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ROMA - Si chiama “Made
in Molise” la cittadella standistica con circa duecento
espositori che nei giorni 1, 2 e 3 giugno 2007 a Roma, in villa
Lazzaroni (via Appia Nuova 518) intende far conoscere alla platea
romana le produzioni agroalimentari e artigianali della più
sconosciuta regione della nostra Penisola.
L’iniziativa è promossa dall’associazione “Forche
Caudine”, lo storico circolo dei molisani a Roma, dalla società
“Pankrea” di Larino (Campobasso), specializzata nell’organizzazione
di grandi eventi e da una serie di enti istituzionali molisani e
laziali.
Una "cittadella" con oltre cinquanta
stand e circa duecento espositori farà conoscere il Molise culturale,
artistico e soprattutto enogastronomico.
Per quanto poco conosciuto, il patrimonio enogastronomico della
più piccola regione del nostro Mezzogiorno, al centro dell’iniziativa
romana, è infatti di tutto rispetto.
Pochi sanno, ad esempio, che il Molise è il
maggior produttore europeo di tartufo bianco. Fino a non molti anni fa
l’area molisana costituiva una specie di “territorio di conquista”
da parte di intraprendenti cacciatori di tuberi provenienti da altre
regioni. Da qualche anno, invece, la regione sta acquisendo coscienza
dell’alta qualità delle proprie produzioni e sul fronte del tartufo
si moltiplicano iniziative di valorizzazione nonché la nascita di
consorzi. Il paese-simbolo del tartufo molisano è San Pietro
Avellana.
Crescente attenzione sta riscuotendo anche l’olio
molisano, la cui denominazione d’origine protetta è riservata a
tutti gli extravergine della regione. In particolare i comprensori di
Venafro e di Larino rivendicano la bontà “storica” del proprio
prodotto, grazie ai numerosi testi antichi (dal “De re rustica” di
Marco Terenzio Varrone al “De oleo” di Plinio il Vecchio, dal “De
agricoltura” di Catone il Censore all’Epigramma 101 del libro 13
di Marziale) che già sottolineano la bontà dell’olio dell’attuale
territorio molisano. La zona di Larino, in particolare, è
specializzata in pregiate varietà di olive come la “aurina”, la
“rosciola” e la “nera di Colletorto”.
Un’altra bandiera gastronomica del Molise
è costituita dai formaggi. Il “Made in Molise” a Roma sarà l’occasione
per apprezzare, ad esempio, la stracciata, formaggio a metà strada
tra ricotta e mozzarella, una delle produzioni gastronomiche emergenti
di questo lembo d’Appennino, prodotta esclusivamente ad Agnone,
Capracotta e Carovilli. Più note le mozzarelle e i fior di latte di
Bojano, diffusi in tutta Italia. Ma il Molise è celebre anche per
formaggi stagionati a pasta filata prodotti con latte vaccino come il
burrino (o burriello), che contiene al suo interno una palla di burro
o il caciocavallo più o meno piccante, ottenuto da latte di mucca a
una temperatura di 36-38 gradi usando caglio di vitello o di capretto,
il cui originale nome deriverebbe dall’abitudine di appendere le
forme a cavallo di un bastone orizzontale (i migliori, prodotti a
maggio o a luglio, sono in alto Molise, tra Agnone, Vastogirardi e
Frosolone). Da ricordare, ancora, il pecorino molisano del Matese
(principalmente di Campitello) e dell’Alto Molise (Agnone,
Capracotta, Carovilli, Pescopennataro, San Pietro Avellana e
Vastogirardi); il caprino prodotto con latte di capra da aprile a
settembre (celebre quello di Montefalcone del Sannio); la
treccia di Santa Croce di Magliano, formaggio a pasta
filata con l’aspetto di un nastro intrecciato; il cacio di
Pietracatella, dell’omonimo paese in provincia di Campobasso, che si
realizza tutto l’anno con latte bovino, ovino e caprino, caglio di
vitello, agnello e capretto, sale da cucina, fatto riposare in “fruscelle”
di giunco. Infine un accenno alla mozzarella di bufala, che pur
essendo più legata alla tradizione campana e pontina, ha una sua zona
di produzione molisana nell’area di Venafro.
