Santa Croce di Magliano, sabato 21 novembre 2009

     

    Imposta come pagina iniziale  Aggiungi ai preferiti  Segnala ad un amico  Stampa  Translate in English

nucleare << 16/30 novembre << 2009 << home

 

 

 

attualità


NUCLEARE: INCONTRO CON PIERLUIGI ADAMI


 

Attivi sì, radioattivi no... Convegno a Santa Croce di Magliano
Non discussa nella sede delegata a prendere le decisioni della comunità fortorina, la sala del consiglio comunale, la materia del ritorno al nucleare in Italia e stando alle mappe del Ministero, presumibilmente in Molise sulla fascia di territorio compresa tra Termoli e Campomarino, è stata al centro del primo incontro pubblico messo in programma dal neonato 'Comitato contro il nucleare di Santa Croce di Magliano' dal titolo che racchiude già in sé tutto il programma dell'incontro formativo: "Meglio attivi che radioattivi". Al tavolo dei relatori l'ingegnere ed ecologista Pierluigi Adami.

 

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO - VENERDI 20 NOVEMBRE 2009 - ORE 17.00 SALA CONSILIARE DEL PALAZZO COMUNALE

 

 

ingrandisci ingrandisci ingrandisci ingrandisci ingrandisci

 

 

www.circoloalexlanger.it


Pierluigi Adami: “E’ un’energia costosa e sporca, bisogna preferire le fonti rinnovabili e pulite”
“Meglio attivi che radioattivi”
A Santa Croce si costituisce un comitato civico contro l’ipotesi del nucleare

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Il Consiglio comunale dei giorni scorsi in cui la maggioranza ha posto la pregiudiziale e il ritiro del punto all’ordine del giorno della minoranza che proponeva una delibera contraria all’installazione di una centrale nucleare sul territorio ha prodotto polemiche ma anche una prima azione concreta. Si è infatti costituito un comitato civico per sensibilizzare la popolazione sul tema e, in particolare, sulle ragioni del ‘no’ all’energia nucleare.
“Meglio attivi che radioattivi” il nome del comitato, di cui fanno parte esponenti dell’opposizione, delle associazioni e cittadini. In sala consiliare, la stessa in cui si era consumata una bagarre mai vista prima durante un’Assise civica, si è svolto un incontro formativo propedeutico a un’assemblea generale prevista nelle prossime settimane.
All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, l’ex sindaco Pasquale Marino e l’altro capogruppo di minoranza, Vincenzo Giordano, il consigliere regionale, Giuseppe Caterina, il referente della Lega Sannita, Lorenzo Lommano, il responsabile dell’associazione “Città dei bambini” di Termoli, Antonio Fasciano, l’ex sindaco Giovanni Gianfelice e altri rappresentanti della società civile e cittadini senza colore politico e amministrativo.
L’intento è stato proprio quello di discutere del ‘no’ a questa forma di energia approfondendo le ragioni da un punto di vista più tecnico. Per questo motivo, è stato invitato l’ingegnere e ambientalista, Pierluigi Adami, che più volte è intervenuto su tali questioni. “Sono contrario al nucleare - ha detto Adami - perché è un’energia sporca con il problema delle scorie ed è anche un’energia costosissima per chi la costruisce e quindi per le casse dello Stato con i cittadini che dovranno saldare questo debito. Il nucleare non serve all’Italia, abbiamo un’enorme risorsa rappresentata dalle energie alternative che stanno avendo un grande successo e non possiamo rovinare questo territorio così incontaminato”. A rappresentare il comitato, Antonio Martino, che ha ribadito la mancanza della discussione su un tema che riguarda tutti. “Noi siamo contrari - ha affermato Martino - perchè manca un piano energetico nazionale e da qui riteniamo improponibile l’ipotesi di una centrale nucleare qui a Santa Croce”. Diversi gli interventi da parte dei rappresentanti, che non condividono l’eventuale ipotesi. Si continua dunque sulla linea dell’opposizione e della sensibilizzazione rispetto a una scelta della maggioranza che - di fatto - non c’è stata ufficialmente se non l’apertura come opinione personale, del sindaco Alberto Florio, e di altri esponenti dell’amministrazione che si sono lasciati andare alle proprie idee. Per ora, dalla guida del palazzo comunale, nessuna reazione ufficiale alle polemiche, alle azioni dell’opposizione e, ora, del comitato “Meglio attivi che radioattivi” che a breve convocherà un’assemblea per continuare il discorso.

