Santa Croce di Magliano, mercoledì 28 febbraio 2007

     

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A Colletorto gli amministratori fanno la voce grossa: i fondi messi a disposizione dal governo non bastano


 Ricostruzione, i sindaci: più risorse


 Messo da parte ogni campanilismo chiedono certezze per ritornare alla normalità

 

CAMPOBASSO. Vertice affollato lunedì mattina, 26 febbraio, al municipio di Colletorto. Argomento: i fondi per la ricostruzione post sisma.
Convocato dal primo cittadino, Antonio Mucciaccio, erano presenti quasi tutti i sindaci del cratere oltre ai parlamentari Di Bartolomeo e Astore e al consigliere regionale Chieffo. L’incontro ha cercato di dare risposte all’amarezza nei cittadini maggiormente colpiti dal sisma. I promessi fondi per il terremoto già contenuti nella finanziaria 2006 non ci sono più. Le priorità sono state sottoscritte in un documento congiunto: un incontro fra dieci giorni con il commissario delegato Iorio.
Si dovranno chiarire i fondi a disposizione in rapporto ai progetti presentati e vi dovrà essere il coinvolgimento effettivo del coordinamento dei sindaci.

 


 

Affollato vertice a Colletorto con i sindaci del cratere, due parlamentari e il consigliere Chieffo
Terremoto, i fondi non bastano

Incerte le disponibilità della manovra 2006. Inadeguate quelle del 2007

 

COLLETORTO. “L’anno scorso c’erano i fondi, oggi, improvvisamente, non ci sono più. Perché prima si sono sbandierati i finanziamenti e adesso gli annunci vengono rimangiati? Anche noi abbiamo il diritto di saperlo, vogliamo una risposta”.
Nelle parole di un cittadino che vive in autonoma sistemazione si legge tutta l’amarezza delle comunità terremotate che a distanza di cinquanta mesi dal sisma non sanno ancora quando potranno iniziare a ricostruire. Non lo sanno perché mancano le certezze a pochi giorni dalla lettera che il commissario delegato, Michele Iorio, ha trasmesso ai sindaci e nella quale spiega che la “Struttura è impossibilitata ad erogare i fondi necessari all’esecuzione dei progetti che hanno già ultimato l’iter amministrativo, in quanto gli organi competenti dello Stato non hanno ancora provveduto ad emanare i provvedimenti necessari all’attualizzazione dei contributi spettanti”.
Per fare il punto della situazione e individuare la strada da seguire il sindaco di Colletorto, Antonio Mucciaccio, ha convocato ieri mattina un vertice in municipio. Presenti quasi tutti i colleghi del cratere, il senatore Gino Di Bartolomeo, l’onorevole Giuseppe Astore e il consigliere regionale, Antonio Chieffo. Non c’erano, per impegni istituzionali, il governatore, Michele Iorio e i parlamentari Massa e Ruta.
Nel corso di un acceso e a tratti incandescente dibattito sono state ribadite - ancora una volta - le mille problematiche di una ricostruzione che stenta a superare la fase di rodaggio. In particolare, non è chiara la questione dei fondi realmente disponibili.
Il precedente Governo aveva inserito in Finanziaria (2006) centodieci milioni di euro. Ieri mattina si è appreso che parte di questi fondi sono stati già impegnati, e gli altri saranno sbloccati non appena sarà firmato a Roma un decreto che autorizza la Regione Molise a contrarre il mutuo con l’istituto di credito aggiudicatario della gara d’appalto. In ogni caso i fondi da sbloccare sarebbero insufficienti a coprire tutte le classi ‘A’ e comunque i progetti presentati o in via di presentazione.
Inadeguati sono pure i fondi inseriti nella Manovra 2007 (85 milioni) che dovranno essere spartiti tra San Giuliano di Puglia e gli altri Comuni, con priorità al cratere, senza dimenticare la vicina Puglia che sta dando battaglia nelle stanze del potere anche con una legge che allarga, nel foggiano, l’area terremotata. Ma il problema dei fondi non è certo l’unico.
I presenti hanno ribadito nell’unità di intenti, mettendo da parte ogni campanilismo, la ricetta giusta per tirare fuori dal calderone della ricostruzione post-terremoto la soluzione giusta. E nella bozza di un documento congiunto dei primi cittadini ecco le priorità: un prossimo (dieci giorni) incontro col commissario delegato, un chiaro rendiconto dei fondi disponibili in rapporto ai progetti presentati, un coinvolgimento effettivo del Coordinamento dei sindaci per snellire le procedure a ogni livello e, non ultima, la verifica del fondo da un milione di euro per le minori entrate dei Comuni. Come ogni ‘vertice’ che si rispetti, le proposte sono state tante, per i fatti occorrerà aspettare qualche settimana. Se non arriveranno, si passerà, probabilmente, a forti azioni di protesta.


