Santa Croce di Magliano, domenica 15 gennaio 2012

     

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DALLA STAMPA


Santa Croce senza teatro. La battaglia culturale continua | Dopo l’iniziativa “Occupy Silos” i promotori continuano a sensibilizzare la politica sull’argomento...


 

SANTA CROCE DI MAGLIANO. “Abbiamo trasformato l’ex silos di Santa Croce di Magliano in un teatro. O, servendoci della definizione di Marc Augé, abbiamo trasformato un “non luogo” in un “luogo antropologico. Uno spazio cioè che ha come prerogativa quella di essere identitario, relazionale e storico”.
Così in una nota di sensibilizzazione gli organizzatori/promotori dell’iniziativa denominata ‘Occupy silos (la scuola di teatro Abraxas Lab e l’associazione culturale the patch horse).
“E’ triste ammetterlo - sostengono in una nota - ma siamo stati noi, e non la classe politica, a compiere questa trasformazione, chiamando questa struttura con un nuovo nome, facendola ri-vivere, parlandone, scrivendone. Noi e tutti coloro che ci appoggiano in questa causa. E’ opportuno ricordare che il silos in questione è stato acquistato nel 2007 dalla precedente amministrazione comunale (per 213 mila euro circa) affinché diventasse un teatro. Nel 2010, la Regione Molise ha poi previsto di destinare un milione e mezzo di euro al recupero della struttura, attraverso un finanziamento che rientrava nelle risorse stanziate dal governo nazionale per il post-terremoto. I lavori sarebbero già dovuti partire ma, a quanto pare, nessun passo è stato compiuto in questa direzione.
E’ a causa di queste ragioni che, da circa una settimana, abbiamo cercato di creare interesse intorno all’argomento, portandovi l’attenzione dell’opinione pubblica. Nei prossimi giorni, speriamo inoltre che molti di coloro che ora “sanno” vogliano continuare a sostenere la nostra azione, battendosi per l’adeguamento strutturale di un nuovo luogo “di culto” dedicato agli artisti. Un luogo - continuano i promotori dell’iniziativa - che funga da centro di produzione e fruizione artistica, un luogo che riservi una specifica attenzione al teatro di sperimentazione e di ricerca, un luogo che, anche nella struttura architettonica, rispetti queste premesse.
E’ necessario infatti che lo spazio sia strutturalmente progettato da un’equipe di esperti del settore (architetti specializzati nella costruzione o nel recupero di tali edifici affiancati da registi, scenografi, scenotecnici etc.) che, in virtù della loro competenza e della loro esperienza, sappiano concepire un luogo atto ad accogliere eventi artistici in grado di raccontare la contemporaneità. Questo è ancora più urgente in un territorio come il nostro dove, pur mancando luoghi deputati alla produzione ed alla fruizione di opere teatrali improntate alla sperimentazione ed alla ricerca, sono invece numerosi i teatri che mostrano un’ impostazione tradizionale sia nella struttura architettonica che nella tipologia della programmazione offerta al pubblico.
Riteniamo opportuno specificare ciò - sostengono ancora i promotori dell’iniziativa - poiché, a quanto ci risulta, il progetto di recupero del silos è stato affidato esclusivamente al geometra vincitore della gara d’appalto indetta dall’attuale amministrazione comunale, ed alla quale sono stati invitati 5 candidati (sarebbe comunque opportuno conoscere i criteri in base ai quali sono state scelte queste 5 figure). Ma tra le proposte non condividiamo quella di realizzare un palco di 11/ 12 metri di boccascena per 4/ 5 di profondità. Dimensioni queste, consone ad un a sala cinematografica piuttosto che ad uno spazio teatrale contemporaneo da sviluppare in un’area di 1.300 mq circa. Riteniamo che, in qualsiasi luogo del pianeta, se si decidesse di progettare uno spazio teatrale, si affiderebbe l’incarico ad un esperto del settore o, quantomeno, si pretenderebbe che il progettista fosse affiancato da esperti che vivono quotidianamente il teatro e, in generale, il mondo dell’arte scenica. Ma qui siamo in Molise, e precisamente a S. Croce di Magliano, dove sembra che tutti sappiano fare bene il lavoro degli altri, dimenticandosi spesso di non saper fare bene nemmeno il proprio.
Per concludere, ci auguriamo inoltre che, se sarà realizzato tale adeguamento strutturale, il teatro sia gestito da un comitato scientifico composto da esperti del settore che sappiano trasformarlo in uno strumento di rilancio e riqualificazione del territorio. Quest’ultima considerazione merita particolare attenzione perché, sempre da queste parti, è riscontrabile nella classe politica una tendenza piuttosto singolare: inaugurare strutture dedicate alla fruizione ed alla produzione culturale, dimenticando però di occuparsi della gestione delle risorse necessarie a svolgere le attività che dovrebbero essere garantite al loro interno. Tali “dimenticanze” - si sostiene ancora nella nota dei promotori - che di fatto rendono le strutture vuoti e polverosi contenitori del nulla, sono in generale originate da fattori di varia natura: paura di perdita di consensi elettorali (nel caso in cui la/ le persona/e a cui si affida la gestione dello spazio non gode/ono dell’ammirazione e della stima del “popolo intero”), incompetenza, pigrizia, disinteresse nei confronti della crescita culturale della propria comunità, assenza di ambizione e sensibilità, scarsissima conoscenza in campo artistico e culturale: in una parola ignoranza.
E’ dunque per questi motivi che, oltre ad esigere risposte e chiarimenti in merito allo stato attuale del progetto, richiediamo alla classe politica che l’impegno nel portare avanti questo percorso sia garantito alla collettività. Noi - conclude la nota - continueremo ad attivarci per questa causa (si ricorda che, fino ad ora, è stato compiuto solo il primo atto di Occupy Silos) anche in virtù dell’interesse che questa ha suscitato nell’opinione pubblica. Basti pensare che, in 3 giorni, il video ha avuto più di 500 visualizzazioni su youtube, e che tanti sono stati i commenti di apprezzamento e di sostegno che le persone ci hanno riservato.
Se si è concordi nel ritenere il teatro un concetto e non un luogo, anche quello che era un vecchio ed abbandonato silos, ora è un Teatro. Aiutiamolo a vivere. Per vedere il video dell’occupazione è necessario digitare su youtube “Occupy Silos act # 01”, Per maggiori info https:// www.facebook.com/#!/pages/ O c c u p y - S i l o s / 305593902816446 (link della comunità Occupy silos su facebook)”. Il dibattito è aperto a nuovi interventi.

fonte: Il Quotidiano del Molise, 15/01/2012

 


Santa Croce, la cultura ‘occupa’ i silos


 

 

 

 



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