Santa Croce di Magliano, sabato 29 gennaio 2010

     

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attualità


Senato approva disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia
Comunicato sul sito della Lipu di Casacalenda: "Grave attacco alla Natura, fermiamoli!"


 

Dal Senato della Repubblica sta per partire uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia, firmato dal senatore Franco Orsi.
Caccia a 16 anni, animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.

Ecco una parte della lista degli orrori (versione integrale su http://www.enpa.it/it/uffici/Proposta_157_Orsi.pdf ):

  • Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna: l’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!

  • Scompare la definizione di specie superprotette: animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.

  • Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione: un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.

  • Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente: sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti!!! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i cardellini, i pettirossi…

  • 700 mila imbalsamatori: i cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?

  • Mortificata la ricerca scientifica: l’Autorità scientifica di riferimento per lo Sato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.

  • Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili: un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!

  • Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!

  • Licenza di caccia a 16 anni: invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!

  • Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West.

  • Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili: non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!

  • Caccia con neve e ghiaccio: si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.

  • Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette (e non solo) legate per zampe e ali e utilizzate come esca!

  • Ridotta la vigilanza venatoria: le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Il Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa riduce la vigilanza!

  • Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale: le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.

Una proposta di legge che lascia senza parole ma mai come oggi è necessario parlare: per far sì che questo incubo non diventi realtà!

Firmiamo l’appello sul sito www.lipu.it dove troverete anche interessanti aggiornamenti.

Partecipate ai sondaggi che diversi organi di stampa propongono (attenzione! Segnalateci quelli “taroccati”).

Se siete iscritti a Facebook aderite ai gruppi contro la caccia selvaggia (oltre a quello dell’Oasi LIPU di Casacalenda).

In poche parole Fermiamoli!!!

http://www.lipumolise.altervista.org/


AMICI DELLA TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, FARE VERDE, GREENPEACE, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, VAS, WWF ITALIA

COMUNICATO STAMPA

CACCIA, IRA DELLE ASSOCIAZIONI PER L’APPROVAZIONE DI CACCIA NO LIMITS

“Decisione vergognosa. Presi in giro milioni di italiani.
Ora risposte da Ronchi e Berlusconi”.
Comincia la mobilitazione per battaglia epocale alla Camera

“Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono prima di tutto”.
E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni all’approvazione dell’articolo 38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.
“E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione in cui l’Italia si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un identico emendamento nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all’anno, per giunta facendo ingresso nei terreni privati.
“Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.
“Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali, comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di caccia alle specie protette.
“Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda dall’approvazione di un subemendamento presentato come “soluzione” ma che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata e sul quale, a leggere le ultimissime agenzie, persino il ministro Prestigiacomo dichiara di aver subito un raggiro.
“Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90% di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria. E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che si è assunto la responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti, animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.
“Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito la mobilitazione, sarà epocale”.

28 gennaio 2010


Caccia, SONO 34 le specie di uccelli interessate dalla norma

BECCACCIA, QUAGLIA, ALLODOLA E ALTRE A RISCHIO ABBATTIMENTO FUORI STAGIONE

Oltre la metà (18) delle specie cacciabili versano in cattivo stato di conservazione. LIPU: “Al Governo è sfuggita di mano la situazione. Nell’anno della biodiversità è un fatto gravissimo”

"Sono 34 le specie di uccelli interessate dalla norma “caccia no limits” che rischiano di essere abbattute fuori stagione”. Lo rende noto la LIPU-BirdLife Italia a proposito dell’approvazione dell’articolo 38 della legge comunitaria, che cancella per tutte le specie cacciabili, tranne sei specie di mammiferi, i limiti attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).

Tra queste specie, ben 18 (vedasi Scheda allegata e il sito www.lipu.it ) si trovano in cattivo stato di conservazione. Specie come la Beccaccia, che si riproduce nei paesi nordici, la Quaglia, in declino per via della distruzione dell’habitat, l’Allodola (già utilizzata come richiamo vivo nell’attività venatoria) e molte specie di anatre tra cui la Canapiglia e il Codone, già oggi cacciate in periodo di migrazione prenuziale.

