Santa Croce di Magliano, martedì 17 novembre 2009

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

cronaca << 16/30 novembre << 2009 << home

 

 

 

cronaca


TRAGEDIA SFIORATA A SANTA CROCE


Post terremoto: gli anni passano... le case crollano! Santa Croce di Magliano: tragedia sfiorata in via dei Fiori. Cede palazzina puntellata in ricostruzione. Macerie e calcinacci sfiorano due operai e un negozio di ottica: "Ennesima beffa per chi ha scelto di restare".

 

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Sono vivi per miracolo i due operai che ieri pomeriggio stavano lavorando in via dei Fiori in uno dei cantieri aperti della ricostruzione post sisma. Una tragedia sfiorata, a due passi dal corso principale del centro fortorino, a pochi metri dalla casa comunale.
Erano circa le quindici e trenta, quando forse per un cedimento strutturale, ma saranno ora le verifiche tecniche a stabilirlo, gran parte della facciata del fabbricato inagibile e disabitato identificato come Peu 198 sottoprogetto 1 del piano di ricostruzione è letteralmente venuta giù staccandosi dai pilastri laterali e aprendo agli occhi della gente l'interno dell'edificio dove ad una finestra era rimasta da quel 31 ottobre 2002 una tendina.
Un tonfo incredibile e un immenso polverone di detriti ha invaso la stretta arteria urbana, peraltro chiusa al traffico veicolare da ormai sette anni, per intenderci dalla data del sisma, ma dove pure tante altre abitazioni comprese quelle adiacenti alla casa crollata sono agibili e abitate.
Una tragedia sfiorata perchè ironia della sorte il fabbricato, stando ai cartelli apposti proprio nella parte di parete non crollata, è uno di quelli che ha ricevuto i finanziamenti per i lavori di riparazione con miglioramento sismico e dove dallo scorso 14 settembre la ditta che si è aggiudicata l'appalto aveva dato il via agli stessi.
All'ora del crollo, stando alle informazioni raccolte sul posto, i due operai, vivi per miracolo, stavano regolarmente lavorando ma fortunatamente nella parte posteriore dell'edificio e lungo la stretta arteria comunale non c'erano passanti. Due combinazioni del destino che hanno, di fatto, evitato la tragedia.
Perchè sarebbe stata una tragedia, nella tragedia, se per un destino diverso i due operai si fossero trovati su via dei Fiori invece che nel vicolo laterale o se a quell'ora del pomeriggio qualcuno avesse deciso di percorrere anche solo per tornare a casa via Dei Fiori. Ma fortunatamente nessuno si è fatto male, e la cronaca, al di là della paura comunque avvertita tra i residenti, ha registrato soltanto il crollo della parete.
Un crollo che però riapre quel capitolo mai chiuso della lentezza della ricostruzione. Perchè se la gente, ieri a Santa Croce, ha pensato ad un nuovo terremoto, o ad una possibile esplosione di una stufa a gas, in realtà, ha dovuto constatare, fortunatamente lo si ribadisce senza vittime, che si trattava ancora del terremoto di sette anni fa che continua a fare danni nonostante siano passati tanti anni.
Per la cronaca sul posto, chiamati anche in ritardo, si sono portati gli uomini del distaccamento dei Vigili del Fuoco del centro fortorino e i carabinieri.
Dell'accaduto è stato immediatamente informato, oltre che il direttore dei lavori e il presidente del consorzio, anche e naturalmente il primo cittadino Alberto Florio che, come preannunciato dal suo vice Francesco Di Falco, ha firmato una ordinanza di chiusura generale della strada almeno per il tempo necessario alla rimozione dei detriti e alla messa in sicurezza del fabbricato che se fino alle quindici di ieri pomeriggio doveva essere soltanto riparato, ora forse dovrà essere completamente abbattuto ergo dovranno essere reperiti nuovi fondi.
Il crollo di ieri è soltanto l'ultimo in ordine di tempo in questi lunghi sette anni tanto che, dalle informazioni raccolte, non solo l'amministrazione fortorina ma anche altre di quelle del cratere hanno dovuto in questi anni più volte chiedere finanziamenti alla struttura commissariale, non solo per i lavori di ricostruzione ma altri per ripristinare i puntellamenti delle case inagibili installati all'indomani del sisma del 31 ottobre 2002 ed ancora lì, dopo sette anni a mantenere in piedi, case inagibili.


