|
CAMPOBASSO Fine
della proroga dello stato di criticità e nessun rinnovo della struttura
commissariale che fino ad oggi dal post sisma ha governato tutti i passaggi
amministrativi e tecnici del terremoto del 2002.
Le risorse che
sono state destinate e quanto è in corso per la ricostruzione e per la
riqualificazione e la bonifica delle aree colpite dalla calamità naturale di
10 anni fa, passeranno direttamente alla Regione riconducendo in questo modo
all'unitarietà e all'ordinario le risorse che saranno ad esse attribuite.
Naturalmente nasce un problema grosso che è quello relativo allo
smantellamento di quanto ha funzionato negli anni di cui il presidente Iorio
ne è stato sempre fiero e quindi di meccanismi che se fosse così sarebbe
difficile riprendere e riorganizzare all'interno di una macchina
amministrativa e tecnica regionale che comunque presenta i suoi problemi e la
questione occupazionale di un numero cospicuo di persone, oltre 200, assunte
dalla Regione e da vari enti locali a tempo determinato negli anni, messi e
disposti a controlli e al disbrigo di istruttorie di pratiche e di atti
amministrativi e tecnici finalizzati alla ricostruzione.
Che ora potrà
disporre di 340 milioni di euro così come deliberato dal Cipe e quindi già
pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale ma non di una struttura ad hoc. Preoccupato
in Regione soprattutto il presidente Iorio che ha così commentato il
provvedimento della Protezione civile:
«Si tratta di un provvedimento assurdo
e inconcepibile che disattende quanto necessario per completare la
ricostruzione post-sisma in un momento decisivo per le comunità e con la
certezza delle risorse disponibili e autorizzate dalla Corte dei Conti. La situazione gravissima che va a crearsi in base a quanto annunciato nella
nota della Protezione Civile rende a questo punto indispensabile un nuovo
provvedimento di emergenza. Nelle prossime ore chiederò un tavolo tecnico con
il Governo nazionale per individuare la soluzione più appropriata ed evitare
di bloccare il lavoro che la Regione sta portando avanti da anni».
Il sub
commissario al sisma il consigliere regionale Nicola Romagnuolo giudica l'atto
del Governo uno strumento per bloccare la macchina che già da anni si
dedicava alla ricostruzione post sisma e quindi un mezzo che certamente non
agevolerà il completamento degli interventi per consentire il rientro ancora
di qualche migliaio di famiglie nelle proprie case danneggiate dal terremoto e
quindi da ricostruire.
Il documento, firmato dal capo della Protezione civile
Franco Gabrielli, di sospensione dello stato di criticità, è stato trasmesso
anche ad altre Regioni colpite da calamità naturali.«Si tratta di una
decisione paradossale arrivata proprio quando la Regione Molise, grazie agli
sforzi e all'impegno del presidente Michele Iorio - ha detto Rimagnuolo - ha
ottenuto dal Governo il via libera all'utilizzo di ingenti risorse (delibera
Cipe) per completare la ricostruzione. Ci troviamo di fronte a un errore
gravissimo commesso da un Governo tecnico, questo è il modo peggiore di
operare per le nostre comunità in un momento di crisi e di incertezza».
di Aldo
Ciaramella da Il Tempo Molise, 18/01/2012
news
dal sito della Regione Molise
http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5034
http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5036
Un
altro terremoto. Burocratico e amministrativo. Questo rischia di
scatenare la mancata proroga dello stato di criticità nelle aree
colpite dal sisma del 2002. Blocco della ricostruzione il rischio
concreto se non ci saranno passi indietro da parte del Governo centrale
e delle strutture che hanno stoppato un provvedimento così importante.
La nota trasmessa dalla Protezione civile alla Regione, come ha spiegato
il consigliere delegato, Nicola Romagnuolo, dispone la chiusura della
struttura commissariale e delle relative contabilità, in sostanza
rappresenta un passaggio a livello chiuso al treno della ricostruzione
che passa nei vari paesi. Non possono ‘passare’ i tecnici degli
uffici Coc e le altre figure connesse alle attività del post-sisma.
Una situazione ‘paradossale’ per dirla con Romagnuolo o ‘inconcepibile’
leggendo la nota del presidente, Michele Iorio. Entrambi si sono
attivati per trovare una soluzione in tempi brevissimi. Anche un nuovo
provvedimento d’emergenza. Senza la proroga non si può andare avanti
perché si fermano le autorità e la ‘sbarra’ del passaggio a
livello non si può alzare. Oggi che i fondi ci sono per completare gli
interventi, a ragione della dedelibera Cipe, certificata pure dalla
Corte dei Conti, che ha stanziato le risorse necessarie. Ora che tutto
sembrava filare liscio con altri cantieri aperti e altri decreti che il
commissario avrebbe firmato per consentire nuovi lavori, facendo
respirare le imprese edili e tutti i servizi di indotto connessi su un
territorio ancora in panne. Ma a Roma la vedono diversamente, o meglio
non hanno concesso la ‘bollinatura’ alla proroga dello stato di
criticità. Un tavolo tecnico con il Governo altrettanto tecnico, misure
d’emergenza, una risposta immediata ai Comuni è l’impegno del
presidente Michele Iorio. Per rassicurare tanti cittadini che per tutta
la giornata di ieri non hanno parlato d’altro: “Ci mancava solo
questo e meno male che c’è la crisi”.
di
Fabrizio Occhionero da Il Quotidiano del Molise, 19/01/2012 |