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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Per la prima volta nella sua storia, il Comune di
Santa Croce di Magliano sarà guidato da un’amministrazione di
centrodestra. Continuano in paese i festeggiamenti della lista “Idee,
impegno e trasparenza” guidata da Alberto Florio e iniziano anche i
ragionamenti per la nuova Giunta e il nuovo Consiglio.
Ieri
abbiamo riportato il commento a caldo del nuovo sindaco (1367 voti),
oggi quelli degli sconfitti, di un centrosinistra sceso in campo diviso.
Pasquale Marino, sindaco uscente (1200 voti): “Il risultato lo
valuto in termini negativi per la nostra comunità che ha una storia e
una tradizione a sinistra, ovviamente. Devo però prendere atto che la
lista che rappresento è andata benissimo, ha raggiunto gli obiettivi
che si era programmata ma purtroppo, come era stato ampiamente discusso
e detto, si è spaccata a sinistra per la mancanza e la partecipazione
dell’Italia dei Valori, lista che dovrà fare i conti con la comunità
e spiegare le ragioni di questa scelta. Preciso che i nostri voti uniti
a quelli dell’altra lista sono qualcosa in più rispetto alle
precedenti elezioni. Noi abbiamo sempre voluto l’unità, sono convinto
che andremo avanti sulla nostra strada con un progetto politico lanciato
sul territorio insieme a tantissimi giovani per farli crescere e
presentarli la prossima volta”.
Vincenzo Giordano (656 voti): “Per noi è stata una grande
sorpresa vedere il dato delle europee da cui si evince chiaramente come
l’Italia dei Valori sia il primo partito a Santa Croce, e credevamo di
aver raggiunto un risultato molto positivo anche alle amministrative.
Purtroppo è andata diversamente. Dovremo analizzare a fondo i motivi
che sono alla base di questa sconfitta pur apprezzando il voto raggiunto
come prima esperienza elettorale. Probabilmente ha pesato la divisione
del centrosinistra, basta guardare la somma delle due liste. Prima di
andare divisi alle elezioni, avevamo dato una certa disponibilità per
fare una lista in comune, poi diverse cause l’hanno impedito. La
divisione non ha giovato nè alla causa della lista di Marino né alla
nostra”. (Quotidiano del Molise)
Una
volta formate le Giunte, gli assessori potrebbero anche dimettersi dalla
carica dell’Assise
Ecco i cinque nuovi Consigli comunali
Due gruppi di minoranza a Santa Croce di Magliano. A Casacalenda
squadra complementare
Mentre si
inizia a ragionare a mente “fredda” sul risultato delle elezioni
amministrative, si definiscono i “caldi” scenari dei prossimi
Consigli comunali. In base alle preferenze raccolte, infatti, cambia il
volto delle sale consiliari e non solo quello dello scranno più ambito.
Se poi i nuovi assessori decideranno di dimettersi da consigliere,
entreranno nelle Assisi tutti gli aspiranti candidati della lista
vincente.
A Santa
Croce di Magliano, dove Alberto Florio si è già messo al
lavoro con la nuova squadra, ci saranno anche e i gruppi di minoranza.
Per la nuova amministrazione comunale i più votati sono Donato D’Ambrosio
(174), Francesco Di Falco (167), Vincenzo Florio (132), Vincenzo Di
Lalla (84), Nicola D’Alfonso (78), Domenico Licursi (77), Emanuela Rea
(69), Emilio Celeste (64), Filomena Morgante (60), Antonio Colombo (59),
Michele La Fratta (55) La nuova minoranza, vede da un lato il sindaco
uscente, Pasquale Marino insieme a Michele Giacinto Iantomasi (139),
Teresa Cappiello (129) e dall’altro il candidato sindaco, Vincenzo
Giordano, insieme a Michele Rosati (105).
A San Giuliano di Puglia, insieme al sindaco riconfermato Luigi
Barbieri andranno a sedere Pinuccio Pistilli (131), Michele Cercè (61),
Antonietta Ritucci (61), Francesca Di Stefano (38), Lucia Di Stefano
(34), Felice Antonio Cirinelli (31), Riccardo Picanza (25) e Angela
Iacurto. Sebbene a pari merito con 25 voti, non entra Claudio Maria
Sebastiano per l’ordine della lista. All’opposizione, oltre al
candidato sindaco, Vincenzo Venturini, andranno Antonio Alfredo
Ceresetto (51), Antonio Di Stefano (42), Clementina Tolo (41).
