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Si
parla sempre più dell’eolico. Di una forma di energia pulita che
tanto serve al nostro Paese. E che serve pure ai nostri paesi che
riescono, sudando sette camicie, a far quadrare il bilancio.
Ma è proprio necessario decorare i crinali del territorio con i
tralicci metallici? A questa domanda le risposte sono in sostanza
due.
Da un lato, la fazione dei favorevoli. Per loro l’eolico è una forma
di energia pulita, che darà benefici economici ai Comuni e non
imbratterà le cartoline panoramiche, o comunque l’impatto visivo non
sarebbe un problema.
Dall’altro lato c’è la fazione contraria: le pale eoliche
deturpano, sconvolgono il paesaggio e, secondo alcuni
ambientalisti, causerebbero danni alla salute degli animali e degli
uomini che si espongono a poca distanza. Vedono come un pugno nell’occhio
strutture che sottrarrebbero quel poco che ci è rimasto, l’ambiente
incontaminato, per tanti anni. Ma favorevoli o contrari poco importa.
Molte amministrazioni hanno già deciso, giocando anche la carta della
non-visibilità dall’abitato: Santa Croce di Magliano ha fatto la
gara d’appalto, San Giuliano ha avviato gli studi di fattibilità,
Casacalenda valuta, Bonefro temporeggia ma andrà su quella strada, e
Colletorto, già Colletorto, che cosa farà? La situazione sembra
congelata, ma c’è una convenzione firmata.
articolo
di Fabrizio Occhionero dal quotidiano "Il Quotidiano del
Molise", 25/01/2007 |