GLI INTERVENTI - La politica infiamma la sala. Occorre unità d’intenti

COLLETORTO. “Ad oggi i fondi per tutte le classi ‘A’ non ci sono, abbiamo soltanto una volontà politica, stiamo ancora a fissare i criteri, questo è inconcepibile!”.
Sbotta il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, e gli fa eco il collega di Montorio, Paolo Carfagnini: “c’è qualcosa che stride tra il promettere una certezza prima e leggere la lettera di oggi”. Critico il primo cittadino di Ripabottoni, Michele Frenza: “i sindaci sono sempre all’oscuro di tutto, come si fa a convocare un tavolo tecnico sui benefici fiscali senza coinvolgere gli amministratori locali?”. Secondo l’onorevole Giuseppe Astore la Finanziaria attuale ha sanato quella dello scorso anno ed è in corso l’accensione del mutuo.
“Lo so, le risorse inserite sono inadeguate - dice Astore - ma bisogna stabilire un cronoprogramma finanziario ed essere uniti, l’egoismo non porta da nessuna parte”. Per la nomina dei vice-commissari (controllori), il parlamentare Idv non guarda ai sindaci ma su personalità non politiche per evitare “conflitti di interessi”. Posizione, questa, criticata dal sindaco di Ripabottoni. Per Enrico Fratangelo, primo cittadino di Castellino bisogna “incontrarsi ogni mese e incrementare i fondi per le classi ‘A’”.
Evita la polemica politica e parla di ‘organicità’ l’ex assessore alla ricostruzione, Antonio Chieffo: “stiamo aspettando il decreto per il mutuo ma bisogna fare fronte comune per chiedere più fondi”. Quindi le sue proposte: riorganizzare la Struttura commissariale, costituire un Cts regionale per velocizzare le procedure, avviare un programma di ricerca con la Facoltà di Ingegneria di Termoli.
L’assenza di Iorio non è andata giù al sindaco di Larino, Nicola Anacoreta: “prima ha fatto emergere l’allarmismo e oggi non viene -dice Anacoreta, ribadendo poi, di essere disponibile a protestare anche “contro il Governo nazionale”. Per Nico Romagnuolo, sindaco di Casacalenda, le polemiche non servono a niente così come la commissione regionale per la ricostruzione. “Il senatore Massa, come ha fatto qualcun altro - spiega Romagnuolo - deve dare la fiducia solo se avrà la garanzia dei fondi per il terremoto”. Ad avviso di Luigi Barbieri, sindaco di San Giuliano, la riserva del 2006 è insufficiente: “Ricostruire San Giuliano e gli altri paesi no, non avrebbe alcun valore”. Amareggiato il sindaco di Ururi, Cocco, che oltre alle maglie della ricostruzione deve sbrogliare pure quelle dell’indebitamento crescente per il Comune: “non riusciamo più ad andare avanti”. E Tullio Perrotta, primo cittadino di Bonefro, batte pugno sul mancato finanziamento dei progetti, rimarcando, inoltre, la formazione dei tecnici in modo da accelerare l’iter di approvazione. Il senatore Di Bartolomeo ha seguito i vari interventi prima di sfoderare la sua proposta: “i fondi per coprire tutte le classi ‘A’ sono possibili al di là dell’economia che già c’è, chiedendone l’anticipazione e io sarò dalla parte vostra”.


di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del Molise"


 

 

 

 



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