Fabrizio Occhionero, Quotidiano del Molise  - 22/11/2009


Al tavolo relatori che hanno portato a conoscenza della popolazione i rischi che si corrono con l’installazione delle centrali | Il nucleare? «Dannoso e molto oneroso»  | Importante convegno sul radioattivo a Santa Croce

Santa Croce di Magliano continua a dedicare la massima attenzione al tema del ritorno del nucleare in Italia. Venerdì scorso nella Sala Consiliare del comune, si è tenuto un convegno «Meglio attivi che radioattivi» organizzato dal «Comitato contro il nucleare di Santa Croce di Magliano».
Al tavolo dei relatori, insieme ai rappresentanti del comitato ha preso posto l’ingegnere ed ecologista Pierluigi Adami, coordinatore del circolo «Alex Langer» degli Ecologisti Democratici, che qualche mese fa ha pubblicato su Internet il suo saggio «I conti in tasca al nucleare» (www.circoloalexlanger.it).
Premettendo di non voler fare propaganda di parte, l’ingegnere ha affermato che sul nucleare si è sempre parlato, ma mai a proposito. Senza nascondere il fascino che il nucleare sprigiona, è subito entrato nel vivo della materia che ha definito molto complessa. Tra il tecnicismo nucleare e qualche aneddoto che risale ai tempi della sua laurea, coincidente con il disastro di Chernobyl, e la visita della centrale di Caorso all’epoca in cui fu spenta, ha affermato la sua decisa contrarietà al nucleare per una serie di motivi.
«Intanto - ha continuato - una centrale nucleare ha un impatto notevole sul territorio dove viene istallata: militarizzazione dello stesso; contaminazione radioattiva (per un periodo di tempo che nessuno riesce a stimare allo stato attuale) dovuta anche ad una serie di piccoli incidenti che un reattore normalmente comporta e che in genere non vengono portati a conoscenza della popolazione; creazione di scorie radioattive che inevitabilmente si lasciano ai posteri e per le quali ci sono ancora seri problemi, irrisolti oltre che costosi, di gestione; produzione di plutonio che spesso resta sul luogo della centrale.
E se qualcuno parla di una possibilità di poter riutilizzare le scorie prodotte, nel reattore stesso, questo potrà avvenire solamente in quelli di IV generazione che dovrebbero venire alla luce fra 30 anni. Oggi i reattori di III generazione producono all’incirca lo stesso quantitativo di scorie di alcuni decenni or sono. Mentre per il plutonio prodotto, altamente radioattivo, stoccato fino a qualche tempo fa in capannoni adiacenti alla centrale, almeno nei paesi occidentali, è stato pensato di metterlo in miniere profonde anche 500 metri. Fra 300 anni, se i sarcofaghi si creperanno e il plutonio fuoriuscirà, nessuno sa cosa potrà succedere.
Questo è forse il problema maggiore ancora irrisolto. Poi c’è l’uranio arricchito, per alimentare la centrale, che occorre acquistare e che inevitabilmente ci fa dipendere comunque dall’estero. A tale riguardo l’Agenzia Atomica parla di altri possibili 80 anni durante la quale si potrebbe avere uranio. Le miniere però diventano sempre più profonde contaminando le falde acquifere e rendendo l’estrazione dell’uranio sempre più costosa.
