Santa Croce di Magliano, sabato 20 ottobre 2007

     

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I 13 sindaci della Cigno-Valle Biferno riuniti in conferenza permanente per scongiurare ogni problema


La Montana rischia la chiusura


 Se passa la norma in Finanziaria, solo tre Comuni diventeranno ‘idonei’

 

 

CASACALENDA. I sindaci dei Comuni dell’ambito territoriale della Comunità Montana “Cigno-Valle Biferno” di Casacalenda sono pronti a dare battaglia contro ogni eventuale ipotesi di cancellazione dell’ente.
Nel pomeriggio di ieri il presidente Michele Liguori e il vice Michele Giambarba hanno incontrato i rappresentanti dei 13 centri per fare il punto della situazione e definire le azioni da portare avanti nei prossimi mesi alla luce dei nuovi provvedimenti statali. E’ stato predisposto un documento in cui si evidenziano i rischi esistenti.
I firmatari sostengono che “la nuova formulazione dell’art. 27 dell’Ordinamento degli Enti Locali prevede che“Le Comunità montane sono costituite da non meno di tre comuni situati per almeno l’80% della loro superficie al di sopra di 500 mt. di altitudine sopra il livello del mare ovvero tra non meno di 3 comuni situati per almeno il 50% della loro superficie al di sopra di 500 mt sul livello del mare e nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore non è minore di 500 mt. è iniqua, al punto di escludere Comuni che, pur collocati ad una altitudine di 600/800 metri e con un dislivello tra le quote altimetriche superiori a 500 metri non si collocano per almeno il 50% della superficie al di sopra dei limiti fissati”.
Ma sostengono anche che “la classificazione dei comuni montani non è oggetto di modifica, per cui la proposta di riforma porterà a questa evidente distonia: comuni classificati montani (non rientranti nel criterio di cui all’art. 13 della Legge Finanziaria 2008) non potranno far parte di alcuna Comunità montana. L’altimetria sarà l’unico criterio “classificatore”. Se ciò dovesse andare in porto (vedi tabella) gli unici Comuni idonei sarebbero Bonefro, Provvidenti e Ripabottoni.
Per la Comunità Montana di Casacalenda, che a questo punto rischierebbe la soppressione, ci sarebbero gravi conseguenze per i cittadini, dal momento che l’ente gestisce in forma associata numerosi servizi che abbattono i costi per le amministrazioni.
Non a caso l'Uncem (Unione Comunità Montane) nazionale intende far sentire le proprie ragioni e dopo l’efficace manifesto: “la montagna è una cosa seria “, in cui si evidenzia che “le comunità montane costato allo Stato meno di 200 milioni di euro, ma attivano servizi per 2,2 miliardi di euro (di cui beneficiano gli enti locali) nella gestione di: scuola, assistenza, viabilità, trasporti, difesa del suolo, assetto idrogeologico, forestazione, tutela delle risorse idriche, prevenzione incendi, servizi di protezione civile, sviluppo economico, cultura sport e valorizzazione delle tradizioni. Di questa cifra solo il 12% è destinato a spese di funzionamento e indennità per gli amministratori. A dimostrazione che le Comunità Montane non sono un costo della politica.
Al termine dell’incontro di ieri si è deciso “di aderire alla Manifestazione della Montagna italiana che si terrà a Roma, il prossimo 24 ottobre, quale unica e necessaria risposta ad una politica demagogica e superficiale, che sacrifica gli interessi dei più deboli alle pressioni dei media e di una opinione pubblica senz’altro disinformata”. Ma anche di costituirsi in “conferenza permanente dei Sindaci della Comunità Cigno Valle Biferno” per la difesa dell’istituzione a cui hanno aderito per il bene delle comunità amministrate. E “di chiedere alla delegazione parlamentare molisana di adoperarsi fattivamente affinchè le norme in esame siano stralciate dal testo della Finanziaria 2008 e discusse in un separato disegno di legge, che nel rispetto del Titolo V della Costituzione e della competenza legislativa concorrente delle Regioni, contempli l’individuazione concertata e condivisa di nuovi, appropriati ed esaustivi principi di montanità in base ai quali le Regioni possano effettuare la classificazione dei Comuni montani e la ridelimitazione appropriata delle Comunità montane sulla scorta di rinnovati criteri. 
uesto tenendo conto delle specificità socio-economiche e territoriali delle singole realtà locali, ma nel contempo all’interno di una condivisione uniforme e omogenea dei principi generali sulla nuova “montanità”. Una presa di posizione forte e chiara che vuole evitare ogni ipotesi di soppressione per una Comunità in prima fila per i servizi offerti alle popolazioni.


articolo di Fabrizio Occhionero dal Quotidiano del Molise


 

 

 



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