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Fallisce
il referendum sulla legge elettorale: per nessuno dei tre quesiti
proposti, infatti, è stato raggiunto il quorum. Secondo i dati
definitivi diffusi dal Viminale, l’affluenza alle urne è stata del
23-24%.
Nel dettaglio, per il quesito 1 (abolizione del premio di maggioranza alla
coalizione più votata alla Camera) ha votato il 23,4 & degli aventi
diritto; per il quesito 2 (abolizione del premio di maggioranza alla
coalizione più votata al Senato) ha votato il 23,4% mentre per il quesito
3 (abolizione della possibilità per un candidato di presentarsi in più
di una circoscrizione) ha votato il 24,08%.
Si tratta del peggior risultato di sempre nella storia dei referendum: il
precedente primato negativo risale al 2003, con il 25,5% di affluenza alle
urne in occasione del referendum sul reintegro dei lavoratori
ingiustamente licenziati.
Nessuna
riforma della legge elettorale Referendum, un «flop» annunciato
In Provincia di Campobasso e di Isernia non si va oltre il 16 per cento
Le proiezioni del primo giorno di consultazione sui quesiti referendari
già lo facevano prevedere e così è stato: il quorum necessario per dare
una risposta alle domande sulla riforma della legge elettorale non è
stato raggiunto. Il flop del referendum, già da molti definito
«storico» (i numeri sono stati perfino inferiori a quelli della
consultazione del 2005 sulla procreazione assistita che era stata oggetto
dell'invito all'astensionismo da parte del mondo cattolico e contro la
quale si erano scagliate voci autorevoli), è quantificabile, a livello
nazionale, nel risicato 22-23% dei partecipanti.
A livello locale, la percentuale si attesta attorno al 16% per la
Provincia di Campobasso (15,53 per il primo quesito, 15,56 per il secondo,
15,71 per il terzo) e ad una percentuale analoga per quella di Isernia
(16,16% per i primi due quesiti, 16,28 per il terzo). Insomma, nessuno dei
tre quesiti posti agli elettori ha avuto la «forza» di trascinarli alle
urne. «Troppo tecnici, i cittadini sono stufi», ha già trovato la
spiegazione qualcuno. I promotori delle due giornate referendarie
speravano di spingere gli italiani ad esprimersi sulla possibilità di
riformare la legge elettorale. L'unico dato che è possibile trarre dai
pochi voti espressi, peraltro abbastanza scontato, è che la maggioranza
di coloro che si sono recati alle urne (circa il 70%) avrebbe voluto la
riforma ed ha per questo messo la sua croce sui 3 «sì» per
l'abrogazione dell'attuale sistema. Se questi «sì» avessero vinto per i
primi due quesiti, sarebbe stata sancita la scomparsa delle coalizioni di
partiti.
Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) sarebbe
diventata uguale per tutti e il premio di maggioranza non sarebbe più
andato alla coalizione ma solo alla lista che ottiene più voti. La
vittoria del «sì» al terzo quesito avrebbe stabilito il divieto di
candidarsi in più di un collegio: sarebbe scomparsa dunque la pratica di
presentare ovunque candidati «acchiappa-voti» (normalmente i leader di
partito). Con i «se» ed i «ma» non si fa però la storia: il sistema
rimane invariato, piaccia o no.
