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Tragedia
dopo il derby Catania-Palermo: muore Filippo Raciti, ispettore capo di
polizia, 38 anni, sposato e padre di due figli. 71 le persone medicate nei
3 ospedali di Catania. Pancalli sospende i campionati, stop anche alle
partite della Nazionale e dei Dilettanti.
sezione...
Turris 2006/2007
Un'altra
vittima nel calcio, si ferma tutta l'attività
02/02/2007 - Una settimana dopo la scomparsa di Ermanno Licursi,
dirigente della Sammartinese ucciso su un campo di 3a Categoria in
provincia di Cosenza, il calcio italiano piange un'altra vittima,
l'ispettore Filippo Raciti, ucciso da una bomba carta in occasione della
gara Catania - Palermo.
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio
(foto), si dice d'accordo con il Commissario straordinario della
Federcalcio Luca Pancalli, con cui ieri sera è rimasto in costante
collegamento, riguardo la "sospensione di tutti i campionati di ogni
ordine e grado fino a nuova determinazione".
“Abbiamo superato ogni limite - commenta il presidente della LND - e
stavolta c’è stata anche la premeditazione nella violenza, che è un
fatto ancor più grave. Bisogna intervenire a fondo per ricostruire una
morale sportiva e per tornare a comportamenti civili. I provvedimenti
adottati sono il minimo che si potesse fare”.
Sulla sospensione dei campionati, la LND aveva già fatto i suoi passi nei
giorni scorsi, dopo quanto accaduto a Luzzi: "Avevamo già disposto -
spiega Tavecchio - una sosta di riflessione che stavamo organizzando
attraverso iniziative di confronto tra i protagonisti del calcio di base,
ricordando però che il nostro sistema rappresenta uno spaccato della
società civile, e che quindi la violenza è un problema di tutti. Non
solo del calcio. E non solo dei dilettanti. Dispiace sinceramente che
questi fatti confermino questa analisi." Per bloccare la violenza, il
presidente della LND chiede però ora "provvedimenti legislativi non
più all’acqua di rose”.
Tavecchio constata infine con amarezza il fatto che lo stop della
Nazionale "ci metterà ancora una volta in cattiva luce agli occhi
del mondo sportivo internazionale”. Si precisa che il C.U. n. 63
della Figc si riferisce a tutta l'attività calcistica. Pertanto,
oltre all'attività dei Campionati di ogni ordine e grado - compresi
quelli amatoriali e/o ricreativi - si intende sospesa fino a nuova
determinazione ogni altra attività come la Coppa Italia, i tornei
nazionali ed internazionali, le attività delle Nazionali e delle
Rappresentative e le gare amichevoli.
Durissima
la presa di posizione del Commissario straordinario della Figc Luca
Pancalli che ha subito disposto il blocco di tutto il calcio, dalla serie
A ai Campionati della Lega Dilettanti, del Settore Giovanile e ha
annullato le due gare amichevoli della Nazionale e dell'Under 21, mentre
il presidente del Coni Petrucci ha convocato d'urgenza la Giunta Coni per
domani, domenica, mattina alle ore 11.
"Ho disposto lo stop di tutte le attività - ha dichiarato Pancalli -
il calcio in Italia si ferma. Ora basta, veramente basta. Non si può
morire a 38 anni per una partita di pallone. Questo non è sport, sono
d'accordo con il presidente del Coni Petrucci e con tutte le componenti
del calcio e abbiamo bloccato tutto". Un segnale forte, inevitabile
dopo la follia che si è consumata all'interno del derby siciliano, e che
Pancalli ha accompagnato con parole dure: "Una giornata non è
sufficiente dopo quello che è successo. Proprio per questo lunedì
parteciperemo ad un tavolo d'emergenza al quale interverranno il ministro
per lo Sport Giovanna Melandri, il ministro degli Interni Giuliano Amato e
probabilmente dovrebbe partecipare anche il Presidente del Consiglio
Romano Prodi. In questo tavolo verranno decise misure straordinarie
altrimenti non si può ripartire. In ogni caso senza misure drastiche non
si riparte. Il campionato si ferma a tempo indeterminato".
riferimento...
www.lnd.it
Il calcio
si stringe attorno alla famiglia del poliziotto morto a Catania e da
Matarrese in giù sono tutti d'accordo sulla stop ai campionati. La
decisione presa dal commissario straordinario della Federcalcio Luca
Pancalli, che ha subito convocato un vertice a Via Allegri con i suoi più
stretti collaboratori, ha trovato una volta tanto il calcio unito.
D'accordo anche Giancarlo Abete, candidato alla presidenza Figc. Dunque
campionati fermi questo fine settimana, e non è escluso anche che il
fermo continui.
"Senza
misure drastiche non si riparte" dice Pancalli. E per dare un segnale
forte la Figc ha deciso anche di annullare anche le partite delle
nazionali azzurre: sia l'amichevole di mercoledì a Siena con la Romania,
sia l'amichevole dell'under di martedì a Chieti con il Belgio.
"Per
tutti noi è un momento terribile" afferma Matarrese, che aggiunge:
"Mai come in questo momento il calcio deve interrogarsi e riflettere
sul proprio futuro. Un'emergenza così il calcio italiano non l'aveva mai
vissuta. L'unico stop al campionato è avvenuto 12 anni fa per la morte di
un tifoso del Genoa.
E i tragici
fatti di Catania avvengono appena sei giorni dopo la morte in Calabria di
un dirigente della Sammartinese. Per il presidente dell'Assocalciatori il
calcio dovrebbe fermarsi addirittura per un anno. "Noi da tempo
stiamo denunciando aggressioni settimanali contro i giocatori perché
perdono una partita, vuol dire che c'é una cultura sbagliata intorno al
calcio". Oltre a Matarrese compatto il fronte del sì allo stop anche
da parte dei club. "E' un episodio che impone di riflettere con
serietà e di agire con risolutezza per restituire il calcio agli
sportivi" il commento del presidente della Juve Giovanni Cobolli Gigli.
"Senza calcio, senza parole" la reazione laconica dell'Inter.
"Non
è possibile in Italia continuare a giocare al calcio. Basta, chiudiamo
gli stadi e facciamola finita" ha protestato l'allenatore dell'Ascoli
Nedo Sonetti. "Siamo tutti colpevoli" dice l'allenatore della
Lazio Delio Rossi. "Così non si può andare avanti" fa eco il
tecnico della Roma Luciano Spalletti. E Francesco Totti si stringe intorno
alla famiglia del poliziotto. Per Marco Materazzi esce un'immagine
"brutta" dell'Italia da questo episodio. "Però io dico che
non è una questione di calcio: è una questione sociale. Una piaga, una
piaga sociale". Tutti d'accordo anche sulla decisione di fermare gli
impegni azzurri. "Il segnale più importante lo dà la Nazionale
campione del mondo, che si ferma e contesta la violenza" spiega Gigi Riva, vice commissario della Federcalcio. "Era inammissibile non
giocare questo turno e poi dare i convocati. E' una brutta
sconfitta". |