|
www.circoloalexlanger.it
Pierluigi
Adami: “E’ un’energia costosa e sporca, bisogna preferire le fonti
rinnovabili e pulite”
“Meglio attivi che radioattivi”
A Santa Croce si costituisce un comitato civico contro l’ipotesi del
nucleare
SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Il Consiglio comunale dei giorni scorsi in cui la
maggioranza ha posto la pregiudiziale e il ritiro del punto all’ordine del
giorno della minoranza che proponeva una delibera contraria all’installazione
di una centrale nucleare sul territorio ha prodotto polemiche ma anche una
prima azione concreta. Si è infatti costituito un comitato civico per
sensibilizzare la popolazione sul tema e, in particolare, sulle ragioni del
‘no’ all’energia nucleare.
“Meglio attivi che radioattivi” il nome del comitato, di cui fanno parte
esponenti dell’opposizione, delle associazioni e cittadini. In sala
consiliare, la stessa in cui si era consumata una bagarre mai vista prima
durante un’Assise civica, si è svolto un incontro formativo propedeutico
a un’assemblea generale prevista nelle prossime settimane.
All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, l’ex sindaco Pasquale
Marino e l’altro capogruppo di minoranza, Vincenzo Giordano, il
consigliere regionale, Giuseppe Caterina, il referente della Lega Sannita,
Lorenzo Lommano, il responsabile dell’associazione “Città dei bambini”
di Termoli, Antonio Fasciano, l’ex sindaco Giovanni Gianfelice e altri
rappresentanti della società civile e cittadini senza colore politico e
amministrativo.
L’intento è stato proprio quello di discutere del ‘no’ a questa forma
di energia approfondendo le ragioni da un punto di vista più tecnico. Per
questo motivo, è stato invitato l’ingegnere e ambientalista, Pierluigi
Adami, che più volte è intervenuto su tali questioni. “Sono contrario al
nucleare - ha detto Adami - perché è un’energia sporca con il problema
delle scorie ed è anche un’energia costosissima per chi la costruisce e
quindi per le casse dello Stato con i cittadini che dovranno saldare questo
debito. Il nucleare non serve all’Italia, abbiamo un’enorme risorsa
rappresentata dalle energie alternative che stanno avendo un grande successo
e non possiamo rovinare questo territorio così incontaminato”. A
rappresentare il comitato, Antonio Martino, che ha ribadito la mancanza
della discussione su un tema che riguarda tutti. “Noi siamo contrari - ha
affermato Martino - perchè manca un piano energetico nazionale e da qui
riteniamo improponibile l’ipotesi di una centrale nucleare qui a Santa
Croce”. Diversi gli interventi da parte dei rappresentanti, che non
condividono l’eventuale ipotesi. Si continua dunque sulla linea dell’opposizione
e della sensibilizzazione rispetto a una scelta della maggioranza che - di
fatto - non c’è stata ufficialmente se non l’apertura come opinione
personale, del sindaco Alberto Florio, e di altri esponenti dell’amministrazione
che si sono lasciati andare alle proprie idee. Per ora, dalla guida del
palazzo comunale, nessuna reazione ufficiale alle polemiche, alle azioni
dell’opposizione e, ora, del comitato “Meglio attivi che radioattivi”
che a breve convocherà un’assemblea per continuare il discorso.
Fabrizio
Occhionero, Quotidiano del Molise - 22/11/2009
Al
tavolo relatori che hanno portato a conoscenza della popolazione i rischi
che si corrono con l’installazione delle centrali |
Il nucleare? «Dannoso e molto oneroso»
| Importante convegno sul radioattivo a Santa Croce
S anta
Croce di Magliano continua a dedicare la massima attenzione al tema del
ritorno del nucleare in Italia. Venerdì scorso nella Sala Consiliare del
comune, si è tenuto un convegno «Meglio attivi che radioattivi»
organizzato dal «Comitato contro il nucleare di Santa Croce di Magliano».
Al tavolo dei relatori, insieme ai rappresentanti del comitato ha preso
posto l’ingegnere ed ecologista Pierluigi Adami, coordinatore del circolo
«Alex Langer» degli Ecologisti Democratici, che qualche mese fa ha
pubblicato su Internet il suo saggio «I conti in tasca al nucleare»
(www.circoloalexlanger.it).
Premettendo di non voler fare propaganda di parte, l’ingegnere ha
affermato che sul nucleare si è sempre parlato, ma mai a proposito. Senza
nascondere il fascino che il nucleare sprigiona, è subito entrato nel vivo
della materia che ha definito molto complessa. Tra il tecnicismo nucleare e
qualche aneddoto che risale ai tempi della sua laurea, coincidente con il
disastro di Chernobyl, e la visita della centrale di Caorso all’epoca in
cui fu spenta, ha affermato la sua decisa contrarietà al nucleare per una
serie di motivi.
