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Dal
Senato della Repubblica sta per partire uno dei più gravi attacchi alla
Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa
sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia,
firmato dal senatore Franco Orsi.
Caccia a 16 anni, animali usati come zimbelli, caccia nei parchi,
riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti
vaganti e tante altre nefandezze. La legge 157/1992, l’unica legge che
tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere
fatta a pezzi.
Ecco una
parte della lista degli orrori (versione integrale su http://www.enpa.it/it/uffici/Proposta_157_Orsi.pdf
):
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Sparisce l’interesse
della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna: l’Italia
ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici,
alla cui tutela non è più interessato!
-
Scompare la
definizione di specie superprotette: animali come il Lupo, l’Orso, le
aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non
godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa
comunitaria e internazionale.
-
Si apre la
caccia lungo le rotte di migrazione: un fatto che arrecherà grande
disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il
delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
-
Totale
liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli
uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne
altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con
limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente: sarà
possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli
anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un
certificato. Uno per tutti!!! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non
cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i
fringuelli, i cardellini, i pettirossi…
-
700 mila
imbalsamatori: i cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti,
senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati
senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare
illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
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Mortificata
la ricerca scientifica: l’Autorità scientifica di riferimento per lo
Sato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia
di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti
regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e
comunitaria.
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Si apre la
caccia nei parchi a specie non cacciabili: un’incredibile formulazione
del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle
specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!
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Saranno
punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!
Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come
se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi
sereni, fosse un reato!
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Licenza di
caccia a 16 anni: invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i
fucili!
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Liberalizzato
lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un
articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi
di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più
elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”.
Un vero e proprio Far West.
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Leggi
regionali per cacciare specie non cacciabili: non sono bastate quattro
procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due
sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà la
possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo
con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
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Caccia con
neve e ghiaccio: si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio,
cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo,
rifugio, calore.
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Ritorno all’utilizzo
degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette (e non solo) legate
per zampe e ali e utilizzate come esca!
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Ridotta la
vigilanza venatoria: le guardie ecologiche e zoofile non potranno più
svolgere vigilanza! Il Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti
d’Europa riduce la vigilanza!
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Cancellato
l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale: le
associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte
da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana,
viene del tutto estromessa.
Una
proposta di legge che lascia senza parole ma mai come oggi è necessario
parlare: per far sì che questo incubo non diventi realtà!
Firmiamo l’appello sul sito www.lipu.it
dove troverete anche interessanti
aggiornamenti.
Partecipate ai
sondaggi che diversi organi di stampa propongono (attenzione! Segnalateci
quelli “taroccati”).
Se siete
iscritti a Facebook aderite ai gruppi contro la caccia selvaggia (oltre a
quello dell’Oasi LIPU di Casacalenda).
In poche parole
Fermiamoli!!!
http://www.lipumolise.altervista.org/
AMICI DELLA
TERRA, ANIMALISTI ITALIANI, ENPA, FARE VERDE, GREENPEACE, LAC, LAV,
LEGAMBIENTE, LIDA, LIPU – BIRDLIFE ITALIA, MEMENTO NATURAE, NO ALLA
CACCIA, OIPA, ASS. VITTIME DELLA CACCIA, VAS, WWF ITALIA
COMUNICATO
STAMPA
CACCIA, IRA
DELLE ASSOCIAZIONI PER L’APPROVAZIONE DI CACCIA NO LIMITS
“Decisione
vergognosa. Presi in giro milioni di italiani.
Ora risposte da Ronchi e Berlusconi”.
Comincia la mobilitazione per battaglia epocale alla Camera
“Ciò che è
accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei confronti dell’Europa,
che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto della natura e dei cittadini
italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che la caccia e i fucili vengono
prima di tutto”.
E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni all’approvazione dell’articolo
38 della legge Comunitaria che, tra le altre cose, cancella i limiti della
stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio.
