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feste popolari 19 marzo | il fuoco di San Giuseppe |



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18/03/10 - ALTARI DI SAN GIUSEPPE: TUTTO PRONTO IN PAESE Casacalenda.
Una tradizione secolare che continua a vivere sempre nella cultura
casacalendese. La devozione di San Giuseppe con il convivio (le “tavolate”)
di 13 pietanze rivive a Casacalenda a partire dalla notte del 18 marzo.
Gruppi organizzati di persone, con strumenti musicali, domani sera si
recheranno nelle case (sono quattro le famiglie che a Casacalenda
portano ancora avanti questa tradizione) dove sono stati allestiti
altarini in onore della Sacra Famiglia o di San Giuseppe Artigiano. La
novità di quest’anno è che alle quattro famiglie si è aggiunta l’organizzazione
di un gruppo di giovani casacalendesi che, supportati dal parroco don
Michele Di Legge che ha messo a disposizione il Centro della Comunità
“Caritas” (in via De Gasperi), hanno voluto portare avanti la
tradizione del San Giuseppe organizzando per la prima volta la ‘”tavolata”.
Un lavoro portato avanti nel tempo e che ha visto l’utilizzo di nuovi
mezzi di informazione e coinvolgimento (i ragazzi hanno creato un gruppo
“Progetto La rinascita delle Tavole di S.Giuseppe” sul social
network Facebook). I ragazzi hanno realizzato anche un caminetto all’esterno
del Centro della Comunità “Caritas” dove poter cucinare le 13
pietanze per la “tavolata” che si svolgerà (come nelle altre
quattro famiglie) a ora di pranzo venerdì 19 marzo. Queste le tredici
portate del convivio di San Giuseppe a Casacalenda: insalata di arance
affettate e condite con olio e zucchero; a chembòste (peperoni, pere
ecc. sottaceto); fagioli; ceci; cicerchie; piselli; fave (legumi conditi
con olio crudo); lumache; granchi; riso con latte e cannella; baccalà
gratinato; verdure lessate condite con olio; maccheroni con mollica di
pane soffritta. Sono due le tavolate che vengono effettuate dalle
famiglie: la prima, verso mezzogiorno con un bimbo, una “vecchia” e
un “vecchio” che rappresentano la Sacra Famiglia insieme a dieci
bambini (gli angeli); la seconda, invece è dedicata a tutto il resto
della popolazione che entra nelle case (senza invito) dicendo “Gesù e
Maria” (“ggéssemèrije”) e vengono accolti dai padroni di casa
con “Oggi e sempre” (“ggéssémbre”). Una tradizione continua e
che non ha alcuna voglia di morire, anche se le famiglie che riescono ad
allestire il loro altare sono sempre meno. Proprio per questo motivo è
da lodare il lavoro svolto dai giovani casacalendesi e che verrà
sviluppato nel Centro della Comunità “Caritas”. |
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