Referendum,
scarsa l’affluenza alle urne nei centri dell’area
Poco interesse verso il referendum. E’ il dato che emerge dagli spogli
dei paesi dell’area dove non è stato raggiunto il quorum del cinquanta
per cento più uno necessario per far valere la scelta dal 13,17% di Santa
Croce di Magliano al 22,59% di Montelongo. Per i tre quesiti sono stati
comunque i “sì” ad avere la prevalenza per quanto riguarda l’abrogazione
della possibilita’ di collegamento tra liste e attribuzione del premio
di maggioranza ad una coalizione di liste alla Camera e il Senato e l’abrogazione
della possibilita’ per uno stesso candidato di presentare la propria
candidatura in piu’ di una circoscrizione. (Quotidiano del Molise)
AFFLUENZA
ALLE URNE - SANTA CROCE DI MAGLIANO
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. |
domenica
21/06 |
lunedì
22/06 |
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. |
h 12.00 |
h 19.00 |
h
22.00 |
h 15.00 |
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quesito n. 1 |
1,40% |
5,45% |
8,46% |
13,17% |
|
quesito n. 2 |
1,40% |
5,45% |
8,46% |
13,17% |
|
quesito n. 3 |
1,40% |
5,45% |
8,54% |
13,45% |
RISULTATI
- SANTA CROCE DI MAGLIANO
fonte: www.prefettura.it/campobasso



LUNEDI
22 GIUGNO 2009 - ORE 18.00
REFERENDUM, FLOP STORICO
Il referendum odierno ha avuto il record negativo di affluenza nella storia dei referendum e ciò "merita una riflessione". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, comunicando al Viminale i dati sull'affluenza della consultazione referendaria:
23,2% per il primo ed il secondo quesito, 23,7% per il terzo quesito.
Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciando che proporra' una modifica sulla legge che regola i referendum, ''per evitare che uno strumento importante di democrazia diretta diventi inutile''.
Per quanto riguarda l'affluenza ai ballottaggi, per le comunali ha votato il 61,3%. Alle provinciali ha votato il 45,8% degli elettori. Al primo turno l'affluenza era stata del 69,2%.
LUNEDI
22 GIUGNO 2009 - ORE 08.00
REFERENDUM: QUORUM A RISCHIO
Sono stati riaperti alle 7 di questa mattina e chiuderanno definitivamente alle 15 i seggi per i tre referendum abrogativi sulla legge elettorale e per i ballottaggi per 22 province e 99 comuni. I referendum sembrano destinati a non raggiungere il quorum del 50% più uno dei votanti.
Ieri alle 22 è stata del 16,4% l'affluenza per il quesito referendario n. 1, con cui si chiede per LA CAMERA DEI DEPUTATI L'ABROGAZIONE DELLA POSSIBILITA' DI COLLEGAMENTO TRA LISTE E DI ATTRIBUZIONE DEL PREMIO DI MAGGIORANZA AD UNA COALIZIONE DI LISTE.
Alla stessa ora è stata del 16,4% l'affluenza per il quesito referendario n. 2, con cui si chiede per il SENATO DELLA REPUBBLICA L'ABROGAZIONE DELLA POSSIBILITA' DI COLLEGAMENTO TRA LISTE E DI ATTRIBUZIONE DEL PREMIO DI MAGGIORANZA AD UNA COALIZIONE DI LISTE.
Del 16,7% l'affluenza alle 22 per il quesito referendario n. 3, con cui si chiede per la CAMERA DEI DEPUTATI L'ABROGAZIONE DELLA POSSIBILITA' PER UNO STESSO CANDIDATO DI PRESENTARE LA PROPRIA CANDIDATURA IN PIU' DI UNA CIRCOSCRIZIONE.
Per i ballottaggi delle provinciali ha votato il 32,2%. Al primo turno, quando la terza rilevazione fu fatta alle ore 19 di domenica 7 giugno, l'affluenza era stata del 55,5%. Nei ballottaggi per le comunali, l'affluenza ha sfiorato il 50%.
Referendum, affluenza flop
In Molise bassissima la percentuale di coloro che hanno votato. Seggi aperti anche oggi fino alle 15
CAMPOBASSO. A mezzogiorno di ieri, quando c'è stata la prima rilevazione delle Prefetture
sull'affluenza alle urne, addirittura risultavano in Molise tantissimi i centri dove era andato a votare
un solo cittadino. Il più impegnato in senso politico della comunità, naturalmente.
Fondamentale appena il 2% degli aventi diritto s'è recato ai seggi nella prima parte della giornata.
Una cifra quasi imbarazzante. La media s'è poi alzata con una minima percentuale alle 19. Più bassa
del resto di Italia, dove però il quorum è ben che lontano. Irraggiungibile.
