Santa Croce di Magliano, lunedì 09 gennaio 2012

     

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eventi culturali


Santa Croce, la cultura ‘occupa’ i silos | Un gesto simbolico per sensibilizzare la politica: "subito il progetto del teatro" | Riuscito l’evento “Con-fine” organizzato dalla scuola di teatro “Abraxas Lab” e da The Patch Horse


 

 

 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. Il 31 dicembre scorso, a Santa Croce di Magliano, ha avuto luogo un evento del tutto inedito: Con-fine, la notte di capodanno tra naturalia ed artificialia, organizzato dalla scuola di Teatro Abraxas Lab e dall’associazione culturale The Patch Horse, in collaborazione con la Pro Loco Quattro Torri di Santa Croce di Magliano.
In uno scenario tra l’artistico e l’assurdo, in un’atmosfera tra il dionisiaco e l’apollineo, la serata si è aperta con la proiezione di un video della performance luminosa concepita da Peter Greenaway per il Cenacolo, visione che ha creato un dialogo tra cinema ed arte sacra.
Dopo il video, si è passati poi alla vera e propria “Ultima cena”, un banchetto rituale in cui le 4 portate previste sono state servite da camerieri/macellai che, con i loro grembiuli macchiati di sangue, hanno creato un forte contrasto con la tavola impeccabilmente allestita, gli eleganti candelabri e l’argenteria che spiccava sul buffet centrale. Dopo le libagioni apotropaiche, i convitati di Confine si sono poi dedicati a liberazioni delle fiamme, rituali del fuoco, delirim musicali, illumin-azioni, fino a far danzare all’unisono il loro Dio interiore.

 

 

 

Insomma, un evento decisamente sperimentale, totalmente in linea con le iniziative del Centro di Ricerca culturale Abraxas, che, oltre a raccogliere un pubblico colto, selezionato ed interessato all’arte visiva, al cinema alla musica ed al teatro, tenta di avvicinare e coinvolgere anche le nuove generazioni.
Gli organizzatori hanno commentato così la serata: “Questo è stato solo un primo esperimento, ci piacerebbe poterlo ripetere anche i prossimi anni. Con il tempo sarebbe interessante sviluppare maggiormente questo progetto cercando nuove ambientazioni in grado di incarnare ancor di più il concetto di con-fine.
Proprio come avevamo desiderato Con-fine ha accolto e riunito una comunità di artisti, pensatori, poeti, sognatori. E’ stata una notte dedicata a chi, come scrisse Nietzsche, ha il coraggio del proibito, la predisposizione al labirinto, a chi cerca un’esperienza di sette solitudini. Nuove orecchie per nuova musica. Nuovi occhi per il lontanissimo. Una nuova coscienza per verità fin qui rimaste mute, a chi intende conservare intatta la propria energia; il proprio entusiasmo...e il rispetto di sé; l’amore di sé; l’incondizionata libertà verso se stessi...”.

 

 

L’evento Con-fine si è concluso il primo gennaio 2012 alle ore 18 con “Occupy Silos act one”, il primo gesto di occupazione simbolica degli ex silos adiacenti al campo sportivo di Santa Croce di Magliano. Gli organizzatori hanno infatti scelto di cimentarsi in un’operazione fortemente simbolica dipingendo sulla facciata dell’edificio la scritta “Teatro”.

Il gesto vuole sollecitare la classe politica, esortandola ad occuparsi del progetto a cui la struttura è stata destinata e per cui è stata acquistata alcuni anni fa dalla precedente amministrazione comunale: la costruzione di un teatro.

Questo il comunicato diffuso dai responsabili di Occupy silos:
“Occupare un luogo per abitarlo, per metterlo in scena, per metterlo in vita. Dare un nome alle cose per stabilirne la funzione, l’uso, il senso. Questo era un silos. Questo è un teatro.
Un’azione poetica, la nostra, che vuole ribadire la portata simbolica di un luogo, strappandolo alla condizione di incuria ed abbandono in cui è stato relegato.
Il 1 gennaio 2012, dopo una nottata di visioni, i partecipanti di Con-fine si sono riuniti davanti agli ex-silos adiacenti al campo sportivo di S. Croce di Magliano per compiere un’azione che, regalando ad essi una nuova pelle, ne ha destabilizzato la funzione, l’uso.
Questa occupazione simbolica non è motivata da uno spirito di provocazione o di contestazione, ma dal rispetto e dalla devozione che abbiamo nei confronti della vocazione artistica a cui siamo stati chiamati. Noi abbiamo il dovere di pretendere che, così come i fedeli hanno il diritto di pregare in chiesa, anche agli artisti sia riservato un luogo di culto in cui celebrare quotidianamente la propria liturgia. E questo è solo il primo atto…”

articolo da Il Quotidiano del Molise | foto facebook Abraxas Lab

VIDEO - Occupazione simbolica dell'ex silos di Santa Croce di Magliano avvenuta il 1 gennaio 2012. Un progetto di Abraxas Lab & The Patch Horse
Act # 01

 

 

 

 

 

 

qui in alto, articolo da Primo Piano Molise, 11/01/2012

 

 

 


Santa Croce senza teatro. La battaglia culturale continua


 

 

 

 



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