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CAMPOBASSO.
Sono cadute nel vuoto le richieste dei sindaci dell'area del cratere
consegnate dal sindaco di Santa Croce di Magliano, Pasquale Marino al
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il documento trasmesso al
Premier si proponeva di fare chiarezza sui fondi ottenuti, sia su quelli
da richiedere attraverso un piano triennale, pensando a una Finanziaria di
tre anni. L'obiettivo degli amministratori era quello di avere certezze
dei finanziamenti per dare tranquillità ai cittadini e continuità alle
attività di ricostruzione in un momento decisivo. E' proprio il sindaco
Marino, molto amareggiato, a fare il punto della situazione dopo
l'incontro con capo del Governo.
"Le richieste che abbiamo fatto - ha dichiarato Marino - erano molto
chiare: 250 milioni di euro per tre annualità. Il presidente ci ha detto
in maniera molto chiara ed inequivocabile che non ci saranno fondi per
il futuro. Questo significa interrompere la ricostruzione, fermare i
lavori e limitarci a spendere quello che era stato previsto dalla
precedente finanziaria".
Anche sugli sgravi non ci sono state prese di posizione ufficiali da parte
del Governo. "Sugli sgravi - prosegue Marino - c'è stato l'impegno
del sottosegretario Bertolaso, il quale ha tenuto a precisare che
si farà promotore di una iniziativa diretta a portare la situazione
molisana all'attenzione del ministro Tremonti per ottenere sgravi di
tributi e contributi così come è stato fatto in altre realtà come
Marche e Umbria".
Una situazione preoccupante per il primo cittadino di Santa Croce di
Magliano: "La mancanza di fondi - prosegue Marino - ci preoccupa
notevolmente. Noi siamo venuti per fornire certezze alle nostre comunità.
Sono anni che si va avanti con fondi altalenanti senza avere certezza su
come e quando ricostruire. Volevamo, con questo piano triennale,
programmare adeguatamente la ricostruzione, purtroppo è stata
sconfortante e preoccupante la posizione del presidente Berlusconi: questo
preannuncia problemi davvero seri per il futuro".
Romagnolo:
I sindaci del cratere hanno incontrato, Silvio Berlusconi
Ecco gli impegni per i fondi e le agevolazioni
fiscali
Dalla riunione e l'esposizione che ha fatto con determinazione il delegato
sindaco di Santa Croce di Magliano, Pasquale Marino, il premier ha
dichiarato, anche in considerazione della difficile situazione economica e
i problemi di carattere finanziario, che di fondi ulteriori per la
ricostruzione non ce ne sono. Consapevole delle esigenze contenute nel
documento dei sindaci, Berlusconi ha preso impegno a rivedere la questione
con il presidente della Regione, Michele Iorio in occasione di una
riunione su altre problematiche del Molise che ci sarà nei prossimi
giorni a Roma.
Per quanto riguarda i tributi e contributi, è stato chiesto equiparare la
nostra regione ad altri terremoti e il premier ha preso impegno attraverso
il sottosegretario, Guido Bertolaso.
"Naturalmente c'è la consapevolezza che è il Presidente del
Consiglio è stato chiaro e schietto, ma al contempo c'è anche l'amarezza
che molte persone sono ancora fuori casa. Per questo, contiamo molto
sull'impegno del Presidente. Già la settimana prossima i sindaci
incontreranno Iorio prima dell'incontro previsto a Roma. Occorre
individuare una soluzione per andare avanti nella ricostruzione con
tranquillità.
Riguardo ai tributi, finalmente nella persona di Bertolaso, definito da
Berlusconi un servitore dello Stato, questa volta avremo la risposta certa
e definitiva, perché proprio Bertolaso ha dichiarato davanti a Berlusconi
e a tutti i sindaci che la nostra calamità sarà equiparata alle altre.
Continueremo a vigilare su ogni aspetto del post-terremoto".
