Santa Croce di Magliano, venerdì 19 settembre 2008

     

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Nessuna speranza per le richieste dei sindaci del cratere: Bertolaso si farà carico degli sgravi con Tremonti


Ricostruzione: non ci sono fondi


Il sindaco di Santa Croce di Magliano Pasquale Marino: “Sconfortante e preoccupante la posizione del governo”

 

 

CAMPOBASSO. Sono cadute nel vuoto le richieste dei sindaci dell'area del cratere consegnate dal sindaco di Santa Croce di Magliano, Pasquale Marino al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il documento trasmesso al Premier si proponeva di fare chiarezza sui fondi ottenuti, sia su quelli da richiedere attraverso un piano triennale, pensando a una Finanziaria di tre anni. L'obiettivo degli amministratori era quello di avere certezze dei finanziamenti per dare tranquillità ai cittadini e continuità alle attività di ricostruzione in un momento decisivo. E' proprio il sindaco Marino, molto amareggiato, a fare il punto della situazione dopo l'incontro con capo del Governo.
"Le richieste che abbiamo fatto - ha dichiarato Marino - erano molto chiare: 250 milioni di euro per tre annualità. Il presidente ci ha detto in maniera molto chiara ed inequivocabile che non ci saranno fondi per il futuro. Questo significa interrompere la ricostruzione, fermare i lavori e limitarci a spendere quello che era stato previsto dalla precedente finanziaria".
Anche sugli sgravi non ci sono state prese di posizione ufficiali da parte del Governo. "Sugli sgravi - prosegue Marino - c'è stato l'impegno del sottosegretario Bertolaso, il quale ha tenuto a precisare che si farà promotore di una iniziativa diretta a portare la situazione molisana all'attenzione del ministro Tremonti per ottenere sgravi di tributi e contributi così come è stato fatto in altre realtà come Marche e Umbria".
Una situazione preoccupante per il primo cittadino di Santa Croce di Magliano: "La mancanza di fondi - prosegue Marino - ci preoccupa notevolmente. Noi siamo venuti per fornire certezze alle nostre comunità. Sono anni che si va avanti con fondi altalenanti senza avere certezza su come e quando ricostruire. Volevamo, con questo piano triennale, programmare adeguatamente la ricostruzione, purtroppo è stata sconfortante e preoccupante la posizione del presidente Berlusconi: questo preannuncia problemi davvero seri per il futuro".


Romagnolo: I sindaci del cratere hanno incontrato, Silvio Berlusconi
Ecco gli impegni per i fondi e le agevolazioni fiscali
Dalla riunione e l'esposizione che ha fatto con determinazione il delegato sindaco di Santa Croce di Magliano, Pasquale Marino, il premier ha dichiarato, anche in considerazione della difficile situazione economica e i problemi di carattere finanziario, che di fondi ulteriori per la ricostruzione non ce ne sono. Consapevole delle esigenze contenute nel documento dei sindaci, Berlusconi ha preso impegno a rivedere la questione con il presidente della Regione, Michele Iorio in occasione di una riunione su altre problematiche del Molise che ci sarà nei prossimi giorni a Roma.
Per quanto riguarda i tributi e contributi, è stato chiesto equiparare la nostra regione ad altri terremoti e il premier ha preso impegno attraverso il sottosegretario, Guido Bertolaso.
"Naturalmente c'è la consapevolezza che è il Presidente del Consiglio è stato chiaro e schietto, ma al contempo c'è anche l'amarezza che molte persone sono ancora fuori casa. Per questo, contiamo molto sull'impegno del Presidente. Già la settimana prossima i sindaci incontreranno Iorio prima dell'incontro previsto a Roma. Occorre individuare una soluzione per andare avanti nella ricostruzione con tranquillità.
Riguardo ai tributi, finalmente nella persona di Bertolaso, definito da Berlusconi un servitore dello Stato, questa volta avremo la risposta certa e definitiva, perché proprio Bertolaso ha dichiarato davanti a Berlusconi e a tutti i sindaci che la nostra calamità sarà equiparata alle altre. Continueremo a vigilare su ogni aspetto del post-terremoto".


