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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Paese in fibrillazione per le elezioni comunali del 6
e 7 giugno. Tra le ultime indiscrezioni, spunta anche quella di una
lista civica a 360 gradi che potrebbe essere capeggiata dall’ex
assessore provinciale, Enzo Rosati, da due anni “fuori” da
ogni logica di partito.
Abbiamo chiesto al diretto interessato qualche “info” in più su
questi movimenti. Non ci ha escluso la lista civica. “Una lista civica
serve - spiega Rosati - perché in questa fase di crisi drammatica,
soprattutto in realtà come le nostre, i cittadini chiedono cambiamento
ed innovazione nel modo di rappresentarli e quindi di amministrare, una
reale vicinanza ed una continua attenzione verso la soluzione dei
problemi. Tutto questo mal si concilia con la contrapposizione politica
in chiave amministrativa che, puntualmente, riemerge a ridosso delle
scadenze elettorali, amplificando incomprensioni e litigiosità”.
Secondo Rosati “il cambiamento si ottiene se si superano i vecchi
schematismi partitici, cercando corresponsabilità e condivisione su fatti
concreti, persone e metodi nuovi, che sono fondamentali per la
sopravvivenza e la crescita delle realtà locali. Tutti sanno che i
partiti oggi sono diventati delle piccole oligarchie sempre più
distanti dai problemi veri della gente, dei luoghi dove si litiga e si
persegue la supremazia di un gruppo su un altro, luoghi dove la
partecipazione democratica è sempre più una rarità”.
Insomma, una lista civica con la “C” maiuscola, dove
potrebbero convergere esponenti legati alla destra, alla sinistra, a
nessuna forza politica. “In questa fase condivido, con tanta gente e
tanti concittadini - rafforza l’ipotesi Enzo Rosati - l’obiettivo e
la volontà di rendere migliore la nostra comunità contribuendo a
creare un dialogo che possa portare ad un impegno fra i tanti soggetti
attivi di Santa Croce. È il momento in cui si deve fare quadrato sulle
prospettive di futuro della nostra comunità, anche perché all’orizzonte
ci sono: il federalismo fiscale che imporrà ulteriori restrizioni, l’espandersi
della crisi economica che acuirà enormemente i problemi sociali, la
sopravvivenza delle attività economiche. Questioni di tale portata si
affrontano meglio e più lucidamente se vi è ampia partecipazione di
tutti, e si afferma la pratica della “buona amministrazione”.
Rosati arriva a una conclusione ragionata. “Quello che non serve a
Santa Croce - chiude il ‘papabile’ - è che diventi o continui ad
essere, terreno di scontro fra questo o quell’altro politico, non è
più il tempo di regie “esterne”. Al di là delle diversità di
vedute, credo che a Santa Croce ci siano forze e capacità
intellettuali per decidere in autonomia. Credo sopratutto nella
partecipazione attiva dei giovani - ribadisce Rosati - che però non
possono essere sollecitati o avvicinati sempre con il metro dei partiti
(si sa che sono tutti delusi e lontani dalla politica), ma vanno
coinvolti con l’ascolto e la condivisione di idee e progetti. Questi
sono gli elementi sui quali si sta sviluppando una discussione, per
creare possibilmente un gruppo civico che possa, nella più ampia
partecipazione e trasparenza, esprimere e decidere candidature e
programmi amministrativi”.
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