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SAN
GIULIANO DI PUGLIA. Tutte le volte che sono spuntati degli ostacoli lungo il
complesso percorso della ricostruzione hanno scelto la strada dell’unità,
perché - senza retorica - l’unione fa la forza.
Dalla protesta romana davanti Palazzo Chigi con tanto di fascia tricolore, ad
altre iniziative organizzate per far valere i diritti dei cittadini
terremotati. Ora, a distanza di quasi dieci anni dall’evento sismico, hanno
deciso di riunirsi in assemblea permanente a San Giuliano di Puglia. I sindaci
del cratere chiedono la proroga urgente dello stato di criticità, in caso
contrario la ricostruzione rischia lo stop. Un rischio reale se non arriverà
il provvedimento necessario.
“Era già previsto - sottolinea il consigliere delegato per la ricostruzione
post-sisma, Nicola Romagnuolo - se si pensa che quando ci fu il passaggio
dallo stato di emergenza a quello di criticità si era parlato di tre anni e
il 2012 sarebbe il terzo e invece il Governo ha commesso questo errore”. Il
consigliere ha confermato l’impegno del Presidente, Michele Iorio, per
rinnovare le condizioni che consentono il funzionamento degli uffici sisma, di
gestire le contabilità speciali e tutta una serie di interventi
indispensabili per continuare la ricostruzione post-terremoto oggi che i fondi
ci sono e sono ingenti: 346 milioni disponibili e confermati in delibera Cipe
anche con l’ok della Corte dei Conti. I sindaci aspettano questo
provvedimento - nero su bianco - e hanno chiesto anche di partecipare al
tavolo tecnico chiesto dal commissario Iorio al Governo nazionale. “Non
basta la proroga di un anno - ha osservato Romagnuolo - ma dobbiamo
confrontarci per capire come affrontare anche il futuro con gli strumenti e
gli atti necessari a completare il percorso della ricostruzione”.
fonte: Il Quotidiano del Molise, 22/01/2012

COMITATO
SINDACI DEL CRATERE
(Terremoto del Molise - 31.10.2002)
I Sindaci dei
Comuni del cratere, riunitisi in data odierna, presso la Sala Consiliare del
Comune di San Giuliano di Puglia, constatato il mancato rinnovo dello stato di
criticità conseguente allo stato d'emergenza sisma del 31.10.2002, che,
com'è noto, rappresenta un provvedimento indispensabile per consentire la
prosecuzione delle attività di ricostruzione a fronte delle risorse già
stanziate di recente da parte del CIPE d'intesa con la Regione Molise;
Non potendo
condividere tale situazione che provocherebbe - tra l'altro - una paralisi
amministrativa di tutte le attività legate alla ricostruzione post-sisma e
quindi la compromissione del processo di ritorno alla normalità delle
popolazioni colpite;
Considerato,
altresì, che la mancata proroga comporterebbe l'impossibilità:
-
di far
fronte alle spese relative all'assistenza alla popolazione;
-
di operare
attraverso la contabilità speciale del Commissario delegato, con
ripercussioni negative sul sistema amministrativo/finanziario;
-
di
proseguire con i cantieri in corso (contrattualizzati) per assenza delle
figure professionali all'uopo individuate e la conseguente mancanza di
condizioni per il pagamento degli Stati d'Avanzamento Lavori;
-
di aprire
nuovi cantieri già finanziati con le risorse disponibili;
Per tali
ragioni, i Sindaci decidono quanto segue:
-
Dalla data
odierna sono riuniti in Assemblea permanente, individuando la sede nella
Sala Consiliare del Comune di San Giuliano di Puglia;
-
Di
richiedere l'immediata emanazione del provvedimento di proroga dello stato
di criticità;
-
Di
condividere i contenuti della nota del Presidente della Regione Molise -
Commissario delegato n° 1724/12 del 20.01.2012, chiedendo di partecipare,
con una delegazione/rappresentanza, al "tavolo tecnico"
incaricato di esaminare le problematiche prospettate;
I Sindaci
rappresentano, infine, che in mancanza del richiesto provvedimento entro il
prossimo venerdì 27 gennaio 2012, valuteranno iniziative di protesta da
intraprendere, anche attraverso la mobilitazione della popolazione.
La presente
viene inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
dell'Economia on. Monti, al Sottosegretario del Consiglio dei Ministri on.
Catricalà, al Capo Dipartimento della Protezione Civile, al Presidente della
Regione Molise-Commissario delegato, al Prefetto di Campobasso, ai
Parlamentari molisani, alle Autorità di Pubblica Sicurezza e agli Organi di
stampa.
Approvato
all'unanimità.
San Giuliano di
Puglia, 21 gennaio 2012
F.TO I SINDACI
Post-sisma,
apertura del governo
Dopo il pressing del commissario Michele Iorio, il sottosegretario Antonio
Catricalà ha promesso la proroga di un anno dello stato di criticità. Ad
annunciarlo Nico Romagnuolo.
CAMPOBASSO.
Lo stato di criticità per il terremoto del 2002 sarà prorogato di un
anno. Le ultime notizie arrivate da Roma fanno tirare un sospiro di sollievo
ai tanti comuni colpiti dal tragico sisma del 31 ottobre di nove anni fa.
Ad annunciarlo alla folta platea degli amministratori e dei dipendenti della
struttura commissariale, riuniti nella biblioteca ‘Albino’, è stato il
sub commissario alla ricostruzione Nicola Eugenio Romagnuolo.
“Il presidente Michele Iorio – ha affermato – si è subito attivato dopo
la notizia della mancata proroga dello stato di criticità per il 2012” che
“è stata una doccia fredda”.
Il governatore, perciò, “ha parlato con il sottosegretario della Presidenza
del Consiglio dei MiMinistri Antonio Catricalà che ha rassicurato sul rinnovo
dello stato di criticità”. La notizia sarà confermata nei prossimi giorni
(si presume tra martedì e mercoledì prossimi, ndr), quando sarà inviata al
governo nazionale tutta la documentazione necessaria per la proroga. All’area
del cratere sono stati destinati 346 milioni per mettere a punto la
ricostruzione, a cominciare dal completamento degli edifici considerati di ‘classe
A’ per finire con le opere pubbliche.
“E ora tanti cantieri potranno ripartire”, ha commentato il presidente pro
tempore del Coordinamento delle figure professionali emergenza sisma 2002,
Cristian Di Paola. Quest’ultimo, nel suo discorso, ha rilevato alcune
criticità nella diverità di ‘trattamento’ tra il Molise e altre regioni
italiane colpite in passato da un sisma: “non possono esistere terremoti di
serie A e terremoti di serie B. Certo, c’è la crisi, ma perché a Marche e
Umbria sono stati assegnati 18 miliardi di euro e al Molise 850 milioni per la
ricostruzione?”. Tuttavia, ci sarà da affrontare un’altra emergenza: il
destino lavorativo del personale della struttura commissariale. “Non si
possono disperdere queste risorse professionali” e quindi “bisogna
concordare con governo regionale e con quello nazionale le procedure di
stabilizzazione dei lavoratori”.
Il Quotidiano del Molise, 21/01/2012
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