|
L'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti a Campobasso
Ventitre paginette chiare e concise. E' la relazione dell'avvocato Mario
Casaccia, presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti del Molise, offerta al dibattito dell'apertura dell'anno giudiziario della magistratura contabile.
Un'analisi senza sconti di quello che sono l'amministrazione regionale e in genere il sistema
Molise.
E' la ricostruzione dell'attività svolta dalla Sezione Controllo nel 2009, che ha analizzato delibere, decreti, atti, decisioni della Regione in tutte le sue varie competenze. Soprattutto ha chiesto l'invio dei provvedimenti di cui verificare, come prevede la legge, la regolarità contabile e amministrativa, non sempre però con risultati efficaci.
I settori più a rischio restano la sanità, la finanza derivata, l'affidamento di consulenze esterne, la programmazione della
ricostruzione, che Casaccia avverte del tutto assente.
Sempre sullo stesso argomento il dato più evidente è che, fuori dai confini di
San Giuliano di Puglia, le attività di ricostruzione sono ferme al palo: un misero 23%, "risultato davvero lusinghiero, soprattutto se rapportato al lasso di tempo trascorso dagli eventi", sottolinea Casaccia.
Ma a parte questo elemento, che sarà approfondito da Primapaginamolise nei prossimi giorni, ce n'è uno ancora più preoccupante, che accomuna il modus operandi dell'amministrazione regionale guidata da Michele
Iorio. Nel campo della sanità, ancora di più in quello della finanza derivata, dei contratti di bond firmati con le banche e anche nel settore della ricostruzione, la Regione in qualche modo nei fatti impedisce il controllo della Corte dei Conti perchè gli atti da verificare semplicemente non li invia alla Sezione competente.
Sui bond scrive Casaccia: "Considerati i reiterati comportamenti omissivi di alcuni enti non certamente consoni al fondamentale principio di leale collaborazione interistituzionale (in primis la Regione Molise) - i quali non escludono, in astratto, responsabilità di amministratori e dipendenti - la Sezione ha disposto che copia delle deliberazioni (atti della Corte dei Conti che si sono occupati della vicenda, ndr) fosse trasmessa alla locale Procura della Corte dei Conti, per le valutazioni di rispettiva competenza e/o per l'accertamento di eventuali illeciti finanziari causativi di danni
erariali".
Stesso copione per la ricostruzione. "I rendiconti delle gestioni di contabilità speciali costituite in favore del Commissario Delegato denotano frammentarietà, incompletezza e mera casualità o inattendibiità delle informazioni riguardanti i flussi finanziari delle promiscue e composite risorse finanziarie ed utilizzate per l'emergenza nel
Molise".
Nero su bianco che i conti della struttura commissariale sono esposti in maniera imprecisa, inattendibile, non permettono di capire quanti soldi sono arrivati e come sono stati spesi.
Una Regione "fuori controllo" quella descritta da Mario Casaccia, che merità un approfondimento.
fonte:
primapaginamolise.it
POST TERREMOTO, COMMISSARIO IORIO MULTATO DA CORTE DEI CONTI
Cattive notizie per il presidente del Molise, Michele Iorio, dalla relazione annuale della Corte dei Conti. I magistrati contabili della regione, infatti, hanno comunicato di aver multato Michele Iorio nella sua veste di Commissario per la ricostruzione post-terremoto. La ragione? Il presidente avrebbe dovuto – come previsto dalla legge – fornire ai magistrati contabili i rendiconti della quantità e delle modalità dell’utilizzo dei fondi destinati alla ricostruzione. E invece: «I rendiconti (inviati da Iorio) denotano frammentarietà, incompletezza e mera casualità, o inattendibilità delle informazioni riguardanti i flussi finanziari delle promiscue e composite risorse stanziate ed utilizzate per l’emergenza nel Molise». E questo nonostante i solleciti che nel corso degli anni la stessa Corte dei Conti ha fatto a Iorio. Il quale, evidentemente, ha preferito sottoporsi al pagamento dell’ammenda anziché esibire i conteggi reali di ciò che è stato speso per il sisma.
