Santa Croce di Magliano, giovedì 11 giugno 2009

     

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speciale elezioni


Santa Croce di Magliano: centrosinistra diviso, destra più forte
Cratere: ecco i cinque nuovi consigli comunali


Giordano: “Il risultato delle europee ci faceva sperare anche alle elezioni amministrative”
Marino: l’Idv dovrà spiegare le ragioni della scelta. Il nostro progetto continua

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Per la prima volta nella sua storia, il Comune di Santa Croce di Magliano sarà guidato da un’amministrazione di centrodestra. Continuano in paese i festeggiamenti della lista “Idee, impegno e trasparenza” guidata da Alberto Florio e iniziano anche i ragionamenti per la nuova Giunta e il nuovo Consiglio.
Ieri abbiamo riportato il commento a caldo del nuovo sindaco (1367 voti), oggi quelli degli sconfitti, di un centrosinistra sceso in campo diviso. Pasquale Marino, sindaco uscente (1200 voti): “Il risultato lo valuto in termini negativi per la nostra comunità che ha una storia e una tradizione a sinistra, ovviamente. Devo però prendere atto che la lista che rappresento è andata benissimo, ha raggiunto gli obiettivi che si era programmata ma purtroppo, come era stato ampiamente discusso e detto, si è spaccata a sinistra per la mancanza e la partecipazione dell’Italia dei Valori, lista che dovrà fare i conti con la comunità e spiegare le ragioni di questa scelta. Preciso che i nostri voti uniti a quelli dell’altra lista sono qualcosa in più rispetto alle precedenti elezioni. Noi abbiamo sempre voluto l’unità, sono convinto che andremo avanti sulla nostra strada con un progetto politico lanciato sul territorio insieme a tantissimi giovani per farli crescere e presentarli la prossima volta”.
Vincenzo Giordano (656 voti): “Per noi è stata una grande sorpresa vedere il dato delle europee da cui si evince chiaramente come l’Italia dei Valori sia il primo partito a Santa Croce, e credevamo di aver raggiunto un risultato molto positivo anche alle amministrative. Purtroppo è andata diversamente. Dovremo analizzare a fondo i motivi che sono alla base di questa sconfitta pur apprezzando il voto raggiunto come prima esperienza elettorale. Probabilmente ha pesato la divisione del centrosinistra, basta guardare la somma delle due liste. Prima di andare divisi alle elezioni, avevamo dato una certa disponibilità per fare una lista in comune, poi diverse cause l’hanno impedito. La divisione non ha giovato nè alla causa della lista di Marino né alla nostra”. (Quotidiano del Molise)


Una volta formate le Giunte, gli assessori potrebbero anche dimettersi dalla carica dell’Assise
Ecco i cinque nuovi Consigli comunali
Due gruppi di minoranza a Santa Croce di Magliano. A Casacalenda squadra complementare

Mentre si inizia a ragionare a mente “fredda” sul risultato delle elezioni amministrative, si definiscono i “caldi” scenari dei prossimi Consigli comunali. In base alle preferenze raccolte, infatti, cambia il volto delle sale consiliari e non solo quello dello scranno più ambito. Se poi i nuovi assessori decideranno di dimettersi da consigliere, entreranno nelle Assisi tutti gli aspiranti candidati della lista vincente.
A Santa Croce di Magliano, dove Alberto Florio si è già messo al lavoro con la nuova squadra, ci saranno anche e i gruppi di minoranza. Per la nuova amministrazione comunale i più votati sono Donato D’Ambrosio (174), Francesco Di Falco (167), Vincenzo Florio (132), Vincenzo Di Lalla (84), Nicola D’Alfonso (78), Domenico Licursi (77), Emanuela Rea (69), Emilio Celeste (64), Filomena Morgante (60), Antonio Colombo (59), Michele La Fratta (55) La nuova minoranza, vede da un lato il sindaco uscente, Pasquale Marino insieme a Michele Giacinto Iantomasi (139), Teresa Cappiello (129) e dall’altro il candidato sindaco, Vincenzo Giordano, insieme a Michele Rosati (105).
A San Giuliano di Puglia, insieme al sindaco riconfermato Luigi Barbieri andranno a sedere Pinuccio Pistilli (131), Michele Cercè (61), Antonietta Ritucci (61), Francesca Di Stefano (38), Lucia Di Stefano (34), Felice Antonio Cirinelli (31), Riccardo Picanza (25) e Angela Iacurto. Sebbene a pari merito con 25 voti, non entra Claudio Maria Sebastiano per l’ordine della lista. All’opposizione, oltre al candidato sindaco, Vincenzo Venturini, andranno Antonio Alfredo Ceresetto (51), Antonio Di Stefano (42), Clementina Tolo (41).
A Rotello, dove Antonio Castelli è pronto a guidare il Comune “come una grande famiglia” la nuova maggioranza sarà formata da: Nicola Palermo (93), Remo Vassalli (60), Giuseppe Liumbruno (50), Antonietta Campolieti (48), Giacomo Pangia (45), Anna Lemme (43), Angelo Casciano (42), Rosanna Montanaro (33). Il gruppo di minoranza, invece, sarà composto dal candidato sindaco Franco Pasquale Cariglia, Castelli Giuseppe (62), Donato Adamo Saltarelli (47) e Antonio D’Aulisa (44).
A Casacalenda, dove non ci sarà una vera opposizione ma un gruppo impegnato a lavorare insieme alla maggioranza guidata da Marco Gagliardi ci saranno, per la nuova amministrazione, Nicola Eugenio Romagnuolo (204), Piero Tozzi (145), Nicola Maiorano (93), Sabrina Lallitto (63), Antonio Boccardi (55), Antonio Galasso (49), Giuseppe Fiore (47), Domenico Masciantonio (46). La lista di Antonio Simone, oltre al candidato sindaco, porta in Consiglio Daniele Natalino Boffa (39), Fortunato Buccigrossi (37) e Marco Masciantonio (31).
l discorso non si può aprire a Bonefro, dove stamattina s’insedierà il nuovo commissario, la dottoressa Francesca D’Alessandro, vice prefetto aggiunto. Per le nuove amministrazioni si inizia a delineare il mandato quinquennale e presto saranno definite anche le nuove Giunte, in base ai voti di certo, ma anche alle professionalità e agli accordi pre-elettorali. Nei prossimi giorni le scelte saranno formalizzate. (Quotidiano del Molise)


