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COLLETORTO.
"E' assurdo che possa accadere una cosa del genere. Ho contattato
il numero verde della ditta che gestiva il servizio che mi ha
semplicemente detto che le antenne sono state staccate perchè il
periodo sperimentale era terminato e che avrei dovuto rivolgermi alla E.Crom
di Ururi, la nuova ditta che dovrebbe gestire i collegamenti. Ma
come, sono io privato a dover contattare queste ditte, il
progetto non è pubblico, non è finanziato anche con i miei soldi?
A cosa sono serviti i fondi spesi a comprare delle antenne per poi farle
utilizzare da una ditta che su quelle antenne ci va a guadagnare?
Sì è vero che in questi anni non abbiamo pagato la connessione ad
internet ma è anche vero che non
abbiamo avuto gli altri servizi che pure ci avevamo promesso,
il tutto perchè la nostra zona non è ancora raggiunta dalla linea
adsl. Ho letto che l'amministrazione di Colletorto ha avviato le
procedure per dare la gestione del servizio a questa nuova ditta, ma non
si poteva evitare il distacco del servizio?"
Abbiamo raccolto le dichiarazioni di un cittadino di San Giuliano di
Puglia, che come tanti altri che vivono nel cuore del cratere sismico
(per inciso a Colletorto, Bonefro, San Giuliano e Santa
Croce di Magliano) ormai da diversi giorni non riesce a
collegarsi più ad internet perchè il progetto Silcra è terminato, o
meglio, la fase sperimentale che ha consentito ai cittadini, anche pochi
se vogliamo, di collegarsi alla rete a banda larga è finito e
l'amministrazione fortorina solo in questi giorni sta provvedendo ad
affidare il servizio ad altra ditta che naturalmente non lo potrà
offrire gratis ma a pagamento.
Torna dunque d'attualità il progetto Silcra, quello per
intenderci pagato ben oltre un milione di euro derivanti dall'ex
articolo 15 che avrebbe dovuto portare nel cuore del cratere sismico,
non soltanto una connessione veloce alla rete ma anche tutta una serie
di servizi per la popolazione che poi in realtà sono rimasti quasi del
tutto lettera morta. E così se da un lato la magistratura frentana ha
chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco Antonio Mucciaccio
e l'attuale primo cittadino Fausto Tosto, tra le altre cose, proprio per
quanto non realizzato con i fondi del progetto Silcra, la cronaca
registra in questi giorni una vicenda che potrebbe essere l'ennesima
beffa per chi ha creduto e sperimentato la connessione a banda larga del
servizio ed oggi, al contrario, si trova di fronte ad un ritorno alla
preistoria informatica di una connessione analogica. Dal comune
fortorino fanno sapere che è solo questione di qualche giorno e che
tutto tornerà alla normalità. Dove normalità però deve intendersi
che la nuova ditta proporrà agli attuali iscritti al progetto di
firmare un nuovo contratto di fornitura del servizio a banda larga ad un
costo, si spera concorrenziale.
"Non parlo di costi - ha aggiunto il cittadino di San Giuliano di
Puglia - nessuno infatti credo, non voglia pagare la connessione, ma
viviamo o meno in un libero mercato. Ed allora, forse è soltanto
un'ipotesi irreale, se nessuno decidesse di sottoscrivere il contratto
con la E.Crom, la ditta che mi è stata indicata come nuova fornitrice
del servizio, del progetto Silcra cosa resterebbe, soltanto le antenne?
Con i fondi pubblici spesi non era pensabile di sottoscrivere una
convenzione con i più importanti gestori di comunicazione italiana per
avviare un progetto per estendere anche al cratere la connessione
veloce?"