Sfogo della titolare Maria Florio:
l’ennesima beffa per chi ha scelto di restare

"E' l'ennesima beffa per noi che abbiamo scelto di rimanere in questa strada, di continuare a lavorare qui dove da sempre abbiamo la nostra attività e la nostra casa.
Abbiamo scelto di rimanere per un ideale, rimanere qui pur sapendo che comunque l'attività sarebbe stata penalizzata da una strada chiusa, da alcune case inagibili come la palazzina di fronte che oggi (ieri n.d.r.) è crollata e soltanto per una circostanza fortuita non ha fatto vittime.
Siamo stanchi di tutto questo tempo, di questa lentezza della burocrazia che sta caratterizzando la ricostruzione nella nostra Santa Croce ma crediamo anche negli altri centri. Sono passati sette anni ed oggi ci vorranno ancora più soldi per riparare, non solo i danni del terremoto, ma anche quelli del tempo".
Questo, il duro sfogo della signora Maria Florio, titolare dell'omonimo negozio di ottica sito a pochi metri dalla casa crollata ieri pomeriggio nella centralissima via dei Fiori nel centro fortorino.
Un duro sfogo da parte di un'imprenditrice impegnata in prima persona sia come commerciante sia come vice presidente del consiglio delle pari opportunità della regione Molise che stanca della lentezza del modo di procedere ha esternato tutto il suo disappunto, anche a nome di altri esercenti danneggiati direttamente o indirettamente dal sisma che da sette anni devono fare i conti con strade chiuse o fortemente limitate, case inagibili che rischiano di venire giù, in una parola con i ritardi che provocano di fatto altri danni.
"Abbiamo scelto di rimanere qui ma oggi non possiamo più sopportare tutta questa lentezza, non possiamo ancora correre il rischio di aprire le nostre attività e di restare vittime di un crollo, è tempo che si faccia realmente qualcosa di concreto perchè i soldi arrivino e siano riparate le abitazioni inagibili perchè a nulla vale il coraggio di un commerciante se poi, dopo sette anni, non solo la sua attività ma la stessa incolumità fisica è messa a repentaglio da case ancora inagibili".

di NICOLA DE FRANCESCO
Primo Piano Molise, 17/11/2009


Santa Croce, crollo in pieno centro
Il cedimento ha squarciato la facciata
di una casa inagibile in ristrutturazione
Sconvolta una donna:
“Ho avuto più paura stavolta che il giorno del terremoto”.
Sul posto i Vigili del Fuoco

di Fabrizio Occhionero
Quotidiano del Molise - 17/11/2009

SANTA CROCE DI MAGLIANO. “Ho avuto più paura oggi che il giorno del terremoto”. E’ sconvolta la signora di Santa Croce di Magliano che ieri pomeriggio ha assistito al crollo della facciata esterna di un’abitazione inagibile e disabitata in via dei Fiori. Il cedimento nell’edificio è avvenuto intorno alle 15. Gli operai che stavano lavorando ad alcuni interventi di ristrutturazione si trovavano dall’altra parte e hanno solo avvertito il rumore del fabbricato che stava crollando. Detriti e calcinacci in strada davanti all’ottica Florio che lamenta grossi disagi per la situazione in cui si è venuta a trovare tra puntellamenti e pericoli che si trascinano dal 2002.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Santa Croce di Magliano che hanno effettuato un sopralluogo e hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, nel pieno centro del paese, vicino la “Strada media” e la chiesa madre di Sant’Antonio di Padova. Sul posto anche i Carabinieri della locale stazione che hanno verificato che non ci fossero danni a persone ma solo a cose.
La facciata dell’edificio interessato da un’ordinanza di inagibilità è stata letteralmente squarciata dal cedimento. Ora saranno i Vigili del Fuoco del locale distaccamento a stabilire le cause del crollo; se cioè sia stato un indebolimento strutturale a distanza di sette anni dal terremoto che aveva lesionato l’immobile oppure altro. In via dei Fiori sono giunti anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Donato D’Ambrosio e poi il sindaco, Alberto Florio.
Tanti cittadini, di passaggio si sono informati sull’accaduto, quando in un primo momento, quasi nessuno se n’era accorto anche perché non ci sono stati feriti e la casa era disabitata. Il cedimento riporta comunque in primo piano il problema della vulnerabilità dei fabbricati nei centri storici dei paesi terremotati. Proprio qualche giorno fa abbiamo pubblicato su ‘Il Quotidiano’ l’intervista al sindaco di Ripabottoni, Michele Frenza. “Non dormo la notte per il rischio crolli”, aveva detto ribadendo la necessità di mettere in sicurezza tutti gli edifici che sono stati indeboliti da una calamità di più di sette ani fa. L’inverno è alle porte.

 


il video su Telemolise


 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer