Santa Croce di Magliano, martedì 23 settembre 2008

     

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Protesta in piazza della Cgil
Manifestazione del sindacato anche in Molise contro i programmi del Governo


Info per adesioni presso la sede di Santa Croce di Magliano

 

“La fase di profonda turbolenza che sta attraversando l'intera economia mondiale, segnata dalla crisi del modello di sviluppo occidentale, in Italia e nel Molise rischia di produrre effetti ancora più devastanti per le scelte adottate dal governo”.
Lo dichiara la Cgil che ha deciso di scendere in piazza e manifestare nelle principali città italiane per contestare tali scelte e sensibilizzare i cittadini sui temi al centro della protesta. Nel Molise la manifestazione è prevista in Piazza Prefettura a Campobasso il prossimo 27 settembre. L'intera organizzazione sarà impegnata nei prossimi giorni in una massiccia campagna d'informazione nei luoghi di lavoro e fra la cittadinanza, per evidenziare le ragioni del dissenso e le proposte di un cambiamento. Nella città di Isernia saranno attivi dei tavoli informativi presso il mercato, nelle giornate di sabato 20 e giovedì 25 settembre.

Le scelte del governo nazionale sono sbagliate, dichiarano dal sindacato, perché non affrontano le emergenze del paese a partire dal crollo del potere d'acquisto di salari e pensioni; attaccano il sistema dell'istruzione pubblica attraverso i tagli di risorse e posti di lavoro; Vengono ulteriormente tagliati diritti sul lavoro destrutturando orari, ruolo del contratto nazionale, si incrementa il precariato; si indeboliscono le misure a tutela della sicurezza sul lavoro; non si rispettano gli impegni assunti sul Welfare; riducono ulteriormente le risorse per sanità e tutele sociali determinando il rischio concreto di riduzione di prestazioni sanitarie, crescita del disagio sociale, disuguaglianze e discriminazioni; vengono tagliati gli investimenti nelle infrastrutture danneggiando in particolare il Mezzogiorno e l’occupazione; penalizzano pesantemente le retribuzioni dei lavoratori della pubblica amministrazione, così come viene annullata la stabilizzazione dei precari; si riduce il ruolo del servizio pubblico; determinano un sistema di impoverimento delle pensioni attraverso aumenti programmati al di sotto della metà della crescita dei prezzi; contestualmente non si affrontano i problemi della riduzione della tassazione; dell'estensione della quattordicesima; dell'approvazione della legge sulla autosufficienza e l'aumento delle risorse a comuni, province e regioni per il sostegno alle politiche sociali.

 



 

 

 

 



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