|
SANTA CROCE DI MAGLIANO - Ieri mattina, 8 marzo, come di consueto
in questo periodo, si sono svolte le prove di emergenza e di evacuazione di
tutti gli edifici delle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Medie di Santa
Croce di Magliano. Un appuntamento che è stato affrontato dal Dirigente
delle scuole, dagli alunni e dagli insegnanti con grande entusiasmo e
professionalità.
La prova che ha coinvolto circa 450 alunni, sta diventando
sempre più professionale e a "misura di bambino".
Gli alunni, che
sono stati coinvolti in un percorso di formazione ed informazione attraverso
lezioni in classe teorichepratiche, appena udito il suono della campanella
che ha simulato l’allarme terremoto, hanno seguito alla lettera tutte le
diverse fasi: interrompere immediatamente ogni attività, e se si è nel
corridoio entrare nella classe più vicina; allontanarsi da finestre, porte
a vetri, armadi che cadendo possono ferire; non toccare eventuali cavi
elettrici caduti a terra; lasciare libri, cartelle, zaini al loro posto;
ripararsi sotto i banchi; poi, dopo un nuovo suono della campanella:
abbandonare l’aula, mettersi in fila dietro al capofila che ha l’incarico
di aprire le porte e guidare la classe, sotto la guida dell’insegnante, al
punto di raccolta - i due alunni serrafila o chiudifila, i cui incarichi
vengono affidati ad allievi che meglio sanno controllare le emozioni e che
godono della fiducia dei compagni, hanno l’incarico di chiusura della
porta dell’aula e di controllo che nessuno dei compagni di classe rimanga
indietro - ; prendere il registro di classe; rispettare il principio
generale che l’assistenza va rivolta soprattutto ai più deboli.
In
brevissimo tempo, nel rispetto delle rigorose regole, c’è stato l’esodo
di tutta la popolazione scolastica.
Grande soddisfazione per il risultato
ottenuto, anche da parte del Dirigente Scolastico Paolo Di Pietro che ha
coordinato le esercitazioni. Dunque una prova che ha come obiettivo non
certo quello di spaventare ma richiamare tutti alla responsabilità delle
proprie azioni, azioni semplici che possono essere messe in pratica anche
dai ragazzi più piccoli per la formazione di una cultura della
autoprotezione, che va inserita in sentimenti di solidarietà verso gli
altri e spirito di sacrificio.
di Antonio Petruccelli, NUOVO oggi MOLISE
Martedì 9 Marzo 2010
|