“E’ stato ignorato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, che
specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di
infrazione in cui l’Italia si trova sul tema caccia. E’ stato ignorato il
parere negativo dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale che si
occupa della materia. Sono stati ignorati e anzi dimenticati i pareri negativi
dati dalle Commissioni competenti della Camera e dello stesso Governo, a
partire dal ministro Ronchi, che aveva già bocciato un identico emendamento
nel recente passato. E tutto questo per assecondare una minoranza di
cacciatori non ancora contenti di poter cacciare cinque mesi all’anno, per
giunta facendo ingresso nei terreni privati.
“Il risultato è che con questo emendamento, qualora dovesse essere
confermato dalla Camera, la stagione venatoria si allungherebbe ai mesi
delicatissimi di febbraio e agosto, con un danno grave alla natura e l’aggravarsi
del disturbo e dei rischi arrecati alle persone.
“Per non parlare degli altri aspetti, solo apparentemente marginali,
comportati da questa pessima norma: il carattere giuridico dato alla guida
europea sulla caccia (con il rischio-certezza di un vero e proprio corto
circuito tra norma e interpretazione e il caos giuridico che ne conseguirà) o
l’assenza di qualsivoglia intervento sul grave problema delle deroghe di
caccia alle specie protette.
“Insomma una situazione disastrosa e imbarazzante, resa persino beffarda
dall’approvazione di un subemendamento presentato come “soluzione” ma
che non cambia di una virgola la sostanza e la gravità della norma approvata
e sul quale, a leggere le ultimissime agenzie, persino il ministro
Prestigiacomo dichiara di aver subito un raggiro.
“Ora si dovrà spiegare il perché di questa incredibile scelta a quel 90%
di italiani che respingono ogni idea di allungamento della stagione venatoria.
E dovranno farlo in prima istanza il ministro Ronchi, che si è assunto la
responsabilità di una scelta così clamorosamente sbagliata, e il Presidente
Berlusconi, cui 150 associazioni di cittadini, professionisti, ambientalisti,
animalisti hanno oggi chiesto invano un intervento risolutore.
“Ma una cosa è certa. La battaglia alla Camera, per cui comincia da subito
la mobilitazione, sarà epocale”.
28 gennaio 2010
Caccia,
SONO 34 le specie di uccelli interessate dalla norma
BECCACCIA,
QUAGLIA, ALLODOLA E ALTRE A RISCHIO ABBATTIMENTO FUORI STAGIONE
Oltre la metà
(18) delle specie cacciabili versano in cattivo stato di conservazione. LIPU:
“Al Governo è sfuggita di mano la situazione. Nell’anno della
biodiversità è un fatto gravissimo”
"Sono 34
le specie di uccelli interessate dalla norma “caccia no limits” che
rischiano di essere abbattute fuori stagione”. Lo rende noto la
LIPU-BirdLife Italia a proposito dell’approvazione dell’articolo 38 della
legge comunitaria, che cancella per tutte le specie cacciabili, tranne sei
specie di mammiferi, i limiti attualmente previsti dalla legge (1° settembre
– 31 gennaio).
Tra queste
specie, ben 18 (vedasi Scheda allegata e il sito www.lipu.it
) si trovano in
cattivo stato di conservazione. Specie come la Beccaccia, che si riproduce nei
paesi nordici, la Quaglia, in declino per via della distruzione dell’habitat,
l’Allodola (già utilizzata come richiamo vivo nell’attività venatoria) e
molte specie di anatre tra cui la Canapiglia e il Codone, già oggi cacciate
in periodo di migrazione prenuziale.
A beneficio di
tali specie dovrebbero essere fin da subito decise e applicate nuove e più
serie misure di tutela, tra cui una migliore conservazione degli ambienti
naturali, il divieto assoluto di caccia durante le fasi di riproduzione e
migrazione e una dura lotta all’ancora diffuso fenomeno del bracconaggio.
“E’
gravissimo - dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU -
che nell’anno internazionale della biodiversità il primo provvedimento
assunto dall’Italia rischi di essere la libera deroga ai calendari venatori.