A Rotello, dove Antonio Castelli è pronto a guidare il Comune
“come una grande famiglia” la nuova maggioranza sarà formata da:
Nicola Palermo (93), Remo Vassalli (60), Giuseppe Liumbruno (50),
Antonietta Campolieti (48), Giacomo Pangia (45), Anna Lemme (43), Angelo
Casciano (42), Rosanna Montanaro (33). Il gruppo di minoranza, invece,
sarà composto dal candidato sindaco Franco Pasquale Cariglia, Castelli
Giuseppe (62), Donato Adamo Saltarelli (47) e Antonio D’Aulisa (44).
A Casacalenda, dove non ci sarà una vera opposizione ma un
gruppo impegnato a lavorare insieme alla maggioranza guidata da Marco
Gagliardi ci saranno, per la nuova amministrazione, Nicola Eugenio
Romagnuolo (204), Piero Tozzi (145), Nicola Maiorano (93), Sabrina
Lallitto (63), Antonio Boccardi (55), Antonio Galasso (49), Giuseppe
Fiore (47), Domenico Masciantonio (46). La lista di Antonio Simone,
oltre al candidato sindaco, porta in Consiglio Daniele Natalino Boffa
(39), Fortunato Buccigrossi (37) e Marco Masciantonio (31).
l discorso non si può aprire a Bonefro, dove stamattina s’insedierà
il nuovo commissario, la dottoressa Francesca D’Alessandro, vice
prefetto aggiunto. Per le nuove amministrazioni si inizia a delineare il
mandato quinquennale e presto saranno definite anche le nuove Giunte, in
base ai voti di certo, ma anche alle professionalità e agli accordi
pre-elettorali. Nei prossimi giorni le scelte saranno formalizzate.
(Quotidiano del Molise)
Molise
su assetti sempre più moderati, Di Falco commenta le urne
CAMPOBASSO. “L’onda lunga del centrodestra travolge gli argini del
centrosinistra, di fatto, ridotto a un cilindro unico, quello
dipietrista”. Commenta così il consigliere regionale del gruppo ‘Per
il Molise’ Francesco Di Falco, a poche ore dall’esito delle urne,
che sia sulle europee che alle amministrative ha sancito la vittoria
della coalizione di maggioranza alla Regione Molise. “Più che una
deriva a destra – precisa Di Falco - il Molise si conferma come un
territorio che predilige gli assetti moderati, come nella sua
quarantacinquennale storia, da sempre fucina di una componente di
governo vicina ai valori e alle tradizioni del cattolicesimo popolare.
Le radici sono inestirpabili e la coalizione è vincente sempre quando
si presenza senza risacche od ombre, come accaduto in qualche comune
della costa”. Per Di Falco, il voto di sabato e domenica ha
significato anche il tributo della gente al metodo di approccio e di
risoluzione dei problemi che il governatore Iorio ha saputo plasmare in
questi anni, riuscendo a cogliere omogeneamente sul territorio regionale
risultati simili un po’ ovunque. “Espugnare dopo 15 anni la città
capoluogo di Campobasso e conquistare il bastione rosso per antonomasia,
Santa Croce di Magliano,
per sessant’anni in mano alla sinistra, località capace di esprimere
il primo deputato comunista molisano, Nicola Crapsi, oltre a conferme e
nuove appartenenze, ha messo all’angolo un’opposizione capace di
lottare intestinalmente al suo interno, senza proposte credibili per la
cittadinanza molisana, come il voto semi plebiscitario di Isernia
conferma”.
L’esponente istituzionale di Palazzo Moffa esprime soddisfazione per
questa tornata elettorale, che ora dovrà vedere i nuovi governi locali
relazionarsi con il massimo ente regionale.
Di
Bartolomeo conquista Campobasso, il centrosinistra costretto ad
aggrapparsi alla costa
CAMPOBASSO. Se a Santa Croce di
Magliano la prima, autentica, lista di centrodestra, ha dovuto
attendere una dozzina di lustri per aggiudicarsi la guida della città,
tale non era considerabile l’esperienza di Gianfelice, nel quinquennio
1999-2004, a Campobasso sono bastati quindici anni, si fa per dire, alla
coalizione di riferimento del governatore Michele Iorio per smettere di
pigliare batoste e ribaltare i rapporti di forza. Lontani anni luce i
tempi in cui i candidati sindaci unitari del centrosinistra arraffavano
la vittoria al primo turno, forte di consensi plebiscitari.
Un esito, questo, con toni elettorali meno marcati, ma ugualmente netti
e significativi, che nel 2009 sono appartenuti a Gino Di Bartolomeo.
Due i fattori decisivi per questa vittoria al primo turno: la
disgregazione degli avversarsi, presentatisi addirittura in 4 ai nastri
di partenza e con poco più di una lista a testa al seguito, contro la
squadra di calcio, stranieri compresi, che il centrodestra ha messo
attorno a Di Bartolomeo.
