Santa Croce di Magliano, lunedì 08 febbraio 2010

     

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privatizzazione acqua << 1/15 febbraio << 2010 << home

 

 

 

riceviamo e pubblichiamo


Antonio Martino del locale coordinamento PRC, chiede all’amministrazione comunale di Santa Croce di rendere noto alla cittadinanza quale strada si è o s’intende intraprendere per prevenire i rischi soprattutto economici derivanti alle tasche dei cittadini dalla Privatizzazione dell’Acqua DL 135/2009 – Decreto Ronchi


 

 

In tutt’Italia, come persino nella vicina Larino già da qualche mese con apposita delibera, facilmente reperibile, a sostegno della gestione pubblica, continua la mobilitazione per bloccare il processo di privatizzazione del bene Acqua voluto dal governo in carica con l’approvazione del Decreto Ronchi D. L. 135/2009 lo scorso novembre.

Ricordiamo che il decreto in questione definisce l'acqua, non più bene pubblico essenziale bensì “servizio a rilevanza economica” e prevede l'obbligo di affidarne la gestione ai privati.

Tale provvedimento è un vero e proprio attacco alla democrazia perché sottrae ai cittadini e alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi multinazionali.

Gli effetti della privatizzazione sono ormai noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe sono aumentate fino al 400%!) e mancati investimenti per la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo.

I segnali di resistenza che provengono dalla società civile e dalle realtà locali sono molto incoraggianti, molti comuni italiani, ai quali spero presto, ove non lo abbia già fatto, voglia accodarsi anche il nostro, stanno avviando l’iter per inserire nei propri Statuti un articolo che definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio pubblico locale privo di rilevanza economica”.

Il meccanismo truffaldino adottato in città quali Latina in cui la privatizzazione è già realtà da diversi anni sembra essere il seguente: la legge prevede che al  privato/gestore debba essere garantito il pareggio, il privato/gestore, specie nelle aree poco appetibili economicamente, (quali il Molise), spesso opera in regime di monopolio ragion per cui le tariffe determinate dall’ente pubblico, “stranamente” sembrano non essere mai sufficienti a coprire i costi sostenuti già solo per la semplice gestione ordinaria del servizio, a quel punto, il privato gestore, stante il regime di monopolio, paradossalmente giustificato dal meccanismo sottostante la legge, obbliga le amministrazioni ad aumentare le tasse a scapito dei cittadini tanto più ove, come naturale, si rendano necessarie opere di ristrutturazione o ammodernamento che esulano dalla ordinaria amministrazione.

La dissennata privatizzazione dei servizi pubblici, sta già producendo risultati catastrofici, emblematico a questo riguardo è sicuramente quanto accaduto ad Aprilia nel 2005, dove la gestione della distribuzione dell’acqua da parte della società Acqualatina, partecipata al 46,5% dalla multinazionale francese Veolia, ha comportato incrementi delle bollette nell’ordine del 300%, determinando una vera e propria sollevazione popolare da parte di oltre 4000 famiglie che si rifiutano di sostenere in silenzio un salasso di questo genere.

Santa Croce di Magliano, 08 Febbraio 2010

Antonio Martino
Coordinamento Territoriale PRC

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