Santa Croce di Magliano, mercoledì 14 maggio 2008

     

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Inchiesta sullo sperpero di denaro pubblico, il 'modello Molise' in onda su La7


 

L'emergenza infinita del terremoto del Molise, l'impiego dei fondi dell'art. 15, il "modello Molise" sono stati al centro della puntata di ieri sera di Exit, la trasmissione di La7 condotta da Ilaria D'Amico.

Nelle due inchieste condotte sul Molise sono state riprese alcune questioni già denunciate da altromolise.it e soprattutto dal nostro mensile AltroMolise magazine e riprese nel libro "L'@ltro Molise" del nostro direttore Antonio Sorbo.

Per vedere il servizio clicca qui... 

http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2296


La puntata di "Exit" andata in onda l'altra sera su "La7" provoca un piccolo terremoto nella politica regionale. Dall'estrema sinistra arrivano le richieste di dimissioni di Iorio e della sua giunta la cui gestione di ingenti risorse pubbliche, secondo esponenti dell'area comunista, sarebbe stata smascherata dalla documentata inchiesta dei giornalisti di "La7".

Una iniziativa "forte" è stata presa anche da alcuni consiglieri regionali di opposizione che hanno presentato un ordine del giorno con il quale il Consiglio regionale dovrebbe chiedere al premier Silvio Berlusconi di nominare un nuovo commissario straordinario per il terremoto e l'alluvione al posto di Iorio.
L'ordine del giorno è firmato da soltanto tre capigruppo del centrosinistra a Palazzo Moffa: Michele Petraroia (Ds), Mauro Natalini (PRC) e Michelangelo Bonomolo (PdCI). Le altre firme sono quelle di Massimo Romano, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, e Danilo Leva, esponente dei Ds. Mancano le firme dei capigruppo dello Sdi, Michele Pangia, dell'Italia dei Valori, Nicandro Ottaviano e della Margherita, Nicola Cavaliere. L'ordine del giorno dovrebbe essere portato in discussione in una delle prossime riunioni del Consiglio regionale dal presidente Mario Pietracupa. La puntata di "Exit" è stata dedicata per gran parte al Molise.
Il sito del programma e in particolare la pagina dedicata alle inchieste sulle vicende molisane è stata presa letteralmente d'assalto dai lettori che hanno lasciato numerosi commenti. Finora non si registrano commenti da parte dei vertici dell'Italia dei Valori, in particolare dall'on. Antonio Di Pietro e dal senatore Giuseppe Astore, che dei dipietristi è anche coordinatore regionale. Tacciono anche i vertici del Partito Democratico. Nessuna dichiarazione è arrivata da Annamaria Macchiarola, segretario regionale del PD.
Da parte del centrodestra c'è grande tranquillità anche se a molti non è piaciuta la frase pronunciata in diretta dal capogruppo alla Camera del Popolo delle Libertà, Maurizio Gasparri, ospite in studio, che ad un certo punto si è lasciato scappare un giudizio pesante sull'esecutivo: "Iorio ha una giunta che fa schifo, farebbe bene a cambiarla". Dall'entourage del presidente-commissario Michele Iorio non si scompongono più di tanto. Non sarà accolta la richiesta di dimissioni che arriva dal coordinatore regionale del Partito Comunista dei Lavoratori e vi è la certezza che Berlusconi non rimuoverà Iorio dal suo incarico. Anche se il "day after" non sarebbe stato del tutto tranquillo per il centrodestra. Alcuni esponenti della Lega si sarebbero lamentati per quanto accaduto in Molise e qualcuno avrebbe anche chiesto di valutare bene la questione. E meno male che si sono risparmiati le dichiarazioni dell'ex sindaco di Guardialfiera, Remo Grande, che in un'altra trasmissione nazionale ammise candidamente che i criteri di erogazione dei fondi pubblici per terremoto e alluvione non erano propriamente ispirati a principi di efficienza né finalizzati fino in fondo alla ripresa economica e allo sviluppo del Molise. (Altromolise.it)


