Santa Croce di Magliano, mercoledì 26 settembre 2007

     

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Gli amministratori del cratere proponevano almeno 150 milioni di euro per il 2008. Forse ne otterranno 80


 Di Pietro non tranquillizza i sindaci


Di fronte alle richieste dei primi cittadini il ministro non va oltre un impegno

 

ROMA. La missione romana dei sindaci del cratere non ha sortito gli effetti desiderati. Il tanto atteso incontro con il ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, non ha tranquillizzato gli amministratori dei Comuni molisani più colpiti dal terremoto.
Rispetto a una richiesta di 150 milioni di euro da inserire nella Finanziaria 2008, i primi cittadini hanno ricevuto dal ministro molisano solo una presa d’impegno per ottanta milioni di euro nelle prossime due annualità ma nessuna garanzia. La delegazione composta dal sub-commissario e sindaco di Casacalenda, Nico Romagnuolo, e dal Comitato ristretto formato dai sindaci di Colletorto, Santa Croce di Magliano e Ripabottoni (non c’era il sindaco di Larino per motivi familiari), ha ribadito la necessità di ottenere fondi adeguati per completare la ricostruzione di tutte classi ‘A’ in tutta la Provincia di Campobasso in tempi brevi.
Dal canto suo, il ministro Di Pietro ha già trasmesso una nota in cui richiede al Governo il finanziamento parziale (80 su 150), ma non è chiaro se questi fondi saranno inseriti direttamente in Finanziaria o se sarà necessario un emendamento successivo.
Tuttavia - questa la sensazione dei sindaci - appare strano che dopo cinque anni gli organi nazionali, e purtroppo anche il ministro Di Pietro, non abbiano chiara la situazione delle classi ‘A’ nei paesi terremotati e quindi dei i danni che il sisma ha provocato in Molise. Riguardo alle problematiche connesse ai tributi e ai contributi sospesi dopo la calamità naturale, invece, il ministro non ha potuto interessarsi, in quanto si tratta di materie fuori dalla sua sfera di competenza (ma lo è anche la questione dei fondi per la quale Di Pietro ha promesso l’impegno ndr).
Insomma, la squadra dei cinque sindaci torna a casa ‘a mani vuote’, o meglio, con nessuna certezza per il futuro. Intanto, nei Comuni colpiti dal sisma le pratiche in attesa della copertura finanziaria diventano sempre di più. Se il Governo nazionale non stanzierà adeguate risorse, la ricostruzione pesante rischierà lo stop proprio nel momento in cui sembrava avviata. Nei prossimi giorni i sindaci amareggiati dall’incontro romano faranno il punto della situazione con i colleghi e con la stampa.


Nota del titolare alle Infrastrutture
“Ci occorre l’elenco dettagliato dei lavori da realizzare in Molise”

ROMA. A distanza di cinque anni dal terremoto occorre acquisire l’elenco dettagliato degli interventi da effettuare prima di erogare i fondi. Questa la sintesi della nota diramata dal ministero alle Infrastrutture dopo l’incontro coi sindaci molisani sul futuro della ricostruzione.
“La priorità numero uno - dice il ministro Antonio Di Pietro - è il rifinanziamento dei progetti, perché dobbiamo far sì che tutte le persone che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni a causa del terremoto possano tornarci in condizioni di sicurezza. Dei circa 500 milioni che servono, 135 li abbiamo già per stanziamenti nelle precedenti Finanziarie. Per le restanti necessità, ho richiesto formalmente l’inserimento in Finanziaria di un capitolo apposito per le zone terremotate, da introdurre man mano che le risorse saranno necessarie”.
Secondo il ministro molisano. “per poter far questo è necessario e urgente che i sindaci trasmettano agli organi competenti l’elenco dettagliato degli interventi da realizzare, con i relativi costi. In tal modo, potranno meglio definire le priorità cui assegnare i finanziamenti, man mano che si renderanno disponibili. Negli anni scorsi - conclude Di Pietro - non sempre i fondi sono stati destinati a interventi conseguenti direttamente dai danni provocati dal terremoto”.

fonte: Quotidiano del Molise

 


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