Santa Croce di Magliano, sabato 06 febbraio 2010

     

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Stop alle riparazioni funzionali | L’ultimo decreto firmato da Iorio prevede lavori solo per migliorie o adeguamenti dell’immobile non inferiore al 90% del contributo


 

CAMPOBASSO. Non sono più consentiti gli interventi di riparazione funzionale, o meglio, lo saranno solo se l'effettuazione dei lavori consentirà di conseguire un miglioramento o adeguamento sismico dell'immobile non inferiore al novanta per cento del contributo ammesso.
Questo, il contenuto dell'ultimo decreto firmato, lo scorso 28 gennaio, dal presidente della regione Michele Iorio nella sua qualità di commissario delegato alla ricostruzione post sisma.
Un decreto pervenuto, soltanto nelle scorse ore, alle singole amministrazioni dell'area del cratere che da subito avrebbero evidenziato alcuni problemi legati proprio alla pratica attuazione del nuovo provvedimento che giunge a sette anni dall'evento sismico e dunque potrebbe comportare non pochi problemi alle strutture comunali che, è vero le pratiche di riparazione funzionale sono quasi del tutto esaurite, comunque, vuoi per i ritardi nei finanziamenti, vuoi per cause diverse, devono ancora approvare centinaia di pratiche dei cosiddetti ventimila euro. Leggendo il decreto si coglie il perchè di una nuova e simile statuizione.
Infatti, nelle premesse si chiarisce che le modifiche apportate alla normativa di riferimento sono state indotte dalla necessità di dare precedenza "agli interventi che ottengono un miglioramento od adeguamento sismico contribuendo ad elevare la sicurezza del patrimonio edilizio privato".
Ma cosa cambia in realtà. Ebbene, dopo aver decretato, all'articolo 1 che 'non sono più consentiti gli interventi di riparazione funzionale sugli immobili privati ad uso abitativo e/o sedi di attività produttive, comprese quelle agricole, all'articolo 2 si specifica che "gli interventi di riparazione funzionale in corso alla data del presente provvedimento e quelli inseriti nelle apposite graduatorie comunali ad esaurimento la cui domanda di contributo è stata presentata entro e non oltre il 15 settembre 2003 ed entro e non oltre il 2 novembre 2004 per i PES dei Comuni del cratere sismico non ancora cantierati alla data di emanazione del presente decreto possono essere finanziari purchè pervengano. comunque, ad un miglioramento sismico, con una quota percentuale di lavori di tipo strutturale, comprensivi delle opere di finitura strettamente connesse, non inferiore al novanta per cento del contributo ammissibile.
Il tutto, poi come specificato nel terzo articolo, a fronte di una perizia giurata da parte del direttore dei lavori. In buona sostanza il nuovo decreto sembra sancire un nuovo principio, diverso da quello che era sotteso alla concessione dei fondi per le riparazioni funzionali, in quanto se in questi anni i fondi sono stati spesi per riparare anche piccole lesioni provocate dal sisma, oggi per utilizzare tali fondi, che a conti fatti sono poco meno di 14mila euro, tolte le spese e l'Iva, i proprietari dovranno effettuare soltanto lavori che faranno conseguire all'immobile un miglioramento sismico e dunque non saranno ammessi lavori che tale connotazione non hanno. Nei prossimi giorni si chiarirà meglio il reale contenuto del decreto che se dovesse essere interpretato sic et simplicter potrebbe far sorgere dei problemi di parità di trattamento tra coloro che hanno avanzato richiesta di riparazione funzionale e per cause diverse, compreso il fatto che la stessa struttura commissariale non ha ancora finanziato le opere, non li ha ancora eseguiti e chi, al contrario, in questi anni ha potuto riparare le lesioni leggere provocate dal sisma alla propria abitazione senza le limitazioni del nuovo decreto.

fonte: Primo Piano Molise

 

 

 

 


fonte: Primo Piano Molise


 

 

 

 



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