|
Polemiche sul programma
regionale. Esclusi pronti a presentare ricorso
SANTA CROCE
DI MAGLIANO. Difficoltà dei giovani a creare nuove imprese, fatica per le
imprese già esistenti a continuare ad esercitare le attività economiche,
desiderio di conoscere il perché dell’esclusione nelle graduatorie
pubblicate a fine dicembre.
Nell’intervento di una giovane laureata di Colletorto si legge tutta l’amarezza
dei cittadini del cratere ‘esclusi’ dal programma Articolo 15, il
piano di sviluppo che la Regione ha destinato all’intero territorio
regionale. Per sondare le opinioni delle comunità e definire le azioni da
intraprendere nel prossimo futuro, il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino,
ha convocato domenica mattina una gremita assemblea con gli operatori e
gli amministratori coinvolti.
Un forum aperto, durante il quale è stata ribadita, ancora una volta, l’inefficacia
delle misure adottate. Delle domande presentate in tutta la Regione per l’accesso
ai contributi, infatti, il cratere non fa la parte da leone. Tanto che è
stata avanzata la possibilità di ricorsi collettivi, da parte degli
esclusi e degli ammessi ma non beneficiari, da delegare alle
amministrazioni comunali.
Possibilità rimarcata dal sindaco Marino, il quale non ha
condiviso la portata regionale del programma e le risorse insufficienti
destinate all’area terremotata. “Siamo stati da sempre considerati un’area
marginale, dimenticata, dopo il terremoto bisognava prediligere le nostre
realtà - ha spiegato Marino - a Campobasso ci dicono che tutto è a posto
e non dobbiamo preoccuparci, invece è l’esatto contrario, dato che
aspettiamo da ottobre i fondi per i progetti di ricostruzione. Non
possiamo far passare un diritto per una gentile concessione”.
Il consigliere regionale Ds, Michele Petraroia, ha individuato il
buco nero nella mancanza di una legge regionale. “La madre di tutte le
sconfitte è il Modello Molise che concentra nel commissario tutte le
funzioni - ha detto l’ex sindacalista - quando c’è una sola persona
che decide è difficile intervenire, il Consiglio regionale è stato
esautorato”. Di grave ingiustizia ha parlato l’onorevole Giuseppe Astore.
“Allora la politica non ha fatto il suo dovere - ha affermato il
deputato Idv - e oggi mi chiedo dove siano finiti ben 154 milioni di euro
destinati alle aree colpite dalle calamità”. Astore, dal canto suo, ha
preferito non fomentare le polemiche, andando subito al sodo.
“La mia proposta - ha detto - è quella di un nuovo Articolo 15 da
destinare al solo cratere secondo principi di giustizia distributiva. Che
ne pensate di incentivi particolari al commercio, agli artigiani, all’industria,
magari un’area franca abbattendo i tributi e i contributi? Questo è l’impegno
che come cittadino terremotato porterò avanti in Parlamento, ma il tutto
dovrà essere basato su quell’unità dei sindaci che non c’è stata”.
Un ‘vero’ rilancio, insomma. Chiare le parole di un cittadino di
Bonefro: “sono tornato in questa realtà perché credevo nel futuro di
questa regione. Occorre una spinta forte altrimenti dopo il contributo ci
addormenteremo di nuovo. E’ l’unico presupposto per il futuro dei
giovani”.
Di mancanza di capacità di indignazione ha parlato l’ex sindaco di
Casacalenda, Giovanni Tozzi: “quando un diritto viene calpestato
bisogna reagire, non si può sempre passare per lo zerbino della
situazione. L’Articolo 15 era una questione stretta del cratere non di
altre aree. Che cosa si andrà ad amministrare senza un piano di sviluppo?”.
Secondo il sindaco di Colletorto, Mucciaccio bisogna trovare i
correttivi ed elaborare anche un’indagine socioeconomica, punto quest’ultimo,
ribadito dall’onorevole Astore.
Il segretario Ds colletortese, D’Onofrio, ha invece spinto alla
mobilitazione dei cittadini per far sentire la voce della delusione. Prima
di formulare la sua proposta, il consigliere regionale Antonio Chieffo
ha atteso tutti gli interventi, invitando alla concretezza lontano dalle
polemiche politiche: “il percorso può essere quello di verificare se le
imprese del cratere inserite in graduatoria possono scorrere e accedere a
fondi. La disponibilità a lavorare insieme c’è sempre”.
