Santa Croce di Magliano, mercoledì 05 marzo 2008

     

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dalla stampa locale


Un lettore del Quotidiano s’interroga sui prossimi lavori in Piazza Marconi
Santa Croce, che fine farà il monumento ai caduti?


 

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Che fine farà il monumento ai caduti di piazza Marconi a Santa Croce ora che saranno effettuati i lavori di riqualificazione dell’arredo urbano?

E’ la domanda-riflessione che si è posto un nostro lettore in una nota, con tanto di foto che ricordano come la struttura rappresenti uno dei simboli della cittadina più attiva del cratere.

“Si pensa a un suo consolidamento o addirittura alla sua demolizione? E se fosse la seconda ipotesi, che secondo il cittadino, voci di quartiere avvalorano? “Vero o no - sostiene il lettore - molti si sconcertano dell’assoluta indifferenza, in un paese così sensibile alle manifestazioni dell’arte in tutte le sue forme, nei confronti del forte valore storico, culturale ed emotivo di un’opera d’arte realizzata ben quarantadue anni fa, nel 1966”.

Un’opera volta fortemente dall’amministrazione di allora e ormai presente nella memoria degli abitanti del paese, fautori, insieme ai santacrocesi emigrati all’estero, della raccolta fondi per la realizzazione dell’opera dedicata ai propri caduti in guerra.

“Se verrà confermata l’ipotesi della demolizione - si chiede il santacrocese - quale ruolo hanno giocato le Soprintendenze ai Beni artistici? Quali sono i criteri che giustificano la distruzione di un’opera d’arte realizzata quarant’anni fa? Che fine ha fatto il valore storico di un’opera, ‘bypassando’ quello estetico-artistico, che è opinabile?”. Una riflessione di non poco conto che apre un libero dibattito.


Il sindaco sul monumento ai caduti.
“Recuperiamo la struttura in maniera diversa”.

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Che fine farà il monumento ai caduti di piazza Marconi? E’ la domanda che un cittadino si è posto con l’approssimarsi degli interventi di riqualificazione.
Il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, scioglie i dubbi: l’intervento finanziato dal programma Articolo 15 è teso a consolidare la piazza. La struttura al centro è particolarmente pregiudizievole per la staticità della stessa e per questo verrà risistemata e adeguata.
Un’occasione di discussione c’è già stata con gli ex combattenti, ai quali è stato spiegato che le strutture di Giordano verranno salvate e recuperate sul lato corto della piazza in maniera diversa.
‘Le braccia protese al cielo’ dovranno essere demolite per un discorso di peso e staticità, cosa sollecitata anche dai tecnici e dai cittadini che abitano da quelle parti. L’intervento è necessario, ma si accolgono iniziative da parte della cittadinanza per un’eventuale conservazione di tutto il monumento”.


Lo scultore interviene sulla scelta dell’amministrazione in piazza Marconi
Monumento ai caduti, parla Giordano
“L’opera rappresenta in pieno lo spirito di quegli anni. La struttura poteva essere conservata”

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Alcuni giorni fa ‘Il Quotidiano’ ha pubblicato la domanda-riflessione di un nostro lettore sulla sorte del monumento ai caduti del Comune di Santa Croce di Magliano.
Pronta la replica del sindaco di Santa Croce, il quale ha sciolto i dubbi, motivando le ragioni della demolizione dell’opera. A questo punto sentita l’una e l’altra campana ne manca una terza, quella dell’autore del monumento, lo scultore Antonio Giordano. Abbiamo scambiato con lui due battute sull’argomento per correttezza d’informazione.
Prof. Giordano, sappiamo che il monumento è stato realizzato nel 1966, dietro volontà dell’amministrazione dell’epoca e dei santacrocesi; ci spieghi brevemente il significato dell’opera.
“L’opera rappresenta, in pieno, lo spirito di quegli anni, incalzavano le contestazioni sociali e politiche e ci si preparava alle battaglie del Sessantotto. Da giovane artista, concepii un’opera assolutamente all’avanguardia per quell’epoca e per quel contesto, non retorica, ispirata al Costruttivismo russo e alquanto minimale, composta da più elementi, quali pannelli scultorei, vasche in cemento armato e strutture verticali, ciascuno con un suo significato; il particolare accostamento degli elementi conferisce all’intera composizione del monumento una potente tensione emotiva. Tale tensione, notevole nelle rappresentazioni plastiche degli atti eroici compiuti dall’uomo, culmina nelle colonne, poste al centro della composizione, simbolo di forza, vittoria e ricordo del sacrificio dei caduti per la patria”.
Dunque, come verrà salvato e recuperato l’intero impianto del monumento sul lato corto della piazza?
“Come autore dell’opera, l’amministrazione non ha ritenuto opportuno comunicarmi la natura delle sue scelte, nonostante con la stessa ci sia stato, in passato, un dialogo aperto sulle sorti del monumento. In ogni modo, per concludere, l’unica domanda che pongo è questa: accettata l’ipotesi della pericolosità dell’opera, rimasta comunque illesa dopo il sisma, perché non consolidare e conservare il monumento nella sua interezza, come si sta facendo per chiese e campanili o addirittura ridurre solo il peso delle colonne, demolendole e ricostruendole, ridotte nelle dimensioni ed in materiale più leggero?”.

articoli di Fabrizio Occhionero dal quotidiano Il Quotidiano del Molise

 


FOTOGRAFIE DELLA DEMOLIZIONE


 

 

 

 



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