Romagnuolo: "Con l'ordine del giorno dopo il programma di La7 la minoranza scredita l'operato dei Comuni"
Il consigliere regionale di Progetto Molise, Nicola Eugenio Romagnuolo, interviene in merito all'ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di minoranza dopo il programma "Exit" di La7 che ha trattato la gestione del terremoto in Molise:
"Sono sorpreso e fortemente amareggiato per l'ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di opposizione in seguito alla trasmissione-scandalo che ha fornito dati, notizie e immagini inesatti, distorti e tagliati, tanto da far falsamente apparire nei servizi del programma che siamo un popolo e degli amministratori irresponsabili e accattoni. Una volta per tutte bisogna chiarire, per un'informazione corretta e trasparente, che per il terremoto del Molise ad oggi sono stati spesi 500 milioni di euro.
In questa somma sono racchiuse la ricostruzione di San Giuliano di Puglia in fase di ultimazione, la realizzazione di opere pubbliche, tutta la prima fase emergenziale con la costruzione di alcuni villaggi temporanei, il funzionamento degli uffici sisma dei Comuni, il sostegno ai cittadini fuori casa, e l'inizio della ricostruzione pesante per le classi ‘A'" del cratere e della Provincia.
"Bisognerebbe invece dire in coro che in primo luogo i terremotati sono stati discriminati, in quanto le direttive tecniche impartite dalla Protezione Civile hanno previsto la ricostruzione soltanto per sottoprogetti e non per interi isolati come avvenuto per altre calamità.
In secondo luogo, ricordo che oggi non è risolta la questione della sospensione tributi e contributi per i quali è stato chiesto un significativo abbattimento per corrispondere alle aspettative e agli interessi dei contribuenti. Come si può affrontare ancora l'argomento se qualcuno mina il lavoro?".
"Voglio sottolineare infine che i sindaci hanno lavorato e stanno lavorando con concretezza al fine di dare delle risposte ai cittadini. Non possiamo fare come una tela di Penepole, da una parte si lavora e dall'altra si scredita l'impegno degli amministratori locali.
Mi auguro che i sindaci in particolare rispondano con forza alle provocazioni di tutti quelli che tentano ingiustamente di screditare non il lavoro del commissario delegato, ma quello portato avanti con passione dai sindaci e dalle strutture comunali e regionali".
"Non vorrei che dietro queste polemiche strumentali e provocatorie si occultino iniziative poco trasparenti che prefigurino altri disegni e finalità". (primapaginamolise.it)


Diversi giornalisti attaccano il modo in cui è stata condotta l'inchiesta di Exit sul terremoto
La stampa locale contro La7

