Santa Croce di Magliano, mercoledì 19 marzo 2008

     

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Al Liceo artistico di Termoli lo spettacolo dal 29 al 31 marzo


Marat secondo Macolino


Il registra santacrocese ha riadattato l’opera di Peter Weiss

 

 

di Salvatore Celeste

Pazzia, omicidio, dramma, coercizione, realtà. I sostantivi ora elencati - e se ne dovrebbero aggiungere senza tema altri - potrebbero essere gli elementi fondativi di un ordinario articolo di cronaca nera. Le aggressioni, gli omicidi, ormai, sono divenuti parte rilevante dei mezzi di comunicazione che veicolano le informazioni di cui siamo in cerca. Nella fattispecie però, l’assassinio, diviene l’elemento portante dell’attuale lavoro di Nicola Macolino.
Il regista santacrocese, torna a fare i conti con la storia, riadattando la piece di Peter Weiss, La persecuzione e l’assassinio di Marat, un dramma del 1963, che rievoca, attraverso un’assurda rappresentazione del dramma nel dramma, l’omicidio perpetrato da Carlotta Corday.
L’azione di Macolino - il dramma nella finzione è rappresentato in un manicomio e diretto dal marchese De Sade - naturalmente non parte da una possibile sistemazione critica dell’evento storico del passato, bensì dalla volontà di immettere l’assassinio di Marat, in un processo dinamico e creativo, che vede – nella finzione - il matto, - nella rappresentazione - l’attore dentro “uno dei tanti mondi possibili”, che Calvino, aveva magistralmente teorizzato e realizzato, con il “castello dei destini incrociati”.
L’intreccio della tragedia, richiama palesemente la drammaticità della coercizione: sulla scena, l’attore deve obbedire alle direttive del regista, in un manicomio la volontà della moltitudine si annulla con la perentorietà del singolo.
Per Macolino, la chiave di svolta è la rappresentazione stessa di questa staticità, creando una sorta di ossimoro del movimento, in cui, nell’anarchia della scena, ogni personaggio, attore o pazzo che sia, riacquista, mediante l’esplosione del proprio istinto, la libertà e conseguentemente una propria identità. E non sarà un caso che il dramma scelto è stato prodotto nel 1963, anno in cui in Italia, nella variegata produzione artistica esplosero con vigore, gli impulsi dell’avanguardia con il Gruppo 63.
Difatti, la logica architettonica della rappresentazione ricorda, una struttura del linguaggio convenzionale che potrebbe essere il verso – qui il teatro e il suo luogo deputato, la scena - in cui esplodono violentemente, senza riguardo verso la metrica, le parole. D’altronde per Macolino, si è già detto altre volte, il concetto di teatro, non si riveste di una concezione di tipo tradizionale.
La sua cifra stilistica si avvale dell’uso di molteplici linguaggi espressivi – che vanno dalla musica alla danza, dalle immagini alla pittura - che a giusto titolo lo inscrivono nella cerchia degli artisti sperimentali.
A maggior ragione pertanto, vanno lodati il preside, Antonio Mucciaccio e i docenti Maria Giuseppina Di Salvia, Milena Mucciaccio, Brigida Ognissanti, Giulia Perazzelli, Nino Barone e Francesco Cobalto, che hanno fortemente creduto nella proposta di Macolino.
Difatti lo spettacolo, che verrà rappresentato dal 29 al 31 marzo a Termoli, è la risultante finale di un ambizioso progetto promosso dal Liceo Artistico “Benito Jacovitti” della città rivierasca.
Per alcuni mesi, Macolino, coadiuvato da Azzurra De Gregorio, ha coordinato, insieme ai docenti suddetti, un laboratorio in progress, con i ragazzi del liceo – che saranno gli attori stessi della piece - con rappresentativi seminari monotematici, dalla regia alla scenografia, dalla dizione alla recitazione.
Crediamo sia necessario plaudire all’iniziativa del liceo adriatico, che oltre ad aver avuto “coraggio” nel voler approcciare i propri studenti all’arte dell’avanguardia, ha caricato su di sé, gli oneri – ma anche gli onori - della intera produzione. Si vede che la lungimiranza guida lo spirito artistico di questi servitori del sapere e della cultura. La prova? Nicola Macolino si è diplomato, nel 1994, proprio all’Artistico di Termoli.

MARAT- SADE
LA PERSECUZIONE E L'ASSASSINIO DI JEAN PAUL MARAT

di PETER WEISS
regia
NICOLA MACOLINO

sabato 29 marzo 2008 ore 9.00 / 11.30  [ per le scuole ] ore 21.00  [ per tutti ]
domenica 30 marzo 2008 ore 21.00  [ per tutti ]
lunedì 31 marzo 2008 ore 9.00 / 11.30  [ per le scuole ]

lo spettacolo è il frutto di un laboratorio teatrale tenuto nei mesi scorsi con gli studenti del Liceo Artistico Statale di Termoli.
lo spettacolo sarà itinerante all'interno degli spazi del Liceo.
è necessario prenotare i biglietti (euro 6.00)   [max 120 persone a spettacolo]
Info prevendita: Nicola Macolino 338.3183197  Azzurra De Gregorio 329.6290465   Prof.ssa Liceo Artistico 340.3109536

 


fotografie


 

 

 



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