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BONEFRO.
Nel 2003 bastarono pochi colpi di ruspa per farla crollare; troppo
profonde le lesioni provocate del terremoto. Ma la demolizione della
stazione ferroviaria di Bonefro-Santa Croce suscitò non poche
polemiche. Dopo qualche mese, la soluzione tampone. Una pensilina in
ferro e vetro antiurto per riparare i passeggeri che devono prendere il
treno. Poi nulla di più.
Uno scalo quasi “fantasma” di cui non si conosce il destino.
L’idea, avanzata anche dagli amministratori locali, fu quella di
avviare un discorso congiunto con Trenitalia per realizzare una
struttura più grande e adeguata per ospitare i pendolari, una
mini-stazione insomma, che sarebbe stata gestita grazie a un protocollo
d’intesa. Da allora non si è saputo nulla di più per il futuro dello
“stop” ferroviario.
Il sindaco di Bonefro, Tullio Perrotta, raggiunto telefonicamente nutre
qualche perplessità: “Non conosciamo quali sono le intenzioni di
Trenitalia per la tratta Termoli-Campobasso e per la stazione che ci
riguarda da vicino, quindi come sindaci ci siamo un po’ raffreddati,
anche perchè avremmo dovuto contribuire con le spese di gestione. La
questione, comunque, non è chiusa ma aperta alle evoluzioni che ci
saranno in futuro”.
Ma quante fermate ci sono oggi su questo scalo tra Casacalenda e
Ripabottoni? Quanti sono i passeggeri che quotidianamente prendono e
scendono dal treno a “Bonefro-Santa Croce”. Da una rapida ricerca
possiamo notare che oggi - 16 ottobre - da Campobasso a Termoli abbiamo
cinque fermate (7.29, 12.56, 14.56, 17.55 e 19.09) mentre da Termoli e
Campobasso le fermate sono quattro (6.49, 13.12, 14.16, 17.12). Nove,
dunque, chissà per quanti passeggeri. Quindi “qualcosa di muove” in
attesa di nuovi sviluppi. Il dibattito se rivalutare lo scalo resta
aperto. I rischi di soppressione pure.
fonte:
Quotidiano del Molise |