Da notare, fra l’altro, che l’ammenda è poca cosa: appena 3200 euro. Un cifra non discrezionale, ma prevista dalla legge.
Sempre nel corso della relazione annuale della Corte dei Conti, è stato espresso un giudizio molto severo sui tempi della ricostruzione. «L’analisi del flusso dei finanziamenti e del loro uso > ha detto il relatore casaccia «evidenzia una percentuale insoddisfacente di ricostruzione complessiva dell’area terremotata rispetto alle esigenze prospettate, fatta eccezione per San Giuliano di Puglia, dove l’indice sale al 97 per cento». Per tutti gli altri Comuni colpiti «al momento» dicono i giudici contabili «sono state soddisfatte per il Molise esigenze pari a circa il 23 per cento del totale previsto (o il 39 per cento, a seconda della valutazione del fabbisogno accorrente successivamente operata e oscillante tra i 2,5 e i 4 miliardi di euro). Risultato davvero poco lusinghiero, soprattutto se rapportato al tempo trascorso dagli eventi».
Insomma: in quasi otto anni la ricostruzione, che nelle promesse di Iorio si sarebbe concretizzata nel giro di due o tre anni al massimo, è ancora agli inizi.
fonte: primonumero.it
Leva: 'Sanità, ecco i numeri del disastro molisano'
“Diffuse irregolarità contabili, non corretto ed efficace uso delle risorse, ammontare del debito superiore al limite previsto dalla normativa regionale ed elevato rischio di un permanente squilibrio di bilancio.
Sono le criticità rilevate dalla Corte dei Conti in relazione al bilancio di esercizio 2008 della Asrem. Ma lo stesso purtroppo può dirsi per quello del 2007 che, nonostante la pletora di consulenti, l'Azienda Sanitaria regionale non ha nemmeno chiarito ai giudici che avevano richiesto comunicazioni e dimostrazioni in merito alle misure correttive messe in campo. Non lo dico io, lo scrivono i giudici della Corte dei Conti di Campobasso con delibera n° 22 del 2010”.
Il segretario regionale del Partito democratico, Danilo Leva, torna a sottolineare come sia più che mai urgente che il Presidente dell'Esecutivo regionale nonché Commissario straordinario Michele Iorio faccia chiarezza sul caso Sanità alla luce della recente bocciatura al tavolo tecnico di fine gennaio e della relazione della Corte dei Conti sul bilancio di esercizio del 2008 dell'Asrem.
“Intanto i giudici della Corte dei Conti hanno evidenziato più volte il mancato recepimento della documentazione richiesta alla Regione Molise. Il che significa - in prima battuta - che nonostante il numero elevatissimo di dipendenti della Pa, non siamo in grado di consegnare per tempo i documenti che ci vengono richiesti dalla Magistratura. Anche il Bilancio 2007 aveva evidenziato “palesi problematiche riguardanti gli aspetti tecnici del sistema contabile-amministrativo che si presentava non adeguato a garantire l'attendibilità dei dati, la corretta rilevazione dei fatti di gestione e la conformità del procedimento di formazione del Bilancio ai principi contabili". Quindi - continua Danilo Leva - la 'rivoluzione' millantata dal Governatore Iorio 5 anni fa in merito alla nascita dell'azienda regionale unica non ha prodotto alcun risultato positivo: lo scrivono sempre i magistrati della Corte dei Conti. E il supporto della società di consulenza Issos Servizi che avrebbe dovuto occuparsi della riorganizzazione e riqualificazione del servizio sanitario per il triennio 2006-2009 "non ha fornito risultati perché il collegio sindacale ha ribadito come il bilancio sia carente sotto l'aspetto dell'attendibilità dei dati esplicitati perché frutto dell'aggregazione e dell'assemblaggio di dati provenienti da diverse situazioni contabili riferite alle ex Zone". Sempre i giudici scrivono che sia la gestione di esercizio del 2007 che quella del 2008 "sono state svolte in assenza di una appropriata programmazione sia a livello regionale che aziendale". E ci ricordano anche che l'atto aziendale 2007/2009 non è stato ancora approvato. I magistrati sottolineano anche come gli adempimenti relativi al Piano di Rientro dal deficit non abbiano mai superato la verifica del tavolo tecnico. "La manovra necessaria per ricondurre in equilibrio l'anno 2009, valutata in 91,216 milioni di euro, risulta non garantita e permane una situazione di inaffidabilità dei dati, ancora caratterizzata da inadeguatezza delle procedure amministrativo-contabili e di integrazione e controllo".