Molise su assetti sempre più moderati, Di Falco commenta le urne
CAMPOBASSO. “L’onda lunga del centrodestra travolge gli argini del centrosinistra, di fatto, ridotto a un cilindro unico, quello dipietrista”. Commenta così il consigliere regionale del gruppo ‘Per il Molise’ Francesco Di Falco, a poche ore dall’esito delle urne, che sia sulle europee che alle amministrative ha sancito la vittoria della coalizione di maggioranza alla Regione Molise. “Più che una deriva a destra – precisa Di Falco - il Molise si conferma come un territorio che predilige gli assetti moderati, come nella sua quarantacinquennale storia, da sempre fucina di una componente di governo vicina ai valori e alle tradizioni del cattolicesimo popolare. Le radici sono inestirpabili e la coalizione è vincente sempre quando si presenza senza risacche od ombre, come accaduto in qualche comune della costa”. Per Di Falco, il voto di sabato e domenica ha significato anche il tributo della gente al metodo di approccio e di risoluzione dei problemi che il governatore Iorio ha saputo plasmare in questi anni, riuscendo a cogliere omogeneamente sul territorio regionale risultati simili un po’ ovunque. “Espugnare dopo 15 anni la città capoluogo di Campobasso e conquistare il bastione rosso per antonomasia, Santa Croce di Magliano, per sessant’anni in mano alla sinistra, località capace di esprimere il primo deputato comunista molisano, Nicola Crapsi, oltre a conferme e nuove appartenenze, ha messo all’angolo un’opposizione capace di lottare intestinalmente al suo interno, senza proposte credibili per la cittadinanza molisana, come il voto semi plebiscitario di Isernia conferma”.
L’esponente istituzionale di Palazzo Moffa esprime soddisfazione per questa tornata elettorale, che ora dovrà vedere i nuovi governi locali relazionarsi con il massimo ente regionale.


