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UN
MESSAGGIO d'augurio al vescovo Giancarlo Bregantini da parte di Antonio
Molino, dal centro di ascolto di Santa Croce di Magliano.
"Finalmente qualcuno - diceva il Papa Innocenzo III a San Francesco
D'Assisi - che sa parlare ai poveri. Finalmente dico io, è giunto nella
diocesi Campobasso-Boiano Monsignor Bregantini che sa parlare di
bello - che sa infondere speranza che sa scuotere le coscienze - che sa
dire "sappiate decidervi da che parte stare".
Alla mafia non bisogna contrapporsi - ma fare in modo che essa venga
svuotata con scelte di vita - con la cultura della vita - con la purezza
di certi ideali.
Il bello è il saper stare con l'altro; è un insieme di relazioni
positive fatte di gratuità. Ciò che ci è stato dato in dono, dobbiamo
restituirlo sempre come dono - come ringraziamento.
Facciamo memoria: "ciò che ci è stato dato gratuitamente la terra
- la bellezza della terra con le sue primizie ridiamolo gratuitamente.
Certo dobbiamo distinguere la gratuità dalla gratificazione: la
gratificazione porta con se l'insidia dell'invidia, la gratuità porta
con sé il coinvolgimento e la stima dell'altro.
Qual è il parametro che delinea la demarcazione tra i due
comportamenti? Per monsignor Bregantini non vi è uno strumento tecnico,
solo il nostro cuore è in grado di distinguere.
Monsignor Bregantini, il religioso della Calabria che ha combattuto la ndrangheta, ha fatto il suo ingresso in regione parlando a Termoli a una
platea numerosissima del libro di Giosuè.
Obbedire dice ancora Bregantini è un altro verbo che sto sperimentando
nella mia vita. Obbedire è la scelta di camminare con Dio, disobbedire
è la scelta di camminare da solo. "Io ho obbedito, perché
l'obbedienza è proficua - da i suoi frutti - disobbedire crea il
deserto nella propria vita. Io sono il lavoratore della terra, una terra
che voglio far diventare un giardino, lavoro perché essa dia frutto.
Dice Gesù: il tralcio che rimane legato alla vite porta molto
frutto. "Io sono lo sposo - dice monsingor Bregantini - che ama la
terra, che la promuova, e non dice alcun male contro di essa".
"Il Molise - scrive Molino - è anch'esso una Locride, anche qui
Monsignor Bregantini, bisogna portare il profumo del bergamotto e
rimboccarsi le maniche come Lei sa fare. Buon lavoro".
fonte:
Nuovo Molise Oggi
Ora
tocca al prete anti-mafia
Monsignor Giancarlo Bregantini, 59 anni, 13 anni alla guida della
difficile diocesi Locri-Gerace in Aspromonte, è stato
"promosso" e trasferito all'arcidiocesi di Campobasso-Boiano.
«Non vi sarebbe alcuno scalpore se non si conoscesse la biografia di
Bregantini, da sempre punto di riferimento contro la ‘ndrangheta in
una terra stanca della propria disperazione - spiega Nicolabel - Fu lui
a imporre che fossero i parroci, e non i genitori, a scegliere i padrini
dei sacramenti, così da interrompere il perpetuarsi di uno strumento
mafioso per sancire alleanze e affiliazioni. Fu lui a lanciare la
scomunica contro gli esponenti della ‘ndrangheta, a incoraggiare i
ragazzi di Locri dopo l'omicidio Fortugno, a promuovere cooperative di
lavoro nella regione con la più alta disoccupazione d'Italia, per
sottrarre dal bisogno potenziali manovali del crimine. Perché la
legalità si costruisce col lavoro, e lui, già prete-operaio, lo sa
bene. In questo scenario, suonano cupe le parole di chi vuole questa
promozione una vittoria dei poteri forti - la mafia della lupara e
quella degli affari - contro i quali Bregantini non ha esitato a
schierarsi».
«...Chi
si credeva di essere questo Monsignore venuto dal Nord e cosa pensava di
fare in una terra dove gli assassini la fanno da padrone? - scrive Parte
civile - Davvero pensava, il buon Pastore, di far intravedere una luce
di speranza in una terra che è avvolta dal buio dell'inerzia e
dell'omertà? (...). Non c'è nemmeno bisogno di soffermarsi sul fatto
che chi tocca gli interessi Politico-Mafiosi deve essere zittito, prima
che combini qualche danno ai tanti uomini di coppola in libera
circolazione e che invitano tutti noi al silenzio e alla moderazione!»
Asora è
preoccupato e indignato: «La Calabria ha bisogno di milioni di Vescovi
come lui. Invece il potere occulto ha deciso che uno, uno solo, era
troppo. Oggi non occorre più uccidere per levarsi di torno le persone
scomode, basta promuoverli a nuovi impegni e così priviamo i calabresi
della speranza di cambiamento... Mons. Bregantini con le cooperative di
giovani "Valle del Bonamico" (troppo fiorenti per non dare
fastidio alla 'ndrangheta) era un Faro di Legalità. Forse i sui
riferimenti alla massoneria non sono piaciuti proprio! In questa terra
maledetta niente deve mutare il suo corso... Solo una rivoluzione degli
onesti può mutare tutto...»
Per
Freesud la Calabria è abbandonata: «Si stanno rimuovendo tutti i punti
di riferimento positivi del popolo calabrese. Il tentativo è quello di
far assopire e ridurre al silenzio la voglia di ribellione e di
rinascita proveniente dai giovani calabresi. La Calabria deve rimanere
sommersa dalla 'ndrangheta e dal malaffare. In silenzio. E così sia. I
poteri occulti stanno dando prova di una grandissima pervasività e di
una capacità notevolissima di "normalizzazione". RAGAZZI, SU'
LA TESTA». (Libero News)
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