Santa Croce di Magliano, sabato 14 gennaio 2012

     

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attualità


Santa Croce, l’albero della... discordia | Nulla di fatto per il referendum comunale: manca il quorum e l’alianto aspetta il suo futuro | La riflessione di Angela Cicora sul tanto discusso arbusto che sorge davanti alla chiesa di San Giacomo...


 

Rimangono spente da qualche giorno le luminarie natalizie in paese, compresa quella che avvolgeva l’ailanto del piazzale antistante la chiesa San Giacomo. La messa in evidenza insieme alla considerazione che si stava decidendo circa la sua vita o la morte con un referendum, davano un aspetto tragico al tanto discusso albero. I rami, invano tesi e orribilmente potati, aspettavano il responso dopo l’“Ecce arbor”.

Il tocco luminoso, che inseguiva un intento estetico e rassicurante, è diventato un bacio di Giuda per l’ailanto nel momento in cui l’indagine referendaria è risultata nulla per mancato raggiungimento del quorum. Di conseguenza è molto probabile che gli alberi verranno tagliati: così vuole il progetto di riqualificazione. E sarà senz’altro uno dei tagli meno dolorosi del nuovo anno, se si pensa che l’”ailanthus glandulosa” è nella lista nera delle piante infestanti in Europa. L’”albero del paradiso” (questa la traduzione del suo nome) in Estremo Oriente (da cui proviene) è considerato simbolo dell’elevazione spirituale. Sulla base di questa credenza, una volta importata in Europa (1751 circa), venne erroneamente destinata ai luoghi di culto.

Qui, priva del contesto biologico autoctono, risulta pericolosamente infestante, una vera minaccia nei luoghi urbani e per le infrastrutture in pietra, di cui mina la stabilità. Senza parlare dell’odore che emanano i suoi fiori in primavera, tutt’altro che ambrosia! Positive le proprietà della sua corteccia con cui è possibile preparare un infuso antidiarroico e un vermifugo; le foglie invece, opportunamente trattate, sono la base per impacchi antireumatici.
Approfittatene finché ce n’è!

Ma immaginando il futuro del piazzale: si può pensare di piantare nuovi alberi, di favorire una specie autoctona che ripristini un ecosistema simile a quello antico; oppure si può considerare la scelta di un illustre antenato.
Raffaele Capriglione ritrae la zona della chiesa così come appare in una notte di luna piena di più di un secolo fa. Il disegno, splendido esemplare del ciclo figurativo de “La settimana santa” rappresenta la ronda notturna di due carabinieri. È appena trascorso il giorno della Pasqua e i due uomini, ritratti di spalle, procedono fumando verso la chiesa. Nessun albero nel piazzale.
Le foto d’epoca che possediamo dimostrano invece che il piazzale ha avuto sempre degli alberi. Compaiono alberi nelle due foto in cui è presente il poeta stesso e ce ne sono nella foto (sicuramente una delle più antiche del paese) che fa parte del collage futuristico che Capriglione compone sul foglio 165 della “Poderosa opera”.

Ancora una volta e contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare il medico santacrocese ci offre uno spunto inatteso, non in quanto testimone di un’epoca da restaurare, ma in quanto visionario autore di una tradizione mai statica. E la sua visione, più efficace di un fotomontaggio, invita la mente (“passaporto per ogni dove” R. Capriglione) a nuovi viaggi.
Riceviamo e pubblichiamo da Angela Cicora

 

 

 


fonte: Il Quotidiano del Molise, 14/01/2012


 

 

 

 



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