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CON
decreto n. 12 del 19 Febbraio 2010, il commissario delegato alla
ricostruzione Michele Iorio ha avviato le procedure di revoca dei
finanziamenti già concessi ai Comuni per la realizzazione di interventi
infrastrutturali relativi ad opere pubbliche di interesse comunale.
Dal
contenuto del decreto si evince che il provvedimento di definanziamento
delle opere non ancora messe in cantiere, si è reso necessario per la
momentanea carenza di attribuzioni di risorse da parte del dipartimento
della Protezione Civile, che ha "imposto" di dirottare le
disponibilità esistenti e non ancora utilizzate sulle opere di
ricostruzione immediatamente cantierabili.
Ventisei sono i comuni molisani
interessati dal provvedimento di definanziamento, di cui dieci ricadenti
nell’area del cratere sismico, tra i quali figurano: Larino per 2.090.380
euro; Santa Croce di Magliano 6.800.000
euro; Colletorto 6.543.825 euro;
Rotello 2.300.000 euro; Bonefro 1.753.138 euro, Ururi 650.000 euro,
Provvidenti 9.023 euro, Montelongo 914.000 euro, Montorio nei Frentani
1.400.000 euro e Ripabottoni 730.000 euro.
L’importo complessivo del
provvedimento di definanziamento ammonta a 26.642.000 euro, mentre quello
riferito ai Comuni del cratere è pari ad euro 23.190.366 corrispondente all’87%
dell’importo complessivo. Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo Pd in
consiglio regionale Pardo Antonio D’Alete il quale, in merito al contenuto
del decreto, ha affermato: «Il provvedimento di definanziamento, oltre ad
essere un grave e ingiustificato atto che rinvia a data da destinarsi la
ricostruzione, fa emergere con tutta la sua drammaticità quello che abbiamo
ripetuto da anni: i fondi per la ricostruzione non sono sufficienti.
I
Comuni sono vittime due volte: non è loro la responsabilità dei ritardi,
ma della commissione regionale delegata al rilascio dell’autorizzazione
sismica sui progetti esecutivi. Vittime anche perchè non vedranno
realizzate opere prioritarie come la messa in sicurezza o la ricostruzione
delle scuole, con i prevedibili disagi per gli studenti costretti ancora per
chissà quanto tempo in locali non idonei o in prefabbricati. Il decreto - ha
proseguito D’Alete - sancisce una volta per tutte il fallimento del
modello Molise, che non ha mai avuto, anche per mancanza di una legge
specifica, numeri precisi riguardo ai danni provocati dal sisma, così da
non permettere una seria programmazione delle risorse e, di conseguenza
delle priorità degli interventi. La scelta di non adottare una norma chiara
pesa moltissimo sul futuro della ricostruzione. Sino ad oggi si è andati
avanti, grazie all’enorme potere del commissario delegato, attraverso
interventi estemporanei che nascevano spesso dal rapporto personalissimo del
Presidente Iorio con i singoli Sindaci ed amministratori locali, tutto ciò
alla faccia delle vere priorità! Ora che le risorse cominciano a mancare ed
il rubinetto dei finanziamenti si è praticamente chiuso - ha concluso il
capogruppo Pd - tutti gli altri resteranno fuori, comuni, cittadini,
impreseàIl modello Molise mostra così il suo vero volto: il fallimento».
di Davide
Vitiello, NUOVO oggi MOLISE Mercoledì 10 Marzo 2010
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