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l'intervista Pasquale
Licursi intervista Erminia Gatti |
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Perché Erminia Gatti ha deciso da darsi alla politica? Fin da quando ero ragazzina, ho nutrito una grande attenzione nei confronti delle dinamiche politiche, un'attenzione che ritengo utile e importante per una partecipazione consapevole alla vita sociale, ai fatti di attualità e soprattutto per maturare un'opinione vigile e responsabile. Ho accettato la sfida della politica perché credo nel valore profondo della democrazia, e ritengo che una democrazia sana abbia bisogno anche di persone con una storia da raccontare, con una professionalità da mettere a disposizione della collettività, con una reputazione priva di ombre, con la passione civile per il proprio Paese ed il desiderio di rappresentarlo al meglio. Sono consapevole che si tratta di una sfida impegnativa ma anche di un impegno necessario, perché la politica è un compito che non si può eternamente delegare agli "altri": è una funzione nobile che gli elettori stessi, con il loro potere, conferiscono a chi li rappresenta. E quando la politica non funziona, quando i politici dimenticano l'origine del loro potere e si trasformano in specialisti del comando, quando il bene comune viene confuso con gli interessi particolaristici, i cittadini hanno il dovere e il potere di revocare il mandato. Cosa ha insegnato il voto delle primarie in Puglia? A mio parere il voto delle primarie in Puglia rappresenta in modo straordinario il senso di un correttivo democratico, alla distanza che ormai regna fra il sentire del corpo elettorale ed i disegni strategici dei partiti, partoriti nelle segrete stanze. Una distanza dev'essere colmata quanto prima da leader degni di questo nome, o l'antipolitica diventerà la vera protagonista delle Terza Repubblica. Per una città come Termoli quali sono e saranno le priorità vere? Termoli deve riappropriarsi della sua profonda identità: turistica, culturale, commerciale. Scelte sciagurate ormai risalenti, come quelle di politica industriale spinta e di uno sviluppo urbanistico privo di prospettiva hanno reso la nostra città ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti. Una città che sopravvive dignitosamente grazie alla operosità ed all'ingegno dei suoi abitanti, ma priva di una visione ambiziosa delle proprie potenzialità e del proprio sviluppo. Dunque, questione ambientale al primo posto: una riqualificazione che mette al primo posto la salute dei cittadini ed al tempo stesso offre una sostenibilità a fini turistici. Inoltre, è necessario lavorare alla pianificazione urbanistica strategica per lo sviluppo del territorio, di cui il p.r.g. rappresenta il primo passo. Terzo, dotare l'Amministrazione di una dirigenza competente, in grado di inserire Termoli nella rete della progettazione comunitaria diretta per quanto riguarda gli incentivi alle politiche sociali: cultura, innovazione, welfare, turismo. Come vede il Molise nei prossimi 10 anni? Il Molise che verrà fra 10 anni sarà scritto nelle prossime tornate elettorali, proprio a partire da quanto accadrà a Termoli, se riuscirà a riassumere una leadership politica forte ed effettiva per tutto il basso Molise, e poi con l'appuntamento regionale del 2011. Se avverrà la svolta che io mi auspico, oggi a Termoli e domani in Consiglio regionale, il Molise può sperare di diventare protagonista del proprio futuro: una regione in grado di produrre ricchezza puntando sulle proprie caratteristiche peculiari. Non occorre inventare ricette magiche di finanza più o meno creativa, scimmiottando modelli verso cui non siamo strutturati per competere. Turismo di nicchia, agricoltura di eccellenza legata ad uno stile di vita sostenibile a forte identità territoriale, innovazione e ricerca per i giovani, qualità del vivere sociale, programmati con senso di responsabilità per le sfide che il federalismo fiscale ci impegnerà a risolvere presto. Ma se questo cambiamento non ci sarà, il Molise che verrà sarà la naturale prosecuzione di quello che è oggi: un paese che invecchia, dove i giovani che partono per studiare scelgono di non tornare, con il più numeroso ed inefficiente apparato burocratico d'Italia per densità di popolazione, clientelare, poco