Ciò in un paese dalla posizione geografica di grande importanza per le
popolazioni di uccelli di tutta Europa, e al contempo estremamente vulnerabile
sotto il profilo ambientale. Una situazione sfuggita di mano al Governo, che
probabilmente aprirà scenari completamente nuovi nell’opposizione del mondo
ambientalista, animalista e dell’opinione pubblica nei confronti della
caccia”.
SCHEDA
34 le specie
di uccelli soggette all’estensione della stagione venatoria
Tra queste,
ecco le più a rischio secondo il Rapporto Birds in Europe II di BirdLife
International (testo di riferimento della Commissione europea)
-
Canapiglia
(Anas strepera)
La Canapiglia è un’anatra che nidifica nell’est europeo,
soprattutto in Russia dove si stimano 55.000 – 85.000 coppie, in Italia
si stima la presenza di 50 – 100 coppie nidificanti. In Italia la
popolazione stimata svernante, proveniente dall’est Europa, varia da
6.000 a 8000 individui.
Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di
nidificazione e alimentazione, prelievo venatorio, uccisioni illegali,
disturbi antropici.
La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della
migrazione prenuziale.
-
Codone
(Anas acuta)
Il Codone è un’anatra presente in tutta Europa, la cui stragrande
maggioranza delle coppie (150.000 – 300.000) nidifica in Russia,
pochissime invece quelle presenti in Italia.
La popolazione svernante in Italia è stimata in 6.000 – 8.000
individui.
Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di
svernamento e alimentazione, contaminazione da metalli pesanti, disturbo
antropico.
La specie è attualmente oggetto di prelievo nel periodo venatorio della
migrazione prenuziale.
-
Marzaiola
(Anas querquedula)
La Marzaiola è un’anatra presente prevalentemente nell’est
europeo , si stimano 570.000 – 960.000 coppie in Russia, mentre in
Italia la specie è estremamente localizzata nel nord Italia con 350 –
500 coppie. Poiché la specie sverna soprattutto nelle regioni africane,
in Italia la Marzaiola è essenzialmente presente durante la migrazione
post riproduttiva e durante la migrazione prenuziale.
Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di
nidificazione e alimentazione,meccanizzazione agricola nei siti
riproduttivi, uccisioni illegali in primavera, avvelenamento da metalli
pesanti.
-
Mestolone
(Anas clypeata)
Il Mestolone è presente in Europa in prevalenza in Russia con 65.000
– 95.000 coppie. In Italia si stimano 150 – 200 coppie per lo più
concentrate in Emilia Romagna e Veneto. La popolazione svernante in Italia
è stimata in 15.000 – 25.000 individui.
Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di
nidificazione e alimentazione, disturbi antropici nelle aree africane di
svernamento.
-
Moriglione
(Aythya ferina)
Specie diffusa in tutta Europa con una popolazione stimata di 230.000
- 330.000 coppie, in Italia la specie è presente con una popolazione
nidificante stimata in 300 – 400 coppie.
La popolazione svernante è invece stimata in 30.000 – 45.000 individui.
Principali minacce: distruzione e frammentazione degli habitat di
nidificazione e svernamento, contaminazione da metalli pesanti, disturbi
antropici.
-
Moretta
(Aythya fuligula)
La Moretta è un’anatra presente in tutta Europa e di cui circa la
metà della popolazione nidificante è presente in Russia (395.000 –
490.000 coppie), anche in Italia è presente come nidificante con una 40
– 50 coppie stimate.
La popolazione svernante è stimata invece in 5.000 – 8.500 individui.
Principali minacce: distruzione e trasformazione degli habitat di
nidificazione e svernamento, prelievo venatorio, uccisioni illegali,
disturbi antropici.
-
Fagiano
di monte (Tetrao tetrix)
Specie presente soprattutto in Russia e nella Penisola Scandinava, in
Italia è presente lungo l’arco Alpino, con una popolazione stimata fra
le 8.000 e le 12.000 coppie.
Principali minacce: la specie è in costante decremento a causa delle
alterazioni ambientali, dal prelievo venatorio e dal disturbo antropico
nel periodo della riproduzione.
