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SANTA
CROCE DI MAGLIANO. Non si spegne la polemica sulla situazione della
viabilità nell’area del cratere. Tante le problematiche ancora da
risolvere e questa volta sulla vicenda interviene proprio il
rappresentante territoriale di Palazzo Magno, il giovane consigliere
santacrocese, Donato D’Ambrosio.
Consigliere D’Ambrosio, alcuni
giorni fa si è infiammata e brucia ancora una polemica sulla
realizzazione della variante di Bonefro, la possiamo definire una
sconfitta per il cratere?
“Assolutamente no, la sconfitta al massimo
è constatare il modo con cui la questione è stata posta e dal tono del
discorso. Sul lato amministrativo invece penso si sia fatta un’opera
di verità e di buona amministrazione da parte della Provincia”.
In
che senso?
“Nel senso che oggi bisogna amministrare tenendo conto
delle risorse attuali e future. E’ inutile mettere in cantiere un’opera
che allo stato attuale non può essere conclusa. Oggi, vista la crisi
economica, è più utile ristrutturare il patrimonio che si ha a
disposizione. Questo non significa affatto che la variante non verrà
portata avanti, significa volerla fare bene, con tempi certi e con costi
sotto controllo. Appena la Regione (ente deputato a erogare quel tipo di
finanziamenti) si deciderà a dare seguito ai suoi impegni e a fare
qualcosa di concreto allora la variante potrà partire. Al momento, pur
essendo un’opera strategica, si è preferito dare priorità alla
sicurezza e alla manutenzione di strade che rischiano di mettere a
repentaglio la vita dei cittadini. Penso sia stata una scelta
responsabile.
Tuttavia molti ritengono la scelta penalizzi il cratere.
“Molti che oggi criticano hanno dimenticato, negli anni in cui
potevano, di seguire il progetto, quando era fattibile e finanziabile,
pensi che la prima bozza per la realizzazione dell’opera è stata
fatta nel 1989 dalla Comunità montana! Successivamente le procedure
sono arrivate in Provincia, dove sono cambiati 5 responsabili di
progetto (RUP), sotto la Giunta D’Ascanio, senza concludere nulla,
fino all’insediamento del Consiglio di cui faccio parte. Appena
arrivati ho sollecitato la riapertura del fascicolo ma dai quattro
milioni di euro previsti inizialmente per la realizzazione del primo
lotto, oggi per la stessa opera ne occorrono più di sei. Insomma a
seguito dei tanti ritardi accumulati i fondi stanziati non sono più
sufficienti. E’ molto probabile che ci saremmo trovati con un cantiere
aperto per anni, senza nessun vantaggio per le comunità e con notevoli
disagi. Ribadisco quanto affermato dal Presidente De Matteis che la
variante non è stata assolutamente cancellata anzi è l’unica opera
strategica che la Provincia ha in cantiere”.
Non era in ogni caso
meglio cominciare in qualche modo, per dare risorse al territorio?
“Oggi
i progetti devono prevedere una visione di quella che sarà l’intera
vita dell’opera pubblica, e non fermarsi al solo taglio del nastro,
credo che questa sia la maniera corretta per fare un vero servizio alle
comunità. In passato le logiche erano diverse e infatti ci troviamo con
opere gestite male, perché troppo onerose nella manutenzione, senza
parlare poi delle tante opere completamente inutili”.
In sintesi cosa
succederà nel prossimo futuro?
“La variante si farà appena i
finanziamenti regionali verranno approvati, intanto faremo subito: il
completamento della Bonefro-Fondo Valle del Biferno, la Gildone -Jelsi.
Sulla SP168 verrà aggiustata la paratia crollata, si realizzerà la
variante di Sant’Elia. Soprattutto inizierà l’iter burocratico
della variante di Bonefro per l’adeguamento del progetto alle nuove
normative, frazionamenti, espropri. Urgentissima, e stiamo veramente
lavorando tanto per farla il prima possibile, la soluzione definitiva
della frana della strada che da Rotello porta verso Termoli. Quello è
un vero impegno morale, vista la pericolosità del tratto. Stiamo
lavorando in silenzio, stiamo seguendo da mesi le questioni tecniche e
burocratiche. Questo finora senza sbandierare risultati, per opere così
non occorre nessuna pubblicità, meglio far parlare i fatti”.
E cosa
risponde a chi parla di una stasi generale della Provincia?
“La
presidenza De Matteis sta amministrando in un contesto che non è mai
stato così difficile. L’ente provinciale ha subito tagli di oltre 25
milioni di euro e il costo dei servizi è aumentato mediamente del 10%,
nonostante tutto questo, si sta garantendo l’erogazione si servizi
essenziali e la promozione di progetti innovativi. Capisco le critiche
dei vecchi amministratori che erano abituati ad operare con fondi più
generosi di quelli attuali e senza logiche di lungo periodo, ma oggi è
tutto cambiato. Forse solo il modo di fare politica è l’unica cosa
che è rimasta uguale a se stessa da trent’anni”.
fonte
testo: Il Quotidiano del Molise, 27/07/2012
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