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CAMPOBASSO.
Vertice affollato lunedì mattina, 26 febbraio, al municipio di
Colletorto. Argomento: i fondi per la ricostruzione post sisma.
Convocato dal primo cittadino, Antonio Mucciaccio, erano presenti
quasi tutti i sindaci del cratere oltre ai parlamentari Di Bartolomeo
e Astore e al consigliere regionale Chieffo. L’incontro ha
cercato di dare risposte all’amarezza nei cittadini maggiormente
colpiti dal sisma. I promessi fondi per il terremoto già contenuti
nella finanziaria 2006 non ci sono più. Le priorità sono state
sottoscritte in un documento congiunto: un incontro fra dieci giorni
con il commissario delegato Iorio.
Si dovranno chiarire i fondi a disposizione in rapporto ai progetti
presentati e vi dovrà essere il coinvolgimento effettivo del
coordinamento dei sindaci.
Affollato
vertice a Colletorto con i sindaci del cratere, due parlamentari e il
consigliere Chieffo
Terremoto, i fondi non bastano
Incerte le disponibilità della manovra 2006. Inadeguate quelle del
2007
COLLETORTO.
“L’anno scorso c’erano i fondi, oggi, improvvisamente, non ci sono
più. Perché prima si sono sbandierati i finanziamenti e adesso gli
annunci vengono rimangiati? Anche noi abbiamo il diritto di saperlo,
vogliamo una risposta”.
Nelle parole di un cittadino che vive in autonoma sistemazione si legge
tutta l’amarezza delle comunità terremotate che a distanza di
cinquanta mesi dal sisma non sanno ancora quando potranno iniziare a
ricostruire. Non lo sanno perché mancano le certezze a pochi giorni
dalla lettera che il commissario delegato, Michele Iorio, ha
trasmesso ai sindaci e nella quale spiega che la “Struttura è
impossibilitata ad erogare i fondi necessari all’esecuzione dei
progetti che hanno già ultimato l’iter amministrativo, in quanto gli
organi competenti dello Stato non hanno ancora provveduto ad emanare i
provvedimenti necessari all’attualizzazione dei contributi spettanti”.
Per fare il punto della situazione e individuare la strada da seguire il
sindaco di Colletorto, Antonio Mucciaccio, ha convocato ieri
mattina un vertice in municipio. Presenti quasi tutti i colleghi del
cratere, il senatore Gino Di Bartolomeo, l’onorevole Giuseppe Astore
e il consigliere regionale, Antonio Chieffo. Non c’erano, per
impegni istituzionali, il governatore, Michele Iorio e i
parlamentari Massa e Ruta.
Nel corso di un acceso e a tratti incandescente dibattito sono state
ribadite - ancora una volta - le mille problematiche di una
ricostruzione che stenta a superare la fase di rodaggio. In particolare,
non è chiara la questione dei fondi realmente disponibili.
Il precedente Governo aveva inserito in Finanziaria (2006) centodieci
milioni di euro. Ieri mattina si è appreso che parte di questi fondi
sono stati già impegnati, e gli altri saranno sbloccati non appena
sarà firmato a Roma un decreto che autorizza la Regione Molise a
contrarre il mutuo con l’istituto di credito aggiudicatario della gara
d’appalto. In ogni caso i fondi da sbloccare sarebbero insufficienti a
coprire tutte le classi ‘A’ e comunque i progetti presentati o in
via di presentazione.
Inadeguati sono pure i fondi inseriti nella Manovra 2007 (85 milioni)
che dovranno essere spartiti tra San Giuliano di Puglia e gli altri
Comuni, con priorità al cratere, senza dimenticare la vicina Puglia che
sta dando battaglia nelle stanze del potere anche con una legge che
allarga, nel foggiano, l’area terremotata. Ma il problema dei fondi
non è certo l’unico.
