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31 ottobre 2002 - 31 ottobre 2007 La
ricostruzione? Solo a San Giuliano |
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Cratere: il punto sulla ricostruzione. “Cinque anni sembrano un’eternità, ma in realtà abbiamo cominciato a spalare le macerie solo nel luglio del 2005, quando è stato firmato 1° decreto di finanziamento”. Lo ha detto Luigi Barbieri, il sindaco di San Giuliano di Puglia esordendo la relazione sullo stato della ricostruzione. L’incontro, il primo di una serie di iniziative per ricordare la tragedia del sisma, si è svolto nel centro sociale del villaggio temporaneo del paese, dove la popolazione è alloggiata dal 2002. C’erano anche il Presidente della Regione, Iorio, e il presidente del comitato vittime, Morelli. “I cittadini torneranno presto nelle loro case – ha ribadito il sindaco – i tempi dipendono solo dalle ditte che essi stessi hanno scelto per l’esecuzione dei lavori. Di fatto, dei 410 nuclei familiari di San Giuliano, ad oggi, 387 hanno i lavori in corso a casa: il 95% dei cittadini. I lavori per la costruzione della scuola finiranno entro l’anno ed altri progetti, come la casa per gli anziani e piscina, sono in fase di realizzazione”. La relazione di Barbieri è stata dettagliata nei fatti e nelle cifre: dal 2004 sono stati spesi 95milioni e mezzo di euro per la ricostruzione pubblica. Ma perché le ruspe spariscano definitivamente abbiamo bisogno – a fronte dei 35 milioni di euro previsti nelle Finanziarie degli ultimi due anni - di ulteriori 40 milioni”. San Giuliano è, in effetti, un cantiere aperto. Ma com’è la situazione negli altri comuni del cratere? “I lavori sono in corso anche negli altri paesi colpiti dal terremoto – ha detto Iorio – anche se le procedure sono state più difficoltose fin dalla fase progettuale e dunque i tempi si sono allungati. Ma confido che presto termineranno in tutto il cratere”. In quanto a ricostruzione, però, ai familiari pare non sia piaciuta la protesta dei sindaci del cratere a Roma: “Noi continueremo a cercare la verità – ha ribadito il presidente del Comitato vittime, Antonio Morelli – e a difendere la memoria dei nostri figli che sono stati usati, strumentalizzati per chiedere soldi al Governo”. |
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