Insomma, il calderone dell’Articolo 15, ma più in generale del
terremoto, strabocca di critiche, malumori, proposte. Il fattore
determinante resta, tuttavia, quello dei tempi. A quattro anni e tre mesi
dai tragici eventi i segnali di ripresa non ci sono. E i biglietti per
salire sul treno dello sviluppo sono quasi esauriti.
articolo
di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del
Molise", 30/01/2007
All’incontro
hanno partecipato tre sindaci
Astore, Chieffo e Petraroia
Polemiche
sulla ricostruzione
Le
imprese del cratere lamentano
l’esclusione dal programma regionale dell’ex
articolo 15
SANTA CROCE
DI MAGLIANO. Polemiche sul programma regionale ex articolo 15 che ha
distribuito fondi a destra e manca senza alcuna priorità per le imprese
vecchie e nuove del cratere. Questo, l’argomento alla base dell’incontro
di domenica mattina che ha visto intorno al tavolo della sala consiliare
del centro fortorino, oltre al primo cittadino Pasquale Marino, alcuni
sindaci (in verità soltanto due Rotello e Colletorto) dei centri
limitrofi insieme al parlamentare dell’Italia dei Valori Giuseppe
Astore, e ai consiglieri regionali Chieffo e Petraroia.
In sala, molti operatori, tanti giovani che hanno avanzato domanda di
finanziamento ma che si sono visti scavalcare da imprese già esistenti,
magari di Isernia o addirittura bocciare completamente la domanda per non
aver raggiunto il limite di punteggio necessario.
E’ stato, in primis, il sindaco Pasquale Marino a definire tali
esclusioni “come la perdita di un’opportunità fondamentale per questa
parte di Molise che già prima del sisma era marginale rispetto alla costa
e al capoluogo ma ora sembra addirittura popolato - o meglio in via di
spopolamento - da una popolazione che, viste le graduatorie non è in
grado di fare impresa, dunque, di creare sviluppo”.
Lo stesso primo cittadino ha voluto anche chiarire che è giunto il tempo
che le amministrazioni programmino insieme lo sviluppo dell’area “perché
non è più il tempo di pensare campanilisticamente al proprio Comune
senza guardare alle possibilità che deriverebbero da una programmazione
concordata”. Nel corso dell’incontro è emerso chiaramente che a
fronte dell’esclusione di numerose domande dei centri terremotati esiste
la possibilità concreta di un ricorso collettivo da parte delle
amministrazioni su delega dei cittadini e, in ogni modo, la possibilità
di chiedere singolarmente, e dunque fare chiarezza sui motivi che hanno
determinato a giudizio dell’apposita commissione le esclusioni.
Un passaggio dell’incontro, prima degli interventi degli altri ospiti,
è stato fatto anche sulle modalità seguite dalla Commissione per
giungere alle graduatorie: gli abitanti del cratere, è vero, avevano un
vantaggio, circa 15 punti, ma tale vantaggio poteva essere ‘sfruttato’
solo se si raggiungeva un’altra soglia; un vantaggio per molti
illusorio.
L’esponente dell’Italia dei Valori Astore, da sempre battagliero
avversario della politica usata dal commissario delegato Iorio sulla
distribuzione a macchia dei fondi dell’articolo 15 ha annunciato il suo
impegno perché si riesca a trovare appositi finanziamenti, un vero e
proprio nuovo articolo 15 destinato solo all’area del cratere.
Per Chieffo addirittura la mossa politica sarebbe quella di far scorrere
le graduatorie solo per il cratere, o meglio ancora di uscire fuori dalle
graduatorie e finanziare tutte le richieste. Fermo sostenitore che l’articolo
15 e il Modello Molise è ‘la madre di tutte le sconfitte’, il
consigliere Ds Petraroia che ha ribadito, anche nella sala consiliare
fortorina il suo pensiero sui fondi “distribuiti a pioggia e fuori dall’area
bassomolisana che realmente ha bisogno di nuovo sviluppo perché è a
forte rischio spopolamento”. Polemiche, e annunciati ricorsi, questo,
quanto emerso, in ultima analisi dall’incontro di Santa Croce con la
gente visibilmente insoddisfatta di quanto sta accadendo.
articolo
di Nicola De Francesco dal quotidiano "Primo Piano", 30/01/2007
|