Santa Croce di Magliano, mercoledì 26 marzo 2008

     

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elezioni politiche 2008



 

 

riceviamo e pubblichiamo

Gentile Redattore

Mi chiamo Michele Cicora e scrivo da Londra dove risiedo e lavoro da alcuni anni. Siamo in clima elettorale e, dal momento che gli emigrati italiani all'estero possono eleggere i loro rappresentanti sia al Senato che alla Camera, veniamo bombardati e sommersi da volantini di tutte le coloriture politiche. Questo successe anche nelle scorse elezioni, però da quelle elezioni in poi nessuno si è fatto più vivo. Tuttora non so chi siano i miei rappresentanti della Circostrizione Europea eletti nelle ultime elezioni.

Ricevo volantini da tutti i paesi dell'Unione Europea nei quali vengono declamate le doti di tutti gli emigrati definiti da Berlusconi "i primi ambasciatori nel mondo dell'Italia per il loro impegno e creatività". Ma  io aggiungerei "per sacrificio" dal momento che mio padre, come tanti altri, è rimasto sepolto nella miniera di Mercinelle, Belgio; nell'agosto del 1956.

Da tutti questi politici vengono promesse tante soluzioni come si fa di solito durante le campagne elettorali. Premesso che non vedo la necessità di avere un Ministero per gli Italiani nel Mondo e di fare elezioni all'estero per eleggere rappresentanti degli emigrati (dato anche l’ingente costo che ne deriva – stipendi, rimborso spese, alloggio, ecc.), mi chiedo se non sia sufficiente che siano i politici locali eletti in Italia ad interessarsi dei problemi che riguardano anche gli emigrati italiani all’estero. D'altronde i paesi della nostra regione, come la maggior parte delle altre regioni, specialmente meridionali, devono ringraziare gli emigrati all'estero se sono migliorati economicamente e se tanti giovani hanno potuto studiare e conseguire titoli di studio. Senza dimenticare il fatto che andando via, questi emigrati hanno lasciato aperta a chi è rimasto in loco la possibilità di un impiego. 

E' tempo di elezioni e quindi riceviamo tutti promesse di un futuro roseo e siamo tutti nei pensieri dei politici i quali dedicano la loro vita al benessere di tutti i cittadini siano essi in Patria o sparsi per il mondo. Io sono originario di San Giuliano di Puglia, paese, come ormai tutti sanno,  gravemente colpito dal terremoto di 5 anni e mezzo fa. Avrei un semplice quesito da rivolgere ai politici locali e regionali dal momento che noi emigrati siamo così importanti. Perché noi emigrati per avere la nostra casa danneggiata dal terremoto restaurata, dobbiamo contribuire con l'80% del costo per il completamento dei lavori interni se facciamo completare i lavori alle ditte che hanno messo in sicurezza i muri esterni e le strutture portanti – (oppure in alternativa possiamo scegliere di completare noi i lavori e pagare di tasca nostra tutto l'importo;) mentre la gente del posto paga soltanto il 20% per il completamento dei loro lavori? Forse il terremoto è stato più clemente con le case degli emigrati / o perché gli emigrati sono tutti ricchi? Almeno l’80% delle case dei nostri paesi sono state costruite e restaurate negli anni con le rimesse degli emigrati. Se così non fosse stato adesso avremmo ancora case fatiscenti come quelle dei Paesi del terzo mondo.
Gli emigrati hanno inviato tanti aiuti e denaro, come tanti altri donatori sia dall'Italia che dall'estero. Dove sono finiti questi soldi? Le ingenti somme  stanziati dal governo e raccolti con le donazioni non dovrebbero servire a risolvere la situazione nella sua intierezza tenendo conto di tutti i tipi di cittadini? Io, come tanti altri emigrati all’estero, ho pagato tutte le tasse comunali, tornavo tutti gli anni e spesso anche due volte all’anno. Dal terremoto in poi non ho potuto fare uso della mia abitazione in quanto dichiarata inagibile dalle autorità locali e ho dovuto avvalermi dell’ospitalità di mia sorella a Santa Croce o andare in albergo. Quindi anch’io, come altri emigrati, sono rimasto colpito dal terremoto. Dov’è la logica di dividere la popolazione in categorie? Siamo importanti soltanto durante le elezioni?

Cari politici, poche chiacchiere e fatti concreti. Datevi una mossa altrimenti chi potrebbe e vorrebbe tornare portando la loro esperienza  e professionalità per contribuire allo sviluppo della zone non lo farà e, chi è del luogo e non ha prospettive, andrà via. A voi le conclusioni.Grazie dell'attenzione

MICHELE CICORA
2 REMENHAM COURT
CARLISLE CLOSE
KINGSTON UPON THAMES
SURREY KT2 7AU
ENGLAND

cicora@blueyonder.co.uk

 


"Caro Michele... Ho letto con molto interesse la tua lettera pubblicata sul sito di S.Croce...


 

 

 

 



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