Santa Croce di Magliano, SPECIALE ESTATE
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martedì 12 agosto 2008

     

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speciale estate


Santa Croce di Magliano d'estate 2008UN PAESE IN POSA - personale di Luigi Sebastiano


mostra fotografica a cura della Pro Loco Quattro Torri

10/24 agosto (18.00/23.00) - Entrata giardino Palazzo Cappiello, Corso Umberto I
Inaugurazione domenica 10 agosto ore 20.30

 

 

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GLI ANNI SESSANTA A SANTA CROCE DI MAGLIANO NELL'OBIETTIVO DI LUIGI SEBASTIANO

a cura di Enzo Sebastiano

Proiettando la memoria: Un paese in posa
Una vecchia valigia di metallo ritrovata qualche anno fa in soffitta con centinaia di pellicole fotografiche in bianco e nero ammassate alla rinfusa. Sono tutti negativi risalenti al periodo compreso fra il 1961 e il 1968 circa, quando mio padre, Luigi Sebastiano, iniziò il mestiere di fotografo a Santa Croce di Magliano. Da questa circostanza e dall'entusiasmo che ne è seguito ho maturato l'idea di organizzare delle mostre e un libro fotografico con questo materiale. Una prima mostra si è finalmente concretizzata, il libro per ora aspetta. Il mio entusiasmo era dovuto alla continua scoperta di fotogrammi, di scatti realizzati con l'impulso della novità, con la passione non ancora appiattita dalla routine del mestiere: frammenti di tempo e di spazio congelati e chiusi in scatola per anni, pezzi di esistenza, di vita quotidiana, persone, emozioni, luoghi, case, strade, mestieri, feste, modi di vivere, di vestire, di stare insieme. Fotografie a mio parere spontanee e istintive ma con evidente senso dell'inquadratura, della composizione e della scelta del momento migliore e più significativo, quello che Henry Cartier-Bresson avrebbe chiamato "l'attimo decisivo".
Nella maggior parte dei casi i soggetti erano ritratti in posa, disposti con ordine e serietà, come si conveniva ad una foto che spesso doveva testimoniare un evento importante e sostenerne la memoria. Ma la posa non significa necessariamente ritratti freddi e inespressivi (poco veri) perché, come ci hanno insegnato i grandi fotografi, anche nella posa ci può essere originalità, verità e arte.
Il paese descritto in queste fotografie è nel bene o nel male, molto diverso da quello di oggi, ormai radicalmente trasformato dal punto di vista sociale, economico, culturale e politico...
Negli anni Sessanta anche a Santa Croce si avvertivano gli stimoli culturali, le mode e i comportamenti giovanili dell'epoca (il cinema, la musica, le chitarre elettriche, lo stile beat ecc.). Il televisore, la moto, l'automobile diventano i nuovi oggetti del desiderio e i feticci da esibire in ogni occasione, anche nelle fotografie.
Attraverso una selezione di fotografie in bianco e nero la mostra vuole anche contribuire alla configurazione di una sorta di "microstoria" del paese, di quella storia sempre trascurata, fatta di intimo, di quotidiano e di familiare. A questo proposito, il linguaggio fotografico è un eccellente strumento di indagine, una vera e propria memoria storica, un racconto visivo della realtà e spesso sintesi incomparabile di notizie, di fatti, costumi, modi di vivere.
La fotografia è si un linguaggio, ma un linguaggio particolare, "alternativo", un linguaggio con cui è possibile considerare diversa mente la realtà, accostarsi alle cose in maniera più umana e riflessiva.
Nella fotografia emerge una dimensione più consona alla riflessione e al pensiero. Lo spazio fotografico non è solo uno spazio che riproduce la realtà ma è uno spazio aperto, incantato, un vero e proprio spazio dell'immaginario. Alla fotografia ci si deve avvicinare con un atteggiamento più attento e concentrato, con una disponibilità a perdersi, ad allontanarsi dal reale e a viaggiare nella memoria: è propria della fotografia infatti quella qualità che Roland Barthes ha chiamato pensosità. Ma le fotografie non sono solo documento storico o testimonianza del passato, sono anche immagine viva del presente, sguardo personale sulle cose, oggetto estetico e sono, come le ha definite Susan Sontag, "valutazione del mondo".

Luigi Sebastiano è nato a Montelongo nel 1932. Da giovane le sue passioni sono disegnare e dipingere. Tra il 1960 e il 1961 inizia a fotografare con una macchina fotografica di famiglia, ma ben presto, sollecitato da un amico, compra la sua prima fotocamera 35 mm, un'Agfa manuale. Sviluppa e stampa in proprio le pellicole in bianco e nero. Alla fine del 1961 prende la licenza di fotografo ambulante. Nel 1964, mentre lavora in Svizzera, acquista finalmente una Rolleicord bi-ottica medio formato (6x6), sorella minore della più celebre Rolleiflex. A Basilea lavora per sei-sette mesi come fotografo insieme ad un collega lombardo, documentando soprattutto cerimonie e matrimoni all'interno della numerosa comunità italiana. Nel 1968 a Santa Croce di Magliano inizia la collaborazione con Domenico Montagano, già fotografo in paese, un sodalizio che durerà per più di vent'anni. Negli anni Settanta gli impegni di lavoro aumentano sempre di più: battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, compleanni, ritratti in studio e fototessere per documenti (queste ultime ritoccate a mano su pellicola negativa) e anche le fotografie seguono maggiormente gli standards professionali e il gusto della committenza. Il lato creativo del lavoro di Luigi Sebastiano si svolgerà sempre più in studio, con l'uso del banco ottico e delle pellicole piane 6x9 , nei ritratti e nelle stampe in bianco e nero spesso colorate a mano, delle vere e proprie fotopitture. Ma questa è un'altra storia.

 


speciale estate 2008


 

 

 

 



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