Santa Croce di Magliano, mercoledì 18 febbraio 2009

     

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speciale elezioni


“Santa Croce ha assunto un ruolo strategico”


Parla il sindaco Pasquale Marino a pochi mesi dalla conclusione del mandato: impegno su tutti i settori

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. E’ il centro più popoloso del cratere e anche quello dove l’economia sta riuscendo più di altri a superare la crisi grazie al fermento di attività economiche.
Anche a Santa Croce di Magliano l’amministrazione comunale si avvia alla scadenza del mandato.
Il sindaco, Pasquale Marino, fa il punto della situazione con una “sicurezza” che lo convince in tutte le affermazioni sull’operato della sua squadra.

Sindaco Marino, si sente di avere rispettato il programma presentato agli elettori?
“Certamente la risposta per me è assolutamente positiva. La mia maggioranza ritiene che in questo quinquennio abbiamo onorato gli impegni assunti in fase programmatica, anzi vi dirò di più, sono convinto e possiamo dimostrarlo con programma alla mano di essere andati oltre quella che era la nostra proposta. Prima della campagna elettorale relazioneremo alla cittadinanza tutto quello che abbiamo fatto in questi cinque anni”.

La ricostruzione post-terremoto è stata al centro dell’azione amministrativa?
“Non direi al centro. E’ stato uno dei motivi che ci ha portato via tantissimo impegno e tanto tempo dal punto di vista amministrativo. Però non può essere una cosa, come dire, qualificante o non qualificante per un’amministrazione, anche perché, sostanzialmente, dipende poco dal Comune. L’amministrazione ha fatto tutti i passaggi che doveva fare nelle sedi opportune. Ritengo alla stregua degli altri colleghi sindaci di aver lavorato bene limitatamente a quelle che erano le possibilità che venivano offerte dal governo regionale e da quello centrale. Purtroppo, se ci sono i fondi si riesce ad amministrare, se i fondi non ci sono non si amministra. Questa è la verità. Ritengo invece che l’attività amministrativa vada valutata per altre cose, cioè per le scelte programmatiche, di prospettiva, di sviluppo”.

Il piano delle opere pubbliche è stato completato?
“A livello di opere pubbliche possiamo dire tranquillamente che quello che siamo riusciti a fare in questi 5 anni, nell’ultimo ventennio non era stato fatto. I lavori son sotto gli occhi di tutti. Qualcuno ci ha contestato le strade sfasciate del nostro paesello. A quel qualcuno vorrei ricordare che le strade sfasciate non lo sono per incuria, abbandono o altro, perché si stanno facendo lavori pubblici, si sta dando una sistemazione organica a tutto il paese. Parlo del rifacimento complessivo di alcune zone, immagino Corso Umberto I e Piazza Marconi su cui mi sono fortemente battuto. Lo volevo fare da tempo, dato che sto in amministrazione da 14 anni, già dalla mia prima esperienza. Pensando al “salotto” di Santa Croce, al cuore del paese maggiormente vivibile e fruibile. Tutto questo sarà valutato, come giusto che sia, dalla cittadinanza. Mi rincuora una cosa: alle critiche iniziali – quando si fanno dei lavori si creano inevitabilmente dei disagi alle strade e agli operatori economici – si assocerà un risultato finale di pregio. Le critiche ci sono state, ma sono state accantonate anche per un altro importante lavoro, cioè le piste ciclabili all’ingresso del paese verso via Principe di Piemonte. Durante l’estate abbiamo scoperto che è stato uno dei lavori più apprezzati dalla cittadinanza con afflusso continuo di gente. Ritengo che sia un fiore all’occhiello per chiunque entri nel paese, un’immagine in ragione di quello che trova. Il paese è stato sistemato e lo stiamo sistemando in ogni zona, compresa la circonvallazione e la parte che va nelle scuole: il tutto per un paese di cui si abbia una percezione di organicità e regolarità. Questo è il tavolo di confronto che porteremo alla cittadinanza e sul quale siamo pronti ad ascoltare gli abitanti”.