Anche sul fronte dei vini il Molise è terra
di “scoperte”. Tra le doc spicca il vino da pasto prodotto nelle
tipologie Aglianico, Cabernet, Chardonnay, Falanghina, Greco bianco,
Montepulciano, Moscato, Moscato passito, Moscato spumante, Pinot
bianco, Sangiovese, Sauvignon, Trebbiano. Discorso a parte merita il
fiore all’occhiello del panorama enologico locale: la Tintilia,
vitigno autoctono a bacca rossa, di colore nero-bluastro, ricco in
polifenoli (tannini, antociani), introdotto nel settecento dagli
spagnoli (non a caso il nome deriva da “tinto” che in lingua
iberica significa “rosso”) e riscoperto solo di recente, con la
crescente attenzione - nella filiera vitivinicola molisana – alla
massima qualità e al recupero dei vitigni autoctoni a lungo
trascurati. Il vino che ne deriva è rosso rubino con sentori di
frutti di bosco e liquirizia su fondo di vaniglia. L’Ente regionale
di sviluppo agricolo del Molise ha compiuto uno studio sulla
caratterizzazione del vitigno, soprattutto per fugare ogni dubbio
sulla presunta parentela con il vitigno sardo Bovale Grande, al quale
la Tintilia viene associata nell`Albo internazionale dei vitigni.
Spazio anche all’artigianato: il ‘Made
in Molise’ sarà allietato dalle zampogne di Scapoli, uno degli
ultimi centri italiani dove viene realizzato a mano questo
antichissimo strumento e dal cui territorio continuano a partire
gruppi di zampognari. Non mancheranno coltelli e forbici di Frosolone,
la cui produzione affonda le radici nel medioevo quando si
realizzavano lame per i longobardi. Da Agnone arriveranno le campane,
la cui pontificia fonderia Marinelli ha oltre un millennio di vita.
Fitto il programma degli eventi collaterali,
dove saranno messe in evidenza le perle storiche, artistiche e
soprattutto ambientali. Presso Isernia, ad esempio, sorge uno dei più
antichi insediamenti primitivi, un habitat risalente a 730 mila anni
fa. Pietrabbondante è celebre per il più alto teatro italico. Era
ubicata in Alto Molise, a San Vincenzo al Volturno, anche la più
importante basilica altomedievale, distrutta dagli arabi nell’881 ma
i cui resti stanno affiorando con tutto il proprio fascino
(suggestiva, ad esempio, la cappella affrescata dell’abate
Epifanio). A Collemeluccio, presso Isernia, l’abetina di 347 ettari
costituisce una delle quattro Riserve MaB che l’Unesco ha istituito
in Italia. A Capracotta sorge il Giardino della flora appenninica,
costituito nel 1963 come campo sperimentale per le piante officinali
ed oggi uno dei più importanti del Mezzogiorno.
Oltre all'approfondimento di queste peculiarità,
eventi specifici metteranno in risalto la civiltà sannita, la figura
di Celestino V, l'unico Papa molisano (se ne occuperà un convegno di
studi) e l`emigrazione. Tra le risorse regionali, infatti, va incluso
anche "l'altro Molise" sparso per il mondo: se gli abitanti
del Molise sono 300 mila, altre 900 mila persone d’origine molisana
sono sparse nei cinque continenti, 50 mila solo a Roma.
”Made
in Molise”, dal 1 al 3 giugno 2007, Roma, villa Lazzaroni (via Appia
Nuova 518). Ingresso libero. Orario: 9-20. Info: tel. 06-7029692,
347-9150202, e-mail: info@forchecaudine.it.
PROGRAMMA
PROVVISORIO DELLA MANIFESTAZIONE
- Inaugurazione della
manifestazione con gli sbandieratori del Molise (venerdì 1 giugno,
mattina)
- Taglio del nastro e benedizione degli stand
- Convegno sui Sanniti (venerdì 1 giugno, mattina)
- Convegno sull’emigrazione (venerdì 1 giugno, pomeriggio)
- Convegno su Celestino V, unico Papa molisano (sabato 2 giugno,
mattina)
- Convegno sul progetto “Euro Adriatico” della Regione Molise
(sabato 2 giugno, pomeriggio)
- Spettacoli folkloristici
- Rassegna di cortometraggi (sabato 2 giugno)
- Rassegna di gruppi hip-hop laziali e molisani (sabato 2 giugno,
notte, probabilmente presso il Circolo degli Artisti di via Casilina)
- Spettacolo teatrale “Il metodo Galasso” in dialetto molisano, a
cura del teatro italo-argentino di Agnone (Isernia) (domenica 3
giugno, ore 18, Sala Raffaello di via Terni).
Per
ulteriori informazioni: info@forchecaudine.it
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