Santa Croce di Magliano, venerdì 30 novembre 2007

     

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lettera


'Auguri a mons. Bregantini'
Messaggio da parte di Antonio Molino al nuovo vescovo


Il responsabile del Centro di ascolto Caritas Santa Croce: "Lei sa fare..."

 

 

UN MESSAGGIO d'augurio al vescovo Giancarlo Bregantini da parte di Antonio Molino, dal centro di ascolto di Santa Croce di Magliano.

"Finalmente qualcuno - diceva il Papa Innocenzo III a San Francesco D'Assisi - che sa parlare ai poveri. Finalmente dico io, è giunto nella diocesi Campobasso-Boiano Monsignor Bregantini che sa parlare di bello - che sa infondere speranza che sa scuotere le coscienze - che sa dire "sappiate decidervi da che parte stare".
Alla mafia non bisogna contrapporsi - ma fare in modo che essa venga svuotata con scelte di vita - con la cultura della vita - con la purezza di certi ideali.
Il bello è il saper stare con l'altro; è un insieme di relazioni positive fatte di gratuità. Ciò che ci è stato dato in dono, dobbiamo restituirlo sempre come dono - come ringraziamento.
Facciamo memoria: "ciò che ci è stato dato gratuitamente la terra - la bellezza della terra con le sue primizie ridiamolo gratuitamente. Certo dobbiamo distinguere la gratuità dalla gratificazione: la gratificazione porta con se l'insidia dell'invidia, la gratuità porta con sé il coinvolgimento e la stima dell'altro.
Qual è il parametro che delinea la demarcazione tra i due comportamenti? Per monsignor Bregantini non vi è uno strumento tecnico, solo il nostro cuore è in grado di distinguere.
Monsignor Bregantini, il religioso della Calabria che ha combattuto la ndrangheta, ha fatto il suo ingresso in regione parlando a Termoli a una platea numerosissima del libro di Giosuè.
Obbedire dice ancora Bregantini è un altro verbo che sto sperimentando nella mia vita. Obbedire è la scelta di camminare con Dio, disobbedire è la scelta di camminare da solo. "Io ho obbedito, perché l'obbedienza è proficua - da i suoi frutti - disobbedire crea il deserto nella propria vita. Io sono il lavoratore della terra, una terra che voglio far diventare un giardino, lavoro perché essa dia frutto.
Dice Gesù: il tralcio che rimane legato alla vite porta molto frutto. "Io sono lo sposo - dice monsingor Bregantini - che ama la terra, che la promuova, e non dice alcun male contro di essa".
"Il Molise - scrive Molino - è anch'esso una Locride, anche qui Monsignor Bregantini, bisogna portare il profumo del bergamotto e rimboccarsi le maniche come Lei sa fare. Buon lavoro".

fonte: Nuovo Molise Oggi


Ora tocca al prete anti-mafia
Monsignor Giancarlo Bregantini, 59 anni, 13 anni alla guida della difficile diocesi Locri-Gerace in Aspromonte, è stato "promosso" e trasferito all'arcidiocesi di Campobasso-Boiano. «Non vi sarebbe alcuno scalpore se non si conoscesse la biografia di Bregantini, da sempre punto di riferimento contro la ‘ndrangheta in una terra stanca della propria disperazione - spiega Nicolabel - Fu lui a imporre che fossero i parroci, e non i genitori, a scegliere i padrini dei sacramenti, così da interrompere il perpetuarsi di uno strumento mafioso per sancire alleanze e affiliazioni. Fu lui a lanciare la scomunica contro gli esponenti della ‘ndrangheta, a incoraggiare i ragazzi di Locri dopo l'omicidio Fortugno, a promuovere cooperative di lavoro nella regione con la più alta disoccupazione d'Italia, per sottrarre dal bisogno potenziali manovali del crimine. Perché la legalità si costruisce col lavoro, e lui, già prete-operaio, lo sa bene. In questo scenario, suonano cupe le parole di chi vuole questa promozione una vittoria dei poteri forti - la mafia della lupara e quella degli affari - contro i quali Bregantini non ha esitato a schierarsi».

«...Chi si credeva di essere questo Monsignore venuto dal Nord e cosa pensava di fare in una terra dove gli assassini la fanno da padrone? - scrive Parte civile - Davvero pensava, il buon Pastore, di far intravedere una luce di speranza in una terra che è avvolta dal buio dell'inerzia e dell'omertà? (...). Non c'è nemmeno bisogno di soffermarsi sul fatto che chi tocca gli interessi Politico-Mafiosi deve essere zittito, prima che combini qualche danno ai tanti uomini di coppola in libera circolazione e che invitano tutti noi al silenzio e alla moderazione!»

Asora è preoccupato e indignato: «La Calabria ha bisogno di milioni di Vescovi come lui. Invece il potere occulto ha deciso che uno, uno solo, era troppo. Oggi non occorre più uccidere per levarsi di torno le persone scomode, basta promuoverli a nuovi impegni e così priviamo i calabresi della speranza di cambiamento... Mons. Bregantini con le cooperative di giovani "Valle del Bonamico" (troppo fiorenti per non dare fastidio alla 'ndrangheta) era un Faro di Legalità. Forse i sui riferimenti alla massoneria non sono piaciuti proprio! In questa terra maledetta niente deve mutare il suo corso... Solo una rivoluzione degli onesti può mutare tutto...»

Per Freesud la Calabria è abbandonata: «Si stanno rimuovendo tutti i punti di riferimento positivi del popolo calabrese. Il tentativo è quello di far assopire e ridurre al silenzio la voglia di ribellione e di rinascita proveniente dai giovani calabresi. La Calabria deve rimanere sommersa dalla 'ndrangheta e dal malaffare. In silenzio. E così sia. I poteri occulti stanno dando prova di una grandissima pervasività e di una capacità notevolissima di "normalizzazione". RAGAZZI, SU' LA TESTA». (Libero News)

 


 


 

 

 



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