|
Tradizione
rinnovata. È l'imbrunire a Santa Croce di Magliano, una volta detta dei
Greci, perché qui, nel 1470, si rifugiarono gli albanesi
sfuggiti ai Turchi ottomani che avevano occupato le loro terre. Sono
stati loro a importare la tradizione dei "marauasce", i
falò di San Giuseppe.
Si accendono il giorno di San Giuseppe perché
ricordano il calore e l'ospitalità che la Sacra Famiglia ricevette
durante la fuga dall'Egitto. Ma è anche una tradizione comunitaria,
anzi un rito. I fuochi cancellano le calamità e le malattie (fame,
morte, pestilenze) e sono simbolo della luce che torna, della
bella stagione che avanza, ma anche della nuova vita che si rinnova.
Vanno a ruba soprattutto le frasche di ulivo. È stagione di potatura e
se ne trovano tantissime in giro per le campagne. Ma a bruciare sono
anche vecchi mobili di legno: ancora voglia di rinnovamento.
Siamo in
piena settimana santa, la tradizione del marauasce quest'anno forse
passa in secondo piano ma la Pro-Loco "Quattro Torri" ha
incentivato i gruppi, allestitori dei fuochi, con un regalo a base di vino
locale e la stampa di una brochure per rivalutare gli scritti e le
illustrazioni firmate da Raffaele Capriglione e Pietro Mastrangelo.
Il
centro per diversamente abili ha organizzato una festa con tutte le famiglie a
base di piatti tipici locali ed ha acceso il fuoco nei pressi della
statua di Padre Pio. Ma
la tradizione è vista anche come momento di svago per i giovanissimi e per
attendere e riceve gli ospiti con il solito calore e cordialità.
La tradizione secolare del canto resta nella mente dei più anziani: "Majechentò
se muraine e Majechentò". |