Santa Croce di Magliano, domenica 04 febbraio 2007

     

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Agente ucciso a Catania: il calcio di ferma. Domenica di riflessione


fermi anche i campionati minori: rinviata Turris - Oratoriana Limosano
gara del Campionato di Promozione Molisana, valida per la 5ª giornata di ritorno

 

Tragedia dopo il derby Catania-Palermo: muore Filippo Raciti, ispettore capo di polizia, 38 anni, sposato e padre di due figli. 71 le persone medicate nei 3 ospedali di Catania. Pancalli sospende i campionati, stop anche alle partite della Nazionale e dei Dilettanti.

sezione... Turris 2006/2007

Un'altra vittima nel calcio, si ferma tutta l'attività
02/02/2007 - Una settimana dopo la scomparsa di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese ucciso su un campo di 3a Categoria in provincia di Cosenza, il calcio italiano piange un'altra vittima, l'ispettore Filippo Raciti, ucciso da una bomba carta in occasione della gara Catania - Palermo.
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio (foto), si dice d'accordo con il Commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli, con cui ieri sera è rimasto in costante collegamento, riguardo la "sospensione di tutti i campionati di ogni ordine e grado fino a nuova determinazione".
“Abbiamo superato ogni limite - commenta il presidente della LND - e stavolta c’è stata anche la premeditazione nella violenza, che è un fatto ancor più grave. Bisogna intervenire a fondo per ricostruire una morale sportiva e per tornare a comportamenti civili. I provvedimenti adottati sono il minimo che si potesse fare”.
Sulla sospensione dei campionati, la LND aveva già fatto i suoi passi nei giorni scorsi, dopo quanto accaduto a Luzzi: "Avevamo già disposto - spiega Tavecchio - una sosta di riflessione che stavamo organizzando attraverso iniziative di confronto tra i protagonisti del calcio di base, ricordando però che il nostro sistema rappresenta uno spaccato della società civile, e che quindi la violenza è un problema di tutti. Non solo del calcio. E non solo dei dilettanti. Dispiace sinceramente che questi fatti confermino questa analisi." Per bloccare la violenza, il presidente della LND chiede però ora "provvedimenti legislativi non più all’acqua di rose”.
Tavecchio constata infine con amarezza il fatto che lo stop della Nazionale "ci metterà ancora una volta in cattiva luce agli occhi del mondo sportivo internazionale”. Si precisa che il C.U. n. 63 della Figc si riferisce a tutta l'attività calcistica. Pertanto, oltre all'attività dei Campionati di ogni ordine e grado - compresi quelli amatoriali e/o ricreativi - si intende sospesa fino a nuova determinazione ogni altra attività come la Coppa Italia, i tornei nazionali ed internazionali, le attività delle Nazionali e delle Rappresentative e le gare amichevoli.

Durissima la presa di posizione del Commissario straordinario della Figc Luca Pancalli che ha subito disposto il blocco di tutto il calcio, dalla serie A ai Campionati della Lega Dilettanti, del Settore Giovanile e ha annullato le due gare amichevoli della Nazionale e dell'Under 21, mentre il presidente del Coni Petrucci ha convocato d'urgenza la Giunta Coni per domani, domenica, mattina alle ore 11.
"Ho disposto lo stop di tutte le attività - ha dichiarato Pancalli - il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta. Non si può morire a 38 anni per una partita di pallone. Questo non è sport, sono d'accordo con il presidente del Coni Petrucci e con tutte le componenti del calcio e abbiamo bloccato tutto". Un segnale forte, inevitabile dopo la follia che si è consumata all'interno del derby siciliano, e che Pancalli ha accompagnato con parole dure: "Una giornata non è sufficiente dopo quello che è successo. Proprio per questo lunedì parteciperemo ad un tavolo d'emergenza al quale interverranno il ministro per lo Sport Giovanna Melandri, il ministro degli Interni Giuliano Amato e probabilmente dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi. In questo tavolo verranno decise misure straordinarie altrimenti non si può ripartire. In ogni caso senza misure drastiche non si riparte. Il campionato si ferma a tempo indeterminato".

riferimento... www.lnd.it

Il calcio si stringe attorno alla famiglia del poliziotto morto a Catania e da Matarrese in giù sono tutti d'accordo sulla stop ai campionati. La decisione presa dal commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli, che ha subito convocato un vertice a Via Allegri con i suoi più stretti collaboratori, ha trovato una volta tanto il calcio unito. D'accordo anche Giancarlo Abete, candidato alla presidenza Figc. Dunque campionati fermi questo fine settimana, e non è escluso anche che il fermo continui.

"Senza misure drastiche non si riparte" dice Pancalli. E per dare un segnale forte la Figc ha deciso anche di annullare anche le partite delle nazionali azzurre: sia l'amichevole di mercoledì a Siena con la Romania, sia l'amichevole dell'under di martedì a Chieti con il Belgio.
"Per tutti noi è un momento terribile" afferma Matarrese, che aggiunge: "Mai come in questo momento il calcio deve interrogarsi e riflettere sul proprio futuro. Un'emergenza così il calcio italiano non l'aveva mai vissuta. L'unico stop al campionato è avvenuto 12 anni fa per la morte di un tifoso del Genoa.

E i tragici fatti di Catania avvengono appena sei giorni dopo la morte in Calabria di un dirigente della Sammartinese. Per il presidente dell'Assocalciatori il calcio dovrebbe fermarsi addirittura per un anno. "Noi da tempo stiamo denunciando aggressioni settimanali contro i giocatori perché perdono una partita, vuol dire che c'é una cultura sbagliata intorno al calcio". Oltre a Matarrese compatto il fronte del sì allo stop anche da parte dei club. "E' un episodio che impone di riflettere con serietà e di agire con risolutezza per restituire il calcio agli sportivi" il commento del presidente della Juve Giovanni Cobolli Gigli. "Senza calcio, senza parole" la reazione laconica dell'Inter.

"Non è possibile in Italia continuare a giocare al calcio. Basta, chiudiamo gli stadi e facciamola finita" ha protestato l'allenatore dell'Ascoli Nedo Sonetti. "Siamo tutti colpevoli" dice l'allenatore della Lazio Delio Rossi. "Così non si può andare avanti" fa eco il tecnico della Roma Luciano Spalletti. E Francesco Totti si stringe intorno alla famiglia del poliziotto. Per Marco Materazzi esce un'immagine "brutta" dell'Italia da questo episodio. "Però io dico che non è una questione di calcio: è una questione sociale. Una piaga, una piaga sociale". Tutti d'accordo anche sulla decisione di fermare gli impegni azzurri. "Il segnale più importante lo dà la Nazionale campione del mondo, che si ferma e contesta la violenza" spiega Gigi Riva, vice commissario della Federcalcio. "Era inammissibile non giocare questo turno e poi dare i convocati. E' una brutta sconfitta".

 



 

 

 

 



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