Nemmeno lo spauracchio così ventilato del voto disgiunto ha affievolito
la carica di un rinnovato ‘Gino’, sindaco per destino, come si è
definito lui stesso ieri notte in piazza, che ha raccolto alcuni punti
in meno delle formazioni che lo fiancheggiavano, ma è riuscito lo
stesso a spezzare le reni di candidati alternativi in lotta più per la
primazia di futuro capo dell’opposizione che per quello di primo
cittadino.
Caduta Campobasso in mano ai berluscones, confermata la straripante
superiorità nella provincia di Isernia, dove tra i consensi di Iorio e
Patriciello, la sinistra è stata stritolata, strano a dirsi, le
roccaforti del pensiero progressista e riformista paiono rimanere quelle
della costa.
Pur in assenza del voto amministrativo, Termoli, ancora una volta, non
ha sancito la bocciatura della città verso l’operato del governo
comunale, con le due metà della mela quasi identiche nella proporzione
dei voti conseguiti dalle liste, piccole o grandi che siano. Anzi, la
picchiata del Pd sembra orientare i favori dell’elettorato, nel
braccio di ferro tra Greco e chi, di recente, è uscito dalla
maggioranza di centrosinistra, proprio verso il notaio, di cui viene
apprezzata, evidentemente, la tenacia, oltre al ticket ideale con il
leader IdV Di Pietro.
Campomarino, di contro, nasce come laboratorio politico, dove una lista
civica sospinta sia dai dipietristi e dall’ex sindaco Di Giuseppe, ma
con frange significative di ispirazione forzista – decisivo l’apporto
dell’ex candidato alla Regione con Forza Italia Di Lena, che da solo
ha preso più voti (220) di quanti separassero a urne chiuse Marcello
Catena da Gianfranco Cammilleri – ha messo ko il prescelto del Popolo
delle libertà.
Infine, l’autentico boom dell’Italia dei Valori in casa sua, a
Montenero di Bisaccia, dove si andrà al voto per rinnovare l’amministrazione
comunale nel 2010. Nemmeno i presunti dissapori circa i destini
urbanistici della costa, lì lì per far capottare la maggioranza e il
sindaco D’Ascenzo, hanno turbato più di tanto un elettorato quasi al
guinzaglio, nel senso buono del termine, con alle europee il 53,1% di
voti attribuiti a Di Pietro.
Insomma, i venti litoranei tengono a galla il centrosinistra. E’
questo, forse, l’elemento di maggior preoccupazione per i maggiorenti
abituati alle amministrative a ben altri scorci e scenari.
emanuelebracone@termolionline.it
termolionline.it
Elezioni
alle spalle: è bufera sul Partito democratico.
Antonio Sorbo si toglie qualche sassolino dalle scarpe sulle strategie
"imposte" dal Pd e dice: «Ora si può dire, la colpa del
mancato accordo con l'Italia dei Valori è del Partito democratico. Io
ho lavorato tanto in tal senso all'indomani delle Primarie, ma sono
stato frenato. Auspico che adesso il Pd cambi strategie per il prossimo
futuro». Per il Partito democratico, infatti, è stata davvero una
doccia fredda. La sconfitta era ampiamente preventivata, ma non in tale
modo. Sorbo ha anche portato acqua al mulino del Pd coi suoi voti, ma
poco poco e le altre liste che appoggiavano il vincitore delle primarie
superavano il Pd: detto tutto! Se a ciò si aggiunge che dopo 15 anni il
centro-sinistra lascia le chiavi pure del Comune di Campobasso e della
"rossa" Santa Croce di
Magliano (oltre ai tanti comuni sparsi in regione) si capisce il
perché da più parti si chiedono le teste dei vertici del partito, a
livello regionale ed in ambito territoriale. E se a ciò si aggiunge che
il trend è questo ormai da anni, si intuisce ancor di più le scelte e
l'astensionismo dell'elettorato di centro-sinistra che non accetta più
frammentarietà e conflitti. E pure batoste elettorali. Chi non ha di
questi problemi è il neo presidente della Provincia, Luigi Mazuto (Pdl).
Mazzuto ha già le idee chiare sulla composizione della nuova Giunta di
via Berta, si tratta ora di chiudere le trattative con le liste che lo
hanno appoggiato. E poi. In Consiglio è rientrato anche Giovancarmine
Mancini (La Destra). Ma sul vice-sindaco di Isernia si attendono
ripercussioni da Palazzo San Francesco per aver deciso di spaccare il
Pdl e non aver né condiviso e né appogigato la candidatura del
coordinatore provinciale della coalizione Mazzuto. Il sindaco Melogli
sarebbe intenzionato a levargli la carica di suo vice (al suo posto Rosa
Iorio). |