Di Bartolomeo conquista Campobasso, il centrosinistra costretto ad aggrapparsi alla costa
CAMPOBASSO. Se a Santa Croce di Magliano la prima, autentica, lista di centrodestra, ha dovuto attendere una dozzina di lustri per aggiudicarsi la guida della città, tale non era considerabile l’esperienza di Gianfelice, nel quinquennio 1999-2004, a Campobasso sono bastati quindici anni, si fa per dire, alla coalizione di riferimento del governatore Michele Iorio per smettere di pigliare batoste e ribaltare i rapporti di forza. Lontani anni luce i tempi in cui i candidati sindaci unitari del centrosinistra arraffavano la vittoria al primo turno, forte di consensi plebiscitari.
Un esito, questo, con toni elettorali meno marcati, ma ugualmente netti e significativi, che nel 2009 sono appartenuti a Gino Di Bartolomeo.
Due i fattori decisivi per questa vittoria al primo turno: la disgregazione degli avversarsi, presentatisi addirittura in 4 ai nastri di partenza e con poco più di una lista a testa al seguito, contro la squadra di calcio, stranieri compresi, che il centrodestra ha messo attorno a Di Bartolomeo.
Nemmeno lo spauracchio così ventilato del voto disgiunto ha affievolito la carica di un rinnovato ‘Gino’, sindaco per destino, come si è definito lui stesso ieri notte in piazza, che ha raccolto alcuni punti in meno delle formazioni che lo fiancheggiavano, ma è riuscito lo stesso a spezzare le reni di candidati alternativi in lotta più per la primazia di futuro capo dell’opposizione che per quello di primo cittadino.
Caduta Campobasso in mano ai berluscones, confermata la straripante superiorità nella provincia di Isernia, dove tra i consensi di Iorio e Patriciello, la sinistra è stata stritolata, strano a dirsi, le roccaforti del pensiero progressista e riformista paiono rimanere quelle della costa.
Pur in assenza del voto amministrativo, Termoli, ancora una volta, non ha sancito la bocciatura della città verso l’operato del governo comunale, con le due metà della mela quasi identiche nella proporzione dei voti conseguiti dalle liste, piccole o grandi che siano. Anzi, la picchiata del Pd sembra orientare i favori dell’elettorato, nel braccio di ferro tra Greco e chi, di recente, è uscito dalla maggioranza di centrosinistra, proprio verso il notaio, di cui viene apprezzata, evidentemente, la tenacia, oltre al ticket ideale con il leader IdV Di Pietro.
Campomarino, di contro, nasce come laboratorio politico, dove una lista civica sospinta sia dai dipietristi e dall’ex sindaco Di Giuseppe, ma con frange significative di ispirazione forzista – decisivo l’apporto dell’ex candidato alla Regione con Forza Italia Di Lena, che da solo ha preso più voti (220) di quanti separassero a urne chiuse Marcello Catena da Gianfranco Cammilleri – ha messo ko il prescelto del Popolo delle libertà.
Infine, l’autentico boom dell’Italia dei Valori in casa sua, a Montenero di Bisaccia, dove si andrà al voto per rinnovare l’amministrazione comunale nel 2010. Nemmeno i presunti dissapori circa i destini urbanistici della costa, lì lì per far capottare la maggioranza e il sindaco D’Ascenzo, hanno turbato più di tanto un elettorato quasi al guinzaglio, nel senso buono del termine, con alle europee il 53,1% di voti attribuiti a Di Pietro.
Insomma, i venti litoranei tengono a galla il centrosinistra. E’ questo, forse, l’elemento di maggior preoccupazione per i maggiorenti abituati alle amministrative a ben altri scorci e scenari.
emanuelebracone@termolionline.it
termolionline.it


Elezioni alle spalle: è bufera sul Partito democratico.
Antonio Sorbo si toglie qualche sassolino dalle scarpe sulle strategie "imposte" dal Pd e dice: «Ora si può dire, la colpa del mancato accordo con l'Italia dei Valori è del Partito democratico. Io ho lavorato tanto in tal senso all'indomani delle Primarie, ma sono stato frenato. Auspico che adesso il Pd cambi strategie per il prossimo futuro». Per il Partito democratico, infatti, è stata davvero una doccia fredda. La sconfitta era ampiamente preventivata, ma non in tale modo. Sorbo ha anche portato acqua al mulino del Pd coi suoi voti, ma poco poco e le altre liste che appoggiavano il vincitore delle primarie superavano il Pd: detto tutto! Se a ciò si aggiunge che dopo 15 anni il centro-sinistra lascia le chiavi pure del Comune di Campobasso e della "rossa" Santa Croce di Magliano (oltre ai tanti comuni sparsi in regione) si capisce il perché da più parti si chiedono le teste dei vertici del partito, a livello regionale ed in ambito territoriale. E se a ciò si aggiunge che il trend è questo ormai da anni, si intuisce ancor di più le scelte e l'astensionismo dell'elettorato di centro-sinistra che non accetta più frammentarietà e conflitti. E pure batoste elettorali. Chi non ha di questi problemi è il neo presidente della Provincia, Luigi Mazuto (Pdl). Mazzuto ha già le idee chiare sulla composizione della nuova Giunta di via Berta, si tratta ora di chiudere le trattative con le liste che lo hanno appoggiato. E poi. In Consiglio è rientrato anche Giovancarmine Mancini (La Destra). Ma sul vice-sindaco di Isernia si attendono ripercussioni da Palazzo San Francesco per aver deciso di spaccare il Pdl e non aver né condiviso e né appogigato la candidatura del coordinatore provinciale della coalizione Mazzuto. Il sindaco Melogli sarebbe intenzionato a levargli la carica di suo vice (al suo posto Rosa Iorio).

 


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