|
A volte,
quando vado in alcuni tra i più grandi comuni del Molise, grandi per modo
di dire con i loro appena cinquemila abitanti, penso subito a Santa Croce di
Magliano che fino a ieri i cinquemila abitanti li superava, il mio paese,
quello dove ho trascorso gli anni più belli della mia vita.
I cinquemila
abitanti di ieri, oggi, sono solo un ricordo, null'altro, consapevole che il
declino ormai è inarrestabile, irreversibile.
Nel 2032 Santa Croce di
Magliano avrà a malapena duemila e seicento abitanti, nient'altro. E la
rabbia prende sempre il sopravvento, pensando a quello che i tanti politici
non sono riusciti a dare ad un popolo dalla schiena dritta, gente tutta d'un
pezzo, gente laboriosa, grandissimi lavoratori, in tanti emigranti.
E
tutt'ora lo sono, in tanti ancora emigranti, inarrestabili. La rabbia
pervade il mio cuore, pensando ai tanti amministratori che nei decenni si
sono succeduti e poco o nulla hanno fatto per questo popolo, per il paese,
se non per aggiustare un marciapiede, un pezzo di rete fognaria, un gradino,
una mezza fontana. Poi, quasi nulla se non la solita liturgia, la solita
litania, la solita "nuvera".
La politica strumentalmente ha preso
sempre il sopravvento sui servizi, sugli interventi in favore dei cittadini.
Da sempre, comunisti per modo di dire da una parte, gli altri, i
"diversi" dall'altra parte, mentre a rimetterci è stato sempre il
popolo. L'importante non era il lavoro per tutti, ma la festa del 1°
maggio. Sempre e solo polemica politica. E basta, smettetela. Poi penso ai
tanti furbacchioni che sulle spalle di questa brava gente dalla schiena
dritta, si è arricchita, penso ai vari sciacalli che hanno fatto soldi a
palate anche se facevano finta e vedere agli altri che non avevano neanche
il pane per campare.
Si vergognassero, perché la politica è ben altra
cosa, si vergognassero nella consapevolezza che se il popolo di Santa Croce
di Magliano ha la schiena dritta, loro hanno la memoria corta, buoni solo a
fare polemiche, a dire bugie su bugie, a criticare, a fare sempre i primi
della classe.
Santa Croce merita ben altro che una nutrita comunità di
emigranti in Canada, a Toronto, ben altro dei tantissimi padri di famiglia
che cominciano settimanalmente a riprendere la via della Romagna, ben altro
che i tromboni sul Casale.
Santa Croce di Magliano, dai politici merita ben
altro delle solite pacche sulle spalle, merita lavoro per i giovani
disoccupati, lavoro per i disoccupati, aiuti per le piccole imprese, per le
aziende agricole, merita meno droga e meno alcol. Santa Croce merita tutto
questo? Penso di si. Viva Santa Croce di Magliano.
Santa Croce
di Magliano, 8 febbraio 2010
Lorenzo Lommano |