La situazione non s’è livellata con la media nazionale nemmeno alle 22.
In Italia ci attesta quasi al 16% in Molise ci si ferma al 9,5%. Così ieri dopo le 22. Nella provincia di
Campobasso il dato è più basso di quella di Isernia dove ha votato il 10,5% In pochi, pochissimi
davvero hanno partecipato alla consultazione referendaria sulla legge elettorale. Almeno nella
prima giornata. Va detto che in questa regione non c'è nemmeno un caso di doppio turno per le
amministrative, elezioni comunque e dovunque più sentite. Persino l'annunciato ballottaggio di
San Giovanni in Galdo è stato annullato. Dunque in Molise alle urne ci va solo per rispondere ai
tre quesiti sul porcellum: rispettivamente l'abrogazione del premio di maggioranza alla Camera
e al Senato (scheda viola e scheda beige) alla coalizione (se passasse il sì andrebbe al partito che
ottiene più consensi) e la cancellazione della candidatura in più circoscrizioni per la stessa persona.
Questioni che evidentemente non hanno appassionato il Paese. Alle 22 un dato è interessante sul
referendum: il quesito più gettonato è quello per l’abrogazione
della candidatura in più circoscrizioni: un privilegio che evidentemente si vuole togliere alla casta.
I seggi resteranno aperti ancora oggi: dalle 7 alle 15. Poi le operazioni di scrutinio delle schede.
Vademecum per il voto ai referendum del 21 e 22 giugno 2009
Domenica 21 e lunedì 22 giugno prossimi si svolgeranno le operazioni di voto per tre referendum popolari abrogativi.
Esse avranno luogo dalle ore 8.00 alle ore 22.00 della domenica e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 del lunedì.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell'accertamento del numero dei votanti.
I tre quesiti chiedono se abrogare alcune disposizioni dei testi unici per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Referendum n. 1. Scheda di colore viola. Elezione della Camera dei Deputati.
Il quesito propone di abrogare la possibilità di collegamento tra liste e l'attribuzione alla coalizione di liste più votata del premio di maggioranza nazionale.
Alla Camera dei Deputati, in caso di vittoria del SI, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che ottiene il maggior numero di voti validi nelle circoscrizioni del territorio nazionale.
Referendum n. 2. Scheda di colore beige scuro. Elezione del Senato della Repubblica.
Il quesito propone di abrogare la possibilità di collegamento tra liste e l'attribuzione del premio di maggioranza su base regionale alle coalizioni di liste più votate in ciascuna regione.
Al Senato della Repubblica, in caso di vittoria del SI, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alle liste singole (e non più alle coalizioni di liste) che ottengono il maggior numero di voti validi in ciascuna regione.
Referendum n. 3. Scheda di colore verde chiaro. Disciplina delle candidature.
Il quesito propone di abrogare la possibilità, per la stessa persona, di candidarsi contemporaneamente in più di una circoscrizione. In caso di vittoria del SI, verrebbe abrogata la facoltà di candidarsi contemporaneamente in più circoscrizioni alla Camera dei Deputati o in più regioni al Senato della Repubblica.
Su ogni scheda referendaria vengono riportati il numero del referendum, la denominazione ed il quesito così come approvati dall'Ufficio centrale per il referendum.
Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto tracciando con la matita copiativa un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta ["SI" o "NO"].
Gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un valido documento di riconoscimento, la tessera elettorale.
Chi avesse smarrito la propria tessera, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali, che a tal fine saranno aperti da martedì 16 giugno a sabato 20 giugno, dalle ore 9 alle ore 19, mentre domenica 21 e lunedì 22 giugno, giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto.
Per assicurare la segretezza dell' espressione del diritto di voto è vietato introdurre all'interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.
Il presidente dell'ufficio elettorale di sezione inviterà l'elettore, all'atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale, a depositare le predette apparecchiature di cui è al momento in possesso.
Le apparecchiature depositate dall'elettore, prese in consegna dal presidente dell'ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, saranno restituite dopo l'espressione del voto.
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