competitivo, dove gli agricoltori piantano pannelli fotovoltaici invece che ortaggi, dove lo Zuccherificio incenerirà rifiuti anzichè produrre zucchero, dove le piccole e medie imprese continueranno a ricevere solo le briciole delle risorse pubbliche destinate a maxi-operazioni di piani industriali prive di un serio ritorno occupazionale ed economico sul territorio. Perché vi siete allontanati dall'IDV? Perchè ho preferito allontanarmi da una sigla che allontanarmi dalla vera ragione per cui ho scelto di fare politica attiva. Dovendo scegliere se stare dentro un bellissimo contenitore, dotato di una etichetta importante ma privo dei contenuti elencati in etichetta, oppure lavorare a quei contenuti a prescindere dall'etichetta, io non ho avuto dubbi. Quando ho parlato ai miei elettori IDV di legalità, questione morale, meritocrazia, ricambio generazionale nella classe dirigente, ci credevo in prima persona, non recitavo slogan. Il giorno in cui ho percepito il dubbio sull'attendibilità di quel messaggio, rispetto a singole scelte fatte, ho ritenuto necessario fare un passo indietro: l'ho ritenuto un fatto di coerenza sostanziale e personale. Per il resto, la mia riconoscenza ad Antonio Di Pietro ed il rispetto per lo sforzo messo in campo a livello nazionale per contrastare il berlusconismo imperante, sono un fatto notorio. Se lei fosse Sindaco di Termoli cosa farebbe come prima cosa? Mi applicherei seriamente, con tutti gli strumenti forniti dal tipo di studi che ho condotto (sono un avvocato specializzato in diritto amministrativo) alle priorità che ho elencato sopra per Termoli. Ambiente, piano strategico territoriale, programmazione specifica per i capitoli turismo e cultura. Ai suoi figli grandi dirà di restare in Molise o andare via? Dipende da come sarà il Molise fra 10 anni! Io mi sto impegnando in prima persona perchè i miei figli possano trovare una ragione di dignità e di orgoglio, nel restare in questa terra. E'questo l'augurio che faccio loro ed ai giovani che dovranno scegliere del proprio futuro: restare è un atto di amore verso una storia, familiare e sociale. Ma quando una classe politica non è in grado di garantire la più importante delle risorse, ossia la dignità della persona, mille volte meglio andar via. Secondo il suo parere ci sarà il nucleare in Regione? Non mi stupirei se il governo regionale, in continuità politica con quello nazionale, finisse per cedere alle lusinghe della fantomatica bontà e sicurezza dell'energia nucleare, in cambio dell'innegabile ricaduta finanziaria di una simile scelta. Non mi fido di questo governo regionale, la centrale Tubogas mi pare un esempio abbastanza evidente dell'affidabilità di coloro che a microfoni aperti hanno sempre detto "no". E cosa ne pensa appunto del nucleare? Io personalmente sono contraria, senza alcun dubbio. Ma mi rendo conto che possano esservi tesi scientificamente provate anche per i favorevoli. Noi molisani non dobbiamo dividerci strumentalmente sul "sì o no al nucleare". Dobbiamo dire "no al nucleare in Molise". E' una regione cha ha già pagato un tributo altissimo sotto il versante della produzione energetica, una centrale nucleare a Termoli renderebbe impossibile qualunque tipo di sviluppo sostenibile, e non solo della costa. Il Molise è una regione sufficientemente piccola perchè un'immagine compromessa o svuotata non si estenda automaticamente all'intero territorio. Il nucleare in Molise impedirebbe lo sviluppo di qualunque vocazione diversa, a partire da quella turistica. Senza contare, perchè lo ritengo sottinteso ed al primo posto di ogni priorità, la sicurezza per i cittadini, in termini di salute ed igiene ambientale. Cosa pensa di Michele Iorio? Che è uno degli ultimi veri animali politici (nel senso aristotelico del termine) sulla scena molisana e non solo. Un uomo in grado di amministrare un potere inimmaginabile, non solo economico, ma anche di influenza, tra i "suoi". Ho usato apposta questa parola perchè lo stuolo di personaggi politici che contornano Iorio danno spesso questa impressione: di essere "suoi", non dotati di alcuna autonomia. Dovessi citare qualche assessore o personaggio all'interno della sua maggioranza che si è distinto per l'originalità del proprio pensiero o per il coraggio di una scelta