A beneficio di tali specie dovrebbero essere fin da subito decise e applicate nuove e più serie misure di tutela, tra cui una migliore conservazione degli ambienti naturali, il divieto assoluto di caccia durante le fasi di riproduzione e migrazione e una dura lotta all’ancora diffuso fenomeno del bracconaggio.

“E’ gravissimo - dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU - che nell’anno internazionale della biodiversità il primo provvedimento assunto dall’Italia rischi di essere la libera deroga ai calendari venatori. Ciò in un paese dalla posizione geografica di grande importanza per le popolazioni di uccelli di tutta Europa, e al contempo estremamente vulnerabile sotto il profilo ambientale. Una situazione sfuggita di mano al Governo, che probabilmente aprirà scenari completamente nuovi nell’opposizione del mondo ambientalista, animalista e dell’opinione pubblica nei confronti della caccia”.

SCHEDA

34 le specie di uccelli soggette all’estensione della stagione venatoria

Tra queste, ecco le più a rischio secondo il Rapporto Birds in Europe II di BirdLife International (testo di riferimento della Commissione europea)

  • Canapiglia (Anas strepera)
    La Canapiglia è un’anatra che nidifica nell’est europeo, soprattutto in Russia dove si stimano 55.000 – 85.000 coppie, in Italia si stima la presenza di 50 – 100 coppie nidificanti. In Italia la popolazione stimata svernante, proveniente dall’est Europa, varia da 6.000 a 8000 individui.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di nidificazione e alimentazione, prelievo venatorio, uccisioni illegali, disturbi antropici.
    La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della migrazione prenuziale.

  • Codone (Anas acuta)
    Il Codone è un’anatra presente in tutta Europa, la cui stragrande maggioranza delle coppie (150.000 – 300.000) nidifica in Russia, pochissime invece quelle presenti in Italia.
    La popolazione svernante in Italia è stimata in 6.000 – 8.000 individui.
    Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di svernamento e alimentazione, contaminazione da metalli pesanti, disturbo antropico.
    La specie è attualmente oggetto di prelievo nel periodo venatorio della migrazione prenuziale.

  • Marzaiola (Anas querquedula)
    La Marzaiola è un’anatra presente prevalentemente nell’est europeo , si stimano 570.000 – 960.000 coppie in Russia, mentre in Italia la specie è estremamente localizzata nel nord Italia con 350 – 500 coppie. Poiché la specie sverna soprattutto nelle regioni africane, in Italia la Marzaiola è essenzialmente presente durante la migrazione post riproduttiva e durante la migrazione prenuziale.
    Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di nidificazione e alimentazione,meccanizzazione agricola nei siti riproduttivi, uccisioni illegali in primavera, avvelenamento da metalli pesanti.

  • Mestolone (Anas clypeata)
    Il Mestolone è presente in Europa in prevalenza in Russia con 65.000 – 95.000 coppie. In Italia si stimano 150 – 200 coppie per lo più concentrate in Emilia Romagna e Veneto. La popolazione svernante in Italia è stimata in 15.000 – 25.000 individui.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di nidificazione e alimentazione, disturbi antropici nelle aree africane di svernamento.

  • Moriglione (Aythya ferina)
    Specie diffusa in tutta Europa con una popolazione stimata di 230.000 - 330.000 coppie, in Italia la specie è presente con una popolazione nidificante stimata in 300 – 400 coppie.
    La popolazione svernante è invece stimata in 30.000 – 45.000 individui.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di nidificazione e svernamento, contaminazione da metalli pesanti, disturbi antropici.

