Santa Croce di Magliano, martedì 16 settembre 2008

     

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dal cratere << 16/30 settembre << 2008 << home

 

 


San Giuliano di Puglia, inaugurata la nuova “Jovine” ma, per la Riforma, la scuola è a rischio-chiusura. Mercoledì Berlusconi nel "cratere"; la Cgil si mobilita. Astore sul post sisma: lettera aperta al premier


 

A sei anni dal sisma, gli alunni del paese simbolo del cratere sono tornati in aula
Barbieri: “E' la scuola più sicura di Italia, guardiamo con fiducia al futuro” 

Poco più di 90 alunni, 6 classi, una scuola materna e colori ovunque. Non è stato un primo giorno di scuola come tanti a San Giuliano di Puglia: è stata una festa. Accompagnati dagli applausi di insegnanti e genitori, i bambini del comune simbolo del terremoto hanno occupato per la prima volta i banchi dele nuovo scuola “Francesco Jovine”. 

Difficile metterli infila per cominciare le lezioni, in un misto di confusione ed eccitazione per le tante novità, tra fontane, sculture e giochi. “Dopo circa 6 anni – ha detto il sindaco, Luigi Barbieri – i bambini frequenteranno una scuola vera, che si può definire la più sicura d’Italia. Ora potranno vivere in un ambiente accogliente che li renda tranquilli e li aiuti a crescere sani. Da genitore – ha aggiunto Barbieri – partecipo con emozione a questo giorno importante non solo per loro, ma per tutta la comunità di San Giuliano”. 

Hanno preferito sottrarsi ai microfoni, invece, i tanti genitori presenti che, dopo aver convissuto per anni con il dolore della tragedia, ora chiedono di vivere questi momenti di gioia in privato, con i propri figli. L’apertura di questa scuola per san Giuliano di Puglia è qualcosa di più: un modo per riconquistare, almeno in parte, quella normalità spazzata via dal terremoto e, forse per la prima volta dal 2002, la prima vera opportunità per guardare al futuro con serenità.


L’istituto appena inaugurato a San Giuliano non raggiunge il quorum di 100 alunni iscritti 
Riforma, scuola Jovine a rischio

Appena terminata, la nuova scuola Jovine di San Giuliano di Puglia rischia già la chiusura. Al momento sono solo 99 gli alunni che frequentano l'istituto e che da questa settimana hanno ripreso le lezioni. Un numero di studenti inferiore rispetto agli standard (minimo 100 alunni) richiesti dalla riforma annunciata dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. 

Il Ministro sarà a San Giuliano di Puglia proprio giovedì prossimo per inaugurare la nuova scuola insieme al premier, Silvio Berlusconi. Ad attenderli ci sarà anche un comitato di protesta dei genitori di Sepino che chiedono di entrare nella nuova scuola del comune pronta da tempo ma mai inaugurata.

E sulla questione è intervenuto il senatore dell’Italia dei valori Giuseppe Astore con una lettera inviata proprio a Berlusconi. “La scuola che verrà ad inaugurare – ha scritto il parlamentare al premier – è ora minacciata dai tagli”. La Cgil ha deciso di organizzare proprio giovedì una manifestazione pubblica a Bonefro contro la politica del governo nazionale di riduzione degli organici e la chiusura degli istituti.


Le scuole dell'area del cratere sono quasi tutte ancora da ricostruire o da mettere in sicurezza. A distanza di sei anni dal sisma poco o nulla è stato fatto.

Addirittura, in seguito al terremoto di San Giuliano è stata chiusa la scuola elementare di Venafro, centro che sta dall'altra parte del Molise dove i bambini frequentano le lezioni nelle baracche. Ma è l'area del cratere quella che fa registrare naturalmente la situazione di maggiore precarietà. Per denunciare questa situazione il direttivo regionale della CGIL Molise ha indetto una mobilitazione, il 18 settembre, in occasione della venuta del presidente del Consiglio per l'inaugurazione della scuola di S.Giuliano di Puglia. Una iniziativa con la quale si intende dire ciò che probabilmente non sarà detto nel corso della "celebrazione" che il governo farà di se stesso. Solo una "operazione mediatica", così la definisce la Cgil. Che ha approvato un documento all'unanimità nel quale evidenzia la sua posizione.

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DIRETTIVO REGIONALE CGIL MOLISE
Ordine del giorno

Il Direttivo regionale della CGIL Molise riunitosi lunedì 15 settembre 2008


APPRESA la notizia che il Presidente del Consiglio ed il Ministro dell’Istruzione saranno in Molise il 18 settembre per inaugurare la scuola di S. Giuliano di Puglia;

ASSUNTO che si tratta solo di una iniziativa mediatica che nulla ha a che fare con la soluzione dei problemi riguardanti l’area del cratere;

CONSTATATO che la ricostruzione dei paesi interessati dal terremoto in molte realtà deve ancora partire ed è stata fatta una distribuzione clientelare delle risorse ad essa destinate;

VERIFICATO che nulla è stato fatto da questo governo in merito alla soluzione dei problemi quali la sospensione dei contributi previdenziali ed assicurativi, le modalità di restituzione delle imposte sospese, ecc.;

ACCERTATO che molte scuole nell’area del cratere, ma anche in molte altre parti della Regione, si trovano in condizioni di estrema precarietà e nell’impossibilità di garantire un’offerta formativa adeguata ad un territorio che va sempre più impoverendosi;

IMPEGNA tutte le strutture della CGIL,sia regionali che di categoria, a partecipare alla manifestazione del 18 settembre, indetta dalla CGIL e dalla FLC a Bonefro presso le casette dell’Istituto Comprensivo per ribadire con forza – tra le baracche del cratere- la necessità di procedere rapidamente alla ricostruzione delle scuole, alla loro messa in sicurezza e l’urgenza di garantire una scuola pubblica di qualità al territorio, al di fuori dei messaggi rassicuranti che non hanno riscontro nella realtà.


di GIUSEPPE ASTORE*

Egr. Presidente, mi rivolgo a lei con una lettera perche’, fino ad ora, non ho mai avuto l’opportunita’ di farlo in Parlamento, alla sua presenza, per parlarle della ricostruzione post terremoto nella mia regione.

La comunità molisana colpita dal tragico evento del 31.10.2002, la ringrazia per la sensibilità e la vicinanza dimostrata anche in questa occasione, sentimenti che possono aiutare a lenire la sofferenza profonda che accompagnerà questa comunità ancora per alcune generazioni . Così come ho avuto modo di sottolineare in passato, il dolore non deve diventare motivo di strumentalizzazione e per questo rivolgo a lei alcune riflessioni a voce alta. Inauguriamo la nuova scuola di S. Giuliano, una di quelle strutture grandi (forse anche troppo), moderne, sicure in cui ogni bimbo vorrebbe studiare. Ma questa scuola, in cui opera un personale fantastico, al quale va il nostro sincero ringraziamento perchè si è accollato il difficile compito di ricostruire la speranza e la fiducia nelle nuove generazioni, è minacciata dai tagli del ministro all’Istruzione Gelmini e dallo spopolamento che continua a flagellare queste terre. Fu detto che con i fondi della solidarietà si sarebbero dovuti ricostruire gli edifici e permettere agli abitanti di restare nei luoghi natii. Ebbene, Caro Presidente , così non è stato, nonostante una massa ingente di denaro (circa 700 mln di euro) sia giunta in questa area, grazie alla sua attenzione e a quella dell’esecutivo Prodi. Ricordo ancora le battaglie in Aula e nei vari ministeri per risolvere l’intricata matassa delle ordinanze sovrapposte negli anni sulle sospensioni dei tributi, per rendere esigibile il mutuo per lo stanziamento 2006, per assicurare 95 mln nel 2007 e addirittura 275 mln nel 2008: un vero e proprio miracolo, questo, compiuto dall’allora ministro Antonio Di Pietro, con il contributo della delegazione parlamentare, che ha permesso di assicurare le necessarie risorse per completare tutta la ricostruzione nel paese simbolo del terremoto S. Giuliano di Puglia e finanziare gli interventi delle classi ’A’ ed altro (finanziaria 2007) , in tutti i comuni del Cratere. Ma soprattutto, è in questa fase che furono finalmente fissate le priorità degli interventi e quindi gli impegni delle risorse, mettendo fine ad un vero e proprio mercato clientelare. Uso parole forti perchè una sciagurata e spregiudicata gestione dei fondi ha utilizzato l’emergenza per procurare fortune elettorali, che sono puntualmente arrivate a spese della comunità nazionale e dello sviluppo locale. A sei anni dalla calamità, però, dobbiamo rilevare che il 90% delle famiglie sfrattate è ancora senza casa, la popolazione residente diminuisce, lo sviluppo economico non c’è e la speranza si dissolve. La prego di non giudicare le mie affermazioni come un attacco politico, ma la constatazione di ciò che è sotto gli occhi di tutti. Come pure è noto che il decreto Tremonti sull’Ici di giugno scorso ha anticipato di sei mesi, senza porsi alcuno scrupolo, la fine della sospensione dei tributi e contributi per le aziende e per i lavoratori del Cratere, e parzialmente per tutta la provincia di Campobasso, creando un danno economico ma anche un vuoto normativo. Così come l'ho "gridato" con Prodi, mi permetto di fare altrettanto con Lei perché anche a noi spetta la pari dignità riconosciuta ad altri cittadini che si sono trovati alle prese con le calamità naturali. C’è bisogno di altri finanziamenti per completare ovunque la ricostruzione, e in primis nei centri piu’ colpiti, fissando come limite temporale massimo il 2011. Ma prima dei nuovi fondi è necessario, urgente e inderogabile un provvedimento che abbatta il 50% delle somme non pagate dalle imprese e dai lavoratori e rateizzi in più anni la restituzione della quota restante, nelle forme che Lei aveva fissato in una delle sue prime ordinanze. Infine, come ho accennato, bisogna occuparsi dello sviluppo, magari con un nuovo art.15 questa volta, finalmente, riservato solo ai 14 comuni molisani, più i due pugliesi, che hanno subito più danni. Un progetto speciale per le aree interne del cosiddetto cratere, concertato dal basso, con fondi e obiettivi certi. La comunita’ nazionale ha un debito morale verso questa terra perché non siamo stati capaci di tutelare quei 27 bambini e la loro maestra. Ora il nostro dovere e’ quello di occuparci dei loro fratelli, dei loro genitori e di tutti i terremotati molisani, assicurandogli un futuro nella loro terra martoriata. Sarebbe questo il miracolo dei bambini di S. Giuliano. Su questi temi Il Parlamento e il Governo devono lavorare insieme, al di sopra delle posizioni dei partiti e delle schermaglie tra le persone. Nell’augurio che saprà difendere le giuste rivendicazioni dei cittadini, per di più, del suo collegio elettivo, le porgo i piu’
Cordiali saluti

*senatore IdV

 



 

 

 

 



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