Santa Croce di Magliano, mercoledì 21 marzo 2007

     

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tradizioni popolari


Primavera alle porte... arriva il maltempo! Freddo, vento e pioggia
rovinano la festa dei "marauasce" nella serata di San Giuseppe


 

Vento forte e temperature in picchiata: è arrivato anche nella zona del Fortore il freddo annunciato nei giorni scorsi dalle previsioni meteo e dalla Protezione Civile.
A Santa Croce di Magliano la serata di San Giuseppe, con i tradizionali "marauasce", è stata rovinata da un forte vento seguito poi da intense precipitazioni. Le cataste di legna sono rimaste spente.
Alcuni allestitori dei falò di San Giuseppe hanno rinviato di 24 ore l'accensione dei fuochi ma il freddo non ha permesso un gran seguito della tradizione.
Gli organizzatori hanno quindi annunciato che la festa sarà recuperata nella serata di sabato 24 marzo.

[ festa ancora rovinata dalla pioggia ]

E' ARRIVATO IL FREDDO: NEVE SULLE MONTAGNE MOLISANE
Primi fiocchi di neve in Molise. Dopo il brusco abbassamento delle temperature, ampiamente annunciato nei giorni scorsi, l'Appennino molisano è tornato ad imbiancarsi. Per ora la neve ha fatto la sua comparsa, dopo una stagione caratterizzata da un caldo inusuale, sul Matese e sulle montagne dell'alto Molise, coperte da una decina di centimetri di coltre bianca. L'arrivo della neve ha portato con se anche la speranza di un rifornimento delle falde acquifere. Infatti, a causa della scarsità delle precipitazioni, l'invaso del Liscione è sceso ai minimi storici, una circostanza questa che lascia presagire, se il suo livello non salirà, il razionamento dell'acqua nei mesi estivi.

 

SAN GIUSEPPE A CASACALENDA
Il 19 Marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, ribadisce il valore della solidarietà, trasmesso alle nuove generazioni attraverso le TAVOLATE: banchetti allestiti nelle case delle famiglie miracolate dal Santo il cui quadro viene esposto in un altare posizionato nell'angolo più visibile della stanza. In altra epoca erano commensali privilegiati i poveri di beni materiali, che, almeno in quel giorno, venivano rifocillati.

Oggi, senza distinzione alcuna, tutti sono invitati e siedono gratuitamente alle Tavolate per gustare le 13 portate a base di cibi "poveri" (legumi ed altre specialità locali) preparati secondo antiche ricette e consumati nello spirito di tradizionali rituali che rendono piacevole il pasteggiare assieme.

Come in ogni rito che si rispetti, la preparazione e la consumazioni dei cibi, nel corso dei secoli, si sono svolti secondo rigidi e precisi criteri codificati e tramandati oralmente. Esemplificativi di tale rituale sono alcuni comportamenti dettati da antiche credenze, o suggestioni superstiziose: mangiare con le mani i maccheroni con la mollica, spezzare il pane con le mani, gradire tutte le portate, non lasciare mai cibo residuo nei piatti...

Ai commensali, durante la I tavola che, tassativamente, annovera due vecchi (la Madonna e S. Giuseppe) contornati da numerosi bambini (gli Angeli) e la II, frequentata da adulti di ogni estrazione sociale, viene servito il menù seguente: 1) Fette di arance insaporite con olio di olive e zucchero e sottaceti in agrodolce (a chembòsc-te); 2) Fagioli; 3) Ceci; 4) Piselli; 5) Cicerchie; 6) Fave; 7) Granchi; 8) Lumache; 9) Riso; 10) Baccalà gratinato; 11) Verdure (rape); 12) Maccheroni con la mollica; 13) Frutta e dolci: screppèlle (frittelle allungate di pasta di pane e spolverate con zucchero) càveciune (sfoglie ripiene di pasta di ceci).

Coloro che interrompono la " Devozione " delle tavolate conservano quel legame privato con il Santo e lo manifestano distribuendo pagnottelle e pacchi di pasta alla popolazione.



 

 

 

 



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