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attualità Santa Croce, l’albero della... discordia | Nulla di fatto per il referendum comunale: manca il quorum e l’alianto aspetta il suo futuro | La riflessione di Angela Cicora sul tanto discusso arbusto che sorge davanti alla chiesa di San Giacomo... |
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Il tocco luminoso, che inseguiva un intento estetico e rassicurante, è diventato un bacio di Giuda per l’ailanto nel momento in cui l’indagine referendaria è risultata nulla per mancato raggiungimento del quorum. Di conseguenza è molto probabile che gli alberi verranno tagliati: così vuole il progetto di riqualificazione. E sarà senz’altro uno dei tagli meno dolorosi del nuovo anno, se si pensa che l’”ailanthus glandulosa” è nella lista nera delle piante infestanti in Europa. L’”albero del paradiso” (questa la traduzione del suo nome) in Estremo Oriente (da cui proviene) è considerato simbolo dell’elevazione spirituale. Sulla base di questa credenza, una volta importata in Europa (1751 circa), venne erroneamente destinata ai luoghi di culto. Qui,
priva del contesto biologico autoctono, risulta pericolosamente
infestante, una vera minaccia nei luoghi urbani e per le infrastrutture
in pietra, di cui mina la stabilità. Senza parlare dell’odore che
emanano i suoi fiori in primavera, tutt’altro che ambrosia! Positive
le proprietà della sua corteccia con cui è possibile preparare un
infuso antidiarroico e un vermifugo; le foglie invece, opportunamente
trattate, sono la base per impacchi antireumatici.
Ancora
una volta e contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare il medico
santacrocese ci offre uno spunto inatteso, non in quanto testimone di un’epoca
da restaurare, ma in quanto visionario autore di una tradizione mai
statica. E la sua visione, più efficace di un fotomontaggio, invita la
mente (“passaporto per ogni dove” R. Capriglione) a nuovi viaggi. |

fonte: Il Quotidiano del Molise, 14/01/2012 |
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