Santa Croce di Magliano, giovedì 11 marzo 2010

     

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Definanziamenti post-sisma, duro affondo di D’Alete
Il consigliere regionale: «I Comuni sono vittime due volte»


 

CON decreto n. 12 del 19 Febbraio 2010, il commissario delegato alla ricostruzione Michele Iorio ha avviato le procedure di revoca dei finanziamenti già concessi ai Comuni per la realizzazione di interventi infrastrutturali relativi ad opere pubbliche di interesse comunale.
Dal contenuto del decreto si evince che il provvedimento di definanziamento delle opere non ancora messe in cantiere, si è reso necessario per la momentanea carenza di attribuzioni di risorse da parte del dipartimento della Protezione Civile, che ha "imposto" di dirottare le disponibilità esistenti e non ancora utilizzate sulle opere di ricostruzione immediatamente cantierabili.
Ventisei sono i comuni molisani interessati dal provvedimento di definanziamento, di cui dieci ricadenti nell’area del cratere sismico, tra i quali figurano: Larino per 2.090.380 euro; Santa Croce di Magliano 6.800.000 euro; Colletorto 6.543.825 euro; Rotello 2.300.000 euro; Bonefro 1.753.138 euro, Ururi 650.000 euro, Provvidenti 9.023 euro, Montelongo 914.000 euro, Montorio nei Frentani 1.400.000 euro e Ripabottoni 730.000 euro.
L’importo complessivo del provvedimento di definanziamento ammonta a 26.642.000 euro, mentre quello riferito ai Comuni del cratere è pari ad euro 23.190.366 corrispondente all’87% dell’importo complessivo. Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo Pd in consiglio regionale Pardo Antonio D’Alete il quale, in merito al contenuto del decreto, ha affermato: «Il provvedimento di definanziamento, oltre ad essere un grave e ingiustificato atto che rinvia a data da destinarsi la ricostruzione, fa emergere con tutta la sua drammaticità quello che abbiamo ripetuto da anni: i fondi per la ricostruzione non sono sufficienti.
I Comuni sono vittime due volte: non è loro la responsabilità dei ritardi, ma della commissione regionale delegata al rilascio dell’autorizzazione sismica sui progetti esecutivi. Vittime anche perchè non vedranno realizzate opere prioritarie come la messa in sicurezza o la ricostruzione delle scuole, con i prevedibili disagi per gli studenti costretti ancora per chissà quanto tempo in locali non idonei o in prefabbricati. Il decreto - ha proseguito D’Alete - sancisce una volta per tutte il fallimento del modello Molise, che non ha mai avuto, anche per mancanza di una legge specifica, numeri precisi riguardo ai danni provocati dal sisma, così da non permettere una seria programmazione delle risorse e, di conseguenza delle priorità degli interventi. La scelta di non adottare una norma chiara pesa moltissimo sul futuro della ricostruzione. Sino ad oggi si è andati avanti, grazie all’enorme potere del commissario delegato, attraverso interventi estemporanei che nascevano spesso dal rapporto personalissimo del Presidente Iorio con i singoli Sindaci ed amministratori locali, tutto ciò alla faccia delle vere priorità! Ora che le risorse cominciano a mancare ed il rubinetto dei finanziamenti si è praticamente chiuso - ha concluso il capogruppo Pd - tutti gli altri resteranno fuori, comuni, cittadini, impreseàIl modello Molise mostra così il suo vero volto: il fallimento». 

di Davide Vitiello, NUOVO oggi MOLISE Mercoledì 10 Marzo 2010

 



 

 

 

 



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