Santa Croce di Magliano, giovedì 16 ottobre 2008

     

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Il sindaco Perrotta: come amministratori siamo indecisi. Sono nove le fermate giornaliere sulla tratta


Bonefro-Santa Croce, quale futuro? 


I passeggeri aspettano il treno sotto la pensilina ma c’è un progetto di recupero

 

 

BONEFRO. Nel 2003 bastarono pochi colpi di ruspa per farla crollare; troppo profonde le lesioni provocate del terremoto. Ma la demolizione della stazione ferroviaria di Bonefro-Santa Croce suscitò non poche polemiche. Dopo qualche mese, la soluzione tampone. Una pensilina in ferro e vetro antiurto per riparare i passeggeri che devono prendere il treno. Poi nulla di più.
Uno scalo quasi “fantasma” di cui non si conosce il destino. L’idea, avanzata anche dagli amministratori locali, fu quella di avviare un discorso congiunto con Trenitalia per realizzare una struttura più grande e adeguata per ospitare i pendolari, una mini-stazione insomma, che sarebbe stata gestita grazie a un protocollo d’intesa. Da allora non si è saputo nulla di più per il futuro dello “stop” ferroviario.
Il sindaco di Bonefro, Tullio Perrotta, raggiunto telefonicamente nutre qualche perplessità: “Non conosciamo quali sono le intenzioni di Trenitalia per la tratta Termoli-Campobasso e per la stazione che ci riguarda da vicino, quindi come sindaci ci siamo un po’ raffreddati, anche perchè avremmo dovuto contribuire con le spese di gestione. La questione, comunque, non è chiusa ma aperta alle evoluzioni che ci saranno in futuro”.
Ma quante fermate ci sono oggi su questo scalo tra Casacalenda e Ripabottoni? Quanti sono i passeggeri che quotidianamente prendono e scendono dal treno a “Bonefro-Santa Croce”. Da una rapida ricerca possiamo notare che oggi - 16 ottobre - da Campobasso a Termoli abbiamo cinque fermate (7.29, 12.56, 14.56, 17.55 e 19.09) mentre da Termoli e Campobasso le fermate sono quattro (6.49, 13.12, 14.16, 17.12). Nove, dunque, chissà per quanti passeggeri. Quindi “qualcosa di muove” in attesa di nuovi sviluppi. Il dibattito se rivalutare lo scalo resta aperto. I rischi di soppressione pure.

fonte: Quotidiano del Molise

 



 

 

 

 



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