Santa Croce come centro più popoloso, ma anche come centro dove si avverte di più, tangibilmente, un segnale di ripresa con le attività economiche che ci sono.
“Io credo, e l’avevo già detto qualche tempo e rappresentato un po’ dappertutto. Santa Croce è vero, è uno dei paesi più popolosi, dove c’è un’imprenditorialità forte, capace e brava a cogliere i momenti particolari. Questa del terremoto poteva essere e doveva essere una grossa opportunità per il rilancio dell’area. Santa Croce doveva essere punto di snodo anche per altre realtà dato che anche territorialmente ci troviamo in una posizione abbastanza vantaggiosa rispetto agli altri Comuni che ci circondano. Abbiamo determinati servizi e attrazioni che ci circondano e vanno a beneficio di tutti i paesi. C’erano tutte le possibilità per favorire questa ripresa, poi dopo una prima fase positiva e dopo una serie di vicende, come quella negativa della strategia regionale degli interventi qualcosa non è andato per il verso giusto. Quando, infatti, si continua a prediligere l’isernino a svantaggio del Basso Molise, quando si continua in ogni occasione a segnare il passo da queste parti per favorire altre, allora sicuramente non c’è l’appoggio necessario. Noi come amministratori ce la mettiamo tutta, così come le imprese e gli operatori che lavorano sul territorio, ma certo a queste condizioni diventa più complicato avviare i discorsi. Sono però convinto che abbiamo i numeri, la possibilità in quanto a Santa Croce tutti hanno creduto nel futuro e si può fare meglio. Come farlo è il problema. Le difficoltà sono particolarmente serie e per questo saremo molto vigili e attenti sulla programmazione poiché mentre non abbiamo potuto fare nulla sulla programmazione precedente, dato che le scelte sono state calate sul territorio senza che nessun amministratore abbia potuto valutarne le conseguenze e la ricaduta occupazionale o di sviluppo. Stavolta le decisioni non passeranno sulla nostra testa ma cercheremo di batterci per quelli che sono i nostri giusti obiettivi per ridare ossigeno a queste realtà e permetterne una crescita. Un ragionamento territoriale, non di Santa Croce, i discorsi campanilistici non portano da nessuna parte”.

A livello culturale, del coinvolgimento dei giovani, che cosa è stato fatto?
“Abbiamo seguito tantissimi settori in questi anni. Qualcuno ci ha pure accusato di aver trascurato dei settori a scapito di altri. Questo non è vero. Per quanto riguarda le attività culturali penso siano di particolare pregio. Anzitutto, abbiamo sbloccato e realizzato quei lavori nella vecchia casa comunale destinandola a casa museale di arte contemporanea di cui si era parlato da tempo senza averla mai realizzata. In poche parole abbiamo investito sulla cultura e sull’arte dando soprattutto vitalità e possibilità di sfogo a quelle che sono i nostri validissimi artisti locali. In questa direzione abbiamo acquistato come Comune il vecchio silos del Consorzio Agrario che sarò destinato alla realizzazione di un teatro. E ancora laboratori d’arte, corsi, manifestazioni di alto livello durante l’estate e non che hanno messo in atto un fermento culturale ancora più attivo. Spero che questo possa essere motivo di ulteriore slancio non soltanto a livello regionale e su questo puntiamo in alto. Sogniamo qualcosa di diverso. Le possibilità concrete non mancano. Questa maggioranza, questa amministrazione che io ho rappresentato ci credo e spero lo si faccia anche in futuro. Mettere in piedi iniziative di questo tipo significa portare anche risorse sul territorio”.

Per il sociale?
“Sono state avviate numerose attività, anche in considerazione del Piano di zona. Alle iniziative regolari di assistenza e coinvolgimento delle fasce più deboli della popolazione, si è aggiunta l’apertura di un centro diurno per diversamente abili aperto non solo agli utenti santacrocesi ma di tutti i paesi della zona che non dispongono di una struttura così importante grazie anche alle professionalità che vi operano”.

Com’è stato il rapporto con l’opposizione?
“Posso dire che sostanzialmente nei primi anni è stato buono. Gli atti del Consiglio comunale sono pubblici, ebbene, trovare degli atti che recano voto assolutamente contrario da parte della minoranza non si possono contare nemmeno sul palmo di una mano. Ritengo che l’amministrazione ha lavorato bene anche perché la minoranza ha quasi condiviso il nostro percorso soprattutto all’inizio. A volte delle frizioni si sono trovate più su alleati della maggioranza che con la relativa opposizione. Naturalmente anche questo sarà oggetto e motivo di confronto anche per la prossima tornata elettorale”.

Ha intenzione di ricandidarsi?
“Beh, è una domanda che mi stanno facendo in tanti, anche su sollecitazioni, anche perché con la nuova legge elettorale e il famoso doppio mandato, tutti danno per scontato il secondo periodo. Io dico un’altra cosa. L’amministrazione pubblica, in special modo nei piccoli paesi, significa partecipazione, coinvolgimento, impegno. Per la mia comunità ritengo di aver già dato tantissimo. Sono quattordici anni (quattro anni il vicesindaco, cinque anni il consigliere di minoranza e quindi cinque anni da sindaco). Con questo non voglio dire che c’è da parte mia un disimpegno, ma ritengo che non si possa sempre predicare la nuova partecipazione e il coinvolgimento e poi imporsi. Io vorrei aprire un dibattito, una serie di incontri e confronti su quelli che dovranno essere i futuri impegni della prossima amministrazione con la mia o senza la mia partecipazione. Chiunque andrà a rappresentare il paese e il territorio non deve dimenticare che un certo percorso è stato fatto, il seme è stato buttato e quindi non possiamo perdere questa rotta. Se Santa Croce ha assunto un ruolo riconosciuto e determinante sul territorio, questa posizione – senza presunzione – deve essere mantenuta”.

 


fonte: Quotidiano del Molise


 

 

 

 



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