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Colto da infarto al volante. Franco Massini ex allenatore della Turris |
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CAMPOBASSO. Parte in modo tragico l’esodo di Pasqua sulle strade molisane. Ieri in poche ore tre morti e una decina di feriti, alcuni sono in gravi condizioni. A Isernia ha perso la vita un bimbo di appena due mesi che viveva a Spinete. A Riccia una caduta dalla moto ha ucciso Claudio Cucaro, 51enne meccanico di Campobasso. Infine a Bonefro è deceduto Franco Massini, 83enne ex calciatore della Frenter Larino. Era alla guida della sua auto quando ha avuto un malore ed è finito in una scarpata. Massini ero noto a Santa Croce di Magliano in quanto aveva allenato la Turris negli anni '70 / '80 (nella fotografie in basso l'annata 1983/84, Massini è il primo in piedi da sinistra).
LARINO, 18
marzo 2008. Si svolgeranno, questo pomeriggio alle 15, presso la Chiesa
della Beata Vergine delle Grazie, i funerali di Franco Massini,
l'anziano 83enne deceduto ieri l'altro lungo la provinciale che collega
Bonefro a Santa Croce a causa di un malore. L'uomo, era molto conosciuto
in città per i suoi trascorsi nel mondo del calcio e più in generale
nell'ambiente dello sport frentano. Erano nato a Reggio Emilia, poi
grazie ad un fisico possente e alle sue doti da centro mediano metodista
aveva intrapreso la carriera di calciatore che lo aveva portato dalla
Romagna in Abruzzo. Qui, a Vasto, aveva disputato tanti in anni in serie
C, aveva conosciuto la moglie e messo su la sua famiglia. Poi il
trasferimento a Larino agli inizi degli anni cinquanta del secolo
scorso. Da subito Massini divenne il perno centrale della difesa della
grande Frenter disputando con la casacca bianconera diverse stagioni, ma
non solo. Perché a Larino Massini decise di trasferirsi definitivamente
insieme alla sua famiglia, moglie e due figli. Con il calcio, nonostante
l'avanzare dell'età Massini non ha mai smesso. Infatti, appese al
chiodo le scarpette da giocatore, ha indossato la tuta ed ha intrapreso
la carriera da allenatore sia allenando le formazioni giovanili sia la
prima squadra in più di un'occasione. Un grande uomo che nella vita di
tutti i giorni sempre con il giornale sportivo tra le mani per mestiere
lavorava in ospedale come autista delle ambulanze. Ma il calcio era la
sua vita e lo è stato fino all'ultimo. Alla famiglia le sincere
condoglianze.
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