Santa Croce di Magliano, giovedì 19 gennaio 2012

     

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post sisma


La Protezione Civile annuncia di non poter concedere proroghe.
Stop allo stato di criticità. Chiude la struttura commissariale.
Iorio: «Provvedimento assurdo. Chiederò un tavolo tecnico».


 

CAMPOBASSO Fine della proroga dello stato di criticità e nessun rinnovo della struttura commissariale che fino ad oggi dal post sisma ha governato tutti i passaggi amministrativi e tecnici del terremoto del 2002.

Le risorse che sono state destinate e quanto è in corso per la ricostruzione e per la riqualificazione e la bonifica delle aree colpite dalla calamità naturale di 10 anni fa, passeranno direttamente alla Regione riconducendo in questo modo all'unitarietà e all'ordinario le risorse che saranno ad esse attribuite.
Naturalmente nasce un problema grosso che è quello relativo allo smantellamento di quanto ha funzionato negli anni di cui il presidente Iorio ne è stato sempre fiero e quindi di meccanismi che se fosse così sarebbe difficile riprendere e riorganizzare all'interno di una macchina amministrativa e tecnica regionale che comunque presenta i suoi problemi e la questione occupazionale di un numero cospicuo di persone, oltre 200, assunte dalla Regione e da vari enti locali a tempo determinato negli anni, messi e disposti a controlli e al disbrigo di istruttorie di pratiche e di atti amministrativi e tecnici finalizzati alla ricostruzione.
Che ora potrà disporre di 340 milioni di euro così come deliberato dal Cipe e quindi già pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale ma non di una struttura ad hoc. Preoccupato in Regione soprattutto il presidente Iorio che ha così commentato il provvedimento della Protezione civile:
«Si tratta di un provvedimento assurdo e inconcepibile che disattende quanto necessario per completare la ricostruzione post-sisma in un momento decisivo per le comunità e con la certezza delle risorse disponibili e autorizzate dalla Corte dei Conti. La situazione gravissima che va a crearsi in base a quanto annunciato nella nota della Protezione Civile rende a questo punto indispensabile un nuovo provvedimento di emergenza. Nelle prossime ore chiederò un tavolo tecnico con il Governo nazionale per individuare la soluzione più appropriata ed evitare di bloccare il lavoro che la Regione sta portando avanti da anni».
Il sub commissario al sisma il consigliere regionale Nicola Romagnuolo giudica l'atto del Governo uno strumento per bloccare la macchina che già da anni si dedicava alla ricostruzione post sisma e quindi un mezzo che certamente non agevolerà il completamento degli interventi per consentire il rientro ancora di qualche migliaio di famiglie nelle proprie case danneggiate dal terremoto e quindi da ricostruire.
Il documento, firmato dal capo della Protezione civile Franco Gabrielli, di sospensione dello stato di criticità, è stato trasmesso anche ad altre Regioni colpite da calamità naturali.«Si tratta di una decisione paradossale arrivata proprio quando la Regione Molise, grazie agli sforzi e all'impegno del presidente Michele Iorio - ha detto Rimagnuolo - ha ottenuto dal Governo il via libera all'utilizzo di ingenti risorse (delibera Cipe) per completare la ricostruzione. Ci troviamo di fronte a un errore gravissimo commesso da un Governo tecnico, questo è il modo peggiore di operare per le nostre comunità in un momento di crisi e di incertezza».

di Aldo Ciaramella da Il Tempo Molise, 18/01/2012

news dal sito della Regione Molise

http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5034

http://www3.regione.molise.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5036


Un altro terremoto. Burocratico e amministrativo. Questo rischia di scatenare la mancata proroga dello stato di criticità nelle aree colpite dal sisma del 2002. Blocco della ricostruzione il rischio concreto se non ci saranno passi indietro da parte del Governo centrale e delle strutture che hanno stoppato un provvedimento così importante. La nota trasmessa dalla Protezione civile alla Regione, come ha spiegato il consigliere delegato, Nicola Romagnuolo, dispone la chiusura della struttura commissariale e delle relative contabilità, in sostanza rappresenta un passaggio a livello chiuso al treno della ricostruzione che passa nei vari paesi. Non possono ‘passare’ i tecnici degli uffici Coc e le altre figure connesse alle attività del post-sisma.
Una situazione ‘paradossale’ per dirla con Romagnuolo o ‘inconcepibile’ leggendo la nota del presidente, Michele Iorio. Entrambi si sono attivati per trovare una soluzione in tempi brevissimi. Anche un nuovo provvedimento d’emergenza. Senza la proroga non si può andare avanti perché si fermano le autorità e la ‘sbarra’ del passaggio a livello non si può alzare. Oggi che i fondi ci sono per completare gli interventi, a ragione della dedelibera Cipe, certificata pure dalla Corte dei Conti, che ha stanziato le risorse necessarie. Ora che tutto sembrava filare liscio con altri cantieri aperti e altri decreti che il commissario avrebbe firmato per consentire nuovi lavori, facendo respirare le imprese edili e tutti i servizi di indotto connessi su un territorio ancora in panne. Ma a Roma la vedono diversamente, o meglio non hanno concesso la ‘bollinatura’ alla proroga dello stato di criticità. Un tavolo tecnico con il Governo altrettanto tecnico, misure d’emergenza, una risposta immediata ai Comuni è l’impegno del presidente Michele Iorio. Per rassicurare tanti cittadini che per tutta la giornata di ieri non hanno parlato d’altro: “Ci mancava solo questo e meno male che c’è la crisi”.

di Fabrizio Occhionero da Il Quotidiano del Molise, 19/01/2012

 


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