-
Pernice
rossa (Alectoris rufa)
La specie è presente in Europa, ma soggetta ad un costante declino in
tutto il suo areale.
La popolazione italiana è stimata in 1500 - 2000 coppie distribuite lungo
l’Appennino settentrionale e nell’Arcipelago Toscano.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo
venatorio, uccisioni illegali. Un ulteriore problema per la conservazione
di questa specie è legato alle immissioni e ai ripopolamenti a scopo
venatorio che utilizzando individui allevati non garantiscono la
necessaria qualità genetica per la conservazione delle popolazioni
autoctone italiane.
-
Pernice
sarda (Alectoris barbara)
Specie presente in Europa in alcune aree del Mediterraneo con una
popolazione stimata di 3.700 – 11.000 coppie. In Italia la specie è
presente esclusivamente in Sardegna con una popolazione stimata fra le
5.000 e le 10.000 coppie.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo
venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a
ripopolamenti a scopo venatorio.
-
Coturnice
(Alectoris graeca)
La specie è presente in Europa soprattutto in Italia e nell’area
dei Balcani, la popolazione stimata presente nel nostro paese è di 20.000
– 40.000 esemplari presenti nell’arco Alpino, in alcune aree dell’Appenino
centrale e meridionale e in Sicilia.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo
venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a
ripopolamenti a scopo venatorio.
-
Quaglia
(Coturnix coturnix)
Specie presente in tutta Europa, in modo particolare nella zona
orientale, in Italia la specie è diffusa lungo tutta la pernisola. La
quaglia è presente durante il periodo riproduttivo, durante la migrazione
post riproduttiva verso i quartieri di svernamento in Africa e durante la
migrazione prepuziale dall’Africa verso i siti di nidificazione in
Europa.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo
venatorio, uccisioni illegali, inquinamento genetico dovuto a
ripopolamenti a scopo venatorio.
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Pavoncella
(Vanellus vanellus)
La pavoncella è distribuita in tutta Europa, il principale areale di
nidificazione è soprattutto il nord - est europeo. In Italia è stimata
la presenza di 1.500 – 2.500 coppie concentrate soprattutto nelle
regioni settentrionali. La consistenza più numerosa di uccelli si
verifica nel periodo autunno – invernale quando la specie attraversa il
nostro paese durante la migrazione, mentre si stima una popolazione
svernante di circa 100.000 individui.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat,
agricoltura intensiva, disturbo antropico. Inoltre in Italia la specie
viene anche catturata per essere utilizzata come richiamo vivo.
-
Combattente
(Philomachus pugnax)
Il combattente è presente in tutta Europa con la maggior parte delle
coppie presenti in Russia e nella Penisola Scandinava. In Italia la specie
non nidifica ma è regolarmente presente durante la migrazione, post
riproduttiva e prepuziale, mentre si stima una popolazione svernante di
100 – 200 individui.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat,
saturnismo, prelievo e disturbo venatorio.
La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della
migrazione prenuziale.
-
Frullino
(Lymnocryptes minimus)
Specie diffusa nell’est europeo con la maggior parte delle coppie
presenti in Russia (10.000 – 100.000), in Italia è presente come specie
svernante e durante il periodo della migrazione.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat, prelievo
e disturbo venatorio.
-
Beccaccia
(Scolopax rusticola)
Specie diffusa nell’est europeo con la maggior parte delle coppie
presenti in Russia, in Italia la specie è nidificante scarsa e molto
localizzata (Alpi e Appennino settentrionale). Le presenze maggiori si
registrano maggiormente nel periodo della migrazione e soprattutto nel
periodo invernale.
Principali minacce: distruzione e frammentazione dell’habitat di
riproduzione e alimentazione, prelievo e disturbo venatorio, uccisioni
illegali.
La specie è attualmente oggetto di prelievo venatorio nel periodo della
migrazione prenuziale.
-
Beccaccino
(Gallinago gallinago)
Il beccaccino è presente in tutta Europa, il principale areale di
nidificazione è soprattutto il nord - est europeo, in Italia invece
nidifica solo occasionalmente nelle regioni settentrionali. Le presenze
maggiori si registrano durante la migrazione e nel periodo invernale con
una popolazione svernante stimata di circa 15.000 individui.
