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La
storia di Alessio Petti, stopper e difensore del Cesena di Bisoli
nasce a Santa Croce di Magliano e precisamente in una di quelle pagine che
sembrano copioni da film ma che invece sono realtà e vita vissuta. E
nascono prima che lui nascesse ad Imola nel 1991.
Vincenzo Petti, il padre, nasceva a Santa Croce di Magliano in
uno di quei quartieri del centro storico oggi quasi del tutto abbandonato.
In quelle stradine storte e piene di polvere e fango quando pioveva. E lui
vive come vivevano i ragazzi di allora. Scuola e guerre di quartiere. Scuola
elementare e poi Istituto Professionale.
Nasce nel 1956 e si trasferisce ad Imola nel 1973, appena dopo il
diploma. Qui cerca lavoro e oggi è socio di una Cooperativa di alto livello
(lì si producono, tra l’altro, macchine per studi dentistici e macchine
per verniciatori). Col lavoro tante soddisfazioni e una vita bella e
normale, come quella di molti che sono partiti e non tornati mai. Ad Imola
incontra sua moglie Antonella. Arrivano due figli Cristian nel 1983 e
appunto Alessio nel 1991. E qui comincia la storia di Alessio che è
anche la storia di Vincenzo. Anche lui giocava a pallone nel campo vicino
alle scuole ed anche lui ama visceralmente il calcio. Le radici te le porti
dietro sempre e comunque e anche se magari torni poco quella voce non la
puoi mai cancellare del tutto. Oggi Vincenzo per passione allena una squadra
giovanile dell’Imolese.
La
passione per il calcio nasce in Alessio da subito. Dopo i primi calci gioca
nel Tozzona e poi passa all’Imolese. Poi il salto nella Primavera
del Cesena e quest’anno, nel Cesena dei miracoli, mister Bisoli
lo porta in prima squadra, dove oltre a collezionare panchine ha anche
esordito. Ad Ancona prima e a Mantova titolare. Gli impegni non permettono
alla famiglia di tornare spesso da queste parti ma Alessio sente forte il
legame con la terra dei nonni e del papà e ricorda sempre con piacere
quando è tornato bambino per una di quelle feste che solo qui da noi hanno
ancora un sapore arcaico e particolare per salutare la nonna e passeggiare
sul corso.
Da questi parti non è che puoi vantare chissà quali glorie e quali
prestigi. E’ terra povera e solo terremoti la portano alla ribalta. Quando
sai che qualcuno è riuscito a sfondare o comunque si è fatto a forza di
spallate in quel mondo che sogniamo ci viene un po’ la pelle d’oca e
siamo davvero felici per lui. A sentirla questa cosa di un ragazzo di
origini molisane che sfonda nel mondo del calcio ci resti veramente bene e
sei felice tantissimo.
E’ un po’ come Vincenzo Cosco e Fulvio D’Adderio e prima
di loro Luigi Pasciullo. Poi chiami la famiglia e chiedi e senti l’affetto
e l’educazione propria della nostra gente e invece di ringraziare tu per
la loro disponibilità ti ringraziano loro per averli chiamati e per aver
detto loro che vuoi dirlo ai molisani che un santacrocese gioca nel calcio
che conta e nelle categorie importanti.
Alessio Petti gioca nel Cesena di Bisoli e per noi è davvero un motivo di vanto,
per la nostra comunità che da sempre è abituata a subire la storia
anziché scriverla direttamente. Vincenzo Petti lo abbiamo perso un po’ di
vista ma poi eventi simili lo fanno ritornare e siamo contenti.
Ora speriamo che Alessio possa davvero raggiungere traguardi sempre più
prestigiosi ed importanti. Già dov’è non è cosa da poco. Il passo è
breve e ci auguriamo che l’impegno e la fatica di questi anni possano
garantirgli il raggiungimento di traguardi sempre più importanti e
prestigiosi.
Così come ci auguriamo di rivedere a Santa Croce di Magliano Vincenzo Petti
e famiglia. Un figlio della nostra comunità che ha saputo trovare,
attraverso l’impegno e la dedizione, soddisfazione e certezze. Oltre che
una famiglia bella e un figlio importante. Ad Alessio Petti l’abbraccio di
tutti e l’augurio di una carriera ricca di prestigio e soddisfazione.
di Pasquale
Licursi da Nuovo Molise oggi - 04/03/2010 |