Slalom
per evitare blocco di Rifondazione. Antonio Capussi si incatena dinanzi la
scuola
LA PROTESTA
CAMPOBASSO. C'è stato poco spazio per le proteste nei
confronti del presidente del consiglio Berlusconi e del ministro Gelmini
annunciate da Rifondazione Comunista. Le campagne molisane poco si
addicono a manifestazioni metropolitane e il blocco preannunciato nei
pressi del bivio per Santa Croce di Magliano è stato bypassato
agevolmente dal servizio di sicurezza delle forze dell'ordine oltre che
dal ritardo con il quale il premier si è presentato a San Giuliano di
Puglia. Ma ieri mattina si è tenuta a Bonefro una manifestazione, dinanzi
l'istituto comprensivo, promossa dalla Cgil nella quale è stata
sottolineata la situazione riguardante le scuole esistenti negli altri
quattordici Comuni del "Cratere", dove si è avviato un nuovo
anno scolastico nelle "stesse strutture post-terremoto perpetuando il
disagio soprattutto in tante comunità che hanno continuato a vivere
nell'emergenza." Ma nella manifestazione di ieri mattina è stata
stigmatizzata la ricaduta dei provvedimenti che il Ministro Gelmini ha
assunto, "destinati - secondo il sindacato - a ridurre l'offerta
formativa e la qualità della stessa." Alla manifestazione ha
partecipato anche una delegazione dei Comunisti Italiani che oggi, alle
ore 16,00 nella sede di Via Ferrari terranno una conferenza stampa sul
ruolo della scuola pubblica, alla quale parteciperà il responsabile
nazionale scuola, il senatore Piergiorgio Bergonzi. Subito dopo è
previsto un incontro pubblico sempre sul tema della scuola, aperto a
cittadini, operatori del settore, studenti e forze politiche. Nella
mattinata, comunque, l'unica protesta visibile è stata quella di Antonio
Capussi, anziano imprenditore boianese che, incatenatosi dinanzi la scuola
di San Giuliano di Puglia, ha denunciato anche attraverso comunicati
stampa la sua situazione. Capussi ha realizzato ventisei strade
interpoderali nei comuni di Bojano, Busso, Campomarino, Casalciprano,
Larino Macchia Valfortore, Morrone del Sannio, Pietracatella e San Martino
in Pensilis, opere per le quali non sarebbero mai state erogate le
liquidazioni, a fronte di certificazioni ufficiali (Verbale di
Accertamento Preventivo, Verbale di Inizio e di Ultimazione lavori,
Collaudo, Delibera di Assunzione Oneri di Manutenzione da parte del Comune
competente). "Dicono che sono finiti i soldi, perciò non mi pagano -
afferma Capussi - vi chiedo, è mai possibile una cosa del genere?
Camminano sulle mie strade, le percorrono con le automobili, con i mezzi
agricoli, con gli autocarri e non me le vogliono pagare perché sarebbero
finiti i soldi? E che fine hanno fatto i soldi dell'Unione Europea
finalizzati al completamento del programma regionale per le infrastrutture
rurali?" "Possibile - prosegue Capussi - che nessuno intenda
indagare su questa truffa che mi sta portando sul lastrico dopo decenni di
onesto lavoro? La mia è una vicenda lunga che ha fiaccato completamente
me e la mia famiglia; una famiglia distrutta, l'ombra del fallimento che
incombe sui miei figli e sui miei nipoti." Da qui la protesta
dell'ottantaseienne. "Mi rivolgo al Presidente della Giunta Regionale
del Molise, Michele Iorio, al Presidente del Consiglio, Michele Pietracupa,
a tutti gli Assessori Regionali - conclude Capussi - affinché decidano
subito di porre in essere la proposta di transazione che si era deciso di
redigere in sede di audizione del sottoscritto, alla presenza del proprio
legale, da parte della Giunta precedente; bozza di transazione redatta in
dal legale e sottoposta all'approvazione dell'Ufficio Legale della
Regione."
Petraroia
(Pd): il Commissario ha fallito, il presidente del Consiglio istituisca
una commissione d’inchiesta
CAMPOBASSO.
"Il commissario per la ricostruzione Michele Iorio, presidente della
Regione Molise dal 2001 di Forza Italia rendesse conto agli italiani di
come ha speso 700 milioni di euro fino a questo momento." Con queste
parole il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia commenta
l'inaugurazione della scuola di San Giuliano di Puglia e chiede una
commissione d'inchiesta per accertare l'utilizzo dei fondi pubblici
"se ad oggi - afferma Petraroia - il 90% egli aventi diritto attende
ancora la prima casa dopo sei anni (oltre quattromila famiglie) e dei 167
milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole regionali solo 42
sono stati erogati (ne occorrono altri 125 milioni). Petraroia, inoltre,
torna a chiedere la sostituzione del Commissario che avrebbe "fallito
gli obiettivi, allargato all'intera regione l'area degli interventi e
finanziato progetti di dubbia utilità (parchi sentimentali, acquisto di
navi, musei del profumo, opere liriche, spettacoli di Italia 1, Miss
Italia, zampogne, ippovie, patate turchesche e api millifere".
Non si ferma Petraroia che continua: "Nell'area terremotata si è
accentuato lo spopolamento e dopo 72 mesi si studia e si vive ancora nei
prefabbricati di legno. Il Governo prenda atto che occorrono 400 milioni
per completare la ricostruzione di classe A9, cioè per la prima casa.
" Il quesito finale entra direttamente nella carne viva di San
Giuliano di Puglia: "A che serve - conclude Petraroia - una
cattedrale nel deserto, esempio di spreco e sperpero di danaro pubblico
(una spropositata scuola in un paese di mille abitanti dove nel 2007 sono
nati solo cinque bambini)? |