Santa Croce di Magliano, martedì 03 giugno 2008

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

scuola jovine << 1/15 giugno << 2008 << home

 

 


Iovine, il processo in un libro bianco. “Italiani, leggete e giudicate”


Gli atti processuali del crollo della scuola elementare Jovine di San Giuliano, che ha ucciso 27 bambini e una maestra, raccolti dal Comitato Vittime in una pubblicazione dal titolo eloquente: “Il fatto non sussiste (giudicate voi)”. Il testo sarà presentato a Campobasso il 4 giugno. Ci saranno anche il magistrato antimafia Gian Carlo Caselli, l’avvocato Libero Mancuso, don Ciotti e due giornalisti, Carlo Vulpio e Pino Ciocola.

 

Antonio Morelli, il presidente del Comitato Vittime della scuola, l’ha detto mesi fa e lo ripete ora: «La sentenza di assoluzione è il trionfo del partito trasversale della ricostruzione»
13 luglio 2007, il giorno più amaro per i genitori dei 27 bambini uccisi dalla scuola elementare di San Giuliano di Puglia. Il giorno della sentenza di assoluzione «perché il fatto non sussiste» del giudice Laura D’Arcangelo nei confronti dei sei imputati per il crollo: due tecnici (Giuseppe La Serra e Mario Marinaro), tre imprenditori (Giovanni Martino, Carmine Abiuso e Giuseppe Uliano) e l’ex sindaco di San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli, che perse una figlia. Tutti erano accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e disastro colposo. Per i due tecnici c'era anche il concorso in falso ideologico. Tutti assolti per insufficienza di prove. Ma i genitori, quegli stessi che avevano bruciato pubblicamente le schede elettorali giurando di non sentirsi «cittadini di questo Paese, che non ha saputo proteggere i nostri figli e non è in grado di fare giustizia» non possono ingoiare la verità processuale emersa in prima grado. 

Il processo d’Appello comincerà a ottobre, a Campobasso. «La nostra speranza è che la sentenza si ribalti, altrimenti vorrà dire che il Comitato d’Affari per la ricostruzione in Molise continua a detenere il potere sulla verità storica dei fatti» dice Morelli nel suo negozietto zeppo di vestiti nel centro commerciale del villaggio provvisorio di San Giuliano. «Gli italiani, che si sono indignati dopo la sentenza, devono sapere come sono andati i fatti. Devono leggere gli atti del processo, e trarre le loro conclusioni». Da qui l’idea del libro bianco sul processo di primo grado. 240 pagine di atti processuali «e nient’altro, non abbiamo aggiunto niente di nostro» che raccontano le udienze, le testimonianze, le perizie sulla scuola collassata come un castello di carte, le arringhe della difesa, la requisitoria del pm Nicola Magrone «al quale va il nostro grazie più affettuoso, perché pur sapendo di svolgere il proprio lavoro in un contesto difficile e ostile, nonostante tutto non ha mai smesso di lottare e credere nella giustizia». Dai capi di imputazione alla richiesta di condanna e al verdetto finale: è un viaggio nel cuore di una vicenda che ha costituito un ‘inedito’ italiano e ha scosso profondamente le coscienze collettive. 

"Il fatto non sussiste" (Giudicate voi). E' il titolo del Libro Bianco del Comitato Vittime, stampato a Milano gratuitamente, che sarà presentato il 4 giugno alle 17.00 nella sala Celestino V della Curia Vescovile di Campobasso in via Mazzini n°80. Ci saranno Libero Mancuso, legale di parte civile, Don Ciotti, il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli e due giornalisti: Carlo Vulpio del Corriere della Sera (autore di “Roba Nostra – Soldi, Politica, Giustizia nel sistema del malaffare, ed Il saggiatore, che riserva alla vicenda della scuola molisana e della ricostruzione un apposito capitolo) e Pino Ciocola, autore del libro “Scuola Assassina”, che racconta col supporto di atti e perizie di come quell’edificio fosse stato costruito nel disprezzo dei minimi parametri di sicurezza, privo di collaudo e autorizzazioni. La stessa tesi sostenuta dalla pubblica accusa che ha posto, sa subito e fino alla fine, la domanda cruciale del processo: “perché in via Giovanni XXIII è crollato solo quell’edificio, implodendo su se stesso in una manciata di istanti, quando accanto e intorno abitazioni molto più vecchie e usurate sono rimaste in piedi, consentendo alla gente di mettersi al riparo?” 

«Questo libro – aggiunge ora Morelli – è un tentativo oggettivo di fornire a chi lo vuole strumenti tecnici per leggere cosa è accaduto. Non è la nostra verità, ma la verità della storia». 
A San Giuliano le famiglie dei bambini schiacciati da tonnellate di mattoni e cemento aspettano il processo d’Appello perché, dicono, «la memoria dei nostri figli può essere onorata solo con la giustizia, una giustizia che per ora non è arrivata». Assistono dall’esterno alla gestione dei fondi post terremoto, alla ripartizione di centinaia di milioni di euro elargiti con disinvoltura fra i Comuni e le imprese, e ripetono quelle parole che nessuno, o quasi, vuole sentire: «Il Molise prospera grazie a un piccolo terremoto, i soldi arrivano sulla pelle dei nostri bambini». Il Libro Bianco non lo dice, perché non contiene giudizi né valutazioni di parte, ma è l’assioma, terribile, che si evince fra le righe fitte degli atti processuali nella prospettiva di chi ha perso un figlio perché quel mattino del 31 ottobre 2002 non era a casa bensì a scuola. «Fosse rimasto a casa, l’averi ancora qui». Le abitazioni, a San Giuliano, sono rimaste in piedi, buttate giù dalle ruspe solo quando il piano di ricostruzione è entrato nel vivo. Intanto le medaglie del capo dello Stato restano in qualche cassetto in Prefettura. A quanto pare nessuno ha trovato ancora il coraggio per consegnarle alle madri e ai padri dei piccoli “eroi”.

 


fonte: primonumero.it


 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer