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L'emergenza infinita del terremoto del Molise, l'impiego dei fondi dell'art. 15, il "modello Molise" sono stati al centro della puntata di ieri sera di Exit, la trasmissione di La7 condotta da Ilaria
D'Amico.
Nelle due inchieste condotte sul Molise sono state riprese alcune questioni già denunciate da altromolise.it e soprattutto dal nostro mensile AltroMolise magazine e riprese nel libro "L'@ltro Molise" del nostro direttore Antonio Sorbo.
Per vedere il servizio clicca qui...
http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2296
La
puntata di "Exit" andata in onda l'altra sera su "La7"
provoca un piccolo terremoto nella politica regionale. Dall'estrema
sinistra arrivano le richieste di dimissioni di Iorio e della sua giunta
la cui gestione di ingenti risorse pubbliche, secondo esponenti dell'area
comunista, sarebbe stata smascherata dalla documentata inchiesta dei
giornalisti di "La7".
Una
iniziativa "forte" è stata presa anche da alcuni consiglieri
regionali di opposizione che hanno presentato un ordine del giorno con il
quale il Consiglio regionale dovrebbe chiedere al premier Silvio
Berlusconi di nominare un nuovo commissario straordinario per il terremoto
e l'alluvione al posto di Iorio.
L'ordine del giorno è firmato da soltanto tre capigruppo del
centrosinistra a Palazzo Moffa: Michele Petraroia (Ds), Mauro Natalini
(PRC) e Michelangelo Bonomolo (PdCI). Le altre firme sono quelle di
Massimo Romano, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, e Danilo
Leva, esponente dei Ds. Mancano le firme dei capigruppo dello Sdi, Michele
Pangia, dell'Italia dei Valori, Nicandro Ottaviano e della Margherita,
Nicola Cavaliere. L'ordine del giorno dovrebbe essere portato in
discussione in una delle prossime riunioni del Consiglio regionale dal
presidente Mario Pietracupa. La puntata di "Exit" è stata
dedicata per gran parte al Molise.
Il sito del programma e in particolare la pagina dedicata alle inchieste
sulle vicende molisane è stata presa letteralmente d'assalto dai lettori
che hanno lasciato numerosi commenti. Finora non si registrano commenti da
parte dei vertici dell'Italia dei Valori, in particolare dall'on. Antonio
Di Pietro e dal senatore Giuseppe Astore, che dei dipietristi è anche
coordinatore regionale. Tacciono anche i vertici del Partito Democratico.
Nessuna dichiarazione è arrivata da Annamaria Macchiarola, segretario
regionale del PD.
Da parte del centrodestra c'è grande tranquillità anche se a molti non
è piaciuta la frase pronunciata in diretta dal capogruppo alla Camera del
Popolo delle Libertà, Maurizio Gasparri, ospite in studio, che ad un
certo punto si è lasciato scappare un giudizio pesante sull'esecutivo:
"Iorio ha una giunta che fa schifo, farebbe bene a cambiarla".
Dall'entourage del presidente-commissario Michele Iorio non si scompongono
più di tanto. Non sarà accolta la richiesta di dimissioni che arriva dal
coordinatore regionale del Partito Comunista dei Lavoratori e vi è la
certezza che Berlusconi non rimuoverà Iorio dal suo incarico. Anche se il
"day after" non sarebbe stato del tutto tranquillo per il
centrodestra. Alcuni esponenti della Lega si sarebbero lamentati per
quanto accaduto in Molise e qualcuno avrebbe anche chiesto di valutare
bene la questione. E meno male che si sono risparmiati le dichiarazioni
dell'ex sindaco di Guardialfiera, Remo Grande, che in un'altra
trasmissione nazionale ammise candidamente che i criteri di erogazione dei
fondi pubblici per terremoto e alluvione non erano propriamente ispirati a
principi di efficienza né finalizzati fino in fondo alla ripresa
economica e allo sviluppo del Molise. (Altromolise.it)
Romagnuolo:
"Con l'ordine del giorno dopo il programma di La7 la minoranza
scredita l'operato dei Comuni"
Il consigliere regionale di Progetto Molise, Nicola Eugenio
Romagnuolo, interviene in merito all'ordine del giorno presentato da
alcuni consiglieri di minoranza dopo il programma "Exit" di La7
che ha trattato la gestione del terremoto in Molise:
"Sono sorpreso e fortemente amareggiato per l'ordine del giorno
presentato da alcuni consiglieri di opposizione in seguito alla
trasmissione-scandalo che ha fornito dati, notizie e immagini inesatti,
distorti e tagliati, tanto da far falsamente apparire nei servizi del
programma che siamo un popolo e degli amministratori irresponsabili e
accattoni. Una volta per tutte bisogna chiarire, per un'informazione
corretta e trasparente, che per il terremoto del Molise ad oggi sono stati
spesi 500 milioni di euro.
In questa somma sono racchiuse la ricostruzione di San Giuliano di Puglia
in fase di ultimazione, la realizzazione di opere pubbliche, tutta la
prima fase emergenziale con la costruzione di alcuni villaggi temporanei,
il funzionamento degli uffici sisma dei Comuni, il sostegno ai cittadini
fuori casa, e l'inizio della ricostruzione pesante per le classi ‘A'"
del cratere e della Provincia.
"Bisognerebbe invece dire in coro che in primo luogo i terremotati
sono stati discriminati, in quanto le direttive tecniche impartite dalla
Protezione Civile hanno previsto la ricostruzione soltanto per
sottoprogetti e non per interi isolati come avvenuto per altre calamità.
In secondo luogo, ricordo che oggi non è risolta la questione della
sospensione tributi e contributi per i quali è stato chiesto un
significativo abbattimento per corrispondere alle aspettative e agli
interessi dei contribuenti. Come si può affrontare ancora l'argomento se
qualcuno mina il lavoro?".
"Voglio sottolineare infine che i sindaci hanno lavorato e stanno
lavorando con concretezza al fine di dare delle risposte ai cittadini. Non
possiamo fare come una tela di Penepole, da una parte si lavora e
dall'altra si scredita l'impegno degli amministratori locali.
Mi auguro che i sindaci in particolare rispondano con forza alle
provocazioni di tutti quelli che tentano ingiustamente di screditare non
il lavoro del commissario delegato, ma quello portato avanti con passione
dai sindaci e dalle strutture comunali e regionali".
"Non vorrei che dietro queste polemiche strumentali e provocatorie si
occultino iniziative poco trasparenti che prefigurino altri disegni e
finalità". (primapaginamolise.it)
Diversi
giornalisti attaccano il modo in cui è stata condotta l'inchiesta di Exit
sul terremoto
La stampa locale contro La7
La puntata di lunedì ha sollevato le critiche di alcuni organi di stampa
molisani
“Il Molise, la terra dei fieri sanniti, non ha niente a che vedere con
la regione raccontata sconsideratamente da Exit”. “La trasmissione di
La7 non ha fornito allo spettatore la caratteristica principale di un’inchiesta:
un panorama, il più completo possibile, sulla vicenda”. “Trasmissioni
come Exit, realizzate grazie al largo contributo dato da qualche
opinionista molisano, sono quanto di più deleterio possa essere fatto ai
danni della nostra regione”.
Questi sono soltanto alcuni dei commenti che direttori e giornalisti di
diverse testate regionali hanno pubblicato dopo aver seguito la
trasmissione condotta da Ilaria d’amico su La7. I commenti pubblicati
sulla stampa locale puntano il dito sull’inchiesta curata da Claudia Di
Pasquale e Teresa Paoli, incentrata sulla ricostruzione post terremoto. A
molti è apparsa scorretta e squilibrata. E non per l’obiettivo –
condivisibilissimo e indispensabile - di capire come sia stata gestita
dalle istituzioni una fase tragica e delicata della storia di una intera
comunità, quanto per il fatto che non sia stato creato il
contraddittorio, necessario in ogni lavoro giornalistico.
Negli studi di LA7, infatti, non c’erano i diretti interessati: mancava
il presidente della regione, chiamato direttamente in causa e destinatario
di critiche ben precise, e mancava - ad esempio Guido Bertolaso,
responsabile della protezione civile nazionale, che il terremoto molisano
l’ha vissuto da vicino in tutte le sue fasi, fin dalla prima ora e che
avrebbe potuto dare una testimonianza utile a fare chiarezza.
L’unica possibilità di contraddittorio, a Iorio è stata concessa
tramite un’intervista registrata parecchi mesi fa e a detta di molti
costruita ad arte, spezzettata e proposta in contesti di stile
canzonatorio. Particolare che ha fatto subodorare ad un obiettivo ben
preciso: denigrare gli amministratori regionali. “Un vero e proprio
agguato”, ha scritto qualcuno. “Non è difficile mistificare gli
eventi – si legge poi in un editoriale – basta collegarsi
esclusivamente con i nemici e ricostruirli dal loro punto di vista”. Ed
è l’impressione che La 7 ha dato, con gli agganci a due piccole testate
locali storicamente avverse al presidente della giunta e al consigliere
regionale di opposizione Michele Petraroia.
Sulla vicenda c’è da registrare una dura presa di posizione del
consigliere di Progetto Molise e subcommissario per la ricostruzione, Nico
Romagnuolo. “Sono sorpreso e fortemente amareggiato – ha detto – per
l’ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di opposizione in
seguito alla trasmissione-scandalo che ha fornito dati, notizie e immagini
inesatte, distorte e tagliate, tanto da far falsamente apparire nei
servizi del programma che siamo un popolo e degli amministratori
irresponsabili e accattoni”. “Una volta per tutte – conclude
Romagnuolo – bisogna chiarire, per un’informazione corretta e
trasparente, che per il terremoto del Molise sono stati spesi 500 milioni
di euro”.
Petraroia
interpella il Presidente Iorio sulla ricostruzione post-terremoto, ripresa
produttiva e restituzione dei tributi e contributi
Premesso che trascorsi sei anni dal terremoto del 31.10.2002 ci sono
ancora centinaia di famiglie che hanno perso la prima casa che vivono in
prefabbricati di legno o in sistemazioni provvisorie;
considerato che le aree più colpite dal sisma, già in difficoltà e in
crisi da tempo, ad oggi non hanno beneficiato, salvo interventi marginali,
di alcun sostegno alla ripresa economica e produttiva, con l'effetto di
accentuare il fenomeno di abbandono e spopolamento in atto da decenni;
tenuto presente che migliaia di lavoratori attendono di conoscere le
modalità di restituzione delle imposte e contributi previdenziali insieme
alle rispettive controparti aziendali sia pubbliche che private;
visto che da recenti inchieste giornalistiche emerge un quadro
preoccupante sul Modello Molise di ricostruzione post-sisma, gestione dei
fondi e rilancio del sistema economico locale, con l'aggravante di una
perdita di credibilità della comunità molisana al cospetto dell'opinione
pubblica nazionale;
C H I E D O
1. di sapere l'ammontare complessivo dei fondi affluiti in Molise dal
31.10.02 per la gestione del post-terremoto, con la specifica destinazione
delle somme sulle emergenze, le sistemazioni provvisorie, i costi dei
prefabbricati, i fitti, la ricostruzione delle case, le opere pubbliche,
la messa in sicurezza delle scuole e quanto altro speso con relativa
motivazione e importo. E di quanto ancora occorre per completare gli
interventi pubblici e privati;
2. di conoscere l'entità complessiva e la singola attribuzione dei fondi,
a soggetti pubblici e privati, ex-Art.15 Ordinanza DPCM 3268/03. E di
quali risultati occupazionali ne siano conseguiti;
3. di comprendere le ragioni del mancato inserimento della Regione Molise
nel disposto del Decreto Legge n. 61 dell'8.04.08 pubblicato sulla G.U. n.84
del 9.4.08 inerente le modalità di restituzione delle imposte e dei
contributi da parte di lavoratori e imprese. E di quali iniziative si
intendono assumere in merito.
Michele Petraroia
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