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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. “Abbiamo trasformato l’ex silos di Santa Croce
di Magliano in un teatro. O, servendoci della definizione di Marc Augé,
abbiamo trasformato un “non luogo” in un “luogo antropologico. Uno
spazio cioè che ha come prerogativa quella di essere identitario,
relazionale e storico”.
Così in una nota di sensibilizzazione gli organizzatori/promotori dell’iniziativa
denominata ‘Occupy silos (la scuola di teatro Abraxas Lab e l’associazione
culturale the patch horse).
“E’ triste ammetterlo - sostengono in una nota - ma siamo stati noi,
e non la classe politica, a compiere questa trasformazione, chiamando
questa struttura con un nuovo nome, facendola ri-vivere, parlandone,
scrivendone. Noi e tutti coloro che ci appoggiano in questa causa. E’
opportuno ricordare che il silos in questione è stato acquistato nel
2007 dalla precedente amministrazione comunale (per 213 mila euro circa)
affinché diventasse un teatro. Nel 2010, la Regione Molise ha poi
previsto di destinare un milione e mezzo di euro al recupero della
struttura, attraverso un finanziamento che rientrava nelle risorse
stanziate dal governo nazionale per il post-terremoto. I lavori
sarebbero già dovuti partire ma, a quanto pare, nessun passo è stato
compiuto in questa direzione.
E’ a causa di queste ragioni che, da circa una settimana, abbiamo
cercato di creare interesse intorno all’argomento, portandovi l’attenzione
dell’opinione pubblica. Nei prossimi giorni, speriamo inoltre che
molti di coloro che ora “sanno” vogliano continuare a sostenere la
nostra azione, battendosi per l’adeguamento strutturale di un nuovo
luogo “di culto” dedicato agli artisti. Un luogo - continuano i
promotori dell’iniziativa - che funga da centro di produzione e
fruizione artistica, un luogo che riservi una specifica attenzione al
teatro di sperimentazione e di ricerca, un luogo che, anche nella
struttura architettonica, rispetti queste premesse.
E’ necessario infatti che lo spazio sia strutturalmente progettato da
un’equipe di esperti del settore (architetti specializzati nella
costruzione o nel recupero di tali edifici affiancati da registi,
scenografi, scenotecnici etc.) che, in virtù della loro competenza e
della loro esperienza, sappiano concepire un luogo atto ad accogliere
eventi artistici in grado di raccontare la contemporaneità. Questo è
ancora più urgente in un territorio come il nostro dove, pur mancando
luoghi deputati alla produzione ed alla fruizione di opere teatrali
improntate alla sperimentazione ed alla ricerca, sono invece numerosi i
teatri che mostrano un’ impostazione tradizionale sia nella struttura
architettonica che nella tipologia della programmazione offerta al
pubblico.
Riteniamo opportuno specificare ciò - sostengono ancora i promotori
dell’iniziativa - poiché, a quanto ci risulta, il progetto di
recupero del silos è stato affidato esclusivamente al geometra
vincitore della gara d’appalto indetta dall’attuale amministrazione
comunale, ed alla quale sono stati invitati 5 candidati (sarebbe
comunque opportuno conoscere i criteri in base ai quali sono state
scelte queste 5 figure). Ma tra le proposte non condividiamo quella di
realizzare un palco di 11/ 12 metri di boccascena per 4/ 5 di
profondità. Dimensioni queste, consone ad un a sala cinematografica
piuttosto che ad uno spazio teatrale contemporaneo da sviluppare in un’area
di 1.300 mq circa. Riteniamo che, in qualsiasi luogo del pianeta, se si
decidesse di progettare uno spazio teatrale, si affiderebbe l’incarico
ad un esperto del settore o, quantomeno, si pretenderebbe che il
progettista fosse affiancato da esperti che vivono quotidianamente il
teatro e, in generale, il mondo dell’arte scenica. Ma qui siamo in
Molise, e precisamente a S. Croce di Magliano, dove sembra che tutti
sappiano fare bene il lavoro degli altri, dimenticandosi spesso di non
saper fare bene nemmeno il proprio.
Per concludere, ci auguriamo inoltre che, se sarà realizzato tale
adeguamento strutturale, il teatro sia gestito da un comitato
scientifico composto da esperti del settore che sappiano trasformarlo in
uno strumento di rilancio e riqualificazione del territorio. Quest’ultima
considerazione merita particolare attenzione perché, sempre da queste
parti, è riscontrabile nella classe politica una tendenza piuttosto
singolare: inaugurare strutture dedicate alla fruizione ed alla
produzione culturale, dimenticando però di occuparsi della gestione
delle risorse necessarie a svolgere le attività che dovrebbero essere
garantite al loro interno. Tali “dimenticanze” - si sostiene ancora
nella nota dei promotori - che di fatto rendono le strutture vuoti e
polverosi contenitori del nulla, sono in generale originate da fattori
di varia natura: paura di perdita di consensi elettorali (nel caso in
cui la/ le persona/e a cui si affida la gestione dello spazio non gode/ono
dell’ammirazione e della stima del “popolo intero”), incompetenza,
pigrizia, disinteresse nei confronti della crescita culturale della
propria comunità, assenza di ambizione e sensibilità, scarsissima
conoscenza in campo artistico e culturale: in una parola ignoranza.
E’ dunque per questi motivi che, oltre ad esigere risposte e
chiarimenti in merito allo stato attuale del progetto, richiediamo alla
classe politica che l’impegno nel portare avanti questo percorso sia
garantito alla collettività. Noi - conclude la nota - continueremo ad
attivarci per questa causa (si ricorda che, fino ad ora, è stato
compiuto solo il primo atto di Occupy Silos) anche in virtù dell’interesse
che questa ha suscitato nell’opinione pubblica. Basti pensare che, in
3 giorni, il video ha avuto più di 500 visualizzazioni su youtube, e
che tanti sono stati i commenti di apprezzamento e di sostegno che le
persone ci hanno riservato.
Se si è concordi nel ritenere il teatro un concetto e non un luogo,
anche quello che era un vecchio ed abbandonato silos, ora è un Teatro.
Aiutiamolo a vivere. Per vedere il video dell’occupazione è
necessario digitare su youtube “Occupy Silos act # 01”, Per maggiori
info https:// www.facebook.com/#!/pages/ O c c u p y - S i l o s /
305593902816446 (link della comunità Occupy silos su facebook)”. Il
dibattito è aperto a nuovi interventi.
fonte: Il
Quotidiano del Molise, 15/01/2012 |