  • Moretta (Aythya fuligula)
    La Moretta è un’anatra presente in tutta Europa e di cui circa la metà della popolazione nidificante è presente in Russia (395.000 – 490.000 coppie), anche in Italia è presente come nidificante con una 40 – 50 coppie stimate.
    La popolazione svernante è stimata invece in 5.000 – 8.500 individui.
    Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di nidificazione e svernamento, prelievo venatorio, uccisioni illegali, disturbi antropici.

  • Fagiano di monte (Tetrao tetrix)
    Specie presente soprattutto in Russia e nella Penisola Scandinava, in Italia è presente lungo l’arco Alpino, con una popolazione stimata fra le 8.000 e le 12.000 coppie.
    Principali minacce: la specie è in costante decremento a causa delle alterazioni ambientali, dal prelievo venatorio e dal disturbo antropico nel periodo della riproduzione.

  • Pernice rossa (Alectoris rufa)
    La specie è presente in Europa, ma soggetta ad un costante declino in tutto il suo areale.
    La popolazione italiana è stimata in 1500 - 2000 coppie distribuite lungo l’Appennino settentrionale e nell’Arcipelago Toscano.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo venatorio, uccisioni illegali. Un ulteriore problema per la conservazione di questa specie è legato alle immissioni e ai ripopolamenti a scopo venatorio che utilizzando individui allevati non garantiscono la necessaria qualità genetica per la conservazione delle popolazioni autoctone italiane.

  • Pernice sarda (Alectoris barbara)
    Specie presente in Europa in alcune aree del Mediterraneo con una popolazione stimata di 3.700 – 11.000 coppie. In Italia la specie è presente esclusivamente in Sardegna con una popolazione stimata fra le 5.000 e le 10.000 coppie.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a ripopolamenti a scopo venatorio.

  • Coturnice (Alectoris graeca)
    La specie è presente in Europa soprattutto in Italia e nell’area dei Balcani, la popolazione stimata presente nel nostro paese è di 20.000 – 40.000 esemplari presenti nell’arco Alpino, in alcune aree dell’Appenino centrale e meridionale e in Sicilia.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a ripopolamenti a scopo venatorio.

  • Quaglia (Coturnix coturnix)
    Specie presente in tutta Europa, in modo particolare nella zona orientale, in Italia la specie è diffusa lungo tutta la pernisola. La quaglia è presente durante il periodo riproduttivo, durante la migrazione post riproduttiva verso i quartieri di svernamento in Africa e durante la migrazione prepuziale dall’Africa verso i siti di nidificazione in Europa.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a ripopolamenti a scopo venatorio.

  • Pavoncella (Vanellus vanellus)
    La pavoncella è distribuita in tutta Europa, il principale areale di nidificazione è soprattutto il nord - est europeo. In Italia è stimata la presenza di 1.500 – 2.500 coppie concentrate soprattutto nelle regioni settentrionali. La consistenza più numerosa di uccelli si verifica nel periodo autunno – invernale quando la specie attraversa il nostro paese durante la migrazione, mentre si stima una popolazione svernante di circa 100.000 individui.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, agricoltura intensiva, disturbo antropico. Inoltre in Italia la specie viene anche catturata per essere utilizzata come richiamo vivo.

  • Combattente (Philomachus pugnax)
    Il combattente è presente in tutta Europa con la maggior parte delle coppie presenti in Russia e nella Penisola Scandinava. In Italia la specie non nidifica ma è regolarmente presente durante la migrazione, post riproduttiva e prepuziale, mentre si stima una popolazione svernante di 100 – 200 individui.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, saturnismo, prelievo e disturbo venatorio.
    La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della migrazione prenuziale.

  • Frullino (Lymnocryptes minimus)
    Specie diffusa nell’est europeo con la maggior parte delle coppie presenti in Russia (10.000 – 100.000), in Italia è presente come specie svernante e durante il periodo della migrazione.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo e disturbo venatorio.