Il progetto Silcra, al di là delle indagini condotte su delega della
Procura di Larino dai militari della Guardia di Finanza frentana, fa
ancora tanto discutere e crea problemi alla gente, quella stessa che
aveva forse creduto erroneamente di poter finalmente uscire dalla
preistoria informatica ed avere una linea veloce per il trasferimento
dei dati e non solo. Dal canto suo, lo si ribadisce il Comune di
Colletorto ha avviato, come detto, le procedure per l'affidamento ad una
nuova ditta del servizio, ma per il momento la gente non può
collegarsi, o meglio, lo può fare come se il Silcra non fosse mai
esistito.
fonte: ennedieffe, Primo Piano Molise - 26/11/2009

foto:
presentazione del progetto (luglio 2007)
Dopo il
progetto sperimentale, il servizio diventerà a pagamento. L’amministrazione
valuta le offerte
Colletorto,
black-out informatico
Il passaggio
di società comporterà lo stop alla connessione per alcuni giorni
COLLETORTO. La
prossima settimana è previsto un blackout nei paesi che utilizzano la
connessione ad internet partita con il progetto denominato “Silcra”.
Le antenne saranno infatti disattivate per alcuni giorni per consentire il
passaggio dalla società precedente a una nuova che offrirà il servizio di
connessione a pagamento. A comunicarlo è l’assessore comunale alle Politiche
Giovanili, Marco Verna, che sta seguendo tutte le procedure per limitare
il più possibile i disagi per gli utenti. Il ‘passaggio’ si è reso
necessario poichè il progetto sperimentale è terminato anche se la società ha
erogato la banda anche per altri mesi e gli utenti si sono potuti connettere
gratuitamente non solo a Colletorto ma pure per le utenze dei centri limitrofi.
Ora questo non è più possibile e, per questo, l’amministrazione comunale di
Colletorto, proprietaria dell’infrastruttura tecnologica, dovrà siglare una
convenzione scegliendo tra le offerte di varie società che hanno intenzione di
fornire la connessione e, a seconda dei casi, anche servizi aggiuntivi.
Si tratta – in un certo senso – di una scelta obbligata, in quanto per fare
un esempio, a Colletorto la
connessione Adsl non è attivabile. Quindi – in mancanza delle
antennine - bisognerebbe ricollegarsi con il sistema tradizionale, ossia il
modem a 56k e le conseguenze del caso, basti pensare a una lumaca che deve
percorrere cento metri.
Sembra incredibile ma è così. Il problema si chiama gap tecnologico, o anche
arretratezza informatica. In attesa dell’Adsl (non è chiaro quando arriverà)
ci sarà insomma solo questa opzione. O la si accetta oppure ci sarà sempre il
modem e il cavetto telefonico, magari disattivando la visualizzazione delle
immagini sulle pagine e accontentandosi solo del testo. Assurdo!
Nei prossimi giorni sarà comunicata la durata del “blackout” informatico,
mentre l’amministrazione si appresta a scegliere la società che dovrà
fornire il servizio, valutando una serie di offerte. Un dato è chiaro: internet
si pagherà. Punto. Poi, arriverà nelle case dei cittadini una proposta
contrattuale in cui saranno illustrati per filo e per segno i contenuti della
convenzione e le opzioni disponibili. Si
viaggerà, a quanto pare, anche più velocemente. Nessuna imposizione, ma una
possibilità a costi di mercato.
Insomma, per chi è ormai abituato a navigare in maniera abbastanza spedita, si
preannuncia una settimana di “passione”. Chiavette e modem alla mano per
evitare almeno l’impossibilità di accedere alla rete delle reti. In questi
giorni si tornerà ad assaporare l’arretratezza, colmata in questi anni in
parte dalle antennine che ricevono il segnale e lo trasferiscono ai computer
attraverso un cavo di rete o un router che diffonde il segnale senza fili. Il
blocco si è reso necessario per motivi tecnici ma è chiara anche un’altra
cosa: gli utenti diventeranno clienti veri e propri con i relativi diritti.
di
Fabrizio Occhionero – Quotidiano del Molise - 15/11/2009 |