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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Che fine farà il monumento ai caduti di piazza
Marconi a Santa Croce ora che saranno effettuati i lavori di
riqualificazione dell’arredo urbano?
E’ la
domanda-riflessione che si è posto un nostro lettore in una nota, con
tanto di foto che ricordano come la struttura rappresenti uno dei
simboli della cittadina più attiva del cratere.
“Si
pensa a un suo consolidamento o addirittura alla sua demolizione? E se
fosse la seconda ipotesi, che secondo il cittadino, voci di quartiere
avvalorano? “Vero o no - sostiene il lettore - molti si sconcertano
dell’assoluta indifferenza, in un paese così sensibile alle
manifestazioni dell’arte in tutte le sue forme, nei confronti del
forte valore storico, culturale ed emotivo di un’opera d’arte
realizzata ben quarantadue anni fa, nel 1966”.
Un’opera
volta fortemente dall’amministrazione di allora e ormai presente nella
memoria degli abitanti del paese, fautori, insieme ai santacrocesi
emigrati all’estero, della raccolta fondi per la realizzazione dell’opera
dedicata ai propri caduti in guerra.
“Se
verrà confermata l’ipotesi della demolizione - si chiede il
santacrocese - quale ruolo hanno giocato le Soprintendenze ai Beni
artistici? Quali sono i criteri che giustificano la distruzione di un’opera
d’arte realizzata quarant’anni fa? Che fine ha fatto il valore
storico di un’opera, ‘bypassando’ quello estetico-artistico, che
è opinabile?”. Una riflessione di non poco conto che apre un libero
dibattito.
Il
sindaco sul monumento ai caduti.
“Recuperiamo la struttura in maniera
diversa”.
SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Che fine farà il monumento ai caduti di piazza
Marconi? E’ la domanda che un cittadino si è posto con l’approssimarsi
degli interventi di riqualificazione.
Il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, scioglie i dubbi: l’intervento
finanziato dal programma Articolo 15 è teso a consolidare la piazza. La
struttura al centro è particolarmente pregiudizievole per la staticità
della stessa e per questo verrà risistemata e adeguata.
Un’occasione di discussione c’è già stata con gli ex combattenti,
ai quali è stato spiegato che le strutture di Giordano verranno salvate
e recuperate sul lato corto della piazza in maniera diversa.
‘Le braccia protese al cielo’ dovranno essere demolite per un
discorso di peso e staticità, cosa sollecitata anche dai tecnici e dai
cittadini che abitano da quelle parti. L’intervento è necessario, ma
si accolgono iniziative da parte della cittadinanza per un’eventuale
conservazione di tutto il monumento”.

Lo
scultore interviene sulla scelta dell’amministrazione in piazza
Marconi
Monumento ai caduti, parla Giordano
“L’opera rappresenta in pieno lo spirito di quegli anni. La
struttura poteva essere conservata”
SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Alcuni giorni fa ‘Il Quotidiano’ ha pubblicato la
domanda-riflessione di un nostro lettore sulla sorte del monumento ai
caduti del Comune di Santa Croce di Magliano.
Pronta la replica del sindaco di Santa Croce, il quale ha sciolto i
dubbi, motivando le ragioni della demolizione dell’opera. A questo
punto sentita l’una e l’altra campana ne manca una terza, quella
dell’autore del monumento, lo scultore Antonio Giordano. Abbiamo
scambiato con lui due battute sull’argomento per correttezza d’informazione.
Prof. Giordano, sappiamo che il monumento è stato realizzato nel
1966, dietro volontà dell’amministrazione dell’epoca e dei
santacrocesi; ci spieghi brevemente il significato dell’opera.
“L’opera rappresenta, in pieno, lo spirito di quegli anni,
incalzavano le contestazioni sociali e politiche e ci si preparava alle
battaglie del Sessantotto. Da giovane artista, concepii un’opera
assolutamente all’avanguardia per quell’epoca e per quel contesto,
non retorica, ispirata al Costruttivismo russo e alquanto minimale,
composta da più elementi, quali pannelli scultorei, vasche in cemento
armato e strutture verticali, ciascuno con un suo significato; il
particolare accostamento degli elementi conferisce all’intera
composizione del monumento una potente tensione emotiva. Tale tensione,
notevole nelle rappresentazioni plastiche degli atti eroici compiuti
dall’uomo, culmina nelle colonne, poste al centro della composizione,
simbolo di forza, vittoria e ricordo del sacrificio dei caduti per la
patria”.
Dunque, come verrà salvato e recuperato l’intero impianto del
monumento sul lato corto della piazza?
“Come autore dell’opera, l’amministrazione non ha ritenuto
opportuno comunicarmi la natura delle sue scelte, nonostante con la
stessa ci sia stato, in passato, un dialogo aperto sulle sorti del
monumento. In ogni modo, per concludere, l’unica domanda che pongo è
questa: accettata l’ipotesi della pericolosità dell’opera, rimasta
comunque illesa dopo il sisma, perché non consolidare e conservare il
monumento nella sua interezza, come si sta facendo per chiese e
campanili o addirittura ridurre solo il peso delle colonne, demolendole
e ricostruendole, ridotte nelle dimensioni ed in materiale più leggero?”.
articoli
di Fabrizio Occhionero dal quotidiano Il Quotidiano del Molise
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