|
21
GENNAIO - Stato di agitazione dei lavoratori della ditta San Giuliano
Scarl, che si occupa dei lavori per la strada di collegamento tra la
Provinciale Tappino, Riccia, l’area del cratere sismico e le piane
di Larino. Ad annunciare l’iniziativa di protesta sono i sindacati
Fillea Cgil e Filca Cisl. La mobilitazione andrà avanti a oltranza,
fino a quando non verrà convocato l’incontro più volte richiesto.
«I lavori sono stati sospesi dal provveditore alle opere pubbliche
della Campania e Molise, la galleria in costruzione sotto Santa Croce
di Magliano, che inizia nei pressi di San Giuliano di Puglia,
presenta delle anomalie e di conseguenze e per effetto di tutto questo l’appalto
(in un primo momento di competenza della Comunità Montana Fortore
Molisano) come più volte detto è stato commissariato e il ruolo di
commissario è stato assunto direttamente dall’allora Provveditore
alle Opere pubbliche Campania e Molise (attualmente Provveditore del
Lazio Donato Carlea) e l’ente appaltante più volte ha garantito la
ripresa dei lavori che ancora non avvengono se non a singhiozzo e a
sprazzi», spiegano le organizzazioni di categoria.
«I lavoratori sono stati sospesi per più di un anno dalla metà di
Aprile 2010 e la ditta appaltatrice dei Lavori, un’Ati denominata San
Giuliano Scarl con sede in Provincia di Salerno, ha prodotto domanda di
Cassa Integrazione Guadagni all’Inps di Campobasso, ma la Cigo è
stata respinta in quanto causa non integrabile in base alle normative
vigenti in materia di Cigo in edilizia.
I lavoratori sono stati sospesi e senza stipendi per più di un anno a
zero ore - aggiungono i sindacati.
Alla fine di maggio del 2011 hanno ripreso parzialmente i lavori ma
questi vanno avanti a singhiozzo coinvolgendo solo qualche maestranza
con molta lentezza e senza nessuna prospettiva per il futuro in quanto i
lavori di perforazione della galleria ancora non riprendono. La
situazione dei mancati pagamenti delle retribuzioni continua anche dopo
la ripresa parziale dei lavori. I lavoratori (tutti monoreddito) sono
esasperati in quanto senza soldi e senza nessuna prospettive per il
futuro per cui si potrebbero creare situazioni spiacevoli e poco gradite
per quanto riguarda l’ordine pubblico che noi non possiamo più
garantire». I sindacati chiedono al servizio ispettivo della Direzione
territoriale del lavoro di Campobasso di intervenire «in quanto tutte
queste sospensioni delle maestranze sono in netto contrasto con le
vigenti normative Contrattuali e di Legge per cui non conforme alla
stesse», e chiedono alla Prefettura di Campobasso e al commissario dei
lavori di convocare immediatamente un incontro per chiarire le
responsabilità e fissare una data certa della ripresa dei lavori e del
pagamento delle retribuzioni per tutte le maestranze attualmente
occupate.
fonte:
www.primonumero.it |