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Dopo
la ‘marcia su Roma’ e l’incontro con il presidente del Consiglio,
Romano Prodi, i sindaci del cratere sono tornati a riunirsi. Ieri
pomeriggio, 15 novembre, presso il Centro operativo misto di Larino,
sono state due le questioni affrontate: i finanziamenti per la
ricostruzione e i tributi e contributi sospesi.
Per quanto riguarda i fondi, dopo le sollecitazioni arrivate da più
parti, il sub-commissario alla ricostruzione Nico Romagnuolo ha
annunciato il finanziamento, entro la fine dell’anno, di 32 milioni di
euro per tutti i progetti di classe A presentati entro il 30 settembre
2007. “Abbiamo deciso – ha affermato Romagnuolo – di fare
una ripartizione equa, di questi nuovi fondi per la ricostruzione
pesante, tra tutti i comuni interessati in attesa della nuova
finanziaria che dovrebbe prevedere circa 150-200 milioni di euro.” In
merito alla sospensione, invece, è stato confermato l’emendamento che
risolve parte dei problemi, posticipando a gennaio 2010 la data dell’avvio
della restituzione, mentre il 31 dicembre prossimo terminerà la
sospensione delle trattenute.
Fondi e sospensione a parte, sul tavolo dei sindaci è fuoriuscita una
proposta interessante per la ripresa economica dell’area più colpita
dal sisma: la richiesta di “zona franca” per tutti i comuni colpiti
dal sisma che consisterebbe nell’abolizione dell’Iva e dell’Irpef
per tutte le attività produttive.
“Una soluzione – ha spiegato il Sindaco di Larino Nicola Anacoreta,
promotore dell’iniziativa – che rilancerebbe fortemente l’economia
di questa zona svantaggiata e che da tempo è vittima di uno
spopolamento di massa.”
Lo stesso Anacoreta, inoltre, ha invitato tutti i sindaci del cratere al
prossimo consiglio comunale straordinario, che si svolgerà martedì 20
novembre, alle ore 19 presso il cinema-teatro Risorgimento, dove si
discuterà del piano sanitario regionale che prevede la riorganizzazione
e il ridimensionamento dell’ospedale Vietri di Larino. Naturalmente i
sindaci del cratere si sono mostrati sensibili al problema manifestando
il loro pieno appoggio a lottare in difesa dell’ ospedale a loro più
vicino. Una struttura ritenuta indispensabile per tutte quelle comunità
che durante l’emergenza, causata dal terremoto del 2002, hanno
fortunatamente usufruito dei servizi necessari che il nosocomio frentano
disponeva.
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