Un incidente analogo a Chernobyl - precisazione su cui l’ingegnere è tornato più volte - oggi è molto improbabile, ma si è aggiunto il rischio terrorismo. Al riguardo è stato progettato un blocco di cemento adatto a sopportare un attacco aereo». Ma fra 10, 20, 30 anni quella protezione sarà adeguata? Dunque gli interrogativi restano. Altro punto affrontato è il costo esorbitante che una centrale comporterebbe per la sua realizzazione. In Finlandia, dove è in corso la costruzione di un reattore a tecnologia francese EPR identico a quello proposto per le future quattro centrali atomiche italiane, il costo iniziale di 3,2 miliardi di euro, è, ancora a metà costruzione, quasi raddoppiato e oggi ha superato i 5,5 miliardi di euro. «Se mai riusciranno a finirlo, entrerà in esercizio con anni e anni di ritardo. In Italia, ammettiamo che riusciranno a finire almeno una centrale nucleare, che cosa avranno ottenuto?
Che a un prezzo esorbitante pagato dai cittadini, tra venti anni - forse - avremo un impianto che produrrà un inutile 3% del fabbisogno nazionale, inutile e in eccesso, per giunta, perchè già coperto dalle energie pulite. E’ l’insieme delle fonti rinnovabili che garantiranno all’Italia tutta l’elettricità che serve per i prossimi decenni. Abbiamo iniziato in ritardo rispetto agli altri paesi, ma ora anche l’Italia sta vivendo uno straordinario sviluppo delle energie rinnovabili. Solo nel 2008 è stata aumentata la produzione elettrica da fonti rinnovabili di una quantità pari a 10 terawattora.
Per avere un’idea, è la quantità di energia prodotta in un anno da una gigantesca centrale nucleare. Quest’anno, per la prima volta, gli investimenti sulle rinnovabili hanno superato quelli di tutte le altre fonti energetiche: è un segno che il mercato vuole le rinnovabili e non sa che farsene del nucleare». Poi, per quanto riguarda il lavoro che la costruzione di una centrale potrebbe offrire, l’ingegnere ha precisato che gli addetti che vengono utilizzati in Finlandia sono per lo più ingegneri francesi e manodopera specializzata, e solo una minima parte viene presa sul territorio. «Questo per sfatare chi - sostiene l’ecologista - vede il nucleare come una fonte di lavoro».
In conclusione l’ecologista Pierluigi Adami, coordinatore del circolo «Alex Langer degli Ecologisti Democratici» afferma che «oggi la parola chiave è: il nucleare non serve all’Italia. I dati parlano chiaro: il nucleare non conviene per produrre energia, è costosissimo e inquinante. Se lo faranno, sarà per privilegiare gli interessi di potenti lobby industriali, non certo per fare l’interesse degli italiani».
Quando si è toccato il territorio di Santa Croce come possibile sito, l’ingegnere lo ha escluso categoricamente: per mancanza di notevole quantità di acqua, per la sismicità del territorio e per un’inutile stravolgimento della naturalità e bellezza del territorio. Mentre per il probabile sito del basso Molise ha raccomandato, pur escludendolo a priori, a tutti i presenti di essere vigili perchè il problema è vivo e bisogna tenere alta l’attenzione.
E’ intervenuto tra l’altro il coordinatore regionale dell’Idv Caterina, poi Antonio Fasciano del «Comitato la città dei bambini» che si è detto disposto, qualora ce ne fosse bisogno, di portare centinaia, migliaia di persone a manifestare a Santa Croce contro il nucleare, e infine il presidente della Lega Sannita, Lorenzo Lommano, che nonostante si sia dichiarato assolutamente contrario all’istallazione di una centrale nucleare in Molise, ha ringraziato il Sindaco, Alberto Florio, che ha fatto riscoprire il tema del nucleare.