Slalom per evitare blocco di Rifondazione. Antonio Capussi si incatena dinanzi la scuola
LA PROTESTA
CAMPOBASSO. C'è stato poco spazio per le proteste nei confronti del presidente del consiglio Berlusconi e del ministro Gelmini annunciate da Rifondazione Comunista. Le campagne molisane poco si addicono a manifestazioni metropolitane e il blocco preannunciato nei pressi del bivio per Santa Croce di Magliano è stato bypassato agevolmente dal servizio di sicurezza delle forze dell'ordine oltre che dal ritardo con il quale il premier si è presentato a San Giuliano di Puglia. Ma ieri mattina si è tenuta a Bonefro una manifestazione, dinanzi l'istituto comprensivo, promossa dalla Cgil nella quale è stata sottolineata la situazione riguardante le scuole esistenti negli altri quattordici Comuni del "Cratere", dove si è avviato un nuovo anno scolastico nelle "stesse strutture post-terremoto perpetuando il disagio soprattutto in tante comunità che hanno continuato a vivere nell'emergenza." Ma nella manifestazione di ieri mattina è stata stigmatizzata la ricaduta dei provvedimenti che il Ministro Gelmini ha assunto, "destinati - secondo il sindacato - a ridurre l'offerta formativa e la qualità della stessa." Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione dei Comunisti Italiani che oggi, alle ore 16,00 nella sede di Via Ferrari terranno una conferenza stampa sul ruolo della scuola pubblica, alla quale parteciperà il responsabile nazionale scuola, il senatore Piergiorgio Bergonzi. Subito dopo è previsto un incontro pubblico sempre sul tema della scuola, aperto a cittadini, operatori del settore, studenti e forze politiche. Nella mattinata, comunque, l'unica protesta visibile è stata quella di Antonio Capussi, anziano imprenditore boianese che, incatenatosi dinanzi la scuola di San Giuliano di Puglia, ha denunciato anche attraverso comunicati stampa la sua situazione. Capussi ha realizzato ventisei strade interpoderali nei comuni di Bojano, Busso, Campomarino, Casalciprano, Larino Macchia Valfortore, Morrone del Sannio, Pietracatella e San Martino in Pensilis, opere per le quali non sarebbero mai state erogate le liquidazioni, a fronte di certificazioni ufficiali (Verbale di Accertamento Preventivo, Verbale di Inizio e di Ultimazione lavori, Collaudo, Delibera di Assunzione Oneri di Manutenzione da parte del Comune competente). "Dicono che sono finiti i soldi, perciò non mi pagano - afferma Capussi - vi chiedo, è mai possibile una cosa del genere? Camminano sulle mie strade, le percorrono con le automobili, con i mezzi agricoli, con gli autocarri e non me le vogliono pagare perché sarebbero finiti i soldi? E che fine hanno fatto i soldi dell'Unione Europea finalizzati al completamento del programma regionale per le infrastrutture rurali?" "Possibile - prosegue Capussi - che nessuno intenda indagare su questa truffa che mi sta portando sul lastrico dopo decenni di onesto lavoro? La mia è una vicenda lunga che ha fiaccato completamente me e la mia famiglia; una famiglia distrutta, l'ombra del fallimento che incombe sui miei figli e sui miei nipoti." Da qui la protesta dell'ottantaseienne. "Mi rivolgo al Presidente della Giunta Regionale del Molise, Michele Iorio, al Presidente del Consiglio, Michele Pietracupa, a tutti gli Assessori Regionali - conclude Capussi - affinché decidano subito di porre in essere la proposta di transazione che si era deciso di redigere in sede di audizione del sottoscritto, alla presenza del proprio legale, da parte della Giunta precedente; bozza di transazione redatta in dal legale e sottoposta all'approvazione dell'Ufficio Legale della Regione."


Petraroia (Pd): il Commissario ha fallito, il presidente del Consiglio istituisca una commissione d’inchiesta

CAMPOBASSO. "Il commissario per la ricostruzione Michele Iorio, presidente della Regione Molise dal 2001 di Forza Italia rendesse conto agli italiani di come ha speso 700 milioni di euro fino a questo momento." Con queste parole il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia commenta l'inaugurazione della scuola di San Giuliano di Puglia e chiede una commissione d'inchiesta per accertare l'utilizzo dei fondi pubblici "se ad oggi - afferma Petraroia - il 90% egli aventi diritto attende ancora la prima casa dopo sei anni (oltre quattromila famiglie) e dei 167 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole regionali solo 42 sono stati erogati (ne occorrono altri 125 milioni). Petraroia, inoltre, torna a chiedere la sostituzione del Commissario che avrebbe "fallito gli obiettivi, allargato all'intera regione l'area degli interventi e finanziato progetti di dubbia utilità (parchi sentimentali, acquisto di navi, musei del profumo, opere liriche, spettacoli di Italia 1, Miss Italia, zampogne, ippovie, patate turchesche e api millifere".
Non si ferma Petraroia che continua: "Nell'area terremotata si è accentuato lo spopolamento e dopo 72 mesi si studia e si vive ancora nei prefabbricati di legno. Il Governo prenda atto che occorrono 400 milioni per completare la ricostruzione di classe A9, cioè per la prima casa. " Il quesito finale entra direttamente nella carne viva di San Giuliano di Puglia: "A che serve - conclude Petraroia - una cattedrale nel deserto, esempio di spreco e sperpero di danaro pubblico (una spropositata scuola in un paese di mille abitanti dove nel 2007 sono nati solo cinque bambini)?

 


fonte: Primo Piano Molise


 

 

 

 



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