Santa Croce di Magliano, mercoledì 10 marzo 2010

     

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Iniziativa a Santa Croce di Magliano | Prove di emergenza e di evacuazione tra gli studenti


 

SANTA CROCE DI MAGLIANO - Ieri mattina, 8 marzo, come di consueto in questo periodo, si sono svolte le prove di emergenza e di evacuazione di tutti gli edifici delle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Medie di Santa Croce di Magliano. Un appuntamento che è stato affrontato dal Dirigente delle scuole, dagli alunni e dagli insegnanti con grande entusiasmo e professionalità.
La prova che ha coinvolto circa 450 alunni, sta diventando sempre più professionale e a "misura di bambino".
Gli alunni, che sono stati coinvolti in un percorso di formazione ed informazione attraverso lezioni in classe teorichepratiche, appena udito il suono della campanella che ha simulato l’allarme terremoto, hanno seguito alla lettera tutte le diverse fasi: interrompere immediatamente ogni attività, e se si è nel corridoio entrare nella classe più vicina; allontanarsi da finestre, porte a vetri, armadi che cadendo possono ferire; non toccare eventuali cavi elettrici caduti a terra; lasciare libri, cartelle, zaini al loro posto; ripararsi sotto i banchi; poi, dopo un nuovo suono della campanella: abbandonare l’aula, mettersi in fila dietro al capofila che ha l’incarico di aprire le porte e guidare la classe, sotto la guida dell’insegnante, al punto di raccolta - i due alunni serrafila o chiudifila, i cui incarichi vengono affidati ad allievi che meglio sanno controllare le emozioni e che godono della fiducia dei compagni, hanno l’incarico di chiusura della porta dell’aula e di controllo che nessuno dei compagni di classe rimanga indietro - ; prendere il registro di classe; rispettare il principio generale che l’assistenza va rivolta soprattutto ai più deboli.
In brevissimo tempo, nel rispetto delle rigorose regole, c’è stato l’esodo di tutta la popolazione scolastica.
Grande soddisfazione per il risultato ottenuto, anche da parte del Dirigente Scolastico Paolo Di Pietro che ha coordinato le esercitazioni. Dunque una prova che ha come obiettivo non certo quello di spaventare ma richiamare tutti alla responsabilità delle proprie azioni, azioni semplici che possono essere messe in pratica anche dai ragazzi più piccoli per la formazione di una cultura della autoprotezione, che va inserita in sentimenti di solidarietà verso gli altri e spirito di sacrificio.

di Antonio Petruccelli, NUOVO oggi MOLISE Martedì 9 Marzo 2010

 



 

 

 

 



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