I magistrati della Corte dei Conti rilevano che, in merito all'Asrem, sono persistenti ancora le perdite di esercizio, per oltre 70 milioni di euro, che i costi di gestione non sono stati coperti dai ricavi, con un saldo negativo di oltre 45 milioni di euro. La perdita prevista per il 2009 supera i 40 milioni e gli scostamenti più rilevanti si registrano lì dove il Partito democratico ha sempre incalzato: consulenze, collaborazioni, interinali e altre prestazioni di lavoro non sanitarie da privato. Si parla di circa 2 milioni di euro. E solo per l'Asrem. Aumentano i costi di produzione e soprattutto i costi per servizi non sanitari con il sensibile aumento dei premi di assicurazione (circa 4 milioni di euro, più 18% rispetto al 2007). Fatti questi che disattendono quanto invece sottoscritto dall'Asrem in sede di bilancio di previsione. Ma c'è anche un altro aspetto da sottolineare: sono state violate le disposizioni relative ai rinnovi dei contratti per l'approviggionamento di beni e servizi. Gli incarichi sono affidati senza procedure concorsuali di selezione e nonostante i numerosi richiami della Corte dei Conti, l'Asrem ha continuato a perseverare. "Imprudenti scelte di gestione, in violazione dei principi di trasparenza e buona amministrazione che si traducono in uno sperpero di risorse pubbliche ovvero in costi ulteriori ed evitabili (spese legali, spese di consulenze, interessi moratori)". Questo scrivono i magistrati, gli stessi principi che il Pd si affanna a sottolineare all'attenzione del Consiglio Regionale e dei molisani da mesi e mesi". (u.s.)
D'Alete: "Il fallimento del modello Molise ora è
certificato".
"I numeri raccontano di una tragedia ancora in corso visto che nel 2009 la stima delle risorse necessarie per la ricostruzione, escluso il comune di San Giuliano di Puglia, ammonta a 3 miliardi e mezzo di euro. A fronte di questo bisogno solo 414 milioni di euro sono stati finanziati. Mancano all'appello oltre 3 miliardi e 173 milioni, ancora tutti da reperire!" il capogruppo D'Alete ricorda di aver già denunciato, durante il dibattito in Consiglio regionale del 31 ottobre 2009 in occasione del Giorno della memoria, la poca chiarezza nella gestione del post sisma e della ricostruzione "Dopo otto anni sono centinaia le persone ancora dentro le casette di legno, migliaia quelle fuori dalle proprie case. A certificare il fallimento del famigerato modello Molise sono oggi, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, anche le relazioni del Presidente e del Procuratore Generale della sezione regionale della Corte dei Conti".
Il modello Molise mostra oggi tutti i suoi drammatici limiti e gli imperdonabili errori come l'assenza di programmazione, la chiara individuazione delle priorità, assieme alla persistente incertezza delle risorse disponibili "anche a causa dell'assenza di una legge nazionale che quantifichi i danni complessivi causati dal sisma e che programmi un piano certo dei trasferimenti statali necessari al completamento della ricostruzione".
Ad aggravare una vicenda già insostenibile ci si mette poi anche l'inaccettabile lentezza della commissione preposta alla valutazione dei progetti esecutivi presentati dai cittadini residenti nelle aree colpite dal sisma e che per una risposta attendono in media fino a 14 mesi!