I presenti hanno ribadito nell’unità di intenti, mettendo da parte
ogni campanilismo, la ricetta giusta per tirare fuori dal calderone
della ricostruzione post-terremoto la soluzione giusta. E nella bozza di
un documento congiunto dei primi cittadini ecco le priorità: un
prossimo (dieci giorni) incontro col commissario delegato, un chiaro
rendiconto dei fondi disponibili in rapporto ai progetti presentati, un
coinvolgimento effettivo del Coordinamento dei sindaci per snellire le
procedure a ogni livello e, non ultima, la verifica del fondo da un
milione di euro per le minori entrate dei Comuni. Come ogni ‘vertice’
che si rispetti, le proposte sono state tante, per i fatti occorrerà
aspettare qualche settimana. Se non arriveranno, si passerà,
probabilmente, a forti azioni di protesta.
GLI
INTERVENTI - La politica infiamma la sala. Occorre unità d’intenti
COLLETORTO.
“Ad oggi i fondi per tutte le classi ‘A’ non ci sono, abbiamo
soltanto una volontà politica, stiamo ancora a fissare i criteri,
questo è inconcepibile!”.
Sbotta il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, e gli fa eco
il collega di Montorio, Paolo Carfagnini: “c’è qualcosa che
stride tra il promettere una certezza prima e leggere la lettera di oggi”.
Critico il primo cittadino di Ripabottoni, Michele Frenza: “i
sindaci sono sempre all’oscuro di tutto, come si fa a convocare un
tavolo tecnico sui benefici fiscali senza coinvolgere gli amministratori
locali?”. Secondo l’onorevole Giuseppe Astore la Finanziaria
attuale ha sanato quella dello scorso anno ed è in corso l’accensione
del mutuo.
“Lo so, le risorse inserite sono inadeguate - dice Astore - ma bisogna
stabilire un cronoprogramma finanziario ed essere uniti, l’egoismo non
porta da nessuna parte”. Per la nomina dei vice-commissari
(controllori), il parlamentare Idv non guarda ai sindaci ma su
personalità non politiche per evitare “conflitti di interessi”.
Posizione, questa, criticata dal sindaco di Ripabottoni. Per Enrico Fratangelo,
primo cittadino di Castellino bisogna “incontrarsi ogni mese e
incrementare i fondi per le classi ‘A’”.
Evita la polemica politica e parla di ‘organicità’ l’ex assessore
alla ricostruzione, Antonio Chieffo: “stiamo aspettando il
decreto per il mutuo ma bisogna fare fronte comune per chiedere più
fondi”. Quindi le sue proposte: riorganizzare la Struttura
commissariale, costituire un Cts regionale per velocizzare le procedure,
avviare un programma di ricerca con la Facoltà di Ingegneria di
Termoli.
L’assenza di Iorio non è andata giù al sindaco di Larino, Nicola Anacoreta:
“prima ha fatto emergere l’allarmismo e oggi non viene -dice
Anacoreta, ribadendo poi, di essere disponibile a protestare anche “contro
il Governo nazionale”. Per Nico Romagnuolo, sindaco di
Casacalenda, le polemiche non servono a niente così come la commissione
regionale per la ricostruzione. “Il senatore Massa, come ha fatto
qualcun altro - spiega Romagnuolo - deve dare la fiducia solo se avrà
la garanzia dei fondi per il terremoto”. Ad avviso di Luigi Barbieri,
sindaco di San Giuliano, la riserva del 2006 è insufficiente: “Ricostruire
San Giuliano e gli altri paesi no, non avrebbe alcun valore”.
Amareggiato il sindaco di Ururi, Cocco, che oltre alle maglie della
ricostruzione deve sbrogliare pure quelle dell’indebitamento crescente
per il Comune: “non riusciamo più ad andare avanti”. E Tullio Perrotta,
primo cittadino di Bonefro, batte pugno sul mancato finanziamento dei
progetti, rimarcando, inoltre, la formazione dei tecnici in modo da
accelerare l’iter di approvazione. Il senatore Di Bartolomeo ha
seguito i vari interventi prima di sfoderare la sua proposta: “i fondi
per coprire tutte le classi ‘A’ sono possibili al di là dell’economia
che già c’è, chiedendone l’anticipazione e io sarò dalla parte
vostra”.
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