasso, Mario D’Ambrosi e a tutti e quattordici i sindaci del
cratere, sta sollevando polemiche e malumori tra gli amministratori e
soprattutto tra i cittadini terremotati che hanno appreso dal nostro
giornale il ‘blocco’ dei finanziamenti.
Iorio, a capo della struttura di viale Elena che gestisce la
ricostruzione, si è detto impossibilitato a firmare i decreti di
concessione contributi in quanto gli organi competenti dello Stato non
avrebbero ancora provveduto a formalizzare gli atti necessari.
In altre parole, non avrebbe risorse ‘liquide’ con le quali coprire
i numerosi progetti esecutivi relativi a Peu e Pes approvati in
conferenza di servizi dalle strutture tecniche comunali e trasmessi in
Regione. Risorse che sarebbero sbloccate non appena gli ‘organi
competenti dello Stato’ andrebbero a emanare i provvedimenti di rito.
Una sorta di rassicurazione che, tuttavia, non convince tutti e lascia
un punto interrogativo sul prosieguo delle attività, iniziate peraltro
solo in alcuni paesi. Il problema di fondo è sempre lo stesso: la
ricostruzione pesante dei Comuni più colpiti dal terremoto fatica a
marciare, è come un’automobile che aspetta il verde davanti al
semaforo. Le procedure non sono snelle e, nonostante l’annunciata
copertura finanziaria globale di tutte le classi ‘A’, ci si trova di
fronte ad ostacoli che, seppure di carattere burocratico (così sembra)
rallentano le procedure.
Tutto ciò si verifica, peraltro, nel momento in cui la mole di progetti
approvati diventa più consistente, e di conseguenza pure la richiesta
complessiva di fondi. Una ricostruzione in standby, che chissà quando
vedrà rientrare i cittadini rimasti senza una casa nelle abitazioni
ristrutturate. Ma, per fortuna, diversi decreti sono stati siglati dal
commissario delegato prima del ‘blocco’.
Intanto, il sindaco di Colletorto, Antonio Mucciaccio, è pronto a
convocare un incontro in paese con tutti gli amministratori del cratere
per fare il punto della situazione. Un tavolo per individuare la chiave
di volta che eviterà altri freni sull’impervio percorso del
post-terremoto. Dai tragici eventi sono già passati cinquanta mesi.
articoli
di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del
Molise", 15/16 febbraio 2007
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