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LARINO. I sindaci del cratere
hanno ottenuto un incontro urgente con il Ministro Antonio Di Pietro.
Hanno deciso cosa chiedere al Governo per il futuro. Hanno stabilito
modalità e termini riguardo sia alle restituzioni sia alle nuove
richieste che dovranno essere avanzate perché la ricostruzione in Molise
possa proseguire.
Potrebbe essere riassunta in questa sintesi la nuova riunione dei sindaci
del cratere, svoltasi, nel pomeriggio di ieri, nella struttura del Com di
Larino in via Belisario Balduino. Ma dietro alla sintesi si celano poi i
dati, le reali richieste che i quattordici, tutti (era assente solo il
primo cittadino di Montelongo) hanno deciso di mettere nero su bianco nel
documento che andranno a presentare direttamente all'esponente molisano
del Governo nazionale.
Andiamo con ordine. Dopo l'impegno del primo cittadino di Larino Nicola
Anacoreta, i sindaci hanno ricevuto l'ok del Ministro Di Pietro che
riceverà una delegazione dei 'quattordici' il prossimo 25 settembre a
Roma.
In quella sede, il sub commissario Nicola Romagnuolo, i quattro sindaci
del comitato ristretto, porteranno nelle stanze del Governo una richiesta
specifica per cercare nuovi fondi che vadano a garantire nel tempo la
ricostruzione, con priorità per il cratere e non più solo per San
Giuliano di Puglia. Infatti, tra le cose emerse ieri, i sindaci hanno
stabilito di chiedere al Governo nazionale per il 2008 150 milioni di euro
a cui dovranno essere aggiunti altri 40 milioni che serviranno a
completare il piano di ricostruzione del paese degli 'Angeli'.
Dunque non più un unico finanziamento dal quale togliere i fondi per San
Giuliano, ma due distinti finanziamenti, che devono servire a garantire
sì il completamento della ricostruzione nel centro simbolo della tragedia
del 31 ottobre 2002, ma anche a garantire che negli altri centri la
ricostruzione possa procedere spedita.
Altra specifica richiesta che i sindaci presenteranno al Governo riguarda
le modalità inerenti la restituzione dei tributi e contributi sospesi in
questi anni del post sisma. La proposta che, se approvata, avrà valenza a
partire dal 1 gennaio 2009, prevede la restituzione di quanto non versato
perché sospeso in otto volte il periodo di sospensione. Circa 40anni, con
l'aggiunta della richiesta di un abbattimento delle restituzioni stesse
pari al 60%. Una richiesta concreta, che sarà la base minima d
concertazione con il Governo.
I sindaci hanno deciso di non chiedere nuovamente la sospensione per il
2008, ma hanno lasciato il prossimo anno come dodici mesi per un ritorno
graduale alla normalità fiscale ed impositiva. Ma non sono solo queste le
richieste in quanto sarà necessario, in tempi rapidi, trovare soluzione
per sollecitare la Protezione Civile nazionale a dare il via libera
all'opportunità per i sindaci di erogare i contributi per l'autonoma
sistemazione ai proprietari di case ed attività agibili che devono però
'abbandonarle' per consentire i lavori di ricostruzione. Un problema
questo che interessa, in vario modo, tutti i centri del cratere e che
rischia, se non risolto, di ostacolare il già difficile cammino della
ricostruzione. Una riunione importante, dunque, quella di ieri,
propedeutica all'incontro con il Ministro Antonio Di Pietro, come detto,
fissato per il prossimo 25 settembre alle ore 11.30 al Ministero delle
Infrastrutture.
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