  • Beccaccia (Scolopax rusticola)
    Specie diffusa nell’est europeo con la maggior parte delle coppie presenti in Russia, in Italia la specie è nidificante scarsa e molto localizzata (Alpi e Appennino settentrionale). Le presenze maggiori si registrano maggiormente nel periodo della migrazione e soprattutto nel periodo invernale.
    Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat di riproduzione e alimentazione, prelievo e disturbo venatorio, uccisioni illegali.
    La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della migrazione prenuziale.

  • Beccaccino (Gallinago gallinago)
    Il beccaccino è presente in tutta Europa, il principale areale di nidificazione è soprattutto il nord - est europeo, in Italia invece nidifica solo occasionalmente nelle regioni settentrionali. Le presenze maggiori si registrano durante la migrazione e nel periodo invernale con una popolazione svernante stimata di circa 15.000 individui.
    Principali minacce: distruzione ed inquinamento dell’habitat di sosta e alimentazione, prelievo e disturbo venatorio, uccisioni illegali.

  • Tortora (Streptopelia turtur)
    Specie diffusa in tutta Europa come nidificante, l’ areale di svernamento è invece compreso in Africa nella zona del Sahel. In Italia è migratrice e nidificante con una popolazione stimata in 150.000 – 300.000 coppie, la popolazione di uccelli in migrazione più consistente si registra tra aprile – maggio e agosto – settembre.
    Principali minacce: distruzione ed inquinamento dell’habitat riproduzione e alimentazione, uso di pesticidi, prelievo e disturbo venatorio, uccisioni illegali in primavera.

  • Allodola (Alauda arvensis)
    L’allodola è presente in tutta Europa come specie nidificante e svernante. In Italia la specie è presente sia come nidificante sia come svernante, oltre ad essere registrata come specie migratrice soprattutto nel periodo autunnale.
    Principali minacce: distruzione e modifica dell’habitat, soprattutto in relazione all’adozione delle monocolture intensive, uso di pesticidi, catture illegali, pressione venatoria. Inoltre in Italia la specie viene anche catturata per essere utilizzata come richiamo vivo. Ulteriore problema legato all’attività venatoria è l’elevatissimo rischio di confusione con specie simili protette come ad esempio la Calandra (Melanocorhypha calandra) e la Tottavilla (Lullula arborea).


IL CASO
Caccia, libertà di deroga
| Prestigiacomo: "Colpo di mano"
Approvato al Senato un emendamento all'articolo 38 del ddl Comunitaria
I Verdi: "Una vergogna internazionale, è licenza di uccidere"

ROMA - La stagione della caccia rimane di cinque mesi ma solo per alcuni mammiferi: il governo dà alle Regioni libertà di deroga per gli uccelli migratori e altre specie. Il Senato ha approvato l'emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l'articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari "possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio". I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni, compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.

Durante l'esame in commissione politiche dell'Unione europea, i senatori hanno introdotto alcune modifiche alla normativa relativa alla caccia dell'avifauna, cancellando i paletti temporali finora in vigore. Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene però specificato nell'emendamento votato in Aula, sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell'Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) "ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche".

"La maggioranza al Senato, votando l'articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione": afferma il senatore Pd Roberto Della Seta.

Sull'Italia pende un pesante contenzioso con l'Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori. Il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo contesta l'approvazione dell'emendamento: "Avevamo raggiunto un faticoso accordo, questo voto rappresenta un colpo di mano".

In rete intanto si allarga il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono.

Ieri un emendamento presentato dal centrodestra per la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione aveva sollevato le aspre critiche degli ambientalisti e del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.

"Il Senato ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei cacciatori - ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento, ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera".

Sul testo votato a Palazzo Madama c'è stato qualche dissenso anche all'interno della maggioranza. Il senatore del Pdl Franco Orsi ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, il leghista Sandro Mazzatorta ha detto che avrebbe preferito mantenere il testo della Commissione che rinviava a Regioni e Province la definizione dei termini temporali.

fonte: www.repubblica.it

 


 


 

 

 

 



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