Principali minacce: distruzione ed inquinamento dell’habitat di sosta e
alimentazione, prelievo e disturbo venatorio, uccisioni illegali.
-
Tortora
(Streptopelia turtur)
Specie diffusa in tutta Europa come nidificante, l’ areale di
svernamento è invece compreso in Africa nella zona del Sahel. In Italia
è migratrice e nidificante con una popolazione stimata in 150.000 –
300.000 coppie, la popolazione di uccelli in migrazione più consistente
si registra tra aprile – maggio e agosto – settembre.
Principali minacce: distruzione ed inquinamento dell’habitat
riproduzione e alimentazione, uso di pesticidi, prelievo e disturbo
venatorio, uccisioni illegali in primavera.
-
Allodola
(Alauda arvensis)
L’allodola è presente in tutta Europa come specie nidificante e
svernante. In Italia la specie è presente sia come nidificante sia come
svernante, oltre ad essere registrata come specie migratrice soprattutto
nel periodo autunnale.
Principali minacce: distruzione e modifica dell’habitat, soprattutto in
relazione all’adozione delle monocolture intensive, uso di pesticidi,
catture illegali, pressione venatoria. Inoltre in Italia la specie viene
anche catturata per essere utilizzata come richiamo vivo. Ulteriore
problema legato all’attività venatoria è l’elevatissimo rischio di
confusione con specie simili protette come ad esempio la Calandra (Melanocorhypha
calandra) e la Tottavilla (Lullula arborea).
IL CASO
Caccia, libertà di deroga |
Prestigiacomo: "Colpo di mano"
Approvato al Senato un emendamento all'articolo 38 del ddl Comunitaria
I Verdi: "Una vergogna internazionale, è licenza di uccidere"
ROMA - La
stagione della caccia rimane di cinque mesi ma solo per alcuni mammiferi: il
governo dà alle Regioni libertà di deroga per gli uccelli migratori e altre
specie. Il Senato ha approvato l'emendamento proposto dal relatore Santini per
cambare l'articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari
"possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di
attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre
e il 31 gennaio". I termini temporali riguardano le specie di mammiferi
di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni,
compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi,
caprioli e cinghiali.
Durante l'esame
in commissione politiche dell'Unione europea, i senatori hanno introdotto
alcune modifiche alla normativa relativa alla caccia dell'avifauna,
cancellando i paletti temporali finora in vigore. Per stabilire il calendario
della stagione venatoria, viene però specificato nell'emendamento votato in
Aula, sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell'Ispra (Istituto
superiore protezione e ricerca ambientale) "ai fini della validazione
delle analisi scientifiche e ornitologiche".
"La
maggioranza al Senato, votando l'articolo 38 della legge comunitaria, ha detto
sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla
fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di
italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai
luoghi di nidificazione": afferma il senatore Pd Roberto Della Seta.
Sull'Italia
pende un pesante contenzioso con l'Unione europea per la violazione delle
direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura
delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione
netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli
uccelli migratori. Il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo contesta
l'approvazione dell'emendamento: "Avevamo raggiunto un faticoso accordo,
questo voto rappresenta un colpo di mano".
In rete intanto
si allarga il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme,
moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF
sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di
fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura
e che gli italiani non vogliono.
Ieri un
emendamento presentato dal centrodestra per la cancellazione degli attuali
limiti massimi della stagione aveva sollevato le aspre critiche degli
ambientalisti e del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
"Il Senato
ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale
che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei
cacciatori - ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli -
Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale
per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento,
ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera".
Sul testo
votato a Palazzo Madama c'è stato qualche dissenso anche all'interno della
maggioranza. Il senatore del Pdl Franco Orsi ha annunciato che non avrebbe
partecipato al voto, il leghista Sandro Mazzatorta ha detto che avrebbe
preferito mantenere il testo della Commissione che rinviava a Regioni e
Province la definizione dei termini temporali.
fonte: www.repubblica.it
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