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CAMPOBASSO.
Non sono più consentiti gli interventi di riparazione funzionale, o meglio,
lo saranno solo se l'effettuazione dei lavori consentirà di conseguire un
miglioramento o adeguamento sismico dell'immobile non inferiore al novanta
per cento del contributo ammesso.
Questo, il contenuto dell'ultimo decreto
firmato, lo scorso 28 gennaio, dal presidente della regione Michele Iorio
nella sua qualità di commissario delegato alla ricostruzione post sisma.
Un
decreto pervenuto, soltanto nelle scorse ore, alle singole amministrazioni
dell'area del cratere che da subito avrebbero evidenziato alcuni problemi
legati proprio alla pratica attuazione del nuovo provvedimento che giunge a
sette anni dall'evento sismico e dunque potrebbe comportare non pochi
problemi alle strutture comunali che, è vero le pratiche di riparazione
funzionale sono quasi del tutto esaurite, comunque, vuoi per i ritardi nei
finanziamenti, vuoi per cause diverse, devono ancora approvare centinaia di
pratiche dei cosiddetti ventimila euro. Leggendo il decreto si coglie il
perchè di una nuova e simile statuizione.
Infatti, nelle premesse si
chiarisce che le modifiche apportate alla normativa di riferimento sono
state indotte dalla necessità di dare precedenza "agli interventi che
ottengono un miglioramento od adeguamento sismico contribuendo ad elevare la
sicurezza del patrimonio edilizio privato".
Ma cosa cambia in realtà.
Ebbene, dopo aver decretato, all'articolo 1 che 'non sono più consentiti
gli interventi di riparazione funzionale sugli immobili privati ad uso
abitativo e/o sedi di attività produttive, comprese quelle agricole,
all'articolo 2 si specifica che "gli interventi di riparazione
funzionale in corso alla data del presente provvedimento e quelli inseriti
nelle apposite graduatorie comunali ad esaurimento la cui domanda di
contributo è stata presentata entro e non oltre il 15 settembre 2003 ed
entro e non oltre il 2 novembre 2004 per i PES dei Comuni del cratere
sismico non ancora cantierati alla data di emanazione del presente decreto
possono essere finanziari purchè pervengano. comunque, ad un miglioramento
sismico, con una quota percentuale di lavori di tipo strutturale,
comprensivi delle opere di finitura strettamente connesse, non inferiore al
novanta per cento del contributo ammissibile.
Il tutto, poi come specificato
nel terzo articolo, a fronte di una perizia giurata da parte del direttore
dei lavori. In buona sostanza il nuovo decreto sembra sancire un nuovo
principio, diverso da quello che era sotteso alla concessione dei fondi per
le riparazioni funzionali, in quanto se in questi anni i fondi sono stati
spesi per riparare anche piccole lesioni provocate dal sisma, oggi per
utilizzare tali fondi, che a conti fatti sono poco meno di 14mila euro,
tolte le spese e l'Iva, i proprietari dovranno effettuare soltanto lavori
che faranno conseguire all'immobile un miglioramento sismico e dunque non
saranno ammessi lavori che tale connotazione non hanno. Nei prossimi giorni
si chiarirà meglio il reale contenuto del decreto che se dovesse essere
interpretato sic et simplicter potrebbe far sorgere dei problemi di parità
di trattamento tra coloro che hanno avanzato richiesta di riparazione
funzionale e per cause diverse, compreso il fatto che la stessa struttura
commissariale non ha ancora finanziato le opere, non li ha ancora eseguiti e
chi, al contrario, in questi anni ha potuto riparare le lesioni leggere
provocate dal sisma alla propria abitazione senza le limitazioni del nuovo
decreto.
fonte:
Primo Piano Molise |