Santa Croce di Magliano, venerdì 27 novembre 2009

     

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il fatto


Silcra: antenne staccate a progetto finito
La connessione web nel cratere è tornata ad essere fantasma


 

COLLETORTO. "E' assurdo che possa accadere una cosa del genere. Ho contattato il numero verde della ditta che gestiva il servizio che mi ha semplicemente detto che le antenne sono state staccate perchè il periodo sperimentale era terminato e che avrei dovuto rivolgermi alla E.Crom di Ururi, la nuova ditta che dovrebbe gestire i collegamenti. Ma come, sono io privato a dover contattare queste ditte, il progetto non è pubblico, non è finanziato anche con i miei soldi? A cosa sono serviti i fondi spesi a comprare delle antenne per poi farle utilizzare da una ditta che su quelle antenne ci va a guadagnare?
Sì è vero che in questi anni non abbiamo pagato la connessione ad internet ma è anche vero che non abbiamo avuto gli altri servizi che pure ci avevamo promesso, il tutto perchè la nostra zona non è ancora raggiunta dalla linea adsl. Ho letto che l'amministrazione di Colletorto ha avviato le procedure per dare la gestione del servizio a questa nuova ditta, ma non si poteva evitare il distacco del servizio?"
Abbiamo raccolto le dichiarazioni di un cittadino di San Giuliano di Puglia, che come tanti altri che vivono nel cuore del cratere sismico (per inciso a Colletorto, Bonefro, San Giuliano e Santa Croce di Magliano) ormai da diversi giorni non riesce a collegarsi più ad internet perchè il progetto Silcra è terminato, o meglio, la fase sperimentale che ha consentito ai cittadini, anche pochi se vogliamo, di collegarsi alla rete a banda larga è finito e l'amministrazione fortorina solo in questi giorni sta provvedendo ad affidare il servizio ad altra ditta che naturalmente non lo potrà offrire gratis ma a pagamento.
Torna dunque d'attualità il progetto Silcra, quello per intenderci pagato ben oltre un milione di euro derivanti dall'ex articolo 15 che avrebbe dovuto portare nel cuore del cratere sismico, non soltanto una connessione veloce alla rete ma anche tutta una serie di servizi per la popolazione che poi in realtà sono rimasti quasi del tutto lettera morta. E così se da un lato la magistratura frentana ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco Antonio Mucciaccio e l'attuale primo cittadino Fausto Tosto, tra le altre cose, proprio per quanto non realizzato con i fondi del progetto Silcra, la cronaca registra in questi giorni una vicenda che potrebbe essere l'ennesima beffa per chi ha creduto e sperimentato la connessione a banda larga del servizio ed oggi, al contrario, si trova di fronte ad un ritorno alla preistoria informatica di una connessione analogica. Dal comune fortorino fanno sapere che è solo questione di qualche giorno e che tutto tornerà alla normalità. Dove normalità però deve intendersi che la nuova ditta proporrà agli attuali iscritti al progetto di firmare un nuovo contratto di fornitura del servizio a banda larga ad un costo, si spera concorrenziale.
"Non parlo di costi - ha aggiunto il cittadino di San Giuliano di Puglia - nessuno infatti credo, non voglia pagare la connessione, ma viviamo o meno in un libero mercato. Ed allora, forse è soltanto un'ipotesi irreale, se nessuno decidesse di sottoscrivere il contratto con la E.Crom, la ditta che mi è stata indicata come nuova fornitrice del servizio, del progetto Silcra cosa resterebbe, soltanto le antenne? Con i fondi pubblici spesi non era pensabile di sottoscrivere una convenzione con i più importanti gestori di comunicazione italiana per avviare un progetto per estendere anche al cratere la connessione veloce?"
Il progetto Silcra, al di là delle indagini condotte su delega della Procura di Larino dai militari della Guardia di Finanza frentana, fa ancora tanto discutere e crea problemi alla gente, quella stessa che aveva forse creduto erroneamente di poter finalmente uscire dalla preistoria informatica ed avere una linea veloce per il trasferimento dei dati e non solo. Dal canto suo, lo si ribadisce il Comune di Colletorto ha avviato, come detto, le procedure per l'affidamento ad una nuova ditta del servizio, ma per il momento la gente non può collegarsi, o meglio, lo può fare come se il Silcra non fosse mai esistito.
fonte: ennedieffe, Primo Piano Molise - 26/11/2009

foto: presentazione del progetto (luglio 2007)


Dopo il progetto sperimentale, il servizio diventerà a pagamento. L’amministrazione valuta le offerte

Colletorto, black-out informatico

Il passaggio di società comporterà lo stop alla connessione per alcuni giorni

COLLETORTO. La prossima settimana è previsto un blackout nei paesi che utilizzano la connessione ad internet partita con il progetto denominato “Silcra”. Le antenne saranno infatti disattivate per alcuni giorni per consentire il passaggio dalla società precedente a una nuova che offrirà il servizio di connessione a pagamento. A comunicarlo è l’assessore comunale alle Politiche Giovanili, Marco Verna, che sta seguendo tutte le procedure per limitare il più possibile i disagi per gli utenti. Il ‘passaggio’ si è reso necessario poichè il progetto sperimentale è terminato anche se la società ha erogato la banda anche per altri mesi e gli utenti si sono potuti connettere gratuitamente non solo a Colletorto ma pure per le utenze dei centri limitrofi.
Ora questo non è più possibile e, per questo, l’amministrazione comunale di Colletorto, proprietaria dell’infrastruttura tecnologica, dovrà siglare una convenzione scegliendo tra le offerte di varie società che hanno intenzione di fornire la connessione e, a seconda dei casi, anche servizi aggiuntivi.
Si tratta – in un certo senso – di una scelta obbligata, in quanto per fare un esempio, a Colletorto la connessione Adsl non è attivabile. Quindi – in mancanza delle antennine - bisognerebbe ricollegarsi con il sistema tradizionale, ossia il modem a 56k e le conseguenze del caso, basti pensare a una lumaca che deve percorrere cento metri.
Sembra incredibile ma è così. Il problema si chiama gap tecnologico, o anche arretratezza informatica. In attesa dell’Adsl (non è chiaro quando arriverà) ci sarà insomma solo questa opzione. O la si accetta oppure ci sarà sempre il modem e il cavetto telefonico, magari disattivando la visualizzazione delle immagini sulle pagine e accontentandosi solo del testo. Assurdo!
Nei prossimi giorni sarà comunicata la durata del “blackout” informatico, mentre l’amministrazione si appresta a scegliere la società che dovrà fornire il servizio, valutando una serie di offerte. Un dato è chiaro: internet si pagherà. Punto. Poi, arriverà nelle case dei cittadini una proposta contrattuale in cui saranno illustrati per filo e per segno i contenuti della convenzione e le opzioni disponibili. Si viaggerà, a quanto pare, anche più velocemente. Nessuna imposizione, ma una possibilità a costi di mercato.
Insomma, per chi è ormai abituato a navigare in maniera abbastanza spedita, si preannuncia una settimana di “passione”. Chiavette e modem alla mano per evitare almeno l’impossibilità di accedere alla rete delle reti. In questi giorni si tornerà ad assaporare l’arretratezza, colmata in questi anni in parte dalle antennine che ricevono il segnale e lo trasferiscono ai computer attraverso un cavo di rete o un router che diffonde il segnale senza fili. Il blocco si è reso necessario per motivi tecnici ma è chiara anche un’altra cosa: gli utenti diventeranno clienti veri e propri con i relativi diritti.

di Fabrizio Occhionero – Quotidiano del Molise - 15/11/2009

 

 


 


 

 

 

 



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