«Intanto - ha continuato - una centrale nucleare ha un impatto notevole sul
territorio dove viene istallata: militarizzazione dello stesso;
contaminazione radioattiva (per un periodo di tempo che nessuno riesce a
stimare allo stato attuale) dovuta anche ad una serie di piccoli incidenti
che un reattore normalmente comporta e che in genere non vengono portati a
conoscenza della popolazione; creazione di scorie radioattive che
inevitabilmente si lasciano ai posteri e per le quali ci sono ancora seri
problemi, irrisolti oltre che costosi, di gestione; produzione di plutonio
che spesso resta sul luogo della centrale.
E se qualcuno parla di una possibilità di poter riutilizzare le scorie
prodotte, nel reattore stesso, questo potrà avvenire solamente in quelli di
IV generazione che dovrebbero venire alla luce fra 30 anni. Oggi i reattori
di III generazione producono all’incirca lo stesso quantitativo di scorie
di alcuni decenni or sono. Mentre per il plutonio prodotto, altamente
radioattivo, stoccato fino a qualche tempo fa in capannoni adiacenti alla
centrale, almeno nei paesi occidentali, è stato pensato di metterlo in
miniere profonde anche 500 metri. Fra 300 anni, se i sarcofaghi si
creperanno e il plutonio fuoriuscirà, nessuno sa cosa potrà succedere.
Questo è forse il problema maggiore ancora irrisolto. Poi c’è l’uranio
arricchito, per alimentare la centrale, che occorre acquistare e che
inevitabilmente ci fa dipendere comunque dall’estero. A tale riguardo l’Agenzia
Atomica parla di altri possibili 80 anni durante la quale si potrebbe avere
uranio. Le miniere però diventano sempre più profonde contaminando le
falde acquifere e rendendo l’estrazione dell’uranio sempre più costosa.
Un incidente analogo a Chernobyl - precisazione su cui l’ingegnere è
tornato più volte - oggi è molto improbabile, ma si è aggiunto il rischio
terrorismo. Al riguardo è stato progettato un blocco di cemento adatto a
sopportare un attacco aereo». Ma fra 10, 20, 30 anni quella protezione
sarà adeguata? Dunque gli interrogativi restano. Altro punto affrontato è
il costo esorbitante che una centrale comporterebbe per la sua
realizzazione. In Finlandia, dove è in corso la costruzione di un reattore
a tecnologia francese EPR identico a quello proposto per le future quattro
centrali atomiche italiane, il costo iniziale di 3,2 miliardi di euro, è,
ancora a metà costruzione, quasi raddoppiato e oggi ha superato i 5,5
miliardi di euro. «Se mai riusciranno a finirlo, entrerà in esercizio con
anni e anni di ritardo. In Italia, ammettiamo che riusciranno a finire
almeno una centrale nucleare, che cosa avranno ottenuto?
Che a un prezzo esorbitante pagato dai cittadini, tra venti anni - forse -
avremo un impianto che produrrà un inutile 3% del fabbisogno nazionale,
inutile e in eccesso, per giunta, perchè già coperto dalle energie pulite.
E’ l’insieme delle fonti rinnovabili che garantiranno all’Italia tutta
l’elettricità che serve per i prossimi decenni. Abbiamo iniziato in
ritardo rispetto agli altri paesi, ma ora anche l’Italia sta vivendo uno
straordinario sviluppo delle energie rinnovabili. Solo nel 2008 è stata
aumentata la produzione elettrica da fonti rinnovabili di una quantità pari
a 10 terawattora.
Per avere un’idea, è la quantità di energia prodotta in un anno da una
gigantesca centrale nucleare. Quest’anno, per la prima volta, gli
investimenti sulle rinnovabili hanno superato quelli di tutte le altre fonti
energetiche: è un segno che il mercato vuole le rinnovabili e non sa che
farsene del nucleare». Poi, per quanto riguarda il lavoro che la
costruzione di una centrale potrebbe offrire, l’ingegnere ha precisato che
gli addetti che vengono utilizzati in Finlandia sono per lo più ingegneri
francesi e manodopera specializzata, e solo una minima parte viene presa sul
territorio. «Questo per sfatare chi - sostiene l’ecologista - vede il
nucleare come una fonte di lavoro».
In conclusione l’ecologista Pierluigi Adami, coordinatore del circolo
«Alex Langer degli Ecologisti Democratici» afferma che «oggi la parola
chiave è: il nucleare non serve all’Italia. I dati parlano chiaro: il
nucleare non conviene per produrre energia, è costosissimo e inquinante. Se
lo faranno, sarà per privilegiare gli interessi di potenti lobby
industriali, non certo per fare l’interesse degli italiani».
Quando si è toccato il territorio di Santa Croce come possibile sito, l’ingegnere
lo ha escluso categoricamente: per mancanza di notevole quantità di acqua,
per la sismicità del territorio e per un’inutile stravolgimento della
naturalità e bellezza del territorio. Mentre per il probabile sito del
basso Molise ha raccomandato, pur escludendolo a priori, a tutti i presenti
di essere vigili perchè il problema è vivo e bisogna tenere alta l’attenzione.
E’ intervenuto tra l’altro il coordinatore regionale dell’Idv
Caterina, poi Antonio Fasciano del «Comitato la città dei bambini» che si
è detto disposto, qualora ce ne fosse bisogno, di portare centinaia,
migliaia di persone a manifestare a Santa Croce contro il nucleare, e infine
il presidente della Lega Sannita, Lorenzo Lommano, che nonostante si sia
dichiarato assolutamente contrario all’istallazione di una centrale
nucleare in Molise, ha ringraziato il Sindaco, Alberto Florio, che ha fatto
riscoprire il tema del nucleare.
Antonio
Petruccelli, Nuovo Molise oggi - 22/11/2009
E’
con ogni probabilità l’argomento che più fa notizia tra la popolazione
di Santa Croce di Magliano in queste ultime settimane: c’è tanta gente
che il nucleare proprio non lo vuole. E proprio a Santa Croce, dove il
sindaco Florio ha ribadito la sua posizione favorevole all’energia
atomica, come primo evento, il Comitato «Meglio attivi che radioattivi»
contrario al nucleare organizza un incontro-formazione con l’ingegnere ed
ecologista Pierluigi Adami. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle
17 presso la sala consiliare del palazzo comunale di Santa Croce di
Magliano. Il coordinamento regionale degli Ecologisti Democratici in una
nota firmata da Piera Liberanome, Michele Petraroia, Roberto Donatone,
Giovanni Severino e Tiziana D’Amico, esprime apprezzamento per le
iniziative in programma oggi di contrasto all’ipotesi di ritorno al
nucleare in Italia. Oltre a Piero Adami, componenti della direzione
nazionale degli Ecodem che interverrà nell’iniziativa di Santa Croce, Don
Fabio Corazzina, già responsabile di Pax Christi parlerà a Termoli. «A
seguito di questi primi incontri a carattere informativo bisognerà
intensificare - scrivono gli esponenti Ecodem - le iniziative di raccordo
dei comitati, delle amministrazioni locali e delle associazioni contrarie
all’insediamento di una centrale nucleare in Molise, per costruire insieme
una mobilitazione popolare che scongiuri tale nefasta eventualità».
(Nuovo Molise oggi, 20/11/2009)
L'Italia
dei Valori sull'Energia dice: "si alle energie alternative ma con
programmazione"
“L’Italia dei Valori è particolarmente attenta alla questione delle
energie alternative: nei suoi punti di alternativa di Governo, l’IdV
affronta proprio il tema dell’ambiente e della qualità della vita
asserendo che è di assoluta importanza aumentare gli investimenti per lo
sviluppo delle energie rinnovabili. Questo passaggio però va affrontato con
una programmazione politica seria, con criterio politico e con una analisi
dei costi e dei benefici per i cittadini. Nella nostra regione tutto ciò
non accade. Vige completa anarchia. Ogni Comune presente sul territorio
molisano può liberamente decidere di organizzare, gestire e vocare il
territorio ad una fonte energetica come l’eolico, le biomasse, l’energia
solare ed altro. In pratica, ogni Comune decide per se: e questo è il
frutto dell’assenza di qualsiasi tipo di programmazione energetica, dell’assenza
di un piano razionale di sviluppo e gestione dell’energia alternativa”
è quanto afferma Giuseppe Caterina, coordinatore regionale dell’IdV
molisano.
“Quando mi riferisco all’anarchia prendo ad esempio il Comune di Santa
Croce di Magliano dove il sindaco ha espressamente richiesto di
istallare una centrale nucleare sul proprio territorio. Un territorio ad
alta vocazione agricola potrebbe essere distrutto da scelte politiche prive
di qualsiasi interesse pubblico. Può mai essere compiuta una scelta tanto
assurda quanto irrazionale?
I cittadini cosa ne guadagnerebbero? L’Italia dei valori è assolutamente
contraria all’energia nucleare – così come spiegato dall’on. Brutti,
responsabile del dipartimento nazionale Ambiente, Territorio e
Infrastrutture in occasione dell’incontro programmatico ed organizzativo
di partito del 15 novembre scorso – ed è per questo che stasera saremo
presenti all’incontro “Meglio attivi che radioattivi” per ribadire la
nostra assoluta contrarietà alla possibilità di istallazione su suolo
molisano di una centrale nucleare” “Contrai al nucleare e favorevoli
alle energie pulite come quella eolica non significa però accettare
qualsiasi forma o progetto di sviluppo di tale fonte alternativa. Occorre
che la Regione si doti di un piano programmatico organizzativo che spieghi
soprattutto ai cittadini quali sono i benefici che possono trarne.
Non è possibile che ogni Comune agisca senza alcun criterio ed obiettivo:
il territorio molisano ha una sua vocazione agricola che può trasformarsi
solo se a ricevere i benefici siano i cittadini, ad esempio vedendo ridotto
l’importo delle bollette energetiche. Bisogna evitare a tutti i costi
questa anarchia energetica: abbiamo 136 Comuni e non possiamo immaginare che
un domani vi siano sul territorio molisano 136 impianti eolici senza sapere
il fine, il perché e a chi giovi tutto questo. L’energia pulita,
alternativa è un bene ma non bisogna mai perdere di vista il benessere e le
economie per i cittadini, vero obiettivo della politica”.
|