Antonio Petruccelli, Nuovo Molise oggi - 22/11/2009


E’ con ogni probabilità l’argomento che più fa notizia tra la popolazione di Santa Croce di Magliano in queste ultime settimane: c’è tanta gente che il nucleare proprio non lo vuole. E proprio a Santa Croce, dove il sindaco Florio ha ribadito la sua posizione favorevole all’energia atomica, come primo evento, il Comitato «Meglio attivi che radioattivi» contrario al nucleare organizza un incontro-formazione con l’ingegnere ed ecologista Pierluigi Adami. L’appuntamento è per questo pomeriggio alle 17 presso la sala consiliare del palazzo comunale di Santa Croce di Magliano. Il coordinamento regionale degli Ecologisti Democratici in una nota firmata da Piera Liberanome, Michele Petraroia, Roberto Donatone, Giovanni Severino e Tiziana D’Amico, esprime apprezzamento per le iniziative in programma oggi di contrasto all’ipotesi di ritorno al nucleare in Italia. Oltre a Piero Adami, componenti della direzione nazionale degli Ecodem che interverrà nell’iniziativa di Santa Croce, Don Fabio Corazzina, già responsabile di Pax Christi parlerà a Termoli. «A seguito di questi primi incontri a carattere informativo bisognerà intensificare - scrivono gli esponenti Ecodem - le iniziative di raccordo dei comitati, delle amministrazioni locali e delle associazioni contrarie all’insediamento di una centrale nucleare in Molise, per costruire insieme una mobilitazione popolare che scongiuri tale nefasta eventualità». (Nuovo Molise oggi, 20/11/2009)


L'Italia dei Valori sull'Energia dice: "si alle energie alternative ma con programmazione"
“L’Italia dei Valori è particolarmente attenta alla questione delle energie alternative: nei suoi punti di alternativa di Governo, l’IdV affronta proprio il tema dell’ambiente e della qualità della vita asserendo che è di assoluta importanza aumentare gli investimenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Questo passaggio però va affrontato con una programmazione politica seria, con criterio politico e con una analisi dei costi e dei benefici per i cittadini. Nella nostra regione tutto ciò non accade. Vige completa anarchia. Ogni Comune presente sul territorio molisano può liberamente decidere di organizzare, gestire e vocare il territorio ad una fonte energetica come l’eolico, le biomasse, l’energia solare ed altro. In pratica, ogni Comune decide per se: e questo è il frutto dell’assenza di qualsiasi tipo di programmazione energetica, dell’assenza di un piano razionale di sviluppo e gestione dell’energia alternativa” è quanto afferma Giuseppe Caterina, coordinatore regionale dell’IdV molisano.
“Quando mi riferisco all’anarchia prendo ad esempio il Comune di Santa Croce di Magliano dove il sindaco ha espressamente richiesto di istallare una centrale nucleare sul proprio territorio. Un territorio ad alta vocazione agricola potrebbe essere distrutto da scelte politiche prive di qualsiasi interesse pubblico. Può mai essere compiuta una scelta tanto assurda quanto irrazionale?
I cittadini cosa ne guadagnerebbero? L’Italia dei valori è assolutamente contraria all’energia nucleare – così come spiegato dall’on. Brutti, responsabile del dipartimento nazionale Ambiente, Territorio e Infrastrutture in occasione dell’incontro programmatico ed organizzativo di partito del 15 novembre scorso – ed è per questo che stasera saremo presenti all’incontro “Meglio attivi che radioattivi” per ribadire la nostra assoluta contrarietà alla possibilità di istallazione su suolo molisano di una centrale nucleare” “Contrai al nucleare e favorevoli alle energie pulite come quella eolica non significa però accettare qualsiasi forma o progetto di sviluppo di tale fonte alternativa. Occorre che la Regione si doti di un piano programmatico organizzativo che spieghi soprattutto ai cittadini quali sono i benefici che possono trarne.
Non è possibile che ogni Comune agisca senza alcun criterio ed obiettivo: il territorio molisano ha una sua vocazione agricola che può trasformarsi solo se a ricevere i benefici siano i cittadini, ad esempio vedendo ridotto l’importo delle bollette energetiche. Bisogna evitare a tutti i costi questa anarchia energetica: abbiamo 136 Comuni e non possiamo immaginare che un domani vi siano sul territorio molisano 136 impianti eolici senza sapere il fine, il perché e a chi giovi tutto questo. L’energia pulita, alternativa è un bene ma non bisogna mai perdere di vista il benessere e le economie per i cittadini, vero obiettivo della politica”.

 

 


manifesto


 

 

 

 

 

 



© Copyright www.santacroceonline.com - Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale.   

disclaimer