Inquietanti poi i rilievi che la stessa autorità giudiziaria avanza relativamente "al profilo della regolarità e della legittimità amministrativo-contabile" dei rendiconti delle gestioni di contabilità speciali costituite in favore del Commissario Delegato alla Ricostruzione - Presidente della Regione Molise (Soggetto Attuatore) - "che denotano frammentarietà, incompletezza e mera casualità, o inattendibilità delle informazioni riguardanti i flussi finanziari delle risorse stanziate ed utilizzate per l'emergenza."
"Carenza della documentazione contabile, esposizione deficitaria dei dati, mancata ottemperanza alle richieste di chiarimenti della Ragioneria dello Stato fanno emergere un quadro confuso fatto di inosservanza della normativa e scarsa collaborazione interistituzionale" anche per questo motivo al Presidente Iorio, in qualità di funzionario pubblico delegato titolare di contabilità speciale, il 9 febbraio di quest'anno è stata irrogata una sanzione pecuniaria per omessa e incompleta presentazione dei rendiconti finanziari semestrali degli esercizi compresi tra il 2005 e il 2008.
"Il modello Molise è fallito" conclude D'Alete "schiacciato dall'assenza di trasparenza e una ripresa economica e sociale ancora lontanissima. Un disastro che rischia di esser pagato, per i prossimi decenni, unicamente dai cittadini molisani".
Sisma, ricostruzione al palo perché senza regole
Il macro dato è ormai
noto. "Al momento sono state soddisfatte per il Molise esigenze pari a circa il 23% del totale previsto (o il 39% , a seconda della valutazione del fabbisogno occorrente successivamente operata, oscillante fra i 2,5 e i 4 miliardi di euro)".
Il tema è la ricostruzione posta sisma e alluvione, il virgolettato è tratto dalla relazione del presidente della Sezione di Controllo della Corte dei Conti regionale Mario Casaccia.
Si salva solo San Giuliano di Puglia, comune simbolo del tragico terremoto del 31 ottobre 2002, che ha avuto anche un iter particolare e parzialmente sganciato dalla struttura commissariale affidata al presidente della Regione Michele Iorio. Nel paese amministrato da Luigi Barbieri, ferito da 30 morti, 27 bambini, la ricostruzione è al 97%, non è irragionevole pensare che entro il 2010 sarà completata sia per gli edifici pubblici che privati.
Altrove invece il modello Molise è fallito, soppiantato si potrebbe dire, sostituendo slogan a slogan, dal modello San Giuliano, governato dalla Protezione civile nazionale.
Un risultato davvero poco lusinghiero, argomenta Mario Casaccia, che ne analizza anche quelle che, a suo parere, ne sono le cause.
"Il forte scostamento sembra imputabile non solo alla vasta platea dei Comuni interessati dal terremoto e dall'alluvione (San Giuliano e tutti gli altri 83 Comuni), ma anche all'assenza di un'attività di regolare ed indispensabile programmazione degli interventi disposti dal Commissario delegato, che consentisse, superata la fase dell'emergenza, di realizzare un modello di ricostruzione totale".
Un'azione inefficace perché in sostanza senza regole, questa in sintesi la censura della Corte dei Conti all'attività del Commissario Michele Iorio. A distanza di sette anni dal sisma e a dispetto delle copiose contribuzioni statali, nella migliore delle ipotesi, la ricostruzione del Molise si attesterebbe al 39%.
La questione delle risorse e della loro rendicontazione è l'altra nota dolente individuata dai magistrati contabili, che hanno anche multato il commissario delegato, per 3.200 euro, per omessa o incompleta presentazione dei rendiconti finanziari semestrali degli esercizi compresi fra il 2005 e il 2008.
"La Sezione ha rilevato - dice sul punto Casaccia - ha rilevato che i rendiconti delle gestioni di contabilità speciali costituite in favore del Commissario delegato denotano frammentarietà, incompletezza e mera casualità o inattendibilità delle informazioni riguardanti i flussi finanziari delle promiscue e composite risorse stanziate ed utilizzate per l'emergenza nel Molise".
Dai conti fatti dalla struttura commissariale, in altre parole, è assai difficile capire quanti soldi sono arrivati in Molise e quanti e come sono stati spesi.
redazione primapaginamolise.it |