personale capace di incidere sulle scelte del capo, francamente non mi viene in mente. Iorio ha trasferito in politica le doti del medico che è: un chirurgo che non può permettersi di perdere lucidità, fa le diagnosi, sceglie il rimedio e interviene con mano ferma. Asporta, taglia, ricuce, a seconda dei casi: gli altri passano i ferri, somministrano anestetico, suturano ad intervento avvenuto, e poco altro. Ma Michele Iorio porta e porterà sempre la responsabilità di non aver utilizzato per il bene del Molise questo immenso potere, d'influenza ed economico: non dimentichiamolo, centinaia e centinaia di milioni di euro, transitati tra i fondi strutturali europei e quelli dell'emergenza, terremoto ed alluvione, di cui nessuno ha visto i riflessi sull'economia reale della Regione e sulla qualità della vita dei suoi abitanti. Sanità allo sfascio, occupazione in caduta libera, precariato giovanile ad uso e consumo delle pubbliche amministrazioni, operazioni incaute sulla politica industriale sono l'eredità che Michele Iorio lascia al suo successore (perchè io non credo che Michele Iorio sarà il prossimo governatore della Regione...) Non crede che esistano troppi compromessi che impediscono alla politica di essere decisiva nel territorio? Ne sono convinta. Il conflitto d'interessi, unito al mercimonio di poltrone, presidenze, commissioni, enti inutili, ha creato un cancro che sta intaccando i centri nevralgici della politica. Finchè l' economia, intesa come arricchimento senza scrupolo di alcuni a scapito di altri, e la politica non si staccheranno dall'abbraccio letale in cui si sono cacciate, sarà difficile tornare a pensare all'amministrazione come ad un 'attività degna di rispetto e credibilità. Come pensa di superare situazioni del genere? Distinguere i ruoli strettamente politici, o di competenza politica, da quelli di carattere tecnico. Più concorsi, più trasparenza nel reclutamento del personale di alta amministrazione. Più attenzione, però, anche da parte dell'opinione pubblica, che ormai è talmente assuefatta al malcostume politico che non si indigna più: e questo è un pessimo segnale. Riscoprire il valore della denuncia civile, pretendere il rispetto delle regole e non confondere i propri diritti con privilegi da elemosinare, sono i veri strumenti a disposizione dei cittadini per cambiare il corso delle cose. Lei
rappresenta sotto molti aspetti il volto nuovo della politica regionale e
dunque una speranza. Avverto quotidianamente l'affetto e la vicinanza della gente, e questo scalda il cuore. Certo, è una grossa responsabilità, ma la vivo con la serenità di sapere che mi sto impegnando per rappresentare la voce di tutti quelli che, proprio come me, credono che un futuro diverso sia possibile. Questa speranza è al tempo stesso la mia forza e l'obiettivo del mio impegno. Tra lavoro e politica come riesce a conciliare la sua vita privata? Ringraziando un marito straordinariamente comprensivo e tre figli meravigliosi che fanno festa quando mi vedono in tv o su un giornale! Per il resto, vivo sulla mia persona le lacune di una politica nazionale e locale disattenta alle pari opportunità, che non offre servizi e rende davvero difficoltosa la gestione di una famiglia per una donna che lavora (perchè ho anche la mia professione, oltre la politica...) Io ho il privilegio di avere alle spalle l'aiuto ed una famiglia presente, diversamente non sarebbero sufficienti neppure le lunghe nottate che molto spesso affronto per chiudere in tempo un atto o un intervento. Cosa augura ai molisani? Di riscoprire la rabbia e l'orgoglio, come direbbe Oriana Fallaci. Non tutto è perduto, se solo si tornerà a credere che il valore della democrazia sta nella partecipazione. E cosa si augura dalle prossime elezioni regionali? Che vinca una squadra, non una persona. Sogno una giunta guidata da un Presidente giovane e preparato (se ad Obama bastano 50 anni per guidare la più grande potenza del mondo...) ed una squadra di assessori che rappresentano, ognuno per il proprio settore, una storia di eccellenza. Ed un Molise che finalmente riprende a camminare sulla proprie gambe, senza stampelle truccate. Il suo
sogno vero? Intervista di Pasquale Licursi |
foto: archivio SantaCroceOnLine |
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