La puntata di lunedì ha sollevato le critiche di alcuni organi di stampa molisani
“Il Molise, la terra dei fieri sanniti, non ha niente a che vedere con la regione raccontata sconsideratamente da Exit”. “La trasmissione di La7 non ha fornito allo spettatore la caratteristica principale di un’inchiesta: un panorama, il più completo possibile, sulla vicenda”. “Trasmissioni come Exit, realizzate grazie al largo contributo dato da qualche opinionista molisano, sono quanto di più deleterio possa essere fatto ai danni della nostra regione”.
Questi sono soltanto alcuni dei commenti che direttori e giornalisti di diverse testate regionali hanno pubblicato dopo aver seguito la trasmissione condotta da Ilaria d’amico su La7. I commenti pubblicati sulla stampa locale puntano il dito sull’inchiesta curata da Claudia Di Pasquale e Teresa Paoli, incentrata sulla ricostruzione post terremoto. A molti è apparsa scorretta e squilibrata. E non per l’obiettivo – condivisibilissimo e indispensabile - di capire come sia stata gestita dalle istituzioni una fase tragica e delicata della storia di una intera comunità, quanto per il fatto che non sia stato creato il contraddittorio, necessario in ogni lavoro giornalistico.
Negli studi di LA7, infatti, non c’erano i diretti interessati: mancava il presidente della regione, chiamato direttamente in causa e destinatario di critiche ben precise, e mancava - ad esempio Guido Bertolaso, responsabile della protezione civile nazionale, che il terremoto molisano l’ha vissuto da vicino in tutte le sue fasi, fin dalla prima ora e che avrebbe potuto dare una testimonianza utile a fare chiarezza.
L’unica possibilità di contraddittorio, a Iorio è stata concessa tramite un’intervista registrata parecchi mesi fa e a detta di molti costruita ad arte, spezzettata e proposta in contesti di stile canzonatorio. Particolare che ha fatto subodorare ad un obiettivo ben preciso: denigrare gli amministratori regionali. “Un vero e proprio agguato”, ha scritto qualcuno. “Non è difficile mistificare gli eventi – si legge poi in un editoriale – basta collegarsi esclusivamente con i nemici e ricostruirli dal loro punto di vista”. Ed è l’impressione che La 7 ha dato, con gli agganci a due piccole testate locali storicamente avverse al presidente della giunta e al consigliere regionale di opposizione Michele Petraroia.
Sulla vicenda c’è da registrare una dura presa di posizione del consigliere di Progetto Molise e subcommissario per la ricostruzione, Nico Romagnuolo. “Sono sorpreso e fortemente amareggiato – ha detto – per l’ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di opposizione in seguito alla trasmissione-scandalo che ha fornito dati, notizie e immagini inesatte, distorte e tagliate, tanto da far falsamente apparire nei servizi del programma che siamo un popolo e degli amministratori irresponsabili e accattoni”. “Una volta per tutte – conclude Romagnuolo – bisogna chiarire, per un’informazione corretta e trasparente, che per il terremoto del Molise sono stati spesi 500 milioni di euro”.


Petraroia interpella il Presidente Iorio sulla ricostruzione post-terremoto, ripresa produttiva e restituzione dei tributi e contributi
Premesso che trascorsi sei anni dal terremoto del 31.10.2002 ci sono ancora centinaia di famiglie che hanno perso la prima casa che vivono in prefabbricati di legno o in sistemazioni provvisorie;
considerato che le aree più colpite dal sisma, già in difficoltà e in crisi da tempo, ad oggi non hanno beneficiato, salvo interventi marginali, di alcun sostegno alla ripresa economica e produttiva, con l'effetto di accentuare il fenomeno di abbandono e spopolamento in atto da decenni;
tenuto presente che migliaia di lavoratori attendono di conoscere le modalità di restituzione delle imposte e contributi previdenziali insieme alle rispettive controparti aziendali sia pubbliche che private;
visto che da recenti inchieste giornalistiche emerge un quadro preoccupante sul Modello Molise di ricostruzione post-sisma, gestione dei fondi e rilancio del sistema economico locale, con l'aggravante di una perdita di credibilità della comunità molisana al cospetto dell'opinione pubblica nazionale;
C H I E D O
1. di sapere l'ammontare complessivo dei fondi affluiti in Molise dal 31.10.02 per la gestione del post-terremoto, con la specifica destinazione delle somme sulle emergenze, le sistemazioni provvisorie, i costi dei prefabbricati, i fitti, la ricostruzione delle case, le opere pubbliche, la messa in sicurezza delle scuole e quanto altro speso con relativa motivazione e importo. E di quanto ancora occorre per completare gli interventi pubblici e privati;
2. di conoscere l'entità complessiva e la singola attribuzione dei fondi, a soggetti pubblici e privati, ex-Art.15 Ordinanza DPCM 3268/03. E di quali risultati occupazionali ne siano conseguiti;
3. di comprendere le ragioni del mancato inserimento della Regione Molise nel disposto del Decreto Legge n. 61 dell'8.04.08 pubblicato sulla G.U. n.84 del 9.4.08 inerente le modalità di restituzione delle imposte e dei contributi da parte di lavoratori e imprese. E di quali iniziative si intendono assumere in merito.
Michele Petraroia



 

 

 

 



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