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dalla stampa locale Personale ridotto al Centro Padre Pio; un utente fa appello alle istituzioni |
La struttura riabilitativa di Santa Croce serve un vasto comprensorio
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Queste le parole di Nicolino Buscio,
utente del centro di riabilitazione ‘Fondazione Padre Pio’ di Santa
Croce, che in una lettera inviata al nostro giornale fa un appello alle
istituzioni. Voglio ricordare che questi uomini, donne, ragazzi e bambini se hanno avuto l’autorizzazione al trattamento riabilitativo, sicuramente è perché ne hanno bisogno non certamente per trascorrere alcune ore del loro tempo con il terapista. Inoltre ci sono pazienti, che per la grave patologia di cui sono affetti, usufruiscono del trattamento domiciliare, a tutt’oggi sospeso. Allora mi chiedo: uno già è sfortunato una volta, perché, chi per un motivo, chi per un altro è costretto ad non essere più autonomo, nel nostro Molise lo è due volte, si diventa individui di seconda categoria. Faccio un appello al Presidente della Regione Michele Iorio, all’Assessore alla Salute Ulisse Di Giacomo, al Consigliere Regionale Antonio Chieffo, ai Sindaci dei Comuni: Bonefro, Santa Croce di Magliano, Colletorto, San Giuliano di Puglia, Rotello, Montelongo, Casacalenda, Provvidenti, Morrone e Ripabottoni tutti ricadenti nel bacino di utenza del C.R.M. di intraprendere tutte le iniziative per risolvere il problema, sia per l’utenza che per i dipendenti. “La riabilitazione non è solo fisiochinesiterapia, ma anche Legge [Legge Regionale 1/ 2000], ovvero assistenza ai disabili. Dall’articolo di Domenico Costantino Presidente del MO.V.I. (Movimento per la Vita Indipendente) di Termoli: Vi sono diritti fondamentali che devono essere rispettati e che si richiamano a principi di equità e di buon senso, come il diritto alla vita (respirazione, nutrizione, minzione, defecazione, igiene della persona e dell’ambiente), il diritto alla salute (prevenzione, cura e riabilitazione per la specifica disabilità), il diritto allo studio, il diritto al lavoro”. La parola passa ora alle istituzioni. |
articolo di